Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
Moderatore: maudellevette
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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
Racconto molto apprezzato anche da me, poi è interessante perchè non è una gara che fanno tutti... mi ha stupito che è partecipata molto da stradisti più che da trailrunners
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
Big una curiosità "collaterale": un mio conoscente che ha fatto più di 10 MdS mi ha sempre detto che dopo essere tornato, e dopo un po' di riposo, ha fatto i suoi migliori tempi su maratona e mezza (stradista ovviamente...)...voli anche tu adesso??!!!
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
Volare nelle mie condizioni è una parola grossa (domenica ho corso una 10 km senza fermarmi a un discreto ritmo che per me in questo momento è tantissimo) comunque il volume accumulato suggerirebbe dopo alcuni richiami di qualità di esprimersi molto bene anche su una maratona a 2-3 settimane di distanza!
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
Allora ti aspettiamo alla prova...e poi ci racconti!!
Ciao
A.
Ciao
A.
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
tra il caldo e il volume affrontato non mi stupisce il fatto che si possa migliorare
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
Goooood morning bivuaaaaac!!! Questa è l'immancabile frase che per giorni ci accoglierà al mattino prima della partenza dalla voce di un esagitato ed energetico Ian Corless. Il fotografo, giornalista, trailer, ecc. inglese cerca ogni mattina di caricarci a pallettoni con citazioni di Roosvelt e altri per inculcarci nella testa che noi siamo "legends"! Col passare dei giorni a me sembriamo sempre di più una massa multicolore e multilingue di morti di sonno, malnutriti e acciaccati, più che leggende del deserto! Gente sulla quale non avrei scommesso un centesimo me la ritrovo alla partenza zoppicante per le vesciche e con gli occhi lucidi per l'emozione ogni volta come se fosse la prima e inizio già ad abituarmi che non mollerà mai. Dopo le prime due tappe ci sono stati meno di 10 ritiri su 1500 iscritti! Il morale della nostra tenda e di quella degli altri italiani è ancora alto e si palpa nell'aria l'attesa timorosa del tappone da 100 km. Alla sera espongono le classifiche del giorno precedente e scopro con mia sorpresa di "veleggiare" tra i primi 400. In alto c'è la sfida fratricida tra Rachid e Mohammed El Morabity e poco dopo seguono un paio di francesi e Ryan Sandes. La media che tengono è impressionante considerato il peso dello zaino e la natura del terreno (poco sopra i 5'/km!), spesso passano attraverso i check-point senza caricare nemmeno l'acqua, ma una volta verranno tutti fermati (gli "elite" intendo) per un controllo approfondito e senza sconti del materiale obbligatorio. Oggi si corrono poco meno di 30 km in un loop intorno al secondo bivacco con una temperatura che fino alle 10 si mantiene gradevole con un fresco venticello (ma anche dopo nulla di che rispetto a quanto mi sarei aspettato dai racconti delle MDS precedenti). Bene o male fino ad ora ho rispettato i miei pronostici rispetto ai tempi che avrei tenuto nelle singole tappe: 5h05' nella prima e 6h11' nella seconda (sbagliando le previsioni di solo pochi minuti). Oggi punterei alle 4h30' e saranno 4h41' anche perché, come tutti, sto cercando di risparmiare le forze (e il cibo) per il tappone di domani. Di questa tappa ricordo la bellezza mozzafiato di un canyon che corriamo a tutta in fila indiana su single travi alle prime luci del giorno con dei colori e delle forme spettacolari e una salita-discesa molto ripide su un rilievo roccioso che mi ha ricordato i nostri monti. Finalmente lontani dalla civiltà (e dalla rete!) oggi attraversiamo vallate e pianure sconfinate con qualche rudere testimone di antichi insediamenti, i panorami assomigliano alla Monument Valley ma, a parte noi, non c'è nessuna presenza umana. Come in quasi tutte le tappe farò parecchie foto e filmati visto che il mio ritmo non è assolutamente irresistibile e poi quando ci ritornerò in un posto così? Anche stavolta parecchia gente si blocca all'inizio dell'unica discesa moderatamente tecnica di giornata (un sentierino roccioso non particolarmente ripido che scende dallo jebel) e si fa aiutare terrorizzata nella discesa (Luca dovrà scortare per mano fino al termine della discesa un'australiana che fino a quel momento aveva corso come una gazzella davanti a lui!). Non mi faccio pregare più di tanto e pregustandomi una sorta di "rivincita del nerd" che fino a un momento prima era sverniciato da tutti nei tratti in piano, mi lancio a "manetta" tagliando il sentiero e superando decine di persone. Alla fine della discesa vengo avvicinato da un inglese che mi sussurra "well done mate!", cosa che mi inorgoglisce parecchio! Al traguardo sono più di 100 km alle spalle, non è nemmeno mezzogiorno e tutti noi ci possiamo rilassare dopo le consuete incombenze giornaliere. Verso sera organizzano una seduta di yoga/meditazione al centro dell'accampamento con parecchie persone che fanno stretching, esercizi o semplicemente si rilassano al suono di una musica soft e delle parole di due insegnanti. Davanti alle tende dei marocchini come di consueto bruciano dei piccoli falò allestiti scavando una buca e bruciandovi la legna che si trova in abbondanza intorno al bivacco, dove cuociono i loro liofilizzati e il loro immancabile the. Rachid è molto gentile e cortese con tutti e non si risparmia a fare qualche foto e due chiacchiere con chi lo incontra. A metà pomeriggio Adam, il mio volontario preferito (cioè colui che ha preso più a cuore il mio problema) mi informa raggiante che finalmente la mia valigia è arrivata al bivacco, proprio alla viglia del tappone! Non immaginate l'emozione e la festa che facciamo nella nostra tenda, prometto a ognuno dei miei compagni una parte delle mie scorte (ovviamente bresaola, formaggio e altri salumi sottovuoto, nonché caffelatte e due piccole colombe pasquali che avevo preparato per i primi due giorni pregara) e mi dirigo raggiante all'info-tent. Adam mi accoglie costernato: il loro “gancio” a Marrakech ha preso la valigia sbagliata nonostante io abbia fornito giorni addietro copia del mio passaporto, biglietto della valigia e pure una foto della stessa! Non so se piangere o ridere: un tale Niccolò residente a Milano sarà in giro per Marrakech mentre il suo bagaglio si trova in un bivacco sperduto nel bel mezzo del Sahara…Ritorno scornato alla tenda dove i miei compagni non vogliono credere a quello che gli racconto, ormai mi sembra di essere su “Scherzi a parte”, dovrà farmi il tappone con pochissimo da mangiare…
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
Fantastico questo racconto a puntate!
via Lucio!!!!!
quanta sfiga ragazzo mio


via Lucio!!!!!
quanta sfiga ragazzo mio
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
“Non è il critico che conta; non è colui che indica dove l'uomo forte inciampa, o dove chi compie le imprese avrebbe potuto farle meglio. Il merito appartiene all'uomo che è effettivamente nell'arena, il cui volto è segnato dalla polvere, dal sudore e dal sangue; che lotta valorosamente; che sbaglia, che fallisce più e più volte, perché non c'è sforzo senza errore e fallimento; ma che si sforza davvero di compiere le imprese; che conosce grandi entusiasmi, grandi devozioni; che si spende per una causa degna; che nel migliore dei casi conosce alla fine il trionfo di un grande successo, e che nel peggiore dei casi, se fallisce, almeno fallisce osando con coraggio, in modo che il suo posto non sia mai tra quelle anime fredde e timide che non conoscono né la vittoria né la sconfitta.” Vabbè, Ian l’ha declamata nella lingua originale dal discorso di Roosvelt alla Sorbona del 1910, questo è quanto mi ha restituito Google. Già siamo abbastanza intimoriti dal fatto che sarà la tappa più lunga nella storia della MDS e che pochi di noi hanno corso per 100 km (e poco più di 700 m+) nel deserto, ma questo proclama è stato benzina sul fuoco! Quasi tutti i mie compagni hanno programmato un paio di soste per cucinarsi un pranzo e riposare un po’. Io vorrei fermarmi solo una volta e poi tirare dritto fino alla fine. Alle 5 del mattino fa freschino ed è buio pesto nonostante la splendida stellata e ognuno di noi raccoglie le sue motivazioni e le sue energie per fare del suo meglio per arrivare al prossimo traguardo. Il percorso è in linea e punta decisamente verso nord, direzione terzo e ultimo bivacco! Sarà una giornata molto lunga un po’ per tutti (tranne che per i top che la chiuderanno in meno di 9 ore…) con alcuni che arriveranno addirittura il giorno dopo (il tempo limite è ampissimo, ben 40 ore!). Come aperitivo dopo pochi km ci spetta una mega duna (Erg) con una salita vericale infinita (dalla sommità pende beffarda una fune non assicurata da nessuna parte, bastardi!), un passo avanti e due indietro, ormai ho capito che su questa sabbia così soffice bisogna cercare le impronte di chi ci precede e sfruttarle come i gradini di neve ghiacciata nei canali delle nostre montagne, passi brevi e aiutarsi pure con le mani (in questi frangenti invidio un po’ i tanti che hanno portato i bastoni). In cima ci aspettano urlanti i volontari con una cassa stereo che suona a manetta. La gente arriva in debito di ossigeno e si ferma a fotografare e filmare il panorama, mentre io ne approfitto per guadagnare qualche posizione buttandomi a capofitto nella discesa. È una corsa stupenda e pazza, con passi lunghissimi, tutta sui talloni, sembra di galleggiare e sprofondare allo stesso tempo, peccato che dura pochissimo! Attraverseremo canyon e pianure sconfinate, ho tutto il tempo per pensare a tutto quello che trascuro durante le frenetiche settimane lavorative, mi sento un privilegiato a correre/camminare in questi posti fantastici pensando solo a me, a mangiare e riposare e a questa esperienza per alcuni versi eccezionale. Sono molto fortunato anche ad avere una famiglia che accetta queste ultime “cartucce” che voglio sparare, che la vita non si sa come può andare…Nella prima parte della gara raggiungo Franco, un italiano che vive a Dallas e ha lavorato per tanti brand del mondo trail (Salomon, North Face, ecc.), conosce un po’ tutti e come sempre accade in questi frangenti ci raccontiamo le nostre vite e 20 km passano magicamente come un soffio! Cerco di bere almeno 750 ml di acqua (una borraccia) tra un check point e l’altro, sgranocchiandomi pezzettini di dadi Knorr (ci hanno terrorizzato sull’iponatriemia!) e alimentandomi con quello che il convento mi ha passato (sostanzialmente barrette fatte in casa non meglio precisate, pochi gel delle marche più disparate, e un po’ di frutta secca). Mi fermo per un quarto d’ora solo intorno al 50° km per dare una controllata ai piedi. Oggi, dopo 3 tappe corse con le mitiche calze filo di Scozia che indossavo da casa senza una vescica, un mio compagno di tenda, vedendo come sono conciate (le ho già rammendate una volta), mi dona un paio di Wild Tee che teneva di scorta. Purtroppo scopro che si sono formate un paio di piccole vesciche (la calza è un po’ troppo spessa e tende a fare delle pieghe in punta) ma nulla di particolarmente fastidioso. Ai check point ci regalano un bandana portaghiaccio che ci rinfresca alla grande durante la giornata, anche se il caldo non è assolutamente opprimente e il vento anche forte ci accompagna per tutto il giorno (ci sono tratti di altipiani desertici rocciosi in cui si corre in fila indiana alternandosi per tagliare il vento, col buff che ci copre la faccia per non mangiare la sabbia). Verso sera le mie scorte alimentari sono finite, non mi va di elemosinare qualcosa agli altri concorrenti (che hanno tutto “contato”), la fetta di limone ghiacciato, il biscottino marocchino e il brodino di pollo che ci hanno allungato in un paio di check point non hanno aiutato più di tanto anche se sono state delle sorprese apprezzatissime. Mancano 20 km, accendo la frontale e la mia luce interiore si spegne. Da qui all’arrivo sarà un incedere tipo “zombie march”, provo a corricchiare ma mi sento subito stremato, penso che il cervello stia risparmiando il poco glucosio tutto per sé, egoista! Fortunatamente il percorso è segnato benissimo con tante bandierine ogni 50-100 m catarifrangenti (mi ricordo un po’ il Tor e quasi mi commuovo), incomincio a inciampare e colpire tutti i sassi di questo maledetto deserto e mi faccio avvolgere da una brutta sensazione mentre tanta gente superata durante la giornata mi sfila inesorabilmente (scoprirò poi di aver anche guadagnato qualche posizione nel finale, vuol dire che eravamo tutti con la spia rossa accesa!). Agli ultimi check point non carico più nemmeno l’acqua, non ho per nulla sete, solo una gran fame e un gran sonno ma non ci penso nemmeno a stendermi nelle tende gialle che l’organizzazione ha messo a nostra disposizione negli ultimi 30 km. Potrei fermarmi a cucinare un liofilizzato ma l’idea di prolungare questa agonia non mi attira per nulla. Ormai sono deciso a non combattere la negatività in cui sono completamente immerso ma voglio guardarla negli occhi e portarmela al traguardo come una compagna fastidiosa. Ripenso a l’unica cosa che Ian ci ha detto alla partenza e che mi è rimasta in mente: quando sarete sfiniti “remember the why!”. Il mio “perché sono qui” è stata una reazione immediata di fine Agosto, quando un collega vascolare mi ha trovato un problema alla
mia gamba destra di non facile risoluzione (per farla breve l’arteria che porta il sangue al polpaccio e al piede è chiusa da una placca al 90%) e che mi stava limitando grandemente nella corsa negli ultimi mesi. La mia risposta a questa situazione è stata un grandissimo “vaffanculo io non mollo!” e quale miglior banco di prova nella gara a tappe nel deserto piu famosa del mondo? Ritornando al tappone, dal 93° km l’organizzazione ha pensato bene di mettere un tratto di dune con cartelli “motivazionali” ogni km (“You’re a part of history”, “Remember your why”, “You are stronger than you think”, ecc.). A 500 m dal traguardo un drappello di belgi mi supera camminando velocemente come se nulla fosse. Eh no! Ultimo impeto di orgoglio e la corro fino al traguardo come se fosse un 100 m in pista con tanto di gesto della saetta di Bolt per la gioia dei volontari che mi accolgono come fossi il primo!
mia gamba destra di non facile risoluzione (per farla breve l’arteria che porta il sangue al polpaccio e al piede è chiusa da una placca al 90%) e che mi stava limitando grandemente nella corsa negli ultimi mesi. La mia risposta a questa situazione è stata un grandissimo “vaffanculo io non mollo!” e quale miglior banco di prova nella gara a tappe nel deserto piu famosa del mondo? Ritornando al tappone, dal 93° km l’organizzazione ha pensato bene di mettere un tratto di dune con cartelli “motivazionali” ogni km (“You’re a part of history”, “Remember your why”, “You are stronger than you think”, ecc.). A 500 m dal traguardo un drappello di belgi mi supera camminando velocemente come se nulla fosse. Eh no! Ultimo impeto di orgoglio e la corro fino al traguardo come se fosse un 100 m in pista con tanto di gesto della saetta di Bolt per la gioia dei volontari che mi accolgono come fossi il primo!
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
Azzo @biglux, mi dispiace ma con la storia della valigia ritrovata e poi no, mi hai fatto ribaltare dalla sedia dalle risate! Ho immaginato la tua faccia e quella dei tuoi coinquilini che già si sentivano in bocca il sapore della colomba
. E anche quella del tizio che si è trovato il cibo liofilizzato anziché giacca e cravatta
Comunque bellissimo racconto
meriterebbe un articolo su ST 
Comunque bellissimo racconto
Re: Marathon des Sables The Legendary (Marocco) 03-13.04.2026
https://www.facebook.com/61555752590904 ... aiuVjopFl/
Tu scherzi ma come vedi c’era un giapponese che l’ha corsa tutta in giacca, cravatta e camicia come se andasse al lavoro senza nemmeno sgualcire il vestito!
Tu scherzi ma come vedi c’era un giapponese che l’ha corsa tutta in giacca, cravatta e camicia come se andasse al lavoro senza nemmeno sgualcire il vestito!