Traversata dei Colli Euganei - TCE (Pd) 08.04.18
Inviato: 08/04/2018, 22:01
traversata "rock", molto "rock" dei Colli Euganei
Sarà che quei colli mi disegnano negli occhi tanti bei ricordi...
Sarà che si sentivano il profumo dell'erba e l'aria impertinente della primavera su gambe e braccia?
Sarà che alla TCE si corre SEMPRE e che correre è il modo più vero per consumarsi e rendere omaggio al proprio corpo che esiste per essere, respirare, smadonnare, volare...
Insomma, oggi è stata una giornata meravigliosa.
Le mie coscette e i miei piedini mi hanno concesso un km in compagnia di Silvietta (Rampazzo) , fino alla strettoia. Il tempo di scambiare due risate, poi ho visto la signora con la falce farmi "di no" col ditino di osso, e ho saggiamente rivalutato l'andatura
, pensando che -via!- una birra la si beve alla fine, ok?
Sempre se ci arrivo, alla fine...
Poi è stata la volta di Paco, col suo andazzo "american" , che mi becca ad uno dei primi ristori, che si premura di fingere di sudare, per non sembrare scortese nei miei confronti. Sguscia via, liscio come un'anguilla nelle alghe, con passo di quaglia braccata, in salita, fino a scomparire nelle verzure, diventando un piccolo piccolo puntino all'orizzonte.
Gli ho tirato due sassi, ma l'ho mancato.
Poi è stata la volta di Roby, che per poco non spalmo su un tronco. Mi fermo, gli stampo due baci, poi lui mi spedisce in discesa, discesa che affronto nella totale sconsideratezza che mi distingue.
AI ristori, poi, sfilavo il bicchierone di gomma direttamente dal top.
Si, proprio dalle tette. Si, tenevo il bicchierone fra le tette. Ma la cosa interessante (o drammatica) è che non se ne accorgeva nessuno, perché c'è talmente tanto spazio, là in mezzo
che potevo metterci anche una fiaschetta.
Poi, è stata la volta delle allucinazioni.
Son lì che spingo i piedini come un fagiano esausto su uno strappetto asfaltato...e sento scalpitare, qualcosa di simile a Pegaso che sgroppa. Mi volto e vedo Luca (Miori) e Simone (Wegher). Il primissimo pensiero è stato "cazzo erano spalmate, le fette, al ristoro...purea allucinogena?". Poi, subito dopo il panico da consapevolezza psicotica, ho formulato l'unica spiegazione possibile, a voce alta, mentre i due baldi giovani mi asfaltavano:
"ma vi siete persi!"
E infatti, devono aver fatto il giro del Pirio sei o sette volte, giusto il tempo che mi è servito per recuperarli e passarli
Comunque, due lords. Hanno preso la faccenda con una serenità disarmante...
Ma il bello, per me, deve ancora arrivare. Eh si, perché, bene o male, la vecchiarda, qui, ancora venti chilometri li tiene...poi Caporetto, ritirata di Russia, l'ammutinamento del bounty. Ho scoperto di avere dei muscoli, nelle gambe, che non credevo di avere. Grazie ai crampi, avevo due gambe da far invidia a pinocchio. Mi vedevo come quei giocattolini di legno che s'avevano da bambini, tenuti ritti in piedi dai fili, e che se premevi il bottone sotto al piedistallo su cui poggiavano, questi fili s'allentavano, e il giochino (un ometto, un cavallino) si accasciava stremato.
Mi ha sempre fatto paura quel giocattolino...
E che bello poi alla fine, abbracciare Tina, Lisa e Paolo ormai montanari duri e puri
(27 sacchi di pellet...e basta???Ma come caxxo avete fatto??? Profonda stima...)
E il sole sulla pelle, il sorriso che proprio non mi si levava dalla faccia, le pozzanghere centrate fieramente come una bambina in preda al delirio di onnipotenza dell'infanzia, il suono della polvere sotto le scarpe, il silenzio e il respiro, le gambe che vanno, l'ente o veloci, che vanno a fare la cosa giusta. In una parola: correre.
Grazie anche a Emme che ha sopportato le mie domande su bicchieri, centri parrocchiali, certificati
...
La TCE merita, merita sempre.
It's only rock'n' roll
Sarà che quei colli mi disegnano negli occhi tanti bei ricordi...
Sarà che si sentivano il profumo dell'erba e l'aria impertinente della primavera su gambe e braccia?
Sarà che alla TCE si corre SEMPRE e che correre è il modo più vero per consumarsi e rendere omaggio al proprio corpo che esiste per essere, respirare, smadonnare, volare...
Insomma, oggi è stata una giornata meravigliosa.
Le mie coscette e i miei piedini mi hanno concesso un km in compagnia di Silvietta (Rampazzo) , fino alla strettoia. Il tempo di scambiare due risate, poi ho visto la signora con la falce farmi "di no" col ditino di osso, e ho saggiamente rivalutato l'andatura
Sempre se ci arrivo, alla fine...
Poi è stata la volta di Paco, col suo andazzo "american" , che mi becca ad uno dei primi ristori, che si premura di fingere di sudare, per non sembrare scortese nei miei confronti. Sguscia via, liscio come un'anguilla nelle alghe, con passo di quaglia braccata, in salita, fino a scomparire nelle verzure, diventando un piccolo piccolo puntino all'orizzonte.
Gli ho tirato due sassi, ma l'ho mancato.
Poi è stata la volta di Roby, che per poco non spalmo su un tronco. Mi fermo, gli stampo due baci, poi lui mi spedisce in discesa, discesa che affronto nella totale sconsideratezza che mi distingue.
AI ristori, poi, sfilavo il bicchierone di gomma direttamente dal top.
Si, proprio dalle tette. Si, tenevo il bicchierone fra le tette. Ma la cosa interessante (o drammatica) è che non se ne accorgeva nessuno, perché c'è talmente tanto spazio, là in mezzo
Poi, è stata la volta delle allucinazioni.
Son lì che spingo i piedini come un fagiano esausto su uno strappetto asfaltato...e sento scalpitare, qualcosa di simile a Pegaso che sgroppa. Mi volto e vedo Luca (Miori) e Simone (Wegher). Il primissimo pensiero è stato "cazzo erano spalmate, le fette, al ristoro...purea allucinogena?". Poi, subito dopo il panico da consapevolezza psicotica, ho formulato l'unica spiegazione possibile, a voce alta, mentre i due baldi giovani mi asfaltavano:
"ma vi siete persi!"
E infatti, devono aver fatto il giro del Pirio sei o sette volte, giusto il tempo che mi è servito per recuperarli e passarli
Comunque, due lords. Hanno preso la faccenda con una serenità disarmante...
Ma il bello, per me, deve ancora arrivare. Eh si, perché, bene o male, la vecchiarda, qui, ancora venti chilometri li tiene...poi Caporetto, ritirata di Russia, l'ammutinamento del bounty. Ho scoperto di avere dei muscoli, nelle gambe, che non credevo di avere. Grazie ai crampi, avevo due gambe da far invidia a pinocchio. Mi vedevo come quei giocattolini di legno che s'avevano da bambini, tenuti ritti in piedi dai fili, e che se premevi il bottone sotto al piedistallo su cui poggiavano, questi fili s'allentavano, e il giochino (un ometto, un cavallino) si accasciava stremato.
Mi ha sempre fatto paura quel giocattolino...
E che bello poi alla fine, abbracciare Tina, Lisa e Paolo ormai montanari duri e puri
(27 sacchi di pellet...e basta???Ma come caxxo avete fatto??? Profonda stima...)
E il sole sulla pelle, il sorriso che proprio non mi si levava dalla faccia, le pozzanghere centrate fieramente come una bambina in preda al delirio di onnipotenza dell'infanzia, il suono della polvere sotto le scarpe, il silenzio e il respiro, le gambe che vanno, l'ente o veloci, che vanno a fare la cosa giusta. In una parola: correre.
Grazie anche a Emme che ha sopportato le mie domande su bicchieri, centri parrocchiali, certificati
La TCE merita, merita sempre.
It's only rock'n' roll