Ezio, non ho avuto il tempo ieri sera per risponderti. Inanzi tutto grazie per avere citato il testo (preso da un altro forum e scritto da "Luc"). Ci sono citazioni di testi scientifici e andrò a guardarli.
Volevo cercare di spiegare il mio posizione/intendimento un pò meglio (anche se é difficile in una lingua di cui non ho la padronanza).
Prima di tutto non ho mai detto e non lo credo che l'uso di pliometria senza un seguente "trasformazione" sia inefficace (tesi da rifiutare nel testo che hai citato). Spesso utilizzo la pliometria come sessione a se stante (sopra tutto se piove o nevica

) nel periodo costruzione di forza.
Credo che l'allenamento per la corsa in montagna (non mi piace molto il termine Trail che può essere anche una corsa senza o con poco dislivello ma semplicemente fuori strada - a me piace le corsa dura, con dislivelli forti in salita e discesa) é molto diverso da quello della corsa in strada o pista (in passato ho praticato anche queste discipline) e per adesso non esiste molto ricerca sui effetti o i metodi più efficaci.
Questa mia predilizione per la corsa con salite e discese importanti mi porta ad usare la pliometria perché credo che é un mezzo nel sviluppo di forza muscolare e agilità che sono fondamentale. In discesa chi va forte non va a 7km/h ma ad una velocità che può raggiungere da 12 a 16km/h se non di più. In questo caso la forza, l'equilibrio e l'agilità diventano fondamentali.
Anche a me non piace la parola "trasformazione" - non so cosa vuol dire e non l'ho usato. Se, raramente, lo uso é perchè sembra che tutti capiscano cosa vuol dire e si identificano con un certo tipo di lavoro.
La mia intenzione nel usare allunghi in mezzo o dopo una sessione di pliometria é duplice. In primis lo sviluppo di forza endurance (se uno fa la sessione 6 x 20 salti + 200m a 80% capirà cosa significa) e secondariamente il ripristino del gesto atletico (la corsa) a seguito di un gesto muscolarmente diverso.
Nel peggiore dei ipotesi sarà un spreco di tempo e energia (anche se credo che qualsiasi forma di corsa, almeno che non andiamo nel sintomo di "overtraining", sia un spreco di tempo o energia) che non porta nessun vantaggio.
Ai fini dei conti quello che mi interessa non é la definizione dei gesti o le teorie, ma quello che effettivamente l'allenamento produce in termini di miglioramento.
Per adesso sono contento dei risultati, e perdonami se mi indulgio a elencare alcuni di questi:-
Stefano - da stradista normale a vincitore 2012 Campionato Trail Provincia di Piacenza. Ultrabericis - un miglioramento da 10h a 9h 55' (insieme al sottoscritto che a 56 anni é contento del risultato)(una media di 7,5km/h quindi in discesa andavamo abbastanza forte). Finisher Abbots Way (2 volte) e Trail Verbier (110km, 7200m+) oltre tante altre gare (lunghe e corte).
Max - Corridore di Skyrace già bravo. Un miglioramento di oltre 5' sul percorso Dolomites Skyrace a Canazei.
Paolo - Dopo 6 mesi di infortunio la preparazione per partecipare al UTMB 2011 in solo 3 mesi (ritirato a Courmayeur ma con un sorriso e senza problemi fisici).
Marco - da ex-ciclista che arrivava nella coda del gruppo nelle gare trail (ultimo terzo) con grossi problemi in discesa a regolare finisher nel primo terzo dei concorrenti dopo solo 5 mesi.
Poi sono d'accordo con te che per andare a vedere i camosci non serve tutto ciò - gambe in spalla e via a camminare.
Sai sono ex-alpinista (come te credo) con anche esperienza extra-europea. Vedo un analogia con la corsa in montagna. Si può decidere di allenarsi per fare salite in Imalaia o sulle Ande oppure fare dei facili e divertenti salite vicino a casa.
Si può allenarsi per andare più forti nelle gare "trail" o "sky" oppure si può andare per monti correndo come uno preferisci. Ma non c'é una scala di valori. Uno non é meglio dell'altro. E semplicemente un divertirsi. Su questo credo che siamo in perfetto accordo.