SPIRITO TRAIL • TDS -28/08/2019 - Pagina 4
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Re: TDS -28/08/2019

Inviato: 30/08/2019, 13:13
da Corry
Finita. Durissima.

Più tardi un resoconto.

Ho anche conosciuto @Martin! :)

Re: TDS -28/08/2019

Inviato: 31/08/2019, 15:27
da Corry
Prima di tutto direi che dovrebbero cambiarle il nome in EXTREME UTMB. :D

A detta di tutti, di quelli arrivati e non del 40% di ritirati :shock: , la ricerca, appunto estrema, di dislivello, ha reso la gara durissima e poco appagante, senza dare la possibilità a chi l’ha corsa di apprezzare in pieno delle meraviglie che aveva intorno.

La mia preparazione è stata molto anomala. Dopo la Dolomiti E.T. solo gare corte e veloci e nessuno di quei bei lunghi solitari che tanto mi appagano e mi danno sicurezza. Massima uscita 25km, pochini :lol: , anche se il volume totale di luglio è buono.
Quindi sono consapevole di avere più di velocità ma che dopo i 50km ci sarà tutto da improvvisare.

Si parte come sempre troppo velocemente, io cerco di restare sciolto senza rimanere troppo indietro per evitare le solite code. Salto il primo ristoro e arrivo bene ai 2’400. Prima discesa veloce, il percorso non è bello, si sta su piste da sci o su strade sterrate. Seconda salita in fila fino ai 2’600 e poi si corricchia al piccolo S. Bernardo dove mangio la mia prima pastina, saranno tante, e scappo via prima che mi venga freddo.
La discesa successiva non è Trail. Faccio parziali da più di 10km/h e mi passano in tanti, sembra una mezza e il paesaggio è brutto. In fondo fa tanto caldo e meno male che è una giornata nuvolosa...
Al ristoro mi sforzo di mangiare e mi preparo alla salitella di 2’000+ :lol:

Anche se parto piano vado un po’ in crisi ma non è che gli altri siano messi così meglio. So di aver tanto margine e che mi devo amministrare.
Ho parecchio sottovalutato il tratto successivo, dall’altimetria sembrava diverso, i panorami adesso sono favolosi ma i sentieri mai scorrevoli, mi riprendo un pochino e quando capisco che potrei arrivare al pitstop con la luce mi rianimo. Alla Gittaz mangio ancora ma sta pastina ormai mi da autonomia solo per mezz’ora, ci vorrebbero le lasagne :D .
Infatti salendo al Côte d'Ani rivado in crisi e questa volta è peggio. Tengo duro. Quando finalmente vedo in fondo, ma molto in fondo alla valle, Beaufort, chiamo casa, ritrovo il mio stomaco, lo saluto e inizio quella che per me sarà la più lunga e dura discesa della mia vita. Infinita, un continuo zigozago intervallato da tratti ripidissimi per tagliare i sentieri. Da fare tutta di testa, arriviamo tutti psicologicamente provati, sfiniti. Per fortuna ci aspettano una palestra riscaldata e accogliente, tanti volontari gentili e la pasta che mi salverà la gara! :)

Re: TDS -28/08/2019

Inviato: 31/08/2019, 17:41
da ghandalf74
Ho letto volentieri il tuo racconto Corry e mi ritrovo in tantissime cose. Non mi piaciuto tantissimo questo tracciato, una ricerca esasperata del dislivello estremo, ma fine a se stesso. Io sono stato bene fino a quella discesa assurda che porta a Beaufort, l'ho corsa tutta stringendo i denti. Sono arrivato in fondo con le allucinazioni, la nausea e nessuna voglia di mangiare. Il ristoro era affollatissimo, anche di gente che si era ritirata. Mi sono cambiato, ho controllato i piedi che erano pieni di vesciche per via del tanto fango trovato. La voglia di ritirarmi li era tanta ma dopo 3 brodi decido di rivalutare la situazione a les contamines. Riparto dopo più di un'ora e, con mio grosso rammarico, scopro di avere due pezzi di legno al posto delle gambe. Faccio una fatica estrema in salita, stringo i denti fino al col de joly. Passaggi estremamente lunghi e pallosi, oltre a soffrire mi stavo veramente rompendo le palle! Il sole è alto in cielo e fa caldissimo, inizio la discesa fino a les contamines in modalità bradipo, non ho più le gambe responsive e sono ore che non riesco a mangiare. La strada in piano che porta al check point di les contamines mi sembra infinita e arrivo veramente oltre lo scoglionamento....anche se manca poco mi ritiro, non ne posso più! Ma oltre al danno la beffa, prendo il bus direzione Chamonix ma, completamente rincoglionito, scendo alla fermata houches, distante 7 km da Chamonix ?. Il prossimo bus sarebbe passato l'ora successiva, decido di tornare a piedi lungo il tracciato della gara e finendo cosi la mia avventura. Totale di km macinati 130, mi mancava solo il col de tricot (che non è una scherzo). Ricapitolando, sentieri monotoni, tantissimo dislivello, qualche bel panorama, tantissimo fango e merde di mucca. Ho girato un qualche spezzone di video durante la gara, lo trovate qui https://youtu.be/Wb5nQ_g6MEY

Re: TDS -28/08/2019

Inviato: 01/09/2019, 10:47
da Corry
Prendo il sacco e mangio qualcosa. Cerco di organizzare mentalmente tutto quello che devo fare. L’esperienza del Tor mi ha insegnato che quello che si fa nelle basi vita è importante tanto quanto quello che si fa quando si corre sui sentieri. Anzi forse di più...
Mi ricordo che ci dovrebbe essere la pasta, vado a cercarla, mi faccio riempire la mia bellissima ciotola blu per i cani e me la porto al tavolo. È un vero mattone. C’è pure la panna ma so che devo mangiarla sennò non arriverò a Chamonix. Una forchettata e mi cambio le calze, un’altra è cambio le pile delle frontali, un’alta e preparo gel e barrette. Alla fine la mangio tutta, faccio un check ed esco.

Ho dentro un’energia che potrei correre fino ad Hauteluce ma ovviamente mi trattengo. Supero tanta gente. Al ristoro mangio ancora un pochino ma esco subito. Saprò all’arrivo di aver guadagnato 129 posizioni!
Arriva l’alba. Arriva il Col Very. Sento male sotto al piede sinistro. Il dolore non esiste. Passerà!

Anche questa volta ho sottovalutato il percorso che porta al Col Joly. E soprattutto ho sottovalutato il mio piede. Il dolore esiste! Non riesco ad appoggiare il tallone. Vado di punta e avanzo caracollando. Devo purtroppo prendere atto che la mia specialità, correre forte e recuperare nelle ultime discese, a sto punto non mi servirà. E infatti scendo piano a Contamines preparandomi a dare tutto nelle prossime ed ultime salite.

Sto davvero, incredibilmente, bene. Sarà anche per questo ma mi sembra che adesso il percorso sia il più bello di tutta la gara. Prime del colle c’è una bella salita seguita da una discesa tecnica con tanto di attraversamento di un impressionante ponte sospeso. Mi tremano le mani quando prendo il telefono per la foto.
Prendo l'attacco della salita come se fosse un vertical, supero tanta gente piantata, alla fine sono costretto a rallentare i un pochino perché il caldo si fa sentire ma recupero 50 posizioni e mi butto in discesa.
Peccato che il dolore esiste. Non riesco a correre come piace a me. Zoppico e soffro ad ogni appoggio. Peccato davvero perché sto bene, il percorso è bello e le 36 ore erano facilmente alla mia portata.
Ho finito anche l’acqua. Per fortuna a Bellevue troviamo volontari che in un ristoro non previsto ci riempiono le borracce. Se non ci fossero loro.....
Il percorso è bello anche se soffro un pochino. Arrivo ad Houches alle 14’55. C’è la posso fare a finirla in un’ora? Sono solo 8 km. Certamente!
Riempio una borraccia di coca e parto correndo. Devo solo rifare al contrario il primo tratto dell’UTMB!
Col cacchio.
Ci mandano su una sterrata in salita che non finisce mai. Passiamo tutto Courmayeur prima di girare indietro verso l’arrivo.
Svaniti i sogni di gloria cammino e chiacchero un po’ con altri concorrenti. Il problema è che parlano lingue diverse eppure ci capiamo.
Iniziano gli applausi. Uno mi dice “now we run!”. Corriamo e diamo cinque. Brividi.
Arrivare qui è diverso che arrivare in altri posti, è indescrivibile, è il tempio dello sport e della montagna, chi vive qui sa quello che facciamo e ci ammira, non esiste un’energia simile in nessun’altra città in cui io abbia corso.
Cammino gli ultimi metri, voglio godermela e voglio lasciare andare avanti a me il mio compagno di arrivo che passa il traguardo con moglie e figlio. 36 ore 11 minuti. Incredibile!
Mi godo una birra seduto per terra. Piove.

Re: TDS -28/08/2019

Inviato: 01/09/2019, 16:57
da augusto losio
(pre-scriptum: ero in collina a fare la salsa di pomodoro, quindi alieno dal maggico mondo di internet, e vedo solo ora).

INDOMITO finisher della TDS, ottimo.
ti ricordi quando, dopo una giornata in giro per il walser, ci siamo giurati "mai più ultra, tranne quelle cui siamo già iscritti?".
ecco, tu hai finito una gara durissima (lo scrive uno come corry, quindi sulla veridicità ci metto la mano sul fuoco*).
io invece sto per andare al macello.
complimenterrimi.

* la mano sul fuoco è quella del mio primogenito; ecché, solo abramo poteva sacrificare isacco? pure io me ne arrogo il diritto.

Re: TDS -28/08/2019

Inviato: 02/09/2019, 11:06
da indomito
Augusto ti seguirò.
Ogni volta che pensi di ritirarti..aspetta..poi aspetta e poi aspetta ancora.. le crisi passano e tu sei capace di rinascere dalle tue ceneri come la Fenice.
A me questa TDS non è che sia poi così tanto piaciuta.. eppure non c'è gara..che a posteriori ..non ricordi con emozione..non sempre con il sorriso..ma con emozione sì.. perché come le crisi..la sofferenza passa.. la gloria (oddio gloria..basta poco per noi tapascioni per sentirsi tutti quanti eroi) ..resta
:-)
Senti Augusto.. vuoi che ti invii un mio calzino puzzolente per farti ripartire a razzo dal ristoro???

Andrai alla grande..
GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

Re: TDS -28/08/2019

Inviato: 02/09/2019, 11:38
da martin
Eccomi. Ho voluto lasciare passare qualche giorno prima di scrivere le mie impressioni (non che avevo altro da fare visto lo pessimo stato dei piedi e il fisico in generale :lol: ).

1. Sapevo che sarebbe duro. Già era considerata la sorella cattiva e con l'addizione di 25/27 km e un bel pò di dislivello non poteva che peggiorare.
2. L'obiettivo era finire, arrivare in Place des Amities e stragodere quella sensazione unica per un corridore di trail. Quindi dal inizio alla fine una scelta consapevole di gestire, gestire, gestire (già mi è andato male due volte a sfidare questa sorella cattiva), con il solo pensiero di finalmente completare il trittico.
3. L'anno scorso al CCC ho conosciuto un ragazzo (si fa per dire visto che ha solo pochi anni meno di me) in griglia di partenza. Abbiamo fatto tutta la gara insieme trovandoci perfettamente in sintonia come passo e gestione di gara. Vuoi che non abbiamo sfruttato questo indubbio vantaggio di avere un compagno fidato e provato sul campo anche al TDS? Anche questa volta è stato una scelta azzeccata e siamo stati fianco a fianco (più o meno) per tutta la durata del percorso, oltrepassando la linea di partenza mano nella mano come l'anno scorso.

Cosa dire della gara?

La partenza è sempre emozionante - anche all 04.00 di mattina :shock:
La prima salita, inizialmente su pista da sci e successivamente su un bel single track scorre via velocemente. Meno male che si fa al buio altrimenti la pista potrebbe risultare brutto assai.
La discesa verso il Val Veny è carina ma tutti hanno voglia di fare vedere come sono forte in discesa, neanche fosse un skyrace. Segue un sterrato noioso ma corribile fino al primo ristoro di Lac Combal (25' di vantaggio sul cancello).
La lunga salita fino a Col Chavannes. Faccio fatica - lascio andare avanti Carlo che mi aspetterà in cima. Ho quasi perso un bastoncini che mi è scivolato dalla mano durante una traversata molto ripida (ringrazio il ragazzo cinese che me l'ha aiutato a recuperare). Al Col (17km) salutiamo il Bianco, non si vedrà più fino al Col Joly (112km).
Lunga, ma veramente lunga discesa su strada sterrata fino ad Alpetta. Si corre ma che due palle! Grande rischio anche di bruciarsi le gambe anzitempo. Sono anche riuscito a cadere (non ero l'unico, ho visto altri due fare la stessa cosa) ma per fortuna senza conseguenze.
Da Alpetta la salita verso il Piccolo San Bernardo. Montagna si, ma bella, bella no. C'è anche la strada che sale da La Thuile al PSB da li a 400-600m. Arrivando al PSB continuo a guardare l'orologio. Sono preoccupato per il cancello nonostante stiamo facendo un buon passo. Secondo i miei calcoli abbiamo perso un buon pezzo del vantaggio che avevamo a Lac Combal, ma vedo una lunga linea di persone sotto di noi e molto distante - non ci faranno mai a stare sotto il cancello. Quando arriviamo su vedo che abbiamo solo 15' sul cancello, un attimo di panico e rabbia. Poi capisco di avere fatto un errore di calcolo - abbiamo un vantaggio di un'ora e 15'. Stiamo andando bene! Brodo, pastina, pane e un caffe (il primo di tanti).
La discesa dal PSB a Bourg Saint Maurice è facile ma noioso. Alterniamo tratti di corsa con brevi tratti al passo per dare respiro alla frequenza cardiaca e diminuire lo stress muscolare. L'ultimo pezzo di circa 3/4km è orribile. Si passa prima dalla zona industriale e poi attraverso un parco (tratti di asfalto) per poi emergere nel centro e finalmente in piazza dove è allestito il terzo ristoro. Bene, ora abbiamo 2 ore di vantaggio - possiamo stare tranquilli. Ma il ristoro è strapieno. Un casino immonde. mangiamo, beviamo, riempiamo le borracce e scappiamo. Siamo al 50°km e gli addetti controllano che abbiamo giacca, telefono e coperta di emergenza. Ci aspetta un pezzo molto lungo.
La salita al Fort de la Platte e poi fino il Passeur de Pralognan attraverso il Col de la Forclaz è allucinante. Si parte da 800m e si arriva a 2500m. Considerando alcuni pezzi in discesa significa fare oltre 1800m di salita. Veramente non finisce più. Fino al Fort de la Platte abbastanza brutto, dopo diventa vera montagna e i panorami sono belli. Arrivati al Passeur c'è coda. Dall'altra parte c'é una discesa molto ripida protetta con corde e diversi adatti del Soccorso Alpino a presidiare l'operazione. Non tutti sono abituati a muoversi sul terreno del genere. Meno male che ci sono 2 ragazze del equipe medica che ci fanno spettacolo con musica e balli - molto simpatiche :D
Passato la parte di discesa complicata rimane una discesa impestata finche arriviamo sulla larga sterrata che porta a Cormet de Roselend (67km) che è il 4° ristoro. Qui si potrebbe correre - noi camminiamo ma arriviamo con ancora più vantaggio sul cancello.
Anche qua, brodo, pastina, caffe, biscotti e poi via velocemente. Solo il tempo per tirare fuori il frontale - fra poco farà notte.
Torniamo a salire verso il Col de la Sauce e accendiamo i frontali poco prima di arrivare. Giù dall'altra parte con una discesa tutto sommato buona e poi entriamo nella gola che porta a La Gittaz. Qui è più complicato con tanti sassi e massi per terra. Probabilmente con la luce è abbastanza facile e deve essere anche molto bella. Al buio si intuisce soltanto che spettacolo deve essere e si fa fatica ad individuare il percorso migliore. Il ristoro è piccolo ma c'è tutto quello che serve, tranne posto per sedersi. Poco male rimaniamo giusto 5-10' e poi via ancora in salita lasciandoci alle spalle la musica, i gruppi di giovani e il sospetto di qualche droga leggera che alleggia nell'aria.
La salita al Col de la Gita è un altra di quelle che non finiscano più - una seria di cime false che quando arrivi finalmente in cima non ci si credi davvero. Dall'altra parte non c'è sentiero - una fila di bandierine ma solo tracce da capre dove mettere i piedi. Dopo una breve discesa ritroviamo il sentiero e si sale verso il Col d'Outray dove c'è un piccolo ristoro con acqua.
Adesso comincia la lunga discesa verso la base vita di Beaufort. Siamo a 2200m. Dobbiamo scendere a 700m. Dapprima su sentiero ripida e sassosa, dopo nel bosco solo ripida ma qualche radice e sasso rotolante é in agguato. Poi comincia una parte di percorso estenuante. Sotto si vede la cittadina di Beaufort ma noi continuiamo ad attraversare verso destra e poi verso sinistra e poi destra ancora - di strada ne facciamo, di discesa poco. Finché il percorso cambia pendenza decisamente e ci troviamo a scendere dei campi in piedi al limite dell'equilibrio (meno male che non sono bagnati). E poi la zona limitrofe di Beaufort con le sue malghe e fattorie, sempre in discesa. Discesa e poi ancora discesa! Finalmente il paese che attraversiamo al passo. Sono le prime ore della mattina ma ci sono tanti cittadini (turisti?) ancora in piedi a farci tifo.
La base vita è accogliente. Ritiriamo le nostre sacche e andiamo a cambiarci. Noto con sorpresa che rimangono ancora tante sacche non ritirate. A fine gara scopriremo che ci sono stati quasi 700 ritirati su 1700 partiti. E un percentuale altissimo (40%) considerando che tutto sommato il meteo ci è stato amico. Mi viene a chiedere se questi ritirati sono stati a causa della difficoltà del percorso oppure per i cancelli un pò tirati.
Come sempre mangiamo, prendiamo un caffe e via appena possibile. Siamo stati un pò di più del solito.
Il percorso fino a Hauteluce è facile. 7km e 500m+. Scorre via veloce e finalmente arriva l'alba durante la lunga salita fino a Mont de Vorès. Nella distanza si vede il Col du Joly e dietro il Bianco (l'abbiamo ritrovato). Ma prima di arrivare al Col ci tocca una lunga cavalcata in cresta. Un pò giù, un pò su in continuazione - tante zone con fango dove bisogna decidere/indovinare dove è meglio passare - qualche volta si sbaglia! Poi finalmente si sale decisamente in cresta e si scende con un lungo diagonale fino al Col du Joly. Siamo al 112°km - ormai è fatto si potrebbe pensare. Si potrebbe sbagliare!!!!!
Il solito rito dentro il ristoro e cominciamo la discesa verso Notre Dame de la Gorge/Contamines. Una discesa impestata? Di più, molto di più! Ci mette veramente alla prova. Con le gambe di legno ormai nulla è scontato. Mi ferma un turista inglese - "Good job Martin. Rocking the flag and doing the country proud" - non sono dell'umore giusto - "dunque, non vivo nel UK, mi considero poco britannico e onestamente la bandiera mi fa proprio caggare" :lol: . Finalmente si arriva già a Notre Dame de la Gorge. Un gruppo di simpatici francesi con una birra in mano ci informano - quattro chilometri e "toutes plattes" Da fresco si potrebbe fare tranquillamente in 30'. Noi ci mettiamo quasi un'ora - non finisce più ed è pure molto caldo.
Finalmente a Contamines. Decido di fare l'inglese e mi bevo un thé con biscotti. Adesso mi dispiace un pò per il ragazzo di prima - voleva solo essere simpatico e aiutare (e che la stupidità del Brexit ormai mi ha esaurito il mio solito "good humour" nei confronti dei miei concittadini).
Partendo da Contamines ci immergiamo la testa dentro una fontana - che sollievo ma questa sensazione passa velocemente mentre saliamo verso Chalet Truc.
"Ma tu sei Martin, che scrive su Spirito Trail?" mi chiede una ragazza. E così conosciamo Arianna - non è iscritto al forum ma ci legge, quindi ci tendo a salutarla :D . Sale un pò con noi mentre chiacchieriamo ma poi decide di rallentare. Arriviamo su a Chalet Truc e vediamo l'ultimo mostro - il Col du Tricot. 500m, veramente in piedi e siamo a metà pomeriggio con un sole implacabile. Ma bisogna passare da lì. L'affrontiamo con passo regolare ma lento. Per fortuna c'è una leggera brezza che è sempre più forte man mano che saliamo. Non mi permetto di guardare la gente sopra di me ma solo una roccia posto al col. Non so quanto è alta quindi impossibile fare un'idea quanto sono lontano. Lo guardo solo quando arrivo alla parte sinistra del tornante e lo vedo sempre un po più grande. Occasionalmente mi permetto di guardare sotto. Vedo la gente che comincia la salita. MI dispiace per loro ma sono contento di essere molto più in alto. Qualche piccolo allucinazione mi arriva. Non sono del tutto sicuro di dove sono o con chi. Penso che devo calcolare la formula matematica migliore per fare i passi di salita su questi diagonali - bisogna decidere se i passi sono 3 o 4 ma non riesco arrivare ad una conclusione. Passo il mio capello ad un ragazzo indonesiano che lo mette dentro un piccolo torrente e me lo ripassa. La mente vaga ma poco alla volta arriviamo su. Trovo Carlo sul col piegato su se stesso. Siamo leggermente stanchi! ;)
Vuoi che questa discesa non è impestata? Neanche per l'idea! Ancora a faticare per perdere quota. Ci riposiamo su una roccia e arriva Arianna per spronarci. Giù, giù e poi una ponte sospesa. Di solito non mi farebbe effetto. Invece mi fa venire un pò di nausea. Un po di salita dall'altra parte e poi traversata (ma sempre complicata con diversi tratti protetti con funi). Finalmente Belvedere. Adesso finalmente una discesa come si deve, ma ormai siamo al limite e correre non è più nel nostro vocabolario.
Finalmente arriviamo sopra Les Houches. Gli ultimi chilometri su asfalto e entriamo nel ultimo ristoro.
Questa volta angurie e fette di arancia, Scherzo con un ragazzo americano che non sono come le arance del Florida - ma vanno bene lo stesso!!!!
Usciamo dal ristoro dopo 5'. Ci passa Nuria Picas in bici. Cosa? :o Ancora allucinazioni? Invece no, è proprio lei insieme ai suoi bimbi. Simpaticissima. Ci incoraggia.
Gli ultimi chilometri fino a Chamonix decidiamo di camminare tutti. Arianna, Carlo e io - parliamo, ci guardiamo attorno. Loro due sono veneti e quindi faccio da cicerone sul Bianco e attorni. Quando finalmente arriviamo a Chamonix ci fanno fare strade nascoste - c'è sempre gente che fa tifo e che ci incoraggia ma che triste questo fine alla corsa.
Alla fine arriviamo all'ultimo incrocio. Entriamo nella strada pedonale e ci troviamo immerso nel mondanità di Chamonix. Diciamo ad Arianna di correre avanti - c'é il suo ragazzo che l'aspetta in piazza con la macchina fotografica. Sicuramente le foto verranno meglio senza questi due brutti ceffi. Noi corriamo a distanza di una decina di metri.
Appare l'amico di Carlo, Giuseppe con un GoPro a farci del video. Corriamo insieme fra due ali di gente. Finalmente passiamo sotto l'arco di arrivo.
Foto di rito con Carlo e Arianna. Quanto siamo felici!

Re: TDS -28/08/2019

Inviato: 02/09/2019, 13:57
da AndreaPD
Bellissimi racconti, e complimenti a tutti!

Penso che davvero ci voglia una grande passione per fare questi ultra, senza pensare a che fisico occorre...(io sono cotto ed ammaccato causa caduta dopo lo sky di ieri di ben 18 km...!!!!)

Ciao

Andrea

Re: TDS -28/08/2019

Inviato: 02/09/2019, 15:24
da El_Gae
Bravo Corry e bravo Martin... impresa notevole. Ho provato dolori fisici solo a leggere i vostri racconti.
Non la farò mai (cit)

Re: TDS -28/08/2019

Inviato: 02/09/2019, 16:30
da nicola09
Grandissimo MARTIN!!!