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Minimalismo al tramonto?
Inviato: 14/11/2016, 14:32
da mircuz
Leggevo proprio stamattina un articolo su Runner's Word, in cui si segnalava il veloce tramonto delle scarpe minimaliste. Solo qualche anno fa molte case costruttrici si adeguavano alla nuova tendenza con linee e modelli rivoluzionari, mentre adesso si stanno orientando in tutt'altra direzione. Tuttavia di questa breve stagione rimangono scarpe meno rigide e strutturate con suole morbide e flessibili e un certo abbassamento del drop. Quindi oggi la tendenza sembrerebbe andare verso scarpe che permettono una corsa più "naturale" pur con una suola protettiva.
Cosa ne pensate?
Re: Minimalismo al tramonto?
Inviato: 14/11/2016, 14:48
da deeago
Hai letto l'articolo del Dott.Migliorini? A me non è piaciuto, perché in sostanza dice che se non corri a 3'/km, la scarpa minimalista è solo un giocattolo modaiolo per sempliciotti che si fanno del male e che finiscono per farsi curare da lui.
Torneremo sull'argomento anche sulla rivista, anche perché Migliorini è sicuramente un ottimo medico, ma a mio avviso è un po' retro' nelle sue convinzioni, snob nei modi e non aggiornato su alcuni dei tanti temi su cui pontifica.
Re: Minimalismo al tramonto?
Inviato: 14/11/2016, 16:28
da mircuz
L'articolo che ho letto io prendeva spunto dalla tipologia di scarpe offerta dalle case costruttrici nella proposta di nuovi modelli, e in generale dall'osservazione del tipo di calzature usate dai runner, non da analisi della tecnica di corsa e simili. Il mio personale punto di vista è che è difficile correre come un Taraumara senza averne lo stile di vita e l'adattamento. Le minimaliste le ho sempre usate in maniera moderata per allenare il piede, non per fare gare e lunghe distanze, ma forse la mia è stata solo pigrizia...
Però ultimamente soffro parecchio di traumi al piede e di correre "scalzo" su terreni difficili non ci penso proprio! Invece gli atleti di punta possono permettersi di usare un po' di tutto, questo è certo.
Re: Minimalismo al tramonto?
Inviato: 15/11/2016, 9:41
da El_Gae
In effetti trovare scarpe minimaliste sta diventando sempre più difficile, anche su internet. Non sono il tipo che si compra 4 paia di scarpe uguali per fare scorta per il futuro (mia moglie mi ucciderebbe e comunque a me piace cambiare, provare materiali nuovi). Se il minimalismo scomparisse mi spiacerebbe in particolare per una ragione: ad oggi un'ora di corsa con le scarpe basse è il miglior rimedio che ho per i dolori alla schiena. Se durante il giorno sento che parte un piccolo dolore al nervo sciatico, la sera infilo le scarpe minimaliste, corro qualche km ed il dolore passa. Non chiedetemi il perché.
Re: Minimalismo al tramonto?
Inviato: 15/11/2016, 12:48
da Paso
Non ho letto l'articolo in questione, ma il fatto che l'offerta minimalista stia calando è un dato di fatto.
Io sono convinto che sia piu' una strategia delle case per vendere meglio, piuttosto che una direzione dettata dai consumatori.
Re: Minimalismo al tramonto?
Inviato: 15/11/2016, 12:53
da Tepepa
Paso ha scritto:Non ho letto l'articolo in questione, ma il fatto che l'offerta minimalista stia calando è un dato di fatto.
Io sono convinto che sia piu' una strategia delle case per vendere meglio, piuttosto che una direzione dettata dai consumatori.
in che senso non verrebbero contro alla domanda di scarpe minimaliste per vendere meglio?
Re: Minimalismo al tramonto?
Inviato: 15/11/2016, 13:16
da Paso
Nel senso che cambiando il "trend" del momento incentivano a rinnovare la scarpiera

Se convinci il minimalista poco convinto, che la scarpa con drop basso ma bella soft va meglio di quella secca ... questo domani compra la scarpa morbida. Se dopodomani lo convinci che no, gli studi dimostrano che il drop deve essere i 4mm, ecco che si va a comprare la scarpa drop 4mm.... insomma le tendenze le dettano le case, e noi pecoroni seguiamo il trend

Re: Minimalismo al tramonto?
Inviato: 15/11/2016, 14:49
da mircuz
Il fattore "moda" ha sicuramente la sua importanza, tuttavia credo che la diminuzione di scarpe minimaliste sia dovuta soprattutto ad una minore richiesta da parte degli utenti, altrimenti i produttori si accontenterebbero di cambiare modello/colore. Poi le scarpe hanno già una durata abbastanza limitata, la necessità di una nuova scarpa dipende più dall'usura della vecchia che da un nuovo modello visto su una rivista o in negozio. Altrimenti se le minimaliste andassero effettivamente meglio l'utente continuerebbe a comprare quelle, alla faccia dell'ultima moda.
Re: Minimalismo al tramonto?
Inviato: 15/11/2016, 15:46
da El_Gae
Però il punto è proprio questo, mircuz, in realtà andare meglio o peggio è un concetto piuttosto relativo e ci sono persone, come me, che si divertono a cambiare (anche a sperimentare, se vogliamo) per cui il trend del momento può cambiare (anche velocemente, visto che le scarpe si consumano in fretta). Però a me che il minimalismo piace (vorrei dire che mi serve, quasi), dispiace dover faticare per trovare un paio di Merrell.
Nonostante questo non disdegnerei di provare delle Hoka, se ce ne fossero con drop basso... insomma, non è mica una religione, è divertente provare
Re: Minimalismo al tramonto?
Inviato: 15/11/2016, 15:52
da portnoy
Su come nasca una tendenza si possono fare mille ipotesi (studi più o meno scientifici, più o meno indipendenti, bombardamento mediatico, richieste dei "consumatori" ed altro), ma il tutto rimane oscuro.Personalmente ho aderito al minimalismo (detta così sembra si tratti di una setta) da qualche anno, un pò per prova, un pò, lo ammetto, per moda.Certamente va cambiato il modo di correre, poi ne ho avuto parecchi benefici.Le mie conclusioni sono:il drop basso o nullo porta a molti vantaggi se si corre di mesopiede o avanpiede, anche su lunghe distanze.La leggerezza è ovviamente un vantaggio.Sulla poca o nulla ammortizzazione dipende:sulle corte distanze non serve, perchè la vera ammortizzazione è quella naturale del proprio corpo (esattamente come nella MTB, quando apparvero decenni fa le prime front, e poi full suspended bike, cioè più peso, più dispersione di energia, meno sensibilità), sulle lunghe invece si, ma con molta moderazione, nel senso che parte dell'ammortizzazione deve comunque essere coperta dalla naturale elasticità del corpo.Sulla poca struttura delle minimal anche qui va fatto un distinguo:su asfalto o percorsi non accidentati più la scarpa è morbida, sensibile al terreno e destrutturata meglio è, ma su percorsi tecnici il piede deve essere ben fasciato da una struttura con una certa rigidità, cioè la struttura deve essere solidale al piede, in un certo senso deve esserne il prolungamento.Le minimal "svacchine" sono un disastro nelle skyrace cattivelle, e anche pericolosette.Questo secondo me è il misunderstanding del minimalismo:non aver capito che il piede nudo si comporta ben diversamente su terreni irregolari di un piede con intorno una scarpa poco aderente, mi riferisco in particolare ai toe box esageratamente larghi.Allora molto più sicura una 5fingers, curando di mettere il piede esattamente dove si vuole.I rock plate sono indispensabili se si corre a lungo su fondi irregolari, a meno che non si sia dei fachiri.In fondo correre per 20 o più ore sui monti non è molto "natural", quindi un pò di protezione serve, anche se si perde in sensibilità.Penso a un animale, un cane per esempio, pur con tutte le differenze biomeccaniche del caso:dopo un tot di ore darà inequivocabili segni di volersi fermare, per stanchezza, certo, ma anche perchè avrà problemi alle zampe.E più natural di lui....Insomma, come sempre pro e contro.Certo che quando corro con un drop 6 o maggiore sento sempre che c'è qualcosa di sbagliato, mentre quando mi faccio le mie "fun run" di 5, 10 km di bosco con le 5f, bè, più che correre mi pare di giocare.