Il ritorno di Hardrock 100

Dopo due anni, torna anche Hardrock 100, sulle San Juan Mountains del Colorado.

Se Western States ha saputo negli ultimi anni conquistarsi l'interesse dei media, HR rimane forse la gara statunitense più iconica. In primis perché i partenti saranno solo 146, e di questi, un terzo dei pettorali è riservato ai veterani (5 o più finish), un terzo a chi ha già corso la gara, un terzo è per i nuovi arrivati: insomma, mettetevi il cuore in pace se volete correrla, oltre a dover correre una gara qualificante, vi toccherà probabilmente aspettare una manciata di anni.

 

HR100 Home1

 

La corsa (gli organizzatori ci tengono che sia definita run e non race, gara), si snoda tra alcuni dei passi più belli delle Rockies, con paesaggi spettacolari ed un dislivello da gara europea: sono più di 10.000 i metri di dislivello distribuiti sui 160 km del percorso. Ad aggiungere ulteriore difficoltà, siamo in altitudine, con il percorso che tocca i 4.200 metri (i famosi 14ers, dall'altitudine in piedi).

La gara alterna un anno la direzione oraria da quella inversa, come quest'anno: è ritenuta la più veloce, e visto che sulla linea di partenza qualche nome “pesante” c'è, è legittimo aspettarsi grandi cose.

 

UTMB Courtney Credit ChristophePallot

 

In campo femminile, ci sono tre donne che sulla carta si giocheranno il podio: Courtney Dauwalter parte favorita, anche perché si è spesso dimostrata a suo agio su terreno tecnico. Ha appena vinto una 50 miglia sulle San Juan Mountains e vive da qualche tempo in Colorado in altitudine. Bisognerà vedere se saprà adattarsi ai ritmi di una gara così particolare, cosa che è riuscita benissimo a Sabrina Stanley, la campionessa uscente. Vive sul percorso e in gare dure ha sempre dimostrato di valere, avrà il supporto del suo fidanzato Avery Collins e sa cosa ci vuole per vincere. E lo sa bene anche la terza indiziata Darcy Piceu: sulla carta ha qualcosa in meno delle altre due, ma con tre primi premi e sette Hardrock in tasca, pochi possono dire di conoscere il percorso meglio di lei. Quelle che effettivamente possono dichiarare di essere le “padrone di casa” sono le due Betsy, Nye e Kalmeyer: con 16 e 19 Hardrock fatte giocano il ruolo di senatrici, ma anche Liz Bauer ha raggiunto la doppia cifra. Plausibile aspettarsi che le tre finiscano comunque molto in alto. L'altra che potrebbe inserirsi davvero molto in alto è Meghan Hicks, che assieme al compagno Bryon Powell gestisce il sito iRunfar: Meghan ha già finito due volte la gara, vive oramai stabilmente sul percorso, si sta allenando da Marzo e non è nuova a fare bene in condizioni durissime (ha dalla sua una vittoria alla MdS ed è stata due volte detentrice del FKT sul Nolan's 14).

 

Imm. Salomon Francois D. Wins UTMB 2017. © Martina Valmassoi

 

Tra gli uomini, un corridore è il grande favorito, e non è surreale pensare che possa addirittura mirare il record di Kilian. Stiamo ovviamente parlando di Francois D'Haene, uno che su questa distanza sbaglia rarissimamente. Se ci aggiungiamo che i suoi pacers saranno tale Jim Wlmsley e Dakota Jones, che in questa gara è già andato a podio due volte... diciamo che ci sono le condizioni per vedere una grande prestazione. Dietro di lui è Dylan Bowman il nome caldo: ha voluto con tutte le forze questa Hardrock, su gare impegnative ed alpine ha dimostrato il suo valore e sicuramente non lascerà niente di intentato. Un gradino sotto, va messo il campione uscente Jeff Browning: anche qui, grande esperienza, conoscenza del percorso e della gara, ma il piccolo dubbio che il ritiro alla Western States tre settimane fa sia sintomo di una condizione non eccelsa. Attenzione a scommettere contro Jeff, però: se davanti inizieranno a battagliare, lui sarà pronto a raccogliere i pezzi. Altre possibilità? Ryan Smith, corridore di Boulder, è sempre stato un po' sottostimato, ma ha i mezzi per uscire: è campione uscente a Leadville, è entrato in top ten all'UTMB e sa gestirsi. E mettiamoci anche un ex vincitore della gara, l'ingeniere Julien Chorier: fa piacere ritrovarlo al via della gara che ha vinto nel 2011. Non sarà quello di dieci anni fa, ma è uno difficile da far saltare. Jamil Coury, Wardian, Nick Pedatella... altri nomi buoni per la top ten, ma difficilmente qualcosa di più. Allora meglio puntare su Trevor Fuchs che ha dimostrato di gradire 100 miglia dure e cattive come HURT. Ma se volete l'outsider che può inserirsi in alto, Ken Zemach è il nome giusto: peccato si sia dovuto trasferire in Svezia per lavoro negli ultimi due anni, ma il runner di Reno è uno che non trema di fronte alle gare toste, e sa essere veloce quando serve.

Partenza domani, venerdì alle 6:00 am MDT (le due del pomeriggio da noi in Italia), potete seguire il live sul sito di iRunfar (o tramite il loro account Twitter), da quest'anno i runner avranno anche un tracker GPS e sarà quindi possibile vedere l'evoluzione della gara in tempo reale.

Chi bacerà la roccia per primo sabato mattina?

 

1017537 10152502307312114 1257190709408198567 n