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IL RAGAZZO CHE CAVALCAVA IL VENTO
Inviato: 16/12/2011, 10:28
da leosorry
Da oggi è in vendita il mio libro "Il ragazzo che cavalcava il vento"
Spero vi piacerà. Non sono un grande scrittore (anzi non sono proprio uno scrittore) ma posso dire di aver almeno cercato di metterci dentro tutta la passione per la corsa che ho.
Per acquistarlo occorre compilare il modulo a questo link
Re: IL RAGAZZO CHE CAVALCAVA IL VENTO
Inviato: 16/12/2011, 10:38
da leosorry
Rudy ha scritto:leosorry ha scritto:fra un mesetto dovrebbe uscire il mio primo romanzo
Come fra un mese
me lo volevo regalare per natale......
vabbè pazienterò !
No, no, il libro è già stampato, stiamo predisponendo sul sito la "maschera" con i dati per poterlo acquistare!
murasaki ha scritto:
Beh, il tempo di riempire uno spazio nelle proprie librerie è arrivato, Leosorry raccontaci qualcosa!!!
Il libro parla di corsa ovviamente (come il titolo del libro di Linus, anche io "parlo sempre di corsa"

), anzi di trail. Scrivendolo però non pensavo a gare, risultati, vittorie e campionati. Ho scritto pensando ai miei figli, ai ragazzi in generale, immaginando una storia in cui è la corsa lo strumento con cui il protagonista forgia il proprio carattere e i propri valori. Ho sempre sperato che la corsa, soprattutto il trail, potesse fare di noi degli uomini migliori: purtroppo non succede sempre (quante polemiche, litigi e comportamenti scorretti ho avuto modo di vedere in questi anni!) ma almeno nei romanzi mi piace pensare che sia così.
Non vi dico altro sulla trama, voglio che sia una sorpresa per tutti!
Leo
Re: IL RAGAZZO CHE CAVALCAVA IL VENTO
Inviato: 16/12/2011, 10:40
da leosorry
murasaki ha scritto:
Va bene. Però si sa che il protagonista è un Tarahumara, è stato difficile scrivere partendo dal punto di vista del protagonista? E in che modo ti sei documentato su questo popolo?
Poi la foto di copertina mi è sembrata molto bella. Dove sta l'inquietudine?
A dir la verità scrivere di un "ragazzo che corre" non è stata la cosa più complicata proprio perchè.... sono anche io un "ragazzo che corre"! Il difficile, come hai ben immaginato, è stato invece ricreare un ambiente/tradizione/comportamenti di un popolo e di una terra che non ho mai visitato (e probabilmente questo è il punto più debole della struttura del romanzo...).
Ho iniziato ad interessarmi ai Tarahumara nel 2002, l'anno in cui iscrissi un articolo per la rivista Correre su questo popolo (per chi è interessato l'articolo si intitolava "Monaci, lama e indios") e poi anno dopo anno continuavo quasi casualmente a trovare notizie che piano piano hanno composto l'idea del romanzo.
Ho iniziato a scriverlo cinque anni fa e la prima stesura era già completa nel 2008. In questi ultimi tre anni ho lavorato di scalpello prima e cesello poi, per cercare di dargli una forma e un ritmo che mi soddisfacesse.
Quando nel 2009 ho letto Born to Run in America mi ha colpito molto sapere che due uomini (McDougall e io) che vivono ai due capi del mondo avessimo pensato ad un libro sulla corsa e i Tarahumara nello stesso periodo.
La differenza è che il mio è un puro romanzo, il suo è un "documentario romanzato" (il suo comunque è molto più bello del mio, lo dichiaro subito così non me lo rinfacciate più!!)
Altre fonti sono stati il classico "Viaggio al Paese dei Tarahumara" di Antonin Artaud (un testo davvero "ostico"), nonchè i documenti contenuti nel sito
http://www.tarahumara.com.mx. Racconti e testimonianze pescate poi sulla rete abbondano!
Re: IL RAGAZZO CHE CAVALCAVA IL VENTO
Inviato: 16/12/2011, 10:41
da murasaki
leosorry ha scritto:Altre fonti sono stati il classico "Viaggio al Paese dei Tarahumara" di Antonin Artaud (un testo davvero "ostico")
Beh, anch'io ho conosciuto i Tarahumara attraverso Artaud, il che significa non conoscere i Tarahumara, forse significa tentare di conoscere Artaud, cosa veramente ostica! D'altronde mi sembra che non accenni alla facoltà di questo popolo alla corsa , essendo più interessato al rito del peyotl. Rileggerò lo scritto comunque, valido per le capacità visionarie del triste Antonin.
Le notizie sorprendenti su questo popolo credo di averle tratte da un articolo del Corriere della Sera che narrava della capacità di questi indigeni, dotati di sandali con le suole ricavate dai pneumatici, e con una misera borraccia con succo di mais, di sconfiggere atleti super equipaggiati in corse di duecento chilometri (e così ho scoperto che al mondo c'erano delle persone che si mettevano a correre per duecento chilometri, chi l'avrebbe detto che dopo qualche anno l'avrei fatto anch'io!).
Li ho ritrovati poi in una paginetta di "La corsa dolce", di Wim Luijpers.
E poi c'è stata l'esplosione del web a colmare ogni curiosità.
leosorry ha scritto:(per chi è interessato l'articolo si intitolava "Monaci, lama e indios")
Beh, sarebbe da leggere. Dal titolo mi sembra che ti riferisci, oltre ai Tarahumara, ai mitici Lung-gom-pa tibetani e ai monaci del monte Hiei giapponesi.
Re: IL RAGAZZO CHE CAVALCAVA IL VENTO
Inviato: 16/12/2011, 10:59
da marco
Scusa Super Leo
So di sollevare un vespaio.....ma della spedizione te ne occupi personalmente?
Perchè in questo caso, lo vorrei autografato
Grazie
m.
Re: IL RAGAZZO CHE CAVALCAVA IL VENTO
Inviato: 16/12/2011, 11:06
da leosorry
marco ha scritto:Scusa Super Leo
So di sollevare un vespaio.....ma della spedizione te ne occupi personalmente?
Perchè in questo caso, lo vorrei autografato
Grazie
m.
Sì, la faccio direttamente io. C'è un campo "note", magari specificamelo lì!
Re: IL RAGAZZO CHE CAVALCAVA IL VENTO
Inviato: 16/12/2011, 11:10
da leosorry
murasaki ha scritto:leosorry ha scritto:Altre fonti sono stati il classico "Viaggio al Paese dei Tarahumara" di Antonin Artaud (un testo davvero "ostico")
Beh, anch'io ho conosciuto i Tarahumara attraverso Artaud, il che significa non conoscere i Tarahumara, forse significa tentare di conoscere Artaud, cosa veramente ostica! D'altronde mi sembra che non accenni alla facoltà di questo popolo alla corsa , essendo più interessato al rito del peyotl. Rileggerò lo scritto comunque, valido per le capacità visionarie del triste Antonin.
E' vero, Artaud non parla affatto della capacità dei Tarahumara di correre a lungo. Nè parla mai del rito del "rarahipa", la Grande Corsa. Ma in compenso tratteggia un ritratto onirico dell'insieme di simboli/riti/credenze del popolo Tarahumara. Penso che anche senza volerlo in qualche modo mi abbia influenzato.
In ogni caso a me interessava più la storia dei protagonisti e l'importanza della corsa nel loro percorso di crescita. Non troverai, purtroppo, un libro "riflessivo" nè una miniera di informazioni sui Tarahumara. E' un libro molto "cinematografico", in cui l'azione conta davvero molto.
murasaki ha scritto:
leosorry ha scritto:(per chi è interessato l'articolo si intitolava "Monaci, lama e indios")
Beh, sarebbe da leggere. Dal titolo mi sembra che ti riferisci, oltre ai Tarahumara, ai mitici Lung-gom-pa tibetani e ai monaci del monte Hiei giapponesi.
Esatto, proprio loro. Se riesco lo recupero e lo metto on line
Re: IL RAGAZZO CHE CAVALCAVA IL VENTO
Inviato: 16/12/2011, 11:58
da Cris
Non appena lo avrete letto tutti, aprirò un sondaggio su un "piccolo" particolare del libro... che non sto qui a svelare!
Io l'ho letto in 2 giorni, davvero una bella storia!
Cris
Re: IL RAGAZZO CHE CAVALCAVA IL VENTO
Inviato: 16/12/2011, 15:35
da golo
cris domani riuscite a portare qualche copia a capraia?

Re: IL RAGAZZO CHE CAVALCAVA IL VENTO
Inviato: 16/12/2011, 16:02
da SteRuzza
Avevo letto anch'io il libro di Artaud, che è un personaggio che adoro, ma non lo consiglierei a nessuno, difficilissimo e anche uno dei suoi meno belli.
Ero interessato da tempo ai Tarahumara, purtroppo non ho mai trovato (e forse cercato) molto, e, mia grave colpa, non ho nemmeno ancora letto "Born to run".
Anni fa avevo letto invece da qualche parte di un compositore (tedesco mi pare) che viveva 6 mesi all'anno coi Tarahumara, e nei restanti 6 portava in giro le opere che aveva composto nel periodo con loro. Era diventato un po' una specie di mio "sogno per un'altra vita" fare una cosa simile (suono e scrivicchio anch'io...).
Ora sono ansioso di leggere il romanzo!