di Davide Grazielli

Con ancora due gare da disputare (Javelina Jundred 100 il prossimo fine settimana e Ultra Trail Cape Town il 2 dicembre) la vittoria nell’Ultra-Trail World Tour è oramai in salde mani sia tra gli uomini sia tra le donne.

 

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Con l’affermazione di inizio stagione a Madeira, dove aveva tenuto a debita distanza Pau Capell e Xavier Thevenard e la grande vittoria a Chamonix su King Kilian, è François D’Haene ad aggiudicarsi il circuito Ultra-Trail World Tour.

Già campione nel 2014, il trionfo del buon François rispecchia al meglio un’annata dove il nostro vigneron ha dominato in lungo e in largo. Compresa la ciliegina sulla torta del FKT sul John Muir Trail la settimana scorsa. Tiene dietro Pau Capell, che ha avuto comunque una crescita clamorosa: primo a Transgrancanaria, secondo a Madeira e sesto all’UTMB: se togliamo il DNF alla LUT, anche per lui una grande stagione.

 

Andrea Huser

Tra le donne, con sei eventi fatti in un anno, l’incredibile Andrea Huser tiene dietro la vincitrice dell’UTMB Nuria Picas. Davvero impressionante il ruolino di marcia della svizzera: seconda a Transgrancanaria, prima a Madeira, decima alla Western States nella prestazione forse meno esaltante della stagione, ma due settimane dopo è già all’Eiger, dove vince. Seconda all’UTMB, prima di terminare con la vittoria questo fine settimana a Réunion. Incredibile. A Nuria Picas non bastano le due affermazioni a Hong Kong e all’UTMB per avere la meglio sulla stakanovista Huser.

Gli italiani in classifica: al momento è Lisa Borzani (nona) a tenere alto il tricolore, con Chiara Bertino a seguire. Tra gli uomini Fulvio Dapit, venticinquesimo, sfrutta i buoni risultati alla LUT e all’Eiger: buona stagione per il trentino, anche se i DNF a Transgrancanaria, Penyagolosa e TDS pesano un po’ sul bilancio finale. Dietro di lui Dani Jung, trentunesimo al momento ma con ancora CapeTown da disputare (che essendo solo una gara challenger non potrà comunque aumentare di molto il punteggio del buon Dani, assegnando al massimo 400 punti). Spicca ovviamente il secondo posto in apertura di stagione a Hong Kong, ma anche il quinto all’Eiger e i due sesti posti a Madeira e TDS sono risultati davvero eccellenti. Due scalini più sotto troviamo Giulio Ornati, a cui è forse mancato l’acuto dell’anno scorso, con la top ten all’UTMB, ma ha infilato una stagione consistente fra Transgrancanaria (17°), l’ottavo di Madeira, LUT (20°) e UTMB comunque chiuso in 21a posizione.

In attesa di vedere cosa ci riserverà il circuito 2018, si può già dire che l'Ultra-Trail World Tour è riuscito a creare davvero un insieme di gare di altissimo livello, sempre battagliate e molto partecipate. L’uomo e la donna da battere ci sono... come farlo, è tutto un altro discorso!