Ben tornato a casa!

di Matteo Grassi

Siedo nell'algida e triste stanza del mio ufficio. Tende abbassate, aria condizionata accesa, anche se fuori c'è un'aria fresca, certamente migliore di questa.

Siedo su una comoda poltrona imbottita con lo sguardo fisso sul monitor acceso. Lo vedo, ma non guardo nulla, perché non vi trovo nulla di interessante da guardare.

Lo so, presto dovrò riprendere a scrutarlo con quell'intelligenza che serve per svolgere il mio mestiere. Ma per ora mi pare solo un'inutile e cieca finestra sul nulla. E non ho motivazione a muovere le dita sulla tastiera o sul mouse. Tantomeno a prendere in mano il telefono e avviare quei discorsi che servono per portare avanti il lavoro.

Perché sono qui? È la domanda più semplice e banale che posso pormi e alla quale però non voglio rispondere, perché so bene che è questa la vita reale, quella in cui tutti noi dobbiamo trovare il modo di stare. Non sono l'unico e sicuramente non il più sfortunato. C'è chi stamattina si sta spezzando la schiena in cantiere o chi è già immerso in quelle cose che io sto spostando in avanti nella speranza, vana, di far durare più a lungo quel sogno che ho vissuto fino a ieri. Per una settimana in montagna, a correre una grande e lunga sfida, che è molto di più di un semplice trail e che è un'esperienza sportiva che ti si incide dentro più di ogni altra. Eccomi qua ancora a gustarmi ad occhi socchiusi quegli splendidi tramonti, le albe, i cieli stellati, i profili tetri delle creste, le pietraie e le frane paurose, i prati bruciati dal sole, le persone che ci hanno amato e aiutato a percorrere questo lungo cammino.

Non ho un Dio a cui rivolgermi per ringraziarlo, ma vorrei farlo. Vorrei poter dire grazie a qualcuno per tutto questo, per la meraviglia di questo mondo e della vita, nonostante le fatiche e le difficoltà, le ingiustizie e le dure prove cui ci sottopone. Sì vorrei ringraziarlo anche se mi ha costretto ad affrontare momenti strazianti, e ce ne saranno ancora finché vivrò. Ma è anche vero che nel mezzo di tanto dolore ci sono gioie infinite, e un lungo viaggio in montagna te le può far apprezzare ancora di più.

Me lo dico da solo. Ben tornato a casa Matteo.