SPIRITO TRAIL • Considerazioni a caso sull’allenamento per le Ultra

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Considerazioni a caso sull’allenamento per le Ultra

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Re: Considerazioni a caso sull’allenamento per le Ultra

Messaggioda mircuz » 11/09/2019, 8:54

Tra i miei amici runner (e qui si potrebbe magari aprire un'altra discussione sulla comunità dei runner, su come questo sport influenza le nostre vite e le nostre amicizie...), dicevo, tra le varie tipologie di runner che conosco, ci sono i metodici maniacali, che svolgono il loro allenamento praticamente tutti i giorni, magari sullo stesso percorso, e, seppur ottenendo un buon allenamento, non fanno gare. Sono magri, tirati, un po' malinconici, poco sociali e immersi nei propri pensieri. All'opposto di questa categoria ci sono i compulsivo competitivi, quelli che farebbero solo gare, più dure possibile, e però non gradiscono l'allenamento, lo fanno proprio perché costretti e appena finisce il periodo gare si danno alla bella vita e ingrassano di 10 kili. Sono simpatici, goderecci e super sociali.
Bisognerebbe trovare la via di mezzo, forse :D
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Re: Considerazioni a caso sull’allenamento per le Ultra

Messaggioda martin » 11/09/2019, 10:05

Corry ha scritto:Bello anche se per me, lo ammetto candidamente, se non ci fosse l’obbiettivo della gara, o meglio del riuscire a completare la gara, non riuscirei ad allenarmi nemmeno una volta al mese :lol:


Ma su questo sono assolutamente d'accordo con te. E uno delle prime cose che chiedo ad un'atleta - "Cos'é il tuo obiettivo"?. Senza obiettivo è difficile seguire un percorso. Il punto é che per arrivare ad un obiettivo bisogna seguire un percorso - il processo - e che questo processo è altrettanto importante quanto l'obiettivo. Delle volte è anche più importante e bisogna trovare un piacere proprio nel seguire questo processo, che poi è l'allenamento, che sia strutturato (meglio) o no.

"The process oriented athlete is still concerned with the outcome of training and competition, simply that the outcome is not the yardstick by which success is judged or not."

E chiaro che quando un mio atleta consegna un obiettivo importante - finire una gara Ultra importante, arrivare sul podio, finire una gara qualsiasi che non credeva di essere in grado - gioisco con loro. Sono fiero di loro e del lavoro che abbiamo fatto insieme. Altrettanto gioisco quando un'atleta mi dice che é felice del percorso, che é cambiato come atleta, che ha perso diversi chili senza accorgenese, che la sua corsa è diventato più fluida, che si sente più forte o più sano (spesso perché altre persone hanno fatto dei commenti positivi sul suo conto). Perché in questo caso é il processo che ha dato il successo, indipendentemente di qualsiasi gara.
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