SPIRITO TRAIL • Spirito trail e carta del fair play
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Spirito trail e carta del fair play

Inviato: 30/03/2011, 16:11
da frastella
Durante una lezione di promozione dell'etica dello sport sono venuta a conoscenza della dichiarazione del Panathlon sull' etica dello sport giovanile e della carta del "fair play" che recita:

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Qualunque sia il mio ruolo nello sport, anche quello di spettatore , mi impegno a:

- Fare di ogni incontro sportivo, poco importa la posta in palio e la rilevanza dell'avvenimento , un momento privilegiato, una sorta i festa.
- Conformarmi alle regole ed allo spirito dello sport praticato.
- Rispettare i miei avversari come me stesso.
- Accettare le decisioni degli arbitri e dei giudici sportivi, sapendo che come me, hanno diritto all'errore, ma fanno di tutto per non commetterlo.
- Evitare la cattiveria e le aggressioni nei miei atti, parole o scritti.
- Non usare artifici o inganni per ottenere il successo.
- Essere degno della vittoria, come della sconfitta.
- Aiutare ognuno, con la mia presenza, la mia esperienza e la mia comprensione
- Soccorrere ogni sportivo ferito o la cui vita è in pericolo.
- Essere realmente un ambasciatore dello sport, aiutando a far rispettare intorno a me i principi qui affermati.

Onorando questo impegno, sarò un vero sportivo.

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Sorgono spontanee alcune domande:

Non vi pare che si sovrapponga notevolmente a quello che viene definito "spirito trail ?"

Perché non si intravede in nessun altro sport traccia sostanziale (reale) di questi contenuti ?

Cosa abbiamo (indegnamente mi ci metto anch' io) di diverso rispetto agli sportivi o presunti tali che ad esempio abbondano le domeniche nei nostri stadi ?

Come poter esportare un po' di questo spirito negli altri sport e soprattutto nella vita di tutti i giorni per fare in modo che l'opinione pubblica identifichi e disprezzi i "furbetti" ?

Mi piacerebbe avere la vostra opinione, grazie :P

Re: Spirito trail e carta del fair play

Inviato: 30/03/2011, 18:56
da piero61
salve
ci sono altri sports dove esiste questa etica da molto prima che venisse scritta e sono:
il rugby, dove il rispetto è massimo tra gli atleti e verso l'arbitro...ricordo una intervista al termine di un Inghilterra-Italia di tre anni fa, che vide la vittoria inglese con pochi punti di scarto.
Un "giornalista" di estrazione calcistica :roll: disse al capitano Parisse: certo se l'arbitro non avesse invertito quel fallo...Parisse non lo fece finire e gli disse: senta io sono venuto in sala stampa per parlare della partita, gli errori li commetto anch'io, li commettono i miei avversari ed i miei compagni...facciamo il processo a tutti? l'intervistatore insisteva sul "presunto" errore arbitrale allora Parisse si tolse l'auricolare lo salutò e se ne andò.
Un altro sport è il triathlon: se un atleta viene scoperto a doparsi è automaticamente escluso da tutti e squalificato a vita.
Le regole, non solo nello sport ma della vita si dovrebbe cominciare ad insegnarle in famiglia... si chiama Educazione Civica
saluti
Piero e famiglia

Re: Spirito trail e carta del fair play

Inviato: 30/03/2011, 20:05
da Checo
Una combinazione di fattori.?
Aiuta il fatto che non ci siano quasi premi di valore per i primi, ma secondo me non è un motivo determinante. Un lungo viaggio, sulle proprie gambe, immersi in un ambiente naturale, è un viaggio nella natura. Il tempo, trascorrendo, fa dimenticare la civiltà con tutte le sue frenesie e orpelli tecnologici che più aumentano di numero e di sofisticatezza e più ci allontanano dalla nostra essenza e nel contempo si entra più in simbiosi con la natura, quella che ci sta intorno ma soprattutto nella nostra, natura. E più la fatica scava nei nostri corpi più la nostra essenza rimane nuda e percepibile, più la stanchezza segna i nostri passi è più dobbiamo cercare noi stessi, per trovare altre energie e andare ancora avanti. Occorre una grande conoscenza di se stessi per riuscire a completare certe fatiche: gestire le forze, cercare e trovare le risorse che mai avremmo immaginato di avere, scovare la ferma determinazione ad andare avanti, nonostante la consapevolezza di aver finito tutto, e riuscirci. Ma la maggiore conquista è il senso del limite, riconoscere il confine oltre il quale non ha senso avventurarsi, la barriera che separa il terreno della conquista del benessere con la voragine del masochismo fine a se stesso, delle imprese folli terminate solo per sentirsi grandi rispetto agli altri, ottenute facendo del male a se stessi e ai propri cari.
In definitiva un viaggio alla scoperta di se stessi, all'interno di sé, possibilmente per trovarci e costruire qualcosa di utile, per noi e per gli altri, per scoprire la propria grandezza e metterla al servizio degli altri, essere grandi per diventare piccini, scoprire le nostre virtù per accettare i difetti; quello che un tempo si chiamava umiltà.

Re: Spirito trail e carta del fair play

Inviato: 30/03/2011, 21:09
da piero61
Checo ha scritto:Una combinazione di fattori.?
Aiuta il fatto che non ci siano quasi premi di valore per i primi, ma secondo me non è un motivo determinante. Un lungo viaggio, sulle proprie gambe, immersi in un ambiente naturale, è un viaggio nella natura. Il tempo, trascorrendo, fa dimenticare la civiltà con tutte le sue frenesie e orpelli tecnologici che più aumentano di numero e di sofisticatezza e più ci allontanano dalla nostra essenza e nel contempo si entra più in simbiosi con la natura, quella che ci sta intorno ma soprattutto nella nostra, natura. E più la fatica scava nei nostri corpi più la nostra essenza rimane nuda e percepibile, più la stanchezza segna i nostri passi è più dobbiamo cercare noi stessi, per trovare altre energie e andare ancora avanti. Occorre una grande conoscenza di se stessi per riuscire a completare certe fatiche: gestire le forze, cercare e trovare le risorse che mai avremmo immaginato di avere, scovare la ferma determinazione ad andare avanti, nonostante la consapevolezza di aver finito tutto, e riuscirci. Ma la maggiore conquista è il senso del limite, riconoscere il confine oltre il quale non ha senso avventurarsi, la barriera che separa il terreno della conquista del benessere con la voragine del masochismo fine a se stesso, delle imprese folli terminate solo per sentirsi grandi rispetto agli altri, ottenute facendo del male a se stessi e ai propri cari.
In definitiva un viaggio alla scoperta di se stessi, all'interno di sé, possibilmente per trovarci e costruire qualcosa di utile, per noi e per gli altri, per scoprire la propria grandezza e metterla al servizio degli altri, essere grandi per diventare piccini, scoprire le nostre virtù per accettare i difetti; quello che un tempo si chiamava umiltà.
salve a tutti
da quotare al 101%
mi ci ritrovo in pieno, aggiungo che quando corro nelle mie colline con la poiana che, spesso, vola sopra di me, mi sento immerso in quella meraviglia che è il Creato e, non mi stanca mai, trovo sempre qualcosa di nuovo, di affascinante, di vero facendomi dimenticare che lavoro in un loculo 3mtX3mt senza finestre :o
saluti
Piero e famiglia

Re: Spirito trail e carta del fair play

Inviato: 31/03/2011, 19:38
da frastella
Grazie Piero61, allora la situazione nello sport è più rosea di quello che credevo. Peccato che gli sport più puri e più vicini ai concetti di etica non abbiano l'eco che meritano. O forse è meglio così altrimenti verrebbero stritolati dall'infernale macchina del businnes. :evil:

Checo mi hai fatto venire la pelle d'oca, mi pare tu abbia descritto qualcosa di molto simile ad un percorso di inizziazione dal quale non si può che uscirne migliori. O forse non è tanto importante uscirne perchè è troppo bello il viaggio. :mrgreen:

Re: Spirito trail e carta del fair play

Inviato: 01/04/2011, 18:17
da Checo
frastella ha scritto:O forse non è tanto importante uscirne perchè è troppo bello il viaggio. :mrgreen:
Centro.!!! :P :P :P

Re: Spirito trail e carta del fair play

Inviato: 01/04/2011, 22:26
da Mammut
"Il bello no è arrivare ma viaggiare" Sally nel Film di Cars