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Moderatore: leosorry

No, no, il libro è già stampato, stiamo predisponendo sul sito la "maschera" con i dati per poterlo acquistare!Rudy ha scritto:Come fra un meseleosorry ha scritto:fra un mesetto dovrebbe uscire il mio primo romanzo![]()
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me lo volevo regalare per natale......
vabbè pazienterò !
Il libro parla di corsa ovviamente (come il titolo del libro di Linus, anche io "parlo sempre di corsa"murasaki ha scritto: Beh, il tempo di riempire uno spazio nelle proprie librerie è arrivato, Leosorry raccontaci qualcosa!!!
A dir la verità scrivere di un "ragazzo che corre" non è stata la cosa più complicata proprio perchè.... sono anche io un "ragazzo che corre"! Il difficile, come hai ben immaginato, è stato invece ricreare un ambiente/tradizione/comportamenti di un popolo e di una terra che non ho mai visitato (e probabilmente questo è il punto più debole della struttura del romanzo...).murasaki ha scritto: Va bene. Però si sa che il protagonista è un Tarahumara, è stato difficile scrivere partendo dal punto di vista del protagonista? E in che modo ti sei documentato su questo popolo?
Poi la foto di copertina mi è sembrata molto bella. Dove sta l'inquietudine?
Beh, anch'io ho conosciuto i Tarahumara attraverso Artaud, il che significa non conoscere i Tarahumara, forse significa tentare di conoscere Artaud, cosa veramente ostica! D'altronde mi sembra che non accenni alla facoltà di questo popolo alla corsa , essendo più interessato al rito del peyotl. Rileggerò lo scritto comunque, valido per le capacità visionarie del triste Antonin.leosorry ha scritto:Altre fonti sono stati il classico "Viaggio al Paese dei Tarahumara" di Antonin Artaud (un testo davvero "ostico")
Beh, sarebbe da leggere. Dal titolo mi sembra che ti riferisci, oltre ai Tarahumara, ai mitici Lung-gom-pa tibetani e ai monaci del monte Hiei giapponesi.leosorry ha scritto:(per chi è interessato l'articolo si intitolava "Monaci, lama e indios")
Sì, la faccio direttamente io. C'è un campo "note", magari specificamelo lì!marco ha scritto:Scusa Super Leo
So di sollevare un vespaio.....ma della spedizione te ne occupi personalmente?
Perchè in questo caso, lo vorrei autografato![]()
Grazie
m.
E' vero, Artaud non parla affatto della capacità dei Tarahumara di correre a lungo. Nè parla mai del rito del "rarahipa", la Grande Corsa. Ma in compenso tratteggia un ritratto onirico dell'insieme di simboli/riti/credenze del popolo Tarahumara. Penso che anche senza volerlo in qualche modo mi abbia influenzato.murasaki ha scritto:Beh, anch'io ho conosciuto i Tarahumara attraverso Artaud, il che significa non conoscere i Tarahumara, forse significa tentare di conoscere Artaud, cosa veramente ostica! D'altronde mi sembra che non accenni alla facoltà di questo popolo alla corsa , essendo più interessato al rito del peyotl. Rileggerò lo scritto comunque, valido per le capacità visionarie del triste Antonin.leosorry ha scritto:Altre fonti sono stati il classico "Viaggio al Paese dei Tarahumara" di Antonin Artaud (un testo davvero "ostico")
Esatto, proprio loro. Se riesco lo recupero e lo metto on linemurasaki ha scritto:Beh, sarebbe da leggere. Dal titolo mi sembra che ti riferisci, oltre ai Tarahumara, ai mitici Lung-gom-pa tibetani e ai monaci del monte Hiei giapponesi.leosorry ha scritto:(per chi è interessato l'articolo si intitolava "Monaci, lama e indios")