di Paco Gentilucci

Dire chi sarà il primo a mettere i piedi in cima al Rocciamelone e vincerà il K3 2017 il 29 luglio? Difficilissimo. 

Il K3 è una gara durissima, per niente pronosticabile, perché gli atleti sono abituati a misurarsi sul singolo chilometro verticale. Ma quando la faccenda si triplica, servono fondo, testa, gambe e bisogna saper soffrire sul serio.
Ecco comunque quelli da tenere più sott’occhio

 

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Remi Bonnet - ph. Damiano Levati

 

Remi Bonnet, il leggerissimo svizzero è molto in forma e in salita sono in pochi ad intimorirlo. Lo abbiamo visto tirare nella salita della Dolomites Skyrace con una facilità di passo impressionante. Lui la gara la conosce bene, l’ha già vinta nel 2015 e aveva dichiarato che sarebbe tornato per il record. È uno che mantiene le promesse?

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Nejc Kuhar - ph. Daniele Molineris

 

Altro personaggio di cui tener conto è Nejc Kuhar. Il simpatico sloveno è un altro veterano della gara, già a podio ed è uno che di solito conduce gare intelligenti. Tende a non partire in testa, ma a fare la differenza dopo. Se davanti andranno in difficoltà, Nejc dal pratone in poi potrebbe approfittarne.

A portare la bandiera francese ci sarà Alexis Sevennec. Conosciuto nel panorama skyrace e skialp per essere completamente “sballinato” in discesa è uno che ha anche ottime doti in salita. È vero che la gara tutta all’insù non gli permetterà di dimostrare a pieno le sue doti, ma al K3 tutto può succedere. Così come anche l’istituzione dello skimo, William Bon Mardion. Sarà difficile vederlo a podio, ma di sicuro “Bomma” vorrà stare nelle posizioni che contano.

Altro pettorale da seguire è quello di Martin Anthamatten. Quest’anno secondo al Mezzalama, è uno che non esaurisce le energie dopo il primo km verticale. Candidato alla vittoria? Io non ce lo vedo, ma a per il podio potrebbe battagliare.

Andiamo in Spagna con il campione VK in carica Inigo Lariz, e per un buon piazzamento anche Nil Cardona Coll.

Si torna ancora in Slovenia con Rok Bratina, altro ragazzo che imbrocca buoni piazzamenti, mentre il suo connazionale Luka Kovacic è fresco di una grossa caduta in discesa alla Dolomites Skyrace. Solo abrasioni e una gran botta, ma a questi livelli forse pagherà un po’ il colpo.
Un nome una garanzia,
Vitor de Jesus, Portogallo, e ultima segnalazione dalla Norvegia Stian Angermund-Vik, vincitore in casa del VK di Tromso che magari col brutto tempo potrebbe imbroccare il miracolo.

Italiani?

Senza Moletto quello più in forma di tutti al momento è senza dubbio Patrick Facchini. L’ex ciclista professionista è fresco di vittoria a Canazei e anche campione italiano vertical in gara. Lui può scontrarsi con i big internazionali.
Altro italiano che non vediamo l’ora di vedere in gara è
Manuel Da Col. Il ragazzo è fortissimo e raramente sbaglia quando indossa un pettorale. Non fa parte di nessun grande gruppo sportivo e si allena dopo lavoro, ma va come un atleta di professione. Lui per me potrebbe anche puntare al podio.

Ci dimentichiamo di Nadir Maguet? Mai! Sappiamo che il militare valdostano è uno molto forte e l’anno scorso ha messo il suo nome nell’albo d’oro nel Vertical di Fully. Terrà anche i successivi 2000 metri di dislivello? È il bello del K3 questo, certezze non ne esistono.

C’è anche gente che ha fondo nella gambe, che se non paga una partenza troppo forte potrebbe dir la sua: Stefano Trisconi, Fabio Bazzana e Nicola Giovanelli per citarne tre che potrebbero far bene.
Altro personaggio che vale sempre la pena citare è
Simone Eydallin che conosce per nome ogni sasso della salita al Rocciamelone.
Volete un outsider?
Ovvio che ve lo piazzo, anche se proprio outsider non è, visto che sta andando veramente forte. Io sul podio ci metto un
Martin Stofner che parte tranquillo e sul prato inizia a pompare e senza più voltarsi si trova da solo in cima al Roccia.

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Martin Stofner - ph. Damiano Levati

 

Passiamo al gentil sesso. Che poi perché gentile non lo so, visto che anche loro se le danno sempre di santa ragione.
Primo nome da citare è ovviamente
Maite Maiora, la vincitrice uscente di Zegama. C’è da aggiungere altro?
Passiamo a un'altra ragazza bella dura, che è
Victoria Kreuzer, che in salita ci sa andare e pure bene. Me la ricordo bene quest’inverno alla Vertical Up di Madonna di Campiglio vincere con facilità.

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Vanesa Ortega - ph. Damiano Levati

 

Vanesa Ortega sarà di sicuro presente a dar fastidio, avendo già vinto l’edizione dell’anno scorso, e occhi puntati su Jenny Fiechter che secondo me potrebbe imbroccare una buona giornata.
La mia sfera di cristallo mi dice che
Corinne Favre, le due gemelle El Kott Hellander e la fortissima atleta dalla Romania Ingrid Mutter saranno per qualche ragione fuori dal podio, mentre noto una zona oscura su Gabriela Sanchez, verticalista spagnola che potrebbe fare bene o saltare senza preavviso.

Fra le italiane io punterei su Camilla Magliano, che in salita ci sa andare, anche se su una gara da più di due ore è una scommessa. Corinna Girardi di sicuro è quella che potrebbe puntare a fare meglio. Un’altra atleta concreta è Raffaella Miravalle che la gara la conosce già e ha fatto podio due volte di fila. Fra le atlete di fondo citiamo Scilla Tonetti e Chiara Bertino che quest’anno ha imbroccato dei buoni piazzamenti.

Volete scommettere un euro e tornare a casa col jackpot? Io mi giocherei un buon piazzamento su Giulietta Scardoni. Ha una continuità di allenamento di massimo due giorni di fila a settimana, ma è una che sa soffrire e si è vinta la Transcivetta portando a spasso il cane come allenamento.

E ovviamente non è finita, al via anche Francesca Rossi, Dimitra Theocharis, Barbara Crevello e molte altre.
Non sappiamo chi vincerà ma sappiamo che se le daranno di santa ragione!

E arrivato anche quest’anno il giorno del K3: ricordatevi che poi dal Rocciamelone si scende a piedi