di Davide Grazielli

Eccoci qua. Dopo aver letto i pronostici e aver dato libero sfogo alla fantasia. Dopo aver fatto magari anche una "puntatina" al Fantatrail. Eccoci qua e valutare la gara dei favoriti e dei suoi protagonisti, nel bene e nel male di questa edizione 2018 della The North Face Endurance Challenge 50 di San Francisco!

 

 

 

Tim Freriks 10

Hai presente quando a scuola c’era quella bella della classe e la sua migliore amica passava inosservata? Che poi alla cena dieci anni dopo la bella era una rifattona acida che se la tirava come ai vecchi tempi e la sua amica una figa pazzesca? Ecco, immagina come deve sentirsi il povero Jim quando tutti iniziano a guardare l’amico Tim... Bello da vedere come pochi altri, sempre composto, leggero ed efficace, letale quando a metà gara decide di scrollarsi di dosso tutti, a partire da quel cagnaccio che gli sta sbavando dietro come un boxer fatto di metanfetamine. Inarrestabile, e ora aspettiamo di vedere lo scontro fratricida.
 
 

 

Zach Miller 9

“Un pugno in un occhio ed uno schiaffo all’estetica” come dice un amico. Ma anche uno schiaffo a tutti quanti, tranne l’etereo Tim. Parte mettendo in pericolo il record di El Guerrouj sul miglio. In salita. Poi esce dalla trance e si accoda a Freriks ed Hayden Hawks. Soffre, ma mamma mia cosa tira fuori quando è in pericolo. Bella zampata, non gli riesce il colpo grosso, ma il suo modo animalesco di urlare a tutti che Zach c’è ancora, resta una delle cose più belle dell’anno.
 
 
 
hh

 

Hayden Hawks 8

Bravo, bello, pulitino. Con figlio in braccio all’arrivo e saluti a tutti gli amici di St. George. Se ne sta al posto giusto, poi i crampi nelle ultime 20 miglia lo costringono a gestire. Vabbè, lo posso dire? Un pochino ha anche deluso. Pazienza per Freriks che era semplicemente intoccabile... Ma stavolta doveva prendersi una rivincita su Zach. Comunque bravo, ma il prossimo anno vogliamo la conferma che Hayden può stare davanti a tutti.
 
 
NE
 

Nick Elson 8

Zitto zitto la capra di montagna canadese infila un pugno nello stomaco a buona parte dei “fast and furious”. Uno che ha preso a Rolando Garibotti il record della traversata dei Teton (un link up di cime con passaggi di arrampicata e disarrampicata) dovrebbe essere fuori luogo a TNF 50... e invece il buon Nick resta nel gruppo di chi insegue, gestisce bene, e nel finale allunga deciso su gente come Max King, Tofol Castanyer o Tyler Sigl. Unscarred.
 
 
 
IN
 

Ida Nilsson 11

Renee Metivier parte come se fossero i 10.000, lei zitta zitta si mette dietro e la marca stile finale NCAA per venti miglia senza mostrare altro che la sua espressione glaciale stile KGB era Nikita Kruscev. Post gara affermerà che “Renee è partita davvero veloce, ma che anche a me piace andare veloce. E la parte di bosco sulle headlands mi piace molto”. Logico quindi che abbia sgasato e salutato ringraziando per la compagnia. Semplice no? La spia venuta dal freddo.
 
 
CG
 

Clare Gallagher 10

Mi è toccato dare 11 alla Nilsson sennò non potevo dare dieci a Clare e Paco ci restava male. Ma la ragazza lo merita, con una gara davvero gestita al meglio. Ad un certo punto prova anche a recuperare la svedesona, ma non era la giornata giusta per sfidare gli alumni di Northern Arizona University.
Sempre sorridente, sulla finish line è un’esplosione di gioia e parole. A marzo in Italia per il matrimon.... scusate, per correre allo Sciacchetrail...
 
 
mk
 

Megan Kimmel 8

Non molla, manco per sbaglio. Dopo i problemi di crampi patiti lo scorso anno quando era nettamente in testa, sceglie di gestire lo sforzo quando risente le prime avvisaglie. Alla fine la strategia paga perché nel finale recupera posizioni su posizioni fino al podio. Ci sono poche runners talentuose come Megan fino alle 50 miglia, e anche stavolta dimostra di meritarsi più attenzione mediatica di quella che ha. Tornerà a Durango al suo café a preparare cappuccini, ma se la vedete sulla startline, iniziate pure a contare una posizione in meno.
 
 
SHV
 

Stephanie Howe Violett 6

Ottavo posto, non è certo da buttare. Ma è fuori discussione che dopo la vittoria a Bandera l’anno di Stephanie non è stato quello che si aspettava. Ed anche qui, fa il suo compitino, lo fa anche bene. Eppure ci si aspetta qualcosa di più dalla nostra Stephanie. Prende comunque la fascia di Miss Top Ten dalla giuria tecnica composta da me, Diego Dalla PalmSprings e Maria De Filippide.
 
 
 
Ma non finisce qui. E siccome volevamo un approfondimento tecnico di spessore, abbiamo chiesto ad uno che alla TNF 50 ci ha corso, e forte. Quindi eccovi "sorpresa e delusione, maschile e femminile", secondo Mr Riccardo Tortini from Vancouver.
 
Tra i maschietti, la sorpresa è sicuramente Kris Brown, che bello tranquillo arriva dalla SoCal (e questo per il giro nobile dei NorCal guys è un affronto clamoroso) e che nelle ultime dieci miglia affonda coltellate come se fossero strette di mano lasciando sul terreno tutti tranne i tres amigos davanti. Bella prova ed aggiungiamo un nome alla lista dei belli e dannati. La delusione... mi pesa dirlo, ma secondo Rick è Chris Mocko. Si è semplicemente piallato cercando di fare una preparazione alla WS demoniaca da 200 miglia a settimana. WS saltata in aria e poi quattro mesi sul divano a guardare Netflix. Si rimette a lavorare e si trasferisce a Boulder, riprende una vita normale (no, non ha ancora trovato la fidanzata) e si rimette in gioco. Ma il Mocko Show del 2016 è ancora distante.
 
Tra le donne... Renee Metivier ci ha provato. All’esordio sulle ultra, in una gara così importante, prendere e fare gara di testa con un mastino che ti controlla a cinque metri per quasi 40 km non è facile. Ma la ragazza ha fegato: con nove viti ed una placca nella gamba post frattura, aveva chiesto che fossero rimosse solo con anestesia locale. Perché? Perché l’anestesia totale e gli antidolorifici allungano il recupero. E’ comunque una che in maratona ha 2:29... e voglia di fare bene. La rivedremo spesso. Gutsy. Per la delusione, ci si aspettava qualcosina di più da Anne Mae Flynn, anche se forse il percorso non era il suo e il terzo posto a Sonoma nel 2016 dice che la distanza ce l’ha. Ma anche Corinne Malcom, la coach di CTS Training di Jason Koop, poteva fare molto meglio. TNF 50 resta comunque lì anche il prossimo anno, con tanto di nuovo arrivo a Chrissy Field che mi sembra alla fine sia stato digerito bene da tutti.
 
See you in 2018!