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corsa naturale e drop

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Re: corsa naturale e drop

Messaggioda nelson15 » 12/11/2015, 9:32

Ti dico che anch io ho di mio una corsa di mesopiede (per la cronaca mi sono pure fatto il video in slow motion :D ). Tuttavia passando da un drop elevato con suola ammortizzata a quella più minimalista ho notato un maggior carico sui polpacci. Il periodo di transizione a mio parere serve proprio per allenare i muscoli e per portarsi al giusto grado di allenamento per evitare dolorini vari. Certo sconvolgere completamente il proprio stile di corsa può portare a volte più danni che benefici...
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Re: corsa naturale e drop

Messaggioda El_Gae » 12/11/2015, 9:33

Io in questo senso sono stato fortunato. Dopo i primi mesi da obeso e sprovveduto neofita della corsa, ai primi dolori alle ginocchia (dovuti non solo alle scarpe ma, appunto, anche all'obesità), ho conosciuto il minimalismo tramite un vecchio amico dell'università. Non essendo all'epoca un ultramaratoneta, che se riuscivo a correre un'ora era grasso che colava (in tutti i sensi), ho impostato sostanzialmente da subito la mia corsa su quel tipo di assetto. Mi sono così risparmiato la transizione e per più di un anno e mezzo ho corso solo ed esclusivamente con le vibram fivefingers (sono arrivato a fare una maratona su strada).
Ora (nel frattempo ho perso 20 kg) le alterno ad altre scarpe arrivando fino agli 8 mm delle NB 1210. Ci sono alcuni aspetti del minimalismo a cui faccio fatica a rinunciare: lo spazio per le dita, la leggerezza. Ma al di là di questo, devo dire che se non esco per due settimane almeno un paio di volte con le FF inizio ad avere dolorini qui e lì. In qualche modo è come se mi costringessero ad un assetto di corsa che mi rimette in sesto.
Poi magari è tutto effetto psicologico. Ma non è scritto da nessuna parte che l'aspetto psicologico non abbia valore ;)
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Re: corsa naturale e drop

Messaggioda NoTrail » 12/11/2015, 10:22

Scusate la latitanza, ma sono giorni di fuoco :) che bella piega che ha preso la conversazione!

Io, una volta di più, mi ritrovo a quotare Martin. Ho l'immensa fortuna di poter provare moltissime scarpe dalle caratteristiche talmente diverse da avere in comune giusto il fatto che si indossano ai piedi, e in questi anni sono potuto giungere ad una serie di conclusioni personali piuttosto consolidate riguardo allo stile di corsa e all'efficienza della corsa stessa.
Premesso che il mio modo di correre non è mai cambiato e non si modifica mai, qualunque tipo di scarpa usi, ineffetti ho potuto riscontrare che certi tipi di scarpe mi assecondano più di altri, dandomi quindi la sensazione di correre "meglio". Le virgolette sono d'obbligo, perché davvero si tratta di una sensazione e stabilire in che termini un tipo di corsa sia migliore di un altro è un affare tutt'altro che banale.
Se devo sintetizzare al massimo, la flessibilità è il criterio che fa la maggior differenza: una scarpa poco strutturata, che segua il piede invece di guidarlo, è il maggior elemento a favore di una corsa naturale. SI parla tanto di ammortizzazione e drop, che sono elementi importanti non lo nego (soprattutto il drop), ma non quanto la flessibilità. Sicuramente quando corro con delle Asics o delle Mizuno tradizionali, ho comunque sempre la sensazione che il mio passo non sia fluido e snello come quando corro le Helios SR o le Sense. La differenza è sostanziale. Detto ciò, il mio appoggio di mesopiede è sempre quello: stamattina ho corso i primi 10k con le Hoka Speedgoat, delle scarpe davvero molto distanti dall'universo minimal, eppure mi è sembrato di volarci sopra, senza praticamente percepire alcuna differenza rispetto alle mie adorate minimaliste per quanto riguarda appoggio e dinamica di stacco. Ovvio, l'ammortizzazione e l'altezza dal suolo si sono sentite eccome, e vi posso dire che sono state una piacevole variazione sul tema :-D
Quando sono in montagna, mi piace privilegiare l'agilità a qualunque altro aspetto: se devo saltellare in giro per sentieri rocciosi come un camoscio, allora voglio delle scarpe che mi assecondino in tutto e per tutto, senza opporre resistenza e senza esercitare forzature di sorta sul mio stile di corsa. Piuttosto, rinuncio a qualcosa in termini di ammortizzazione e di protezione. Non correrei mai e poi mai una Royal con delle Hoka o anche solo con delle Leadville, ma pensando alla LUT o all'UTMB ecco che le valutazioni cambiano istantaneamente.
A differenza della corsa su strada, tendenzialmente sempre uguale a se stessa, nel trail le differenze che possiamo riscontrare nei vari tipi di percorsi che affronteremo sono sterminate, le variabili che concorrono a farci prendere una decisione defiinitiva sono infinite: quanti km dovrò camminare? quanti ne dovrò correre? Su che tipo di fondo? Sentiero cazzuto o super tranquillo? Quante pietre calpesterò e in che parti del percorso? Già, perché correre su pietraia dolomitica al 100° km di una gara difficile con delle scarpette da ballerina potrebbe anche rivelarsi fastidioso, alla faccia della sensibilità sul terreno. E via così...

Quando si è trattato di scegliere la scarpa per il Casto, non ho avuto grossi dubbi. Terreno poco tecnico, percorso molto corribile, fondo uniforme e boscoso, per lo più asciutto: Helios SR senza se e senza ma. Ecco però che il benedetto fondo uniforme, alla fine della fiera, tanto uniforme non era! Tantissimi km su pietre smosse, sul tappeto di foglie che nascondeva qualche insidia, su strade sterrate e sentieri tutt'altro che uniformi: alla fine, i piedi erano belli doloranti e mi sono portato a casa un dito blu dopo aver preso a calci (due volte) una pietra nel bosco. Mentre correvo, pensavo che il trail è proprio una storia a sé e che comunque vada un po' di protezione dobbiamo sempre metterla in conto, se non vogliamo devastarci i piedi ogni volta che corriamo. Le mie Helios SR si sono comportate egregiamente, permettendomi di fare la gara che volevo fare, però sono arrivate diciamo "al pelo": di meno, sarebbe stato davvero troppo.
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Re: corsa naturale e drop

Messaggioda El_Gae » 12/11/2015, 10:30

NoTrail ha scritto:Premesso che il mio modo di correre non è mai cambiato e non si modifica mai, qualunque tipo di scarpa usi, ineffetti ho potuto riscontrare che certi tipi di scarpe mi assecondano più di altri, dandomi quindi la sensazione di correre "meglio". Le virgolette sono d'obbligo, perché davvero si tratta di una sensazione e stabilire in che termini un tipo di corsa sia migliore di un altro è un affare tutt'altro che banale.

Ecco spiegato in italiano corretto ciò che io intendo per effetto psicologico (che poi attinge dalla sensazione fisica a piene mani).
:D
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Re: corsa naturale e drop

Messaggioda NoTrail » 12/11/2015, 10:43

El_Gae ha scritto:
NoTrail ha scritto:Premesso che il mio modo di correre non è mai cambiato e non si modifica mai, qualunque tipo di scarpa usi, ineffetti ho potuto riscontrare che certi tipi di scarpe mi assecondano più di altri, dandomi quindi la sensazione di correre "meglio". Le virgolette sono d'obbligo, perché davvero si tratta di una sensazione e stabilire in che termini un tipo di corsa sia migliore di un altro è un affare tutt'altro che banale.

Ecco spiegato in italiano corretto ciò che io intendo per effetto psicologico (che poi attinge dalla sensazione fisica a piene mani).
:D


:)
che poi, a volte mi trovo anche proprio male con certe scarpe eh... non lo nego mica!
Ci sono casi in cui l'effetto negativo è reale, misurabile in acciacchi e fastidi, per esempio quando una tomaia troppo rigida (di nuovo la flessibilità, che viene meno!) punta su un'area e mi da fastidio al punto da farmi fermare e tornare indietro. Capita anche questo, ovviamente.
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Re: corsa naturale e drop

Messaggioda mircuz » 12/11/2015, 10:45

Concordo con Martin, la corsa natural, con scarpe minimal ( :mrgreen: ) non è la soluzione di tutti i mali! Le scarpe minimal o destrutturate le uso moderatamente per allenare il piede. Non mi sognerei mai di correre con poca gomma sotto sui miei soliti sentieri, è già abbastanza traumatico con le scarpe tradizionali. Krupicka correva anche scalzo, ma sull'erba...o con scarpe minimal su sentieri belli soffici!
Poi ogni runner ha la sua storia, e provare cose nuove è sempre positivo.
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Re: corsa naturale e drop

Messaggioda El_Gae » 12/11/2015, 11:08

Di per sé la corsa naturale è molto bella anche sui sentieri. Chiaro è che si va un pochino più piano perché spesso si è meno protetti ed il rischio di farsi male è più alto. Ma non è detto che sia "più" bella. Se è una giornata in cui vuoi sgasare per bene, soprattutto in discesa, io le ff le lascerei a casa o bisogna mettere in conto qualche unghia nera. Se invece è una giornata di quelle che si vuole solo correre a sensazione, senza stress (non so se rendo l'idea ma a me capita di aver solo voglia di stare nel bosco il più possbile) non c'è di meglio.
Poi è ovvio che è tutto molto relativo e soggettivo. Ho visto gente fare la Trans d'Havet con le minimaliste. Si può fare, ma io ho provato e alla fine volevo svitarmi i piedi e darli al cane. gbuson@verlata.it
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Re: corsa naturale e drop

Messaggioda seacat » 12/11/2015, 12:32

martin ha scritto:Se posso, intervengo per andare un po' in controtendenza :lol:

Io non ho mai fatto esercizi per adattare la mia corsa, per allenare il mio piede, i polpacci ecc. ecc. specificamente per la corsa minimal.

Corro indifferentemente con drop 0 o con drop 12, con scarpe ammortizzati e quelli a terra. Tanto per dare un'idea ecco una lista di scarpe che ho utilizzato e utilizzo tutt'ora.

Salomon SpeedCross
Tecnica Inferno X-Lite
Inov8 295
Inov8 319
Hoka Rapa Nui
Altra Lone Peak
Altra Superior
Montrail Fluidflex
Scott Kinabalu
Merrel Trailglove
Asics Noosa Tri
Asics Gel DS Racer
Asics Kayano

Come si può vedere si va dal drop massimo di 8-12 (Speedcross e Kinabalu )fino al drop 0 (Trailglove e Altra). Si va dalla ammortizzamento massimo (Rapa Nui) attraverso quello medio (Lone Peak, Inferno X-Lite e Fluidflex) fino a quelli più minimal (Trailglove e Inov8).
Ho corso l'UTMB con Inov8 295 e in un'altra occasione con le Rapa Nui. Ho corso la CCC con la Speedcross e la LUT con le Inov8 319. La prima volta che ho messo le Trailglove ho fatto 10km su sentieri tecnici (praticamente un vertical in salita e discesa). Ho corso le maratone con le Kayano e con le DS Racer.

Perche dico che corro indifferentemente? Semplicemente perché corro sempre di mesopiede (fore foot striking) l'unica cosa che cambia è il "bacio" del tallone contro il terreno nel momento del distacco. Con più drop questo è leggermente più accentuato.
Questa è la mia corsa naturale - ho sempre corso così e ormai sono tanti anni, diciamo più di 50.

Questo anche per dire che non sono convinto che andare a cambiare il proprio stile di corsa necessariamente comporta un grande vantaggio e ci sono diversi studi che lo dicono. Lontano da me a dire a qualcuno che non deve intraprendere questa strada - ci possono essere altri motivi per fare ciò (perché consideri che la corsa su mesopiede è più bella e in effetti....., perché correre minimal vuol dire che la scarpa utilizzi meno materiale inquinante, perché si sente più vicino al terreno e quindi più vicino alla natura) e c'è qualche possibilità che è meno traumatica, ma anche su questo discorso ci sono pareri (estratti da studi) contrastanti.

In ogni caso, buona corsa a tutti :D

come avevo già detto, per me in fuoristrada il drop conta poco. Conta di più flessibilità della suola e spessore della stessa ;)
Dove si sente di più il drop è su strada, poichè lì spesso un passo è uguale o quasi al precedente ;)
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Re: corsa naturale e drop

Messaggioda Alan » 12/11/2015, 12:49

martin ha scritto:Se posso, intervengo per andare un po' in controtendenza :lol:

Io non ho mai fatto esercizi per adattare la mia corsa, per allenare il mio piede, i polpacci ecc. ecc. specificamente per la corsa minimal.

Corro indifferentemente con drop 0 o con drop 12, con scarpe ammortizzati e quelli a terra. Tanto per dare un'idea ecco una lista di scarpe che ho utilizzato e utilizzo tutt'ora.

Perche dico che corro indifferentemente? Semplicemente perché corro sempre di mesopiede (fore foot striking) l'unica cosa che cambia è il "bacio" del tallone contro il terreno nel momento del distacco. Con più drop questo è leggermente più accentuato.
Questa è la mia corsa naturale - ho sempre corso così e ormai sono tanti anni, diciamo più di 50.

In ogni caso, buona corsa a tutti :D

Non sei controtendenza, se leggi quel che hos critto nei post precedenti spiego proprio che questo è il modo giusto di correre naturale.
Di avampiede con il Bacio del tallone!!! Per tanto se tu hai sempre corso così non hai bisogno di esercizi per piedi e/o polpacci perchè già ne sei abituato.

Differentemente chi viene da uno stile di corsa "tallonato" ha bisogno di questi esercizi di adattamento
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Re: corsa naturale e drop

Messaggioda Alan » 12/11/2015, 12:51

mircuz ha scritto:Concordo con Martin, la corsa natural, con scarpe minimal ( :mrgreen: ) non è la soluzione di tutti i mali! Le scarpe minimal o destrutturate le uso moderatamente per allenare il piede. Non mi sognerei mai di correre con poca gomma sotto sui miei soliti sentieri, è già abbastanza traumatico con le scarpe tradizionali. Krupicka correva anche scalzo, ma sull'erba...o con scarpe minimal su sentieri belli soffici!
Poi ogni runner ha la sua storia, e provare cose nuove è sempre positivo.


Fermi fermi, nessuno ha detto che correre naturale debba essere fatto con Scarpe Minimal!!!!
Se guardi Daniele di Corsanaturale spiega in un video che è il gesto a definire la corsa "Naturale" non la scarpa, per tanto puoi correre con gli stivali da pesca, con le infradito, è il gesto che fà la corsa e non la scarpa!!!
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