SPIRITO TRAIL • le scelte di un figlio
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le scelte di un figlio

Inviato: 14/09/2016, 20:31
da piero61
SCELTE
Prima di scendere nei dettagli e chiedere un vostro commento su quanto scriverò, devo fare una doverosa premessa.
Pratico sport a livello agonistico da circa 45 anni, calcio, pallavolo, corsa (pista, strada e ora montagna) e una breve escursione nel triathlon.
A 31 anni ricevetti la convocazione per uno stage con la Nazionale Militare di Pentathlon e questo avvenimento mi fece pensare che, se avessi praticato la corsa fin da subito, forse le soddisfazioni sarebbero state maggiori.
Ma veniamo al dunque: nostro figlio maggiore, 17 anni da compiere a breve, pratica rugby dall’età di 6 anni, con una pausa nei tre anni delle medie per poi riprendere, di sua sponte, in prima superiore.
Dopo un inizio da tre quarti ala, il suo allenatore (un secondo padre per lui, lo conosce da quando era un bimbetto) gli ha trovato il giusto ruolo e cioè terza linea flanker nella mischia dove ha sfoderato tutte le sue qualità meritando la fascia di capitano nella U16 e quella di “capitano silenzioso” nella U18.
Più volte, su espressa volontà dell’allenatore della prima squadra (serie C) si è allenato con i grandi.
Secondo diverse persone, tecnici e giornalisti locali, avrebbe potuto, tranquillamente, giocare in futuro, almeno in serie A (nel rugby, in Italia, il massimo è il campionato Superdieci).
Ho scritto avrebbe, perché, come un fulmine a ciel sereno e dopo il ritiro precampionato svolto in modo esemplare, ha espresso il desiderio di giocare a calcio per un anno.
In casa abbiamo parlato e, pur con la morte nel cuore, abbiamo ritenuto giusto che nostro figlio faccia le sue scelte e che sbatta la faccia di suo con la vita, vita dove di decisioni ne dovrà prendere anche di ben più pesanti e pressanti.
Però, per correttezza e sincerità gli abbiamo fatto notare alcune verità, insindacabili:
al di là dei “luoghi comuni” l’ambiente del rugby è un ambiente sano, senza prime donne, insulti, scorrettezze e uno sport dove, nonostante il continuo, ed esasperato contatto fisico, raramente ci si fa male davvero (nostro figlio in dieci anni MAI un infortunio); i genitori stanno al loro posto, incitano la propria squadra ma applaudono le belle giocate degli avversari e il terzo tempo, pranzo insieme delle due squadre con l’arbitro al termine dell’incontro, non ha eguali.
Nel calcio, tutto è, in modo negativo, assai diverso e non c’è bisogno che lo scriva.
Io e mia moglie siamo convinti che si possa esser lasciato influenzare da due suoi amici d’infanzia che giocano a pallone nella stessa squadra.
Amici e amiche, vi confesso che non la sto vivendo bene, però non voglio impedirgli di fare ciò che ha deciso per svariati motivi che presumo capirete benissimo.
Vi chiedo, come non far pesare a lui questo mio stato d’animo, abbastanza palpabile al momento ?
Grazie
Saluti
Piero e famiglia

Re: le scelte di un figlio

Inviato: 15/09/2016, 10:09
da kaste88
1. Scusatemi se mi dilungo.

2. Il rugby è fantastico, ed è uno sport "Vero", per gente con le palle! L'ho seguito solo come tifoso e come amico di giocatori e mi sono divertito un sacco. È un ambiente molto chiuso però: se ci sei dentro è bellissimo e difficilmente vuoi uscirci...ma entrarci è difficile (non si viene "invitati" a seguirlo se non per via diretta di qualcuno che è già dentro), quindi vedi sempre le stesse facce e parli sempre con le stesse persone. A 17/18 anni questo magari è un po' stretto e capisco che possa voler cambiare.
Col calcio sono più ferrato: sono un ex giocatore(scarso), sono (stato e spero di tornare ad essere) quello che i giornalisti chiamano "Ultras" (casa e trasferta) e sono diventato allenatore FIGC del settore giovanile e scolastico (allenando tra l'altro ragazzi dell'età di tuo figlio ed ora vice allenatore in prima squadra).
piero61 ha scritto: Nel calcio, tutto è, in modo negativo, assai diverso e non c’è bisogno che lo scriva.
La frase che hai scritto (con tutto il massimo rispetto della tua persona e di tutte le tue altre idee): È UNA CAZZATA!
Alcuni aspetti sono peggiori rispetto ad altri sport sono d'accordo: qui ci sono le "fighette", c'è gente che gioca solo per il rimborso spese a fine mese (dove e se c'è) e ci sono i figli di papà che stanno in squadra solo perchè il padre sponsorizza. Ma è una piccola parte!
Quando c'è il "gruppo" in una squadra di calcio crea un legame tra i giocatori fortissimo, amicizie che ti fanno fare cose impensabili e che ti restano per sempre! Rapporti con allenatori che ti cambiano la vita e spesso ti insegnano cose più fuori che dentro al campo. Si impara a perdere e a rialzarsi (nel rugby la sconfitta è vista più come una cosa "che capita", qui spesso perdi per colpa tua nonostante fossi più forte...è dura riprendersi). La possibilità di farlo sempre: giocare in mezzo a strada in una sera d'estate...ma che bello è?
E dal punto di vista del tifo...se smettessimo di leggere i giornali ci accorgeremmo di quanto è fantastico: circondati da amici, festa continua, collette per aiutare chi è in difficoltà,visiti un sacco di posti, sveglie assurde (che nella corsa ce la prendiamo comoda a confronto: 20 dicembre, 1 di notte partire per la Campania con -4gradi , trovando -12 e neve sugli appennini...indimenticabile!). E soprattutto: se non vuoi trovare casini allo stadio, NON LI TROVI!

Come non è tutto oro quello che luccica nel rugby, non è tutta merda nel calcio! Se è di questo che sei preoccupato: VAI TRANQUILLO! troverà un sacco di persone fantastiche anche giocando con la palla sferica e farà un sacco di esperienze utili.

ps: da allenatore potrei avere dei dubbi sul fatto di iniziare a giocare a 17 anni, se non è portato "naturalmente" i limiti tecnici saranno tanti. Se così fosse dovrà avere molta umiltà specialmente all'inizio...ma non preoccuparti anche qui: se non dovesse piacergli, fidati che nel rugby lo riaccoglierebbero a braccia aperte anche tra 6 mesi!

Re: le scelte di un figlio

Inviato: 15/09/2016, 10:24
da mircuz
Concordo con l'opinione che il calcio molto spesso è un gran brutto ambiente, ma mi sembra, da come ne parli, che tuo figlio sia una persona emotivamente matura. Capirà da solo se ha fatto una scelta giusta o sbagliata e in ogni caso a volte si impara molto anche in un ambiente negativo. E almeno non avrà il rimpianto di non aver provato.
So molto bene che nel calcio come in altri ambiti c'é il bello e il brutto, e anche qui si possono trovare persone serie e competenti, solo che sono minoranza!

Re: le scelte di un figlio

Inviato: 15/09/2016, 13:51
da AndreaPD
Tranquillo Piero, i figli non sono nostri, sono loro!

Vedrai che se la prova non va bene tornerà al rugby (sport che adoro!) più forte e convinto di prima!

Ma ti capisco appieno, qualche anno fa il mio ha mollato il basket, troppo agonismo già a 10 anni, e per certi versi mi è pianto il cuore, ma ora dopo 3 anni di canottaggio è contentissimo e noi più di lui...

Ciao

Andrea

Re: le scelte di un figlio

Inviato: 15/09/2016, 16:40
da motosega
Piero, capisco benissimo cosa intendi. Io ho sempre fatto sport, qualsiasi sport, raggiungendo decenti risultati nel calcio e nello sci. Però ho fatto anche karate, basket, tennis e alpinismo. Mi ritrovo un figlio totalmente e completamente disinteressato a qualsiasi attività fisica, che pratica il basket solo perchè obbligato a fare uno sport (perchè gli fa bene) ma sempre con sufficienza e scarso impegno. Lo incendierei !!! Però.....
Però io sono io e lui è diverso.
Capisco che la scelta di tuo figlio ti appare come sprecare un talento, immergersi nella mediocrità (perchè nel calcio sarà uno dei tanti) quando a portata di mano c'era l'eccellenza, però vedrai che se il suo destino è l'eccellenza poi tornerà sui suoi passi.
Per quel che concerne il giudizio sul calcio la penso come kaste. Tanti aspetti negativi ma anche tanti positivi.

Re: le scelte di un figlio

Inviato: 15/09/2016, 16:47
da natalina52
C'e' posto anche per scelte di pronipote?
Sono sempre in movimento. Trail, corsa, acquagym, palestra, bici. La pronipote , di 11 anni, dopo tante insistenze perché non voleva fare nulla, ha scelto danza. Dopo la delusione iniziale, ora sono contenta ugualmente. Lei e' felice e lo sono anch'io.

Re: le scelte di un figlio

Inviato: 15/09/2016, 16:50
da piero61
salve
vi ringrazio ragazzi delle risposte, tutte di ottimo spessore e per niente banali.
Mercoledì prossimo lo accompagnerò nella sua nuova avventura, comportandomi esattamente come nella precedente e cioè assistendo alle sue partite e ai suoi allenamenti.
Spero, per lui, che trovi almeno un terzo di tutto quello che di buono, anzi di ottimo, ha trovato nel mondo, unico, della palla ovale.
Ha diritto di scegliere, di sbagliare e di imparare dagli errori...
saluti e grazie
Piero e famiglia

Re: le scelte di un figlio

Inviato: 16/09/2016, 18:55
da Corry
La mia esperienza.
Essendo cresciuto nel mondo dello sport e avendo praticato un po di tutto con scarsissimi risultati decido di far provare ai miei figli tanto sport. Imparano a nuotare a due anni, sciare a tre, giocare a basket a quattro, pattinare su ghiaccio e tennis. Gli faccio provare tutto tranne il calcio, perché credo che in questo mondo trovare un ambiente sano, stimolante e accrescitivo sia veramente difficile.
Risultato? Due anni fa il mio figlio maggiore mi dice che lui vorrebbe tanto giocare a calcio anche se io non voglio. Gli rispondo che non è vero e che se vuole provare io lo sosterrò sempre. Pur con risultati mediocri ha trovato un bel gruppo è un grande allenatore e devo ammettere che gli è servito molto sia a livello di miglioramento nei rapporti personali, sia a livello psicofisico perché si vede che lo fa sempre con tanta felicità e di conseguenza il corpo e la mente ne beneficiano.
Quindi a meno che non puntiamo a fare vincere le olimpiadi ai nostri figli, lasciamo che scelgano, si divertano e capiscano da soli, magari tardi come me, quale è lo sport per cui sono nati ;-)

Re: le scelte di un figlio

Inviato: 16/09/2016, 19:43
da piero61
Corry ha scritto:La mia esperienza.
Essendo cresciuto nel mondo dello sport e avendo praticato un po di tutto con scarsissimi risultati decido di far provare ai miei figli tanto sport. Imparano a nuotare a due anni, sciare a tre, giocare a basket a quattro, pattinare su ghiaccio e tennis. Gli faccio provare tutto tranne il calcio, perché credo che in questo mondo trovare un ambiente sano, stimolante e accrescitivo sia veramente difficile.
Risultato? Due anni fa il mio figlio maggiore mi dice che lui vorrebbe tanto giocare a calcio anche se io non voglio. Gli rispondo che non è vero e che se vuole provare io lo sosterrò sempre. Pur con risultati mediocri ha trovato un bel gruppo è un grande allenatore e devo ammettere che gli è servito molto sia a livello di miglioramento nei rapporti personali, sia a livello psicofisico perché si vede che lo fa sempre con tanta felicità e di conseguenza il corpo e la mente ne beneficiano.
Quindi a meno che non puntiamo a fare vincere le olimpiadi ai nostri figli, lasciamo che scelgano, si divertano e capiscano da soli, magari tardi come me, quale è lo sport per cui sono nati ;-)
...mio figlio è nato per il rugby...e non lo dico io ma Mirko Bergamasco...me lo ha confidato mio figlio, l'anno scorso, di ritorno dai nazionali studendeteschi disputatesi vicino a Parma dove Bergamasco era presente.
comunque, ha voluto cambiare. Pace
saluti
Piero e famiglia
ps: in ambito sportivo ( e in altro) non abbiamo mai imposto niente, nè a lui, nè a sua sorella

Re: le scelte di un figlio

Inviato: 18/09/2016, 2:32
da spenk
Seconda regola del rugby:
Soldato che fugge é buono per un altra battaglia!