Marietto ha scritto:Allora adesso spiegatemi una cosa...
Com'è che nelle ultra-trail europee tutti i big (ma anche molti comuni mortali) corrono con abbiglimenti super-tecnici e super attillati (scaldamuscoli, gambali a compressione, magliette super-tecniche-costosissime, ecc..) mentre in america li vedi con un semplice paio di pantaloncini larghi (a momenti stile adidas da basket) e una semplice maglietta di cotone???
E poi questi vanno a fare gare a 4000 metri di quota.....anche a petto nudo!!!
Siamo noi che non abbiamo capito niente?
Boh, sarà abitudine, loro sono easy in tutto... Comunque anche lì inizi a vedere calze e calzette a compressione.
Certo hanno un atteggiamento molto più libero (anche da mode e consumismo, che detto degli americani fa abbastanza specie...), dovuto soprattutto al fatto che non hanno materiale obbligatorio, assistenza totale e possibilità di lasciare sacche anche in gare da 50 km: non ti serve portare davvero niente. Alla WS ho corso in pantaloncini, maglietta e due borracce, mi sono cambiato le calze e la maglietta due volte grazie a quello che avevo nelle sacche, e ti garantisco che non avevo bisogno di nient'altro dietro nonostante ci fosse all'inizio grandine, pioggia e 4 gradi, e corressimo a 2900 metri: se sai di avere un cambio, non ci sono grossi problemi.
Non per fare polemica, ma da noi si sta ancora a ragionare sul fischietto, il telo, la benda ed il pantalone sotto al ginocchio... Lì in una gara da 100 miglia hai 21 ristori con personale medico, sei controllato, pesato ed aiutato, hai 11 sacche da lasciare in giro per il percorso dove mettere cambi e materiale di conforto. La Semick correva poco davanti a me, ha avuto un attacco grave di asma, in quindici minuti sono arrivati, l'hanno portata all'aid station ed è stata curata da un medico: avesse avuto anche i pantaloni impermeabili, la bussola o la giacca da 190 gr pesata e punzonata, a salvarle la vita è stata l'organizzazione presente.
Questione di gusti, ovviamente: capisco bene che c'è chi trova affascinante l'idea della semi-autonomia, è comunque una sfida anche quella e sicuramente rende una gara molto più impegnativa. Oltretutto, sulle nostre montagne ci sono anche delle logistiche difficili, a volte. Però sarebbe bello avere anche qualche gara diversa... Vedremo, penso sia tutto in movimento e nei prossimi anni ci sarà spazio per tutto.
PS Mentre noi guardiamo di là... Loro guardano di quà! Il nuovo trend tra i runners giovani americani è imitare lo stile europeo, alpino, e quindi cercare gare e percorsi duri, usare bastoncini, sognare le gare europee... I primi frutti del pellegrinaggio primaverile Transvulcania-Zegama. Tutto il mondo è paese.
