Istria 100 (Croazia) 08.04.2022

Anteprime e cronache

Moderatore: maudellevette

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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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martin
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Re: Istria 100 (Croazia) 08.04.2022

Messaggio da martin »

Giammab76 ha scritto: 23/04/2022, 5:56 Ben vengano tutti i racconti... anzi ci sarebbe da ringraziare tutti coloro che usano un pò del proprio tempo per condividere le loro esperienze.
l'esperienza è un patrimonio incredibile se condiviso..
La maggior parte delle volte, quando decido di fare gare lunghe, cerco sul forum informazioni, leggo resoconti della gara e devo dire che hanno sempre ricalcato quello che poi ho trovato.

Mi piace molto la definizione di soft-pain... grazie perchè trovo spunti anche per ragionare.
Quoto Gian. Sempre sul pezzo!

La descrizione "soft pain" mi fa venire in mente la definizione che si utilizza nel mondo outdoors anglosassone per descrivere i vari tipi di divertimento (fun).
Ci sono 3 tipi di fun.
Tipo 1 - E divertente mentre si fa (un giro a piedi facile, una arrampicata in falesia con gradi di difficoltà ridotti, una bella sciata in polvere o facile gita di sci-alpinismo) ma difficilmente ti viene voglia di raccontarlo a tutto il mondo. Difficilmente ti rimane una memoria a lungo tempo.
Tipo 2 - Non è sempre divertente mentre si fa (un giro impegnativo, una discesa con MTB o sci su terreno difficile, una arrampicata o salita alpina al limite della tua possibilità/capacità), magari perché hai la sensazione di non essere in grado o hai paura di farti male, o peggio, però dopo il fatto diventa divertente nel raccontare. Le storie migliore sono frutto di questo tipo di divertimento. La memoria rimane a lungo e può essere che ti accompagna per tutta la vita.
Tipo 3 - Non è divertente ne mentre lo fai ne a pensare o raccontare dopo. Di solito perché si tratta di situazioni veramente al limite - spesso è la fortuna piuttosto che la bravura a farti tornare a casa. Può essere la base per raccontare una storia ma più come ammonizione o consiglio su cosa non fare. La memoria rimane ma difficilmente è un ricordo piacevole.

Ecco un articolo che spiega meglio (ma in inglese):-
https://blog.8bplus.com/the-3-types-of-outdoor-fun

Soft pain mi sembra molto simile al Type 2 Fun. E credo che è per questo che a boborosso viene voglia di raccontare (in modo molto spassoso nella mia opinione) le sue gare e che la maggiore parte di noi piace leggere le sue scritte.
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augusto losio
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Re: Istria 100 (Croazia) 08.04.2022

Messaggio da augusto losio »

una delle belle qualità di martin è la sua capacità di "mettere in fila" i vari aspetti di una questione, come in questo caso.
chissà quante volte se ne è parlato sul forum, ma ne approfitto (e esco ancora di più dal tema dell'argomento).
la seconda tipologia di divertimento - chiamiamolo così, a volte vengono dubbi... - è proprio quella che a me accade nelle gare ultra, ovvero quelle al di sopra di una certa lunghezza.
al contrario del "more km, more fun", io spesso non vedo l'ora che finisca, e che finisca lo scempio a cui ho deciso io stesso di sottopormi.
ovviamente, nel frattempo la testa torna a essere quella del bravuomo che fui, e (in assenza delle endorfine che mi accoglieranno all'arrivo) mi dice: "ecco! hai visto? ti sta capitando di nuovo! piantala! questa è l'ultima volta! e comunque piantala di lamentarti!".
altrettanto ovviamente, all'arrivo (beh, qualche minuto dopo a dire il vero) il tutto scivola via e resta il desiderio di farne un'altra.
desiderio acuito nei giorni successivi dai ricordi che, vigliacchi maledetti, fanno riaffiorare quel ristoro celestiale, quella vetta raggiunta, quei 500 m in cui nonostante tutto sono riuscito a correre bene, quella persona che sono stato contento di conoscere.
e tutto si raggruma e si concentra, cementandosi, in una memoria che si incide e si tatuaggia indelebile.
e che spesso mi accompagna negli allenamenti "augù, ma ti ricordi allo swisspwaks? e quell'altra volta all' UT4M? no, vogliamo scordarci dei villaggi di pietra?", ovvero quando parlo da solo e solitamente mi do sempre ragione.

p.s. apro un altro argomento.
non so a voi, ma io non parlo MAI delle gare con chi non ne ha mai fatte, ovvero col 98% delle persone che conosco e che frequento.
il ricordo mi resta così prezioso che ho paura di sporcarlo se cerco (ovviamente non riuscendoci) di condividerlo con chi non può nemmeno immaginare il mix di sofferenza e soddisfazione che si impadroniscono letteralmente di me nelle ore di prestazione.
forse è l'aspetto più malinconico dell'intera faccenda, il risvolto amarognolo per così dire.
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martin
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Re: Istria 100 (Croazia) 08.04.2022

Messaggio da martin »

Corry ha scritto: 22/04/2022, 13:06 @ezio1961 non sono poi tanto sicuro che le gare più brevi e tirate non facciano danni alla nostra salute più delle ultra, se affrontate a ritmi blandi.
La differenza credo la faccia soprattutto l’approccio alla gara, oltre alla genetica ovviamente.
I radicali liberi poi sembra che il corpo li produca anche quando è stressato, oppure se l’alimentazione è sbagliata. Probabilmente le variabili sono moltissime, non solo distanza e dislivello, ci vorrebbe una discussione a parte. @Martin
Io, personalmente, pochi giorni dopo una 100 miglia, se fatta senza problemi, mi sento molto bene, mentre dopo una sky tiratissima per una settimana sono ko. Addirittura dopo il Tor la ripresa è stata velocissima, solo il gonfiore ai piedi e le vesciche sotto ai calli ci hanno messo un po’ a passare ma in autunno ho fatto allenamenti, anche tirati, con ottime sensazioni e buoni riscontri cronometrici.
Sulla questione di radicali liberi vis a vis la lunghezza/distanza di gara non credo sia mai fatto un'indagine a proposito (sempre pronto ad essere sbugiardato). Non credo che può essere un argomento che suscita grande interessa dalla parte della comunità scientifica.
Invece esistono tanti studi sugli effetti, a lungo tempo, delle corsa endurance sul funzionamento del cuore e in particolare il fibrosi miocardica.
"Potential adverse cardiovascular effects from excessive endurance exercise"
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22677079/

Altri sugli effetti al livello neuro-muscolare e in particolare uno studio proprio al Tor des Geants, dove sono stati riscontrati minori danni rispetto un simile studio condotto al UTMB.
"Alterations of Neuromuscular Function after the World's Most Challenging Mountain Ultra-Marathon"
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3694082/
Gli autori attribuiscono questi danni minori ad un "protective anticipatory pacing strategy during the first half ....... and sleep deprivation in the second half." (una strategia anticipatori di ritmo (basso) durante la prima metà e deprivazione del sonno durante la seconda metà).

Il fatto che questo studio fa vedere che il ritmo di corsa influenza cosi tanto i danni causati al livello muscolare e neuromuscolare mi fa pensare che i danni causati in una gara corta tirato al limite sono probabilmente superiore, però di durata minore. A mitigare probabilmente il fatto che la prova dura molto, molto meno. Comunque sappiamo tutti come possono essere devastanti gli effetti DOMS (che non sono altro che micro lesioni nella fibra muscolare) dopo una discesa lunga tirato al massimo, per esempio durante un Sky race.

Tutti i sport quando sono portati al eccesso di lunghezza o frequenza o al livello elite, hanno effetti deleteri sul fisico. Su questo non ci sono dubbi.

Aggiungo solo questo articolo scientifico di Beat Knechtle (anche lui un ultrarunner, incluso l'Iditarod) che spiega tutti i problemi fisiologici e fisiopatologici che possono insorgere durante la pratica delle gare di endurance, in particolare ultramaratone, ultra trail ecc.

"Physiology and Pathophysiology in Ultra-Marathon Running"
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5992463/
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Corry
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Re: Istria 100 (Croazia) 08.04.2022

Messaggio da Corry »

Grazie!
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Boborosso
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Re: Istria 100 (Croazia) 08.04.2022

Messaggio da Boborosso »

Mi collego a un paio di cose dette da Agusto
augusto losio ha scritto: 24/04/2022, 8:30 una delle belle qualità di martin è la sua capacità di "mettere in fila" i vari aspetti di una questione, come in questo caso.
io spesso non vedo l'ora che finisca, e che finisca lo scempio a cui ho deciso io stesso di sottopormi.
ovvero quando parlo da solo e solitamente mi do sempre ragione.

p.s. apro un altro argomento.
non so a voi, ma io non parlo MAI delle gare con chi non ne ha mai fatte, ovvero col 98% delle persone che conosco e che frequento.
Martin mette ordine negli argomenti in modo spettacolare!
E grazie @Martin per la condivisione dei vari articoli.

I momenti bui ce li ho anche io, anche prima dello start mi chiedo cosa cacchio ci faccio ancora lì, ancora una volta... Durante la gara i momenti di gaudio e pace dei sensi si alternano a momenti di pura sofferenza. Ma è un male che si dimentica presto, l'arco dell'arrivo ha proprietà magiche che rimuovono o perlomeno smuovono le sensazioni negative :roll: . Magari c'è una regola non scritta, 1km=1ora per dimenticare le sofferenze :D , per una 100 miglia ci si dimenticherebbe delle sofferenze in 1 settimana!

Per quel che riguarda i racconti, sono d'accordo con Augusto, la maggior parte delle persone è disorientata, se non addirittura disgustata, dai racconti di questo sport. Altri invece (pochi) rimangono rapiti e non mancano di richiedermi qualcosa ogni volta che mi vedono. Ecco, io penso che per queste persone è giusto comunque che ci si esponga, per permettergli di fantasticare e sognare di condividere le nostre gioie e sofferenze. Senza naturalmente sentirsi degli eroi: io sono un "atleta con la panza"...

PS: Grazie a chi ha dedicato un po' di tempo alla lettura del mio racconto. Mi toccherà correrne un'altra per avere altro da raccontare...
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mircuz
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Re: Istria 100 (Croazia) 08.04.2022

Messaggio da mircuz »

Da parte mia ho spesso trovato interesse e coinvolgimento emotivo quando racconto le mie avventure, anche da parte di persone totalmente al di fuori da questo mondo. Quello che conta è il modo di raccontare e la capacità di trasmettere emozioni senza apparire dei maniaci! Per quanto riguarda i dubbi salutistici verso le gare lunghe o corte, a me paiono più tentativi occulti di dire "quello che faccio io è meglio, voi sbagliate e vi fate del male", mentre l'importante è sapere trovare la propria dimensione e divertirsi a fare le proprie gare, senza sentirsi sminuiti o al contrario al di sopra degli altri. Lo sport fa sempre bene, a livello amatoriale, e il corpo ci pensa lui a darci dei limiti! Nel mio caso, le disavventure degli ultimi anni mi hanno insegnato parecchio (ad andare più piano senza deprimermi, a riposarmi e alimentarmi bene, a rinunciare all'allenamento di troppo), e quindi non sono stati episodi puramente negativi, ma mi hanno insegnato ad apprezzare di più quello che riesco a fare.
ezio1961
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Re: Istria 100 (Croazia) 08.04.2022

Messaggio da ezio1961 »

x Mircuz : Personalmente sono rapito dai Vs racconti anche se non ho mai "saltato" il sonno per correre , l'ho fatto tuttavia per arrampicare. Non sono per nulla convinto che cio' che faccio io " e' meglio" , sono convinto che ( al momento) e' meglio per me. Ma sono convinto anche che non Ti riferissi specificatamente a me.
Ciao
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Boborosso
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Re: Istria 100 (Croazia) 08.04.2022

Messaggio da Boborosso »

mircuz ha scritto: 26/04/2022, 13:16 l'importante è sapere trovare la propria dimensione e divertirsi a fare le proprie gare, senza sentirsi sminuiti o al contrario al di sopra degli altri
Giustissimo, mi confronto spesso con gente che fa ciclismo, corsa su pista, triathlon, cavallina o salto della quaglia. Ognuno trova la propria realtà ed è giusto che si senta bravo per quello che fa (forse ... gli ultimi due...)
ezio1961 ha scritto: 26/04/2022, 13:25 non ho mai "saltato" il sonno per correre
Io ho avuto la fortuna di fare una notturna con degli amici che organizzavano la 177K Carnica Ultra Trail, sennò non avrei mai avuto l'incoscienza di provare a correre di notte :oops:
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Corry
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Re: Istria 100 (Croazia) 08.04.2022

Messaggio da Corry »

Io nelle gare molto lunghe non ho mai pensato “cosa ci faccio qui”. Ho ovviamente avuto crisi più o meno grosse ma senza mai essermi pentito dell’iscrizione.
Invece negli allenamenti mi capita spesso. Soprattutto in quelli ripetitivi settimanali. Mi pesano molto e li faccio solo in funzione delle gare future o dei bellissimi giri lunghi in montagna che non potrei mai fare senza di essi.
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