No beh, per matto non ti prendiamo affatto, figuriamoci!
Qui dentro di gente matta come un cavallo ce n'è a bizzeffe, e sono tutti simpatici
Ti butto lì la mia visione del problema, che sento molto mio: secondo me, nel trail ma anche nella vita, servono sia i sogni che i progetti. Quest'anno, per vari motivi, non sto gareggiando e sto cercando di mantenere gli allenamenti entro un limite minimo accettabile che mi consenta di stare bene e di tenere lo stress sotto controllo. Tanto allenamento aerobico, tanti collinari corti, per capirci.
Gareggiare però mi manca un sacco, mi manca la tensione, la sfida, l'incognita, e allora penso al futuro, facendo una distinzione netta: i progetti, ovvero quelle gare e quei percorsi che intendo mettere a calendario e che programmo di affrontare, e i sogni, cioé tutto ciò che vorrei fare prima o poi ma che non sono ancora in grado, fisicamente e mentalmente, di affrontare. Per esempio, l'anno prossimo mi piacerebbe alzare l'asticella: finora ho corso al massimo gare da 55km, e mi piacerebbe sperimentare qualcosa di più tosto, magari proprio il CRO, o la LUT, la CCC, insomma avvicinarmi alle 3 cifre. Avere un progetto del genere aiuta a mettere tutto in prospettiva: i lunghi di oggi, anche se noiosetti, li vedo come preparazione ai lunghissimi dell'autunno e della prossima primavera, e così assumono un significato che diversamente non potrebbero avere.
Certo, poi ci sono i sogni... mi immagino a correre intorno al Monte Bianco, prima o poi, su un'isola delle Canarie o in Sierra Nevada. Sogno salite in velocità sulle mie montagne, dal Monviso all'Uja di Ciamarella al Gran Paradiso, che pur essendo meno esotiche restano davvero molto distanti dalle mie possibilità. Anche i sogni servono, sono complementari ai progetti e mi aiutano a non dimenticare che c'è sempre una montagna ancora da scalare, là fuori da qualche parte.
I progetti saltano, magari per un infortunio o per chissà quale contrattempo personale, alcuni sogni restano dentro al cassetto per sempre, è vero. Però io vivo meglio così, lasciando che il cuore guidi, dettando la direzione, e che la testa ci metta il metodo e il raziocinio necessari ad arrivare nella miglior condizione possibile agli appuntamenti che mi sono dato. Ovviamente si commettono errori, talvolta clamorosi, ma è bello che sia così, in fondo. Sbagliando si cresce, si impara, si diventa più forti.
Sogna il tuo CRO, progetta il tuo CRO, e se saremo entrambi alla partenza di Limone tra un anno magari ci stringeremo la mano, ripensando a questo post, e partiremo entrambi per il nostro viaggio verso il mare
Buoni sentieri,
A.