Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026

Anteprime e cronache

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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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Corry
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Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026

Messaggio da Corry »

Secondo me hai fatto più fatica ad arrivare alla partenza che a concludere la gara :lol: :lol: :lol:
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biglux
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Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026

Messaggio da biglux »

Corry ha scritto: 17/04/2026, 16:37 Secondo me hai fatto più fatica ad arrivare alla partenza che a concludere la gara :lol: :lol: :lol:
Assolutamente sì! Non per fare il fenomeno, ma la gara, dopo tutto quello che mi è capitato, è stato un dettaglio…
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biglux
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Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026

Messaggio da biglux »

Le tappe partono tutte tra le 5 e le 7 del mattino per cui la sveglia ci sorprende spesso nel buio della notte. Noi mettiamo la sveglia circa 80'-90' prima dello start perché dobbiamo, muniti di frontale, fare colazione, andare alla toilette, vestirci e rifare lo zaino (tutto quello che si lascia in tenda viene portato via e si riceve una penalità). Mezz'ora prima dello start ci sono i controlli dei dispositivi GPS (molto meticolosi) e il consueto briefing (anche se inutile visto il dettagliatissimo road-book) con i soliti discorsi motivazionali (che dopo la prima tappa stufano parecchi di noi…). Musica a manetta degli AC-DC (“Highway to hell”, ovviamente :D ), conto alla rovescia e finalmente si parte. La prima tappa di 35 km è ad anello (si ritorna al bivacco 1 dove passeremo la terza e ultima notte) e ci viene "venduta" come interlocutoria: terreno abbastanza semplice (3 segmenti sui 5 totali suddivisi da 4 check points di categoria 1, la verde), fatta per immergerci gradatamente nell'ambiente nel quale siamo stati catapultati dalle nostre vite quotidiane e studiare le nostre reazioni allo zaino pesante, al caldo o semplicemente a una gara a tappe (la prima per tanti di noi, me compreso), dove la gestione dello sforzo rappresenta il cardine della faccenda. I primi 9 km sono un lunghissimo piattone su terreno ben compatto tutto da correre. Sarà l'entusiasmo, il fatto che ho finalmente dormito in un caldo sacco a pelo (anche se senza materassino), le forze che sono ancora fresche e per me finalmente la leggerezza e la serenità che i problemi ormai sono alle spalle, ma li corro quasi tutti con un paio di brevi pause per recuperare. Al primo check point siamo accolti come delle star con urla, applausi, abbracci e vere e proprie "ole", una telecamera ci inquadra all'ingresso e trasmette le nostre espressioni a chi ci sta seguendo da casa. Come primo step vengono caricate di acqua le borracce dal volontario di turno che chiede come stiamo e ci fa un paio di battute, come secondo step un altro volontario ci versa acqua ghiacciata sulla testa e sul collo lasciandoci, se siamo fortunati (e se è in vena di generosità), un paio di cubetti gelati nel buff intorno al collo. I check points li troviamo ogni 6-11 km a seconda della tappa (ravvicinati se il terreno è ostico, più radi se invece si può correre "agevolmente"). I successivi due segmenti sono un po' meno corribili con saliscendi sulle dune. C’è chi cerca di correre sempre ma dopo un po’ capisce che lo sforzo non vale la pena ed è inutile combattere col deserto. Dall’idea che mi sono fatto la MDS è una gara ideale per i “fast hikers”, i nordic walkers che camminano velocemente e che viaggiano più o meno alla mia velocità, io che alterno corsa a camminata )ovviamente per chi non ha velleità di classifica). I 4 km finali, a sorpresa, non sono su terreno corribile come descritto ma su dune per cui l’arrivo è decisamente sudato, fa sorridere la gente che sprinta all’ultimo metro, barcollando sotto il peso del proprio zaino ancora pieno di tutto, ma l’entusiasmo è ancora altissimo. L’accoglienza al termine della tappa sarà sempre un po’ come un arrivo finale con festeggiamenti vari e con l’immancabile bicchierino di the verde che i berberi ci offrono. Ci si rinfresca col ghiaccio e si riempiono le borracce per la tappa successiva. La routine sarà sempre la stessa e sempre più automatica: alla tenda per mollare finalmente lo zaino, salutare i primi arrivati (oggi e per quasi tutta la gara ci saranno Luca e Artur ad aspettarmi), togliere scarpe e calze, veloce check dei piedi (fondamentale) per eventuali vesciche e/o abrasioni, visita all’infermeria per farsi medicare (oppure, come nel mio caso, solo per poter stare seduto qualche minuto su uno sgabello a fare un fantastico pediluvio di acqua e Betadine sotto il tendone col venticello fresco che non manca mai🤩!), capatina alle Emotion Boxes per lasciare il video-messaggio ai propri cari e ritiro del bottiglione di acqua da 5 l all’info-tent. Finito questo giro si può finalmente ritirarsi nella tenda per farsi da mangiare e riposarsi. Inizialmente proviamo a scaldare l’acqua con i nostri fornelletti super leggeri in titanio, ma il vento che spesso tira tutto il giorno senza tregua dopo un po’ ci fa desistere e quasi tutti mangeremo cibo liofilizzato con l’acqua fredda. Sono previsti obbligatoriamente anche due dadi tipo Knorr al giorno per reintegrare i sali (aspetto molto stressato dall’organizzazione): ci troveremo a sgranocchiarli tranquillamente a crudo sia in tenda che durante le tappe😁! Per quanto riguarda i materiali ho scelto delle scarpe Raidlight con le ghette dalle quali non è entrato nemmeno un granello di sabbia in tutte le 6 tappe, ottimi e economici pantaloncini da trail della Decathlon con tasche e taschini molto leggeri e ventilati (con o senza i boxer, nel senso che li ho persi dopo la tappa lunga…), maglietta bianca a maniche lunghe della On veramente ottima, buff dell’AMA, cappellino Buff senza veletta sahariana (è bastato il buff a salvarmi il “coppino” dalle ustioni😁) e calze filo di Scozia che avevo dal 1° giorno in Marocco🤣 (non ci crederete ma ho scoperto che sono l’ideale, sottilissime e super leggere, non ho avuto una vescica fino a che non si sono distrutte!). Piano piano arrivano tutti: Marco che l’ha già fatta due anni fa camminandola e quest’anno vuole correrla, Gianluca il più silenzioso tra noi, Alessandro che ha esagerato con lo zaino (circa 15 kg😳) non sapendo rinunciare a nulla (sarà la mia fortuna!) e infine il povero Jelicko che confidava in un’alimentazione a base esclusivamente di barrette Decathlon ma che capisce che non può funzionare per una settimana…
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Corry
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Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026

Messaggio da Corry »

Tu come ti sei organizzato per il cibo?
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biglux
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Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026

Messaggio da biglux »

Purtroppo ho dovuto accontentarmi con quel poco che ha recuperato l’organizzazione per me (e quel poco che mi hanno dato i miei compagni di tenda), soprattutto pochissimi gel per le tappe (che invece io uso sempre), zero “comfort food” (es. pezzetti di grana, carne essiccata, ecc.) e liofilizzati mai provati prima.
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biglux
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Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026

Messaggio da biglux »

Seconda tappa, 40.5 km e 486 m+ di percorso che punta dritto a est, finalmente verso un nuovo bivacco (il numero 2), su un fondo abbastanza corribile a parte la prima e l’ultima
parte su dune. La terza notte l’abbiamo passata abbastanza bene, dormendo però a tratti considerata la scomodità del terreno (nonostante quasi tutti abbiano il materassino) e il fatto che verso l’una si alzi spesso su un vento molto fastidioso che ci riempie di sabbia e ci obbliga a chiuderci letteralmente nei sacchi a pelo. Ormai la routine è consolidata, come colazione ho a disposizione dei muesli da 600 kcal un po’ difficili da ingurgitare ma che mi garantiscono l’energia necessaria per le prime due ore. Alessandro, col fatto che si è portato dietro “casa”, al mattino sciorina il caffè latte con pure il dolcificante😁! Il più tecnico di tutti è Artur che, cascasse il mondo, ha degli step alimentari irrunciabili a base di beveroni dai colori improbabili a tutte le ore del giorno e della notte. Ogni tanto ti svegli e te lo trovi a cuocere qualcosa con il suo fornelletto! In questa tappa sperimentiamo per la
prima volta un assaggio di caldo sahariano complice l’assenza di vento (stranamente). Secondo me non avremo superato i 37-38°C ma siamo talmente abituati bene che un po’ lo
patiamo nonostante i frequenti “raffreddamenti” a base di acqua ghiacciata gentilmente offerti ai 5 check points. Cosa che noterò più volte in questa gara è l’assoluta mancanza di esperienza che la stragrande maggioranza ha sul tecnico. Da quello che vedo e sento tanta gente proviene dal
mondo delle maratone su strada oppure anche del triathlon, del hyrox, ecc. L’unica discesa un po’ ripida degna di nota, tra l’altro quasi interamente su sabbia con poche pietre, mi vede recuperare decine di posizioni manco fossi Kilian. La rivincita del trailer🤣! Per finire un piattone infinito tutto da correre (su una specie di fango essiccato molto duro) che purtroppo devo alternare con tratti al cammino per smaltire l’acido lattico che si accumula inesorabilmente nel mio polpaccio destro. Non so alla fine quante ore avrò perso per questo mio problema, non ci devo pensare perché se no vado fuori di testa. Inizio a fare un gioco tra me e me: corro per la distanza di due bandierine e e cammino per una e così piano piano taglio il traguardo😔...
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Dariogrizzly_1981
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Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026

Messaggio da Dariogrizzly_1981 »

Bravo biglux, mi stanno molto piacendo questi racconti!
Sembrano quelle serie che non vedi l'ora che esca il prossimo episodio, o addirittura quando ero ragazzino e davano Dragonball in TV all'ora di pranzo e non vedevi l'ora fosse il giorno dopo per vedere come proseguiva la storia...
Comunque mi sembra di capire che in questa gara conti quasi più l'organizzazione che la preparazione atletica, da quello che hai scritto direi che è più difficile del TOR come organizzazione.
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martin
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Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026

Messaggio da martin »

Bello, bello il racconto.

Ma questo proprio non si può leggere:-
"........per smaltire l’acido lattico che si accumula inesorabilmente nel mio polpaccio destro."

Sorry, il mio indole allenatore/scientifico è troppo forte ;)

Vengono prodotti ioni di lattato (L-), che sono utilizzati come carburante, e vengono contemporaneamente lasciati ioni di idrogeno (H+) che sono la causa del bruciore muscolare perché producono uno stato di acidità al livello cellulare.
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Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026

Messaggio da biglux »

martin ha scritto: 21/04/2026, 8:22 Bello, bello il racconto.

Ma questo proprio non si può leggere:-
"........per smaltire l’acido lattico che si accumula inesorabilmente nel mio polpaccio destro."

Sorry, il mio indole allenatore/scientifico è troppo forte ;)

Vengono prodotti ioni di lattato (L-), che sono utilizzati come carburante, e vengono contemporaneamente lasciati ioni di idrogeno (H+) che sono la causa del bruciore muscolare perché producono uno stato di acidità al livello cellulare.
Si vabbè volevo farla breve e comprensibile senza produrre un trattato di fisiologia umana (occhio che stai pestando una merda…), ‘sti inglesi che precisini…🤣
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biglux
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Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026

Messaggio da biglux »

Dariogrizzly_1981 ha scritto: 21/04/2026, 7:41 Bravo biglux, mi stanno molto piacendo questi racconti!
Sembrano quelle serie che non vedi l'ora che esca il prossimo episodio, o addirittura quando ero ragazzino e davano Dragonball in TV all'ora di pranzo e non vedevi l'ora fosse il giorno dopo per vedere come proseguiva la storia...
Comunque mi sembra di capire che in questa gara conti quasi più l'organizzazione che la preparazione atletica, da quello che hai scritto direi che è più difficile del TOR come organizzazione.
Assolutamente sì, fattibile da chiunque (con un minimo di testa) a patto di organizzarsi bene nei mesi precedenti come attrezzatura e alimentazione (cosa che a me è mancata ma ho sopperito con la forza mentale che caratterizza noi ultratrailers…😁). Anche al Tor però bisogna essere parecchio organizzati altrimenti alle basi vita si perdono le ore senza concludere nulla. Dopo il Tor ho avuto parecchie magagne fisiche, dopo la MDS, a parte un po’ di fisiologica stanchezza e affanno, le gambe erano come nuove (pochissimo dislivello!). La differenza principale la fa l’autosufficienza completa che va gestita in maniera precisa in termini di calorie e sali minerali da assumere costantemente (mi mancava la birretta e polenta con salmì come colazione a uno dei rifugi del Tor!) e il fatto che arrivato al bivacco hai tutto il tempo per riposare e dormire mentre al Tor sei sempre in ansia che devi ripartire.
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