di Davide Grazielli

It's that time of the year again... Statesmas!

Quest'anno la situazione si è fatta ancora più complicata. Per riuscire a districarmi tra un field incredibilmente competitivo, mi ci è voluto l'aiuto di Riccardo Tortini, ricercatore universitario, top runner, ultrarunning geek e pacer extraordinaire.

Ma basta chiacchere, bisogna andare subito al sodo, ed iniziamo con le DONNE.

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Nessun dubbio per entrambi: Kaci Lickteig, campionessa uscente, si prende il ruolo di favoritissima. Incredibile il numero di chilometri che macina questo scricciolo, ha concentrato tutto su questa gara, ed onestamente la conosce troppo bene per farsi fregare. Forse non ha il talento e la velocità di una Ellie Greenwood, ma entrambi la vediamo al top e con un tempo aggressivo.

WS w2

Partirà in testa da subito? Probabilmente no. Perchè il tentativo di imprimere alla gara un ritmo maniacale lo farà Camille Herron. Rick ci ha corso contro, e ha confermato che la recente vincitrice della Comrades è una “headcase”: un cavallo pazzo. Se contiamo che ha una velocità di base alta, che fatica con l'alimentazione e che non ha mai corso cento miglia, è una possibile candidata all'esplosione. Se invece tiene? Abbiamo una nuova Jim in rosa.

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Magda Boulet e Stephanie Howe Violett condividono tante cose: entrambe già vincitrici ad Auburn, entrambe alla prima 100 miglia. Entrambe hanno dominato per un periodo, entrambe hanno conosciuto momenti difficili negli ultimi due anni. La Howe ha avuto una sequela di infortuni. A Bandera è tornata ed ha addirittura vinto overall, ma non dimentichiamo che Shebest e Mendoza erano finiti fuori percorso. La Boulet sembra aver perso smalto... quasi come se ai ritmi frenetici di oggi restare al top per più di due stagioni sia diventato impossibile. Ci smentiranno? Non so, ma per la vittoria finale non le vediamo favorite.

Piuttosto ci piace l'idea di YiOu Wang. Ha fatto esperienza lo scorso anno, conosce la distanza e tra la vittoria a Fourmidable 50k, il secondo a Chuckanut e soprattutto la vittoria a mani basse a Lake Sonoma 50 ha dimostrato di valere davvero tanto. Noi ce la giochiamo sul podio.

Scendiamo nella lista e bisogna segnalare subito due veterane: Megan The Queen Arbogast nonostante i 54 anni resta materiale da top ten. Nessuno conosce la gara come lei, e quest'anno ha fatto vedere che fa ancora le cose sul serio. Amy Sproston l'anno scorso si era presa il secondo posto con una gara di una regolarità impressionante, quest'anno zitta zitta ha fatto un bel percorso di avvicinamento vincendo una classica come Silver State 50: possibile materiale da podio anche lei, specie se le signore lì davanti si prendono a borsettate e poi scoppiano.

Il Vecchio Mondo schiera due invitate dall'UTWT: Idikò Wermescher non sembra avere reali possibilità di top ten, mentre sarà curioso vedere come il trattore Andrea Huser andrà a gestire una gara così diversa dai suoi standard. Onestamente noi non la vediamo da podio e forse neanche da top five sui sentieri californiani.

Un po' sul suo genere, costante ed infaticabile, è anche la canadese Alyssa STLaurent. Quinta l'anno scorso, vincitrice a Cascade Crest 100 e seconda a Run Rabbit Run. Ha iniziato l'anno maluccio, non è data quest'anno in grande forma, ma è una lottatrice. Un posto davanti a lei era finita Amanda Basham, che condivide con la Herron l'abitudine ad andare fuori “do or die”. Rick la indica come altra seria candidata all'esplosione, ma ho il dubbio che speri solo di circuirla a Foresthill. Io la metto top five, invece. Dalla Beast Coast, Maggie Guterl potrebbe aver fatto tesoro dell'ottavo dell'anno scorso per cercare di salire ancora: sicuramente ha il passo, bisogna vedere come e se avrà voglia di fare gara competitiva da subito rischiando. Altra stradista è la neosposina Emily Harrison: dopo un paio di stagioni incredibili, si è decisamente appannata. Difficilmente la vedremo protagonista per podio o primi cinque posti, ma per la top ten è un nome valido. Nicole Kalogeropoulos onestamente mi sembra troppo incostante per sperare di rientrare nella top ten dopo l'exploit del 2015.

Chi ha i mezzi per far saltare realmente il banco? Chi potrebbe sorprendere?

Il nome da giocarsi per un possibile podio secondo me è Claire Gallagher, vincitrice alla Leadville alla sua prima cento miglia con un tempo impressionante. Come mi fa giustamente notare Rick, dopo di quello non molto, tranne forse il quinto a SanFran per la TNF50. Eppure in tanti la danno come possibile outsider anche per la vittoria. Comunque materiale da podio.

Le possibili sorprese, e qui ci è voluta tutta la scienza di Rick. Cat Bradley ha fatto parlare di sé più per la polemica (sterile) su donne ed ultra che per le belle vittorie a Canyons e Rio del Lago. Lo sappiamo che è la favorita del nostro Paco Gentilucci, ma noi la mettiamo al massimo nella top ten. Invece Kaytlin Gerbin, originaria del Wisconsin ma residente a Seattle, è un buon nome, patisce un po'il caldo ma ha vinto Pine to Palm 100 e fatto due terzi posti back to back a Squamish nella 50 miglia e la 50 chilometri. Jackie Merrit è la carta che la East Coast si gioca come possibile novità, ma Rick ci dice di stare attenti a questi altri due nomi: Mallory Richards, due volte vincitrice a Superior Sawtooth e una a Black Hills 100, che ha mostrato quest'anno di essere in formissima ad una classica come Ice Age 50, e Sabrina Stanley, la fidanzata di Avery Collins. Pare stia macinando parecchi chilometri e si stia preparando al meglio per la Big Dance.

Come visto, parecchi nomi, e se per il podio le reali candidate si contano sulle dita di una mano, per la F10 ci sono parecchie teste su cui poter scommettere.

#seeyouinsquaw

 

WS m1

Passando agli UOMINI, è facile indicare il sospettato numero 1. Jim F****n' Walmsley. Dopo il drama del 2016 ha creato un tale circo con le sue dichiarazioni che sembra che anche gli altri si siano rassegnati ad arrivare secondi e basta. Avrà addosso puntati gli occhi di tutti, ma probabilmente si è scrollato di dosso il fastidio di dover battagliare. Anche perché chi ha visto come ha ridotto il povero Sage Canaday, l'ultimo dei boy scout, è difficile dare torto ai suoi rivali. Secondo noi i “14 flat” è una sparata difficilmente raggiungibile. Ma il primo posto è andato.

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Chi dietro? Primo nome plausibile, Chris Mocko, che si candida al ruolo di antagonista di Jim, almeno sotto il profilo dell'esposizione mediatica. Possibili controindicazioni? Le ripetute settimane da 150 miglia a ritmi paurosi ed una certa tendenza a gareggiare in maniera seriale per pagarsi l'affitto dopo aver lasciato il lavoro nella Silicon Valley per fare il pro.

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Dietro c'è un bel gruppo di europei cattivi. Secondo Rick, Paul Giblin ha potenziale da podio, e non me la sento di contraddirlo, anche perchè l'anno scorso ha fatto quinto con alti e bassi in gara, se ha sistemato un po'di cose... Thomas Lorblanchet ha dimostrato di gradire il percorso, e facilmente si riconfermerà in top ten, o anche top five. Stesse possibilità per Eric Clavery, che nonostante la NON giovane età ha alle spalle davvero tanta esperienza. La curiosità sarà vedere il duo svedese Jonaas Buud ed Elov Olsson. Per Buud è una distanza forse troppo lunga per applicare la sua solita tattica, e anche il caldo è una bella incognita. Ma dicevamo lo stesso per Didrik Hermansen ed alla fine è arrivato secondo lo scorso anno. Di Elov invece parlano tutti con grande rispetto. Veloce, giovane, determinato a lasciare il segno. Possibile sorpresa assoluta per me. Noi non vediamo bene il buon Tofol Castanyer: a lui smentirci e portare a casa la prestazione che negli ultimi due anni non ha fatto.

Ian Sharman lo contiamo a metà tra Europa e States. Cosa c'è da dire? Farà top ten come al solito (e saranno otto volte consecutive). Può vincere? No, non crediamo. Salta? No, questa è ancora meno probabile.

Apriamo ancora una parentesi straniera per Ryan Sandes, che comunque vada ha il quarto tempo più veloce di sempre su questo percorso. Ritorna dopo due DNS e due belle prestazioni, e anche quest'anno secondo noi farà molto bene o tira i remi in barca. Dopotutto non ha davvero niente da dimostrare qui. Vince il premio simpatia ed avrà il supporto dei locals che lo adorano.

Gli yankees: degli M10 che ritornano, Chris Denucci viene da un brutto infortunio e difficilmente lo rivedremo lassù, così come Jesse Haynes che dovrebbe davvero superarsi per ritornare così in alto. Jeff Browning è una garanzia alla Sharman, ma il 2016 è stato un anno particolare ed aveva preparato in maniera maniacale il double WS/HR. Per il podio sarà difficile. Al podio invece potrebbe farci un pensierino Kyle Pietari se la gara si fa subito serrata e tanti saltano. L'anno scorso aveva fatto una gara esemplare, e pare quest'anno arrivi ancora più carico.

Materiale da top ten vario da mezza nazione: Ryan Kaiser da Bend, Oregon, regolare e preciso in ogni situazione, così come l'East Coaster Brian Rusiecki, una garanzia assoluta su tutti i terreni ed il ragazzo del Colorado che ha acceso (fantastico doppio senso) una discussione infinita con il suo ammettere l'uso di cannabis, Avery Collins. Io mi gioco piazzato e bene Mark Hammond, che per i risultati che ha avuto sta passando forse troppo in sordina. Rick invece segnala Ben Koss e Jared Burdick, specialmente il primo sta facendo davvero parlare di se e sta mettendo sotto i chilometri giusti. Anche Jesse Lang ha un buon pedigree con le due vittorie a Cascade Crest 100, ma è un passista e manca di velocità su un percorso così. Forse con condizioni estreme potrebbe diventare interessante.

Due curiosità ed un crack finali. Una è Nate Jaqua un ex calciatore professionista che una volta smesso con il pallone si è messo a correre. Beh, ha vinto Pine to Palm 100 e l'anno scorso San Diego 100. Da sportivo professionista sa come gestire certi aspetti, chissà che non si avvicini agli M10. L'altra è il solito Michael Wardian che sta preparando un hat trick devastante WS/HR/UTMB. Nonostante tutto, alla Western non è mai riuscito a fare bene, tanto che nel 2012 gli ero arrivato vicino pure io ed è tutto dire. Solo che il giorno dopo io non mi muovevo e lui invece era andato a farsi dieci miglia di cool down dopo la premiazione.

Il crack? Alex Nichols. Compagno di stanza di Krupicka al college, ha aspettato con pazienza prima di darsi alle ultra e poi alle cento miglia. Com'è andata a finire? Tony va in bici e arrampica e fa il figo sulla Gazzetta dello Sport ma non corre più manco dietro alle giovani groupies, l'altro ha vinto Run Rabbit Run alla sua prima cento sfiancando Sage Canaday, Jeff Browning ed altri bei nomi, ha fatto quinto alla TNF 50 e poi si è preso il ticket a Black Canyon con una gara superba. Se diciamo che potrebbe finire sul podio ci credete?

 

Nota della Redazione

Anche il "nostro" Davide Grazielli sarà al via della WS 2017. Lui non lo dice ma, lui, il mr. 100miles di casa Italia, il primo azzurro ad andare sotto le 24 ore nella più antica 100 miglia statunitense, ..., diciamo che si presenta preparato ;-)

E allora, forza Davide!