a cura della Redazione

Continuiamo con le "presentazioni" dei candidati, anzi delle candidate, all'Oscar del Trail 2017.

 

Dopo aver presentato i candidati per l'Oscar "maschile" è ora la volta della categoria "miglior trailer (internazionale) donna".

 

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Caroline Chaverot

Ha vinto LUT, Maxy-Race e Hardrock dominando dall’inizio alla fine. In Colorado, ad un certo punto, si è trovata addirittura davanti a tutti prima di prendere una traccia sbagliata. Quando arriva non ce n'è per nessuno. Però quel DNF alla UTMB è una macchia che stona parecchio nel curriculum di una campionessa.

 

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Nuria Picas

Si parlava giusto di UTMB. Se la favorita si ritira qualcuna ne deve approfittare e la 41enne catalana in questo è stata bravissima resistendo alla rimonta finale di Andrea Huser. Al trionfo di Chamonix ci aggiunge un 1° posto ad Honk Hong e il 3° alla Tromso Skyrace. 

 

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Andrea Huser

Il carro armato svizzero. Detiene il record di chilometri corsi in gara in un anno. L’elenco è bello lungo: 2° Transgrancanaria, 1° Madeira, 6° Transvulcania, 2° Maxi-Race, 1° Eiger Ultra Trail, 2° UTMB, 1° Ultra Trail del Toubkal e 1° Diagonale des Fous (stracciando il record di circa due ore). Sempre là davanti. Come fa a non rompersi mai?

 

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Adeline Roche

Nome un po’ nuovo del panorama, poche gare alle spalle. Aveva dei bei tempi su strada (2h38' in maratona e 1h16' sulla mezza) ma pochi l’avrebbero data per vincente a Badia Prataglia. E invece la francesina si è laureata campionessa del mondo di Trail e, avendoci preso gusto, si è presa anche il titolo della corsa in montagna francese (che oltralpe la competizione non manca). Per il 2018 speriamo di vederla di nuovo all’opera nel Trail in qualche altra sfida di alto livello.

 

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Maite Maiora

La basca è sempre stata forte atleta da skyrace ma quest’anno ha stupito tutti per competitività sia ad alto livello che su diverse distanze. Ha iniziato il suo 2017 magico vincendo a casa a Zegama, si è data alle sky più tecniche e dure conquistando Livigno Skymarathon, Royal Ultra Skymarathon e Tromso Skyrace. Poi ha pensato bene di provare un'Ultra e nella sorpresa generale si è presentata a Chamonix per i 100 km della CCC. È andata forte anche lì, arrivando seconda dietro a Clare Gallagher.

 

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Ruth Croft

Il 2017 della bella neozelandese è partito con calma. Vittoria alla Tarawera (ma la 60 km), qualche gara minore “vicina” a casa. A maggio si è trasferita in Europa, un 7° posto a Zegama, un 2° alla LUT senza impensierire troppo la Chaverot e un 1° alla Marathon della Pireneu. Bene, ma non abbastanza. Finché non si è presentata ai Templiers e ha messo dietro una quantità di TOP imbarazzante (Ida Nilsson, Emelie Forsberg, Anne-Marie Madden, Mimmi Kotka).

 

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Ida Nilsson

Ida nel trail running ha portato tanta velocità, dopotutto cosa aspettarsi da una che ha un personale di 15’33’’ sui 5000 m? Dopo aver finito il 2016 in bellezza vincendo la TNF50, da buona svedese, il suo 2017 è iniziato con tanto sci alpinismo e corsa su strada. Solo ad aprile è tornata sui sentieri e dopo un giretto vincente in Asia si è presentata alle Canarie per vincere per la seconda volta consecutiva la Transvulcania. Il tutto condito dal nuovo record. In estate è stata abbastanza tranquilla, solo un 2° posto alla Marathon du Mont Blanc prima di rifare sul serio al Trail des Templiers in cui si è dovuta arrendere solo ad una Ruth Croft in formissima. 

 

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