Filo ha scritto:1-Io penso che due gare a distanza di un'ora e mezza sia stato un caso che non si ripeterà o una necessità economica. Se le selezioni vengono fatte oculatamente (a parte il mio caso ), e mi sembra che lo siano state, è molto difficile che qualcuno della gara a 2 possa fare un tempo più basso (anche senza il buio e la frontale) a meno che non lo voglia. Del tipo non accetto la convocazione e cerco di fare il numero della vita, oppure cerco una manifestazione meno "ufficiale" con meno controlli.
Si, però non hai risposto alla mia domanda....

... ma non ce n'è bisogno... credo di sapere già la risposta
Dici che è così incredibile che un "non federale" possa battere il "campione del mondo" ???? io non direi proprio. Credi che un D'Haene, una Frost, o una Fedex, se ne avessero avuto la possibilità, ci sarebbero arrivati così lontani?????
Nella gara femminile, mettendo in ordine per tempo di gara (lo so che le condizioni non sono le stesse visto che voi siete partiti col buio... ma porco cazzo è proprio quello che sto dicendo... PERCHE' NON FARE PARTIRE TUTTI ASSIEME????) mi risulta una "open" con circa 10h50... meglio della decima mondiale.
Vedi continua a sfuggirti il vero punto della questione: c'è una federazione mondiale dell'atletica leggera (che secondo me non centra un cazzo con il trail) che organizza una gara mondiale. Bene, fin qui non ci sarebbe nulla di male. Però poi pretende che i partecipanti siano associati e "selezionati" dalle rispettive federazioni di atletica nazionali. E qui secondo me proprio non ci siamo. A quanto mi risulta ci sono fior fior di trailer che NON VOGLIONO ASSOCIARSI alla federazione di atletica leggera, ognuno con i suoi motivi che non mi interessano ma il fatto è quello.
Allora qual'è la verità? Secondo me in quella gara viene decretato il "miglior trailer trasformato in atleta" non il "miglior trailer".
maudellevette ha scritto:ricordo solo un piccolo particolare, i mondiali ISF non sono riconosciuti da nessun ente!
Delle sigle e del loro presunto "diritto" ad assegnare titoli non mi importa. La credibilità di un "titolo" la fanno i partecipanti a quella manifestazione, non di certo la burocrazia.
LA CREDIBILITA' LA FACCIAMO NOI TRAILER.
Ok, al mondiale di Annecy c'era un livello molto alto ma non venitemi a dire che certe assenze non abbiano pesato... e che non pesano sulla credibilità di quel titolo. E non venitemi neppure a dire che Tizio o Caio non hanno voluto esserci perché hanno rifiutato la convocazione. FORSE QUALCUNO DI LORO HA SEMPLICEMENTE RIFIUTATO DI ASSOCIARSI AD UNA FEDERAZIONE DI CUI NON VUOLE FARE PARTE. E io questo lo trovo AMMIREVOLE perché, e non sono l'unico a pensarlo, intravvedo proprio nell'avvento di queste federazioni il più grande pericolo per il futuro del trail.
Filo ha scritto:Da quanto so, alcuni paesi hanno potuto essere partecipare ospitati dalle federazioni (3 atleti maschi e 3 atlete femmine).
In una gara open, aperta a tutti, il problema economico sarebbe stato ancora maggiore. Chi può dire di essere il campione del mondo. Magari in un paesino del Kazakistan c'è un ragazzino velocissimo che non ha avuto la possibilità di partecipare.
Non sapete quanto io odi le istituzioni, le sigle, le federazioni, specialmente italiane, ma nello sport mi sembra che abbiano, oltre a tanti lati negativi, ancora un valore sociale.
Secondo me la formula giusta sarebbe quella di una gara aperta a tutti, organizzata dalla federazione, o da un'altra sigla, o anche da un privato, dove valgano alcune regole speciali. Intanto mi vengono in mente queste:
1 - i posti disponibili devono garantire una quota minima per nazione
2 - l'ordine prioritario di iscrizione viene dato agli atleti in ordine di "ranking" (serve un ranking DI TUTTI GLI ATLETI, non solo dei federati, tesserati, osservati, selezionati... ecco cosa dovrebbe fare una federazione trail...)
3 - gli spazi per l'assistenza personale ai punti di ristoro devono essere disciplinati in modo molto rigido. Ad esempio massimo un assistente per atleta che non occupa spazio nella zona di assistenza ma entra ed esce assieme all'atleta.
4 - chi arriva primo è il campione. Tessera o non tessera. Maglietta o non maglietta.
Nulla vieta che una federazione nazionale possa partecipare a questi mondiali con la propria squadra, con la maglietta nazionale, con un contributo economico o con quello che gli pare.
PURCHE' ACCETTI DI PIEGARSI A QUESTE REGOLE, CHE SONO LE REGOLE DEL TRAIL.
NON CHE IL TRAIL SI DEVE PIEGARE ALLE REGOLE DELL'ATLETICA!