Gran Trail Courmayeur (Ao) 08.07.2023

Anteprime e cronache

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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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francescotam
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Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 08.07.2023

Messaggio da francescotam »

giotizi ha scritto: 11/07/2023, 8:23
biglux ha scritto: 09/07/2023, 9:30 Bravissimi Giorgio e Martin che hanno chiuso le rispettive gare. Si attendono report appena vi sarete riposati!
Grazie Lucio!

Scusate il ritardo ma domenica la ho passata in viaggio da Courmayeur a Roma (dormendo qui e lá nelle piazzole di sosta in autostrada) e da ieri al solito incasinato al lavoro.

Allora, questo è il mio terzo GTC dopo il GTC 90 del 2016 e il GTC 105 del 2017 e posso confermare senza ombra di dubbio che negli anni il percorso è diventato ancora più duro, e resta a mio avviso uno dei percorsi più belli (se non il più bello) che io abbia mai fatto in gara!

La mia corsa è andata bene, arrivando in 33 ore e qualche secondo…con un tempo massimo di 33 ore (si lo so, sono abilissimo nell’arrivare ultimo o comunque tra gli ultimi, soprattutto nelle gare in VdA 😃) e se sono arrivato e non ho mollato, lo devo ai miei amici di roma che mi hanno “costretto” a non mollare, insultandomi via whatsapp, quando ero stanco e finito già nel discesone verso Maison Vieille…ma poi si sa nelle ultra muori e poi risorgi…tante volte!

Ritornando al percorso, tanto bello quanto duro.

Prima notte “bagnata” con pioggerella costante e punti con catene piuttosto esposti andando verso il Deffeyes che avrebbero decisamente meritato il presidio di qualche guida alpina (io per fortuna non ho problemi sul tecnico, ma molti davanti a me si sono letteralmente piantati vedendo il vuoto e le catene davanti a loro).

Dall’alba in poi, pura poesia di percorso: il vallone di Yulaz, il Col del Arp, il Monte Nix e poi il lunghissimo traverso tutto in quota fino al Col de la Seigne tra i 2500-2800. Questo secondo me è il pezzo in assoluto più bello, tra nevai, cime maestose, laghetti di montagna, single track e chi più ne ha più ne metta!

Dall’Elisabetta in poi per me il buio, prima crisi superata tra un whatsapp e l’altro finché non arrivo alla famigerata base della Skyway pronto ad attaccare la salita che porta al Pavillon, prima e unica base vita.
La salita non è una salita “normale”, è una tortura vera e prioria, 3km scarsi per 900mt D+, un vertical dopo oltre 70km e 5000mt D+… arrivati in cima la prima cosa che mi ha colpito al tavolo dei commissari di gara sono stati i braccialetti dei concorrenti ritirati dopo la tortura…. Mi hanno detto che solo al pavillon hanno mollato in 40-50…

Veloce cambio e si scende verso altra discesina da “leccarsi i baffi” e dopo un po’ si è giá alla seconda notte. Di per se’ sarebbe tutto magnifico- la Val Ferret, le stelle, il Vallone del Malatrà…se non fosse che faccio 3 ore vomitando e fermandomi ogni 5 minuti per una intossicazione da gel (maledetti gel, mai più!) e arrivo al penultimo ristoro di Entre deux Sauts completamente senza forze e disidratato… medito il da farsi e capisco che tanto debbo tirare avanti a denti stretti e così faccio finché le forze lentamente mi tornano, l’orgoglio di stare nei tempi prende il sopravvento e finirò tagliando il traguardo correndo a più non posso con Parasacco che mi dice: “bravo…33 ore e 00, esattamente il tempo limite” 😃

Organizzazione di livello, manifestazione ormai internazionale tanto che sembra di stare in un “mini-Tor” con oltre 600 partenti rispetto ai 150-200 scarsi del 2016… ma sicuramente diverse cose da migliorare tipo il balisaggio in alcuni punti piuttosto scarso, la totale assenza di presidio nei punti esposti e soprattutto i ristori - 33 ore con solo tè, pepsi cola, biscotti e fontina con qualche raro brodino (ma senza pasta…!) personalmente è troppo poco, soprattutto in una gara non proprio economica.

Detto questo, gara che consiglio vivamente per paesaggi e atmosfera in generale!

Buone avventure a tutti.

Giorgio
Ciao Giorgio, penso di conoscerti. Sei l'amico di Marcello?
Io tutto bene, ho concluso il trail in 28ore e 40..... mi sembra. Forse una sola crisi sulla salita del Pavillon, a mio parere inutile oltre che brutta. Per il resto nulla da dire, giro fantastico.
giotizi
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Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 08.07.2023

Messaggio da giotizi »

Wow Francesco, complimentissimi! 28.40 è fantastico! Ora capisco perchè dopo Yulaz non sono più riuscito a starti dietro 😃
E si, sono l’amico di Marcello!
A presto e ancora complimenti!
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francescotam
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Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 08.07.2023

Messaggio da francescotam »

giotizi ha scritto: 12/07/2023, 19:29 Wow Francesco, complimentissimi! 28.40 è fantastico! Ora capisco perchè dopo Yulaz non sono più riuscito a starti dietro 😃
E si, sono l’amico di Marcello!
A presto e ancora complimenti!
Al Tor del prossimo anno.....
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Corry
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Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 08.07.2023

Messaggio da Corry »

Chi c’è quest’anno? Ci si vede sperando nella meteo clemente e che il percorso sia fattibile ;)
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martin
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Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 08.07.2023

Messaggio da martin »

Corry ha scritto: 06/07/2024, 14:40 Chi c’è quest’anno? Ci si vede sperando nella meteo clemente e che il percorso sia fattibile ;)
Sai già chi c'è!!!! :twisted: E poi domenica mattina andiamo su verso il Bertone per fare l'ultimo pezzo del Tor al rovescio! :lol:
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Corry
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Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 08.07.2023

Messaggio da Corry »

Sicuramente :D anche in gara io volevo allungare fino al Malatrà :lol:

Cacchio le previsioni sono pessime, speriamo cambino, non ho voglia di farmi una 100 sotto la pioggia, sempre che non la accorcino…
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baidus
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Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 08.07.2023

Messaggio da baidus »

Corry io ce l'ho in programma per il 2025 (con il sole :lol: ) così da avere un biglietto per una certa gara nel 2026... 8-)
hasta1977
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Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 08.07.2023

Messaggio da hasta1977 »

Io ci sono ma sulla 30 :D
Se vogliamo beccarci per una birra il venerdì pome/sera ci sono
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Corry
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Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 08.07.2023

Messaggio da Corry »

La partenza è incredibilmente asciutta, dopo soli 30 minuti dalla fine dei temporali, cero di corricchiare per non finire in fondo al gruppo, sempre facendo attenzione a non fare fatica. Stranamente sul primo sentiero in costa tutti bloccati, eppure il gruppo era già allungato, non so cosa sia successo, magari qualcuno sarà caduto per il fondo scivoloso.
Salita all'Arpy facile, invece il tratto fino al Deffeyese molto tecnico, con tratti attrezzati che hanno messo molti in difficoltà. Non riesco però a capire come si faccia a correre queste gare senza avere almeno un minimo di familiarità con l'alta montagna, molti rimangono letteralmente bloccati, capisco la prudenza ma.....
io stranamente ho molto sonno e approfitto delle pause per chiudere gli occhi, cercando però di non cadere nel burrone.
La discesa sui pietroni verso La Thuille è infinita, la conosco "al contrario" per averla fatta due volte al Tor (o forse non è la stessa) ma farla di corsa non è che sia meglio, arrivo già con la luce del sole, pastina veloce e subito fuori, addirittura correndo per riscaldarmi. L'aria è parecchio frizzante e non tolgo il guscio.
Il vallone di Yulaz all'inizio è bruttino, con anche strada asfaltata, però in alto diventa splendido, il cielo è terso e la visibilità infinita, sembra di poter toccare con mano il ghiacciaio del Bianco. Davvero bello!
Troviamo anche i primi nevai, i volontari hanno fatto davvero un ottimo lavoro, si possono passare senza ramponcini ma bisogna fare moltissima attenzione a quelli in traverso, una scivolata non è assolutamente permessa :o . Mont Nix davvero splendido ma il tratto successivo, fino al Col De La Segne, credo sia davvero uno dei più belli che io abbia mai fatto in un'ultra. Un lunghissimo traverso, senza pendenze eccessive, in un paesaggio da favola, decido anche di provare a vincere il Pulizer per la fotografia. Passano i primi della 55, mi piacciono sempre molto questi "incroci" perché si ha l'onore di fare qualche metro in compagnia di questi grandi atleti, cercando di carpirne i segreti. Per non umiliarli decido di non tenere il loro ritmo e continuo leggiadro, godendomi la magia di questi luoghi, ristoro veloce con tè e macine, non tolgo ancora la giacca, il vento è ancora freddino.
Il tratto verso il rifugio Elisabetta è, al contrario di quello che pensavo, molto molto lungo, pieno di nevai che a me piacciono molto ma vado lo stesso un filo in difficoltà, forse il sole a picco, forse ho mangiato troppe poche macine, fatto sta che rallento parecchio. Il rifugio si vede ma si deve fare prima un lungo arco per raggiungerlo, peccato che quello che vedevo non fosse l'Elisabetta e nemmeno un punto ristoro :( . Mi fermo comunque per cambiarmi in versione estiva. Corricchio ancora nonostante la nausea, il rifugio, quello giusto, è messo sopra un cucuzzolo al termine della discesa, un minivertical magari ideale per le ripetute ma molto antipatico dopo 60 km e migliaia di metri di dislivello. Provo ad andare in bagno e compro una coca (ai ristori solo pepsi), non va meglio ma riparto e mi faccio il tratto più brutto di tutta la gara, strada asfaltata e piatta in mezzo ai turisti, una noia già se stai bene, immaginatevi farla soffrendo sotto al sole.
Salita al Mont Favre a passo turistico, con molti che mi superano, rimetto le maniche lunghe perché il vento che arriva dal Bianco è teso, cerco di godermi il panorama ma non è che ci riesco tanto :-) arrivo al ristoro alle 18 circa, brodino guardando invidioso uno che si mangia un piattone di pasta, portatogli dalla fidanzata, e quelli della 55 che ripartono felici e veloci per l'ultima discesa.
Devo però continuare, siamo uomini o caporali???
Scendendo alla Brenva, posto orribile, accade il miracolo, il dio delle ultre premia sempre chi non si arrende, la nausea passa, tornano le forse e parte l'assalto alla Skyway, un muro, salgo bene di frequenza fino a metà e poi faccio l'errore di prendere un gel che mi rimette ancora lo stomaco in difficoltà. Uffa. Finalmente arrivo e decido di prendermi una lunga pausa, vado ancora in bagno, prendo una pasta e una coca, di solito funziona ma stavolta il piatto non riesco a finirlo. Intanto parlo con uno degli organizzatori, è preoccupato perché il gruppone è molto in ritardo rispetto elle passate edizioni. Stima almeno due ore in più all’arrivo. Alleggerisco lo zaino (ero forse partito con troppa roba, pensavo fosse il Tor) e riparto, comunque non proprio a 100 :? , dopo più di un'ora. Corro prudente ma senza fermarmi fino alla Val Ferrè, decido che non sono messo così male quando trovo un ragazzo che si vorrebbe ritirare. Adesso? Dai che il più è fatto! (Magari).
Faccio la salita al Bertone in buona compagnia, prima due ragazze che poi diventano tre, le attiro come mosche! :mrgreen: ammirando il Dente del Gigante che rimane illuminato quando invece tutto il resto del massiccio è al buio, cosa vuoi di più? Uno stomaco nuovo!? Sorpresona, il rifugio è chiuso, quindi niente polenta uncia, non mi resta che coprirmi bene con tutto quello che ho e salire insieme ai mie conati a vuoto.
Le donzelle (stabarde) se la sono svignata, altro che mosche :( , da sole e faccio da single tutto il tratto fino al ristoro, il vallone era più bello al Tor, forse forse perché in discesa e con la luce del sole, comunque vada vado.
Il bivacco è bello nascosto, lo sapevo ma non abbastanza, la volontaria mi vede infreddolito e prima mi propone il riparo in plexiglass che però pieno di forme di formaggio puzzolenti, quando capisce che il mio stomaco rifiuta inderogabilmente mi fa accomodare di fianco alla pentolona del tè. Intanto che ci sono mi bevo un bicchiere con quasi 1,5 biscottini, lei intanto mi racconta di una concorrente che è arrivata mezz’ora prima in abbigliamento molto “succinto”, con le gambe viola dal freddo e al suo consiglio di vestirsi meglio le ha risposto che non ne aveva :shock: .
Due donzelle su tre sono ancora lì e fanno il terribile errore di chiederle “adesso è tutta discesa?” “allora c’è un tratto in salita di 10 minuti e poi spiana va un po’ su e giù ma più giù che su. Poi si scende a Coumayour”. Allora, io voglio bene indistintamente a tutti i volontari e so che senza di loro col canzo che potremmo fare certe gare ma se il massimo percorso che avete fatto è stato il giro con l’oratorio, perché vi prodigate esperti di finali di gara??? :evil:
Infatti dopo la prima discesa tecnica c’è la salita ma dopo c’è una discesa ripida che sarebbe stata faticosa anche dopo 5km, poi un tutto su e giù dentro e fuori da vallette strette e credo per evitare i nevai, ancora presenti, piccole deviazioni nel nulla con pendenze del 2000%, addirittura l’attraversamento di una cascata. Altra discesa ripidissima e non si vedono ancora le luci del fondovalle. Si va avanti solo di testa, sono talmente concentrato che non mi accorgo che non ho più la nausea, misteri delle ultre. :)
All’ultimo ristoro arrivo e chiedo “mi spiegate dove cazzo siamo???”, :lol: non scherzo, ho completamente perso l’orientamento, eppure sti posti un po’ li conosco. Riempio una borraccia de maggico tè e riparto, obbiettivo mirabolante arrivare entro le 3, tanto per farvi capire come sia lento l’ultimo tratto di gara, il garmin stimava ancora l’una in Val Ferre, e non ho più perso posizioni…
Incredibilmente in paese c’è ancora qualcuno ad applaudire, grazie grazie grazie, brividi. Faccio anche il tempo a dare il cinque a due che sono da poco arrivati e avevano fatto lunghi tratti con me. La santa moglie mi aspetta, mi accompagna a recuperare la sacca, doccia e nanna.
Ho chiuso il trittico Tor Tordret Gtc (quaterna con l’arrancabirra) ma penso che questa sia di gran lunga la gara più dura, anche se con cancelli molto più laschi del Dret.
Organizzazione impeccabile. Bravi!
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gogo
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Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 08.07.2023

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Bravo Corry, bravissimo!
100km di applausi, stima e ammirazione ;)


P.S. Martin?
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