Transvulcania 2025 - la cronaca

A cura di Maurizio Scilla

 

La Transvulcania Adidas TERREX è diventata ormai la “classica” del mese di maggio. La gara che si corre nelle Isole Canarie e più precisamente a La Palma è giunta alla quindicesima edizione e ogni anno vede protagonisti tanti campioni di livello assoluto.

Il clima, nella giornata di sabato, ha giocato un brutto scherzo con condizioni veramente difficili con pioggia, vento e freddo. Mentre nelle altre edizioni a fare selezione era il caldo, al quale gran parte degli atleti al via non sono ancora abituati in questo periodo.

In questo articolo trovate un resoconto delle gare e le interviste a Andreas Reiterer, Luca Del Pero e Martina Valmassoi, grandi protagonisti dell’evento.

 

 

 

AJP 0129

Foto © Arturo Jimenez

 

VERTICAL KILOMETER

La gara che inaugura il lungo week end dedicato alla Transvulcania si è svolta giovedì pomeriggio su un percorso di 7,2 km e 1200 m+. 

Netta vittoria per Luca Del Pero che ha fermato il tempo in 47’59”, secondo posto per Diego Diaz (50h41”), terzo Boris Orlhac (50:49).

La svizzera Maude Mathys ha dominato la gara, stabilendo il nuovo record con il tempo di 56h39”, podio completato dalla spagnola Silvia Lara e dalla giapponese Yuri Yoshizumi.

 

TRV FinishUltra VanMarty Alta 03

Foto © Ph. Artuto jimenez

 

ULTRAMARATHON

In una giornata con condizioni difficili di pioggia e vento, freddo e temperature variabili Peter Frano e Andreas Reiterer hanno dato vita a una vera battaglia sportiva. Lo slovacco prendeva il comando ma l’azzurro riusciva a rientrare, nella discesa di Tazacorte, entrambi hanno provato a “scappare” ma senza ottenere risultati.

Una volta raggiunto il porto di Tazacorte, Frano, ha sferrato un attacco sull'asfalto quando il terreno è tornato a salire, a cui l’altoatesino non ha più potuto rispondere. Lo slovacco, ha tagliato il traguardo in solitaria vincendo con un tempo di 6h55’36”, con Reiterer secondo (6h58’27”) e Manu Anguita sul terzo gradino del podio (7h19’18”). Ottimo decimo posto per il valdostano Gilles Roux.

In campo femminile, la vincitrice Anne-Lise Rousset ha affrontato la resistenza di Ruth Croft (vincitrice nel 2024)con la quale è rimasta fino al El Reventón. Lì, la francese ha spinto ancora andando a vincere in 8h18’17”. Rousset si era classificata seconda nel 2016 e nel 2017 dietro a Ida Nilsson, e nel 2019 dietro a Ragna Debats.

Proprio dopo la linea del traguardo ha annunciato che questa sarà il suo ultimo anno da runner.

La cadorina Martina Valmassoi, autrice di una favolosa discesa da Roque de Los Muchachos, è riuscita ad avvicinare la russa Ekateina Mityaeva, a Tazacorte era meno di due minuti il distacco. La russa però è riuscita a resistere sull’ultima salita che porta a Los Llanos e ha chiuso in 8h36’58” con solo 27” sulla nostra azzurra.

Da sottolineare le ottime prove di Marina Cugnetto e Giulia Marchesoni che si sono classificate rispettivamente quarta e quinta.

 

MARATHON

E’ stato lo spagnolo Raul Criado a imporsi con il nuovo record del percorso (3h43’43”), ha preceduto Tobias Baggenstos di 1’44”. Ottimo terzo posto per il lombardo Andrea Prandi in 3h48:19. Nella top ten anche Luca Pescollderungg e l’inossidabile Marco De Gasperi.

Podio tutto spagnolo in campo femminile, con la vittoria a sorpresa di María Teresa La Chica (4h29’19”), podio completato da Sheila Avilés e Inés Astraín.

 

HALF MARATHON

Luca Del Pero ha doppiato la vittoria del Vertical di giovedì. Dopo una prima parte di gara in compagnia di Sergio Alvarez, Daniel Osanz, Baptiste Massot e Lucas Clocher, è riuscito ad andersene in solitaria. l’azzurro ha poi visto rientrare Sergio Alvarez, solo negli ultimi km è riuscito a liberarsi di lui e imporsi in 2h11’19”, con 12” di vantsggio sullo spagnolo, terzo posto per l’altro iberico Daniel Osanz.

Anche tra le donne si è verificata una doppietta, la svizzera Maude Mathys ha dominato la gara, andando a vincere con il nuovo record del percorso (2h37’00”), precedendo l’iberiche Alba Valladares e Silvia Lara.

 

QUI tutte le CLASSIFICHE

 

I PROTAGONISTI AZZURRI

E ora lasciamo la parola ai protagonisti azzurri, autori di ottimi risultati di ampio respiro internazionale.

 

Andy Van Marty

Foto © Ph. Van Marty

ANDREAS REITERER

(2° classificato nella Ultramarathon)

Sono molto contento, è andato davvero tutto molto bene. In salita Peter Frano era un po' più forte di me, ho attaccato in discesa e poi l'ho ripreso. E da lì è stata una vera e propria battaglia, gli ultimi dieci chilometri in discesa, ci siamo alternati in testa cercando la fuga, ma senza ottenere risultati. Siamo arrivati insieme all'ultimo checkpoint a Tazacorte, ma ho capito subito che in salita lui ne aveva di più. Alla fine mi ha dato meno di tre minuti.

Il crono è molto buono, per quanto mi riguarda è filato tutto liscio, il meteo fino a Roque de Los Muchachos è stato tremendo, non ho mai avuto così freddo alle mani. C'era veramente tanto vento, ma sono veramente felice. Adesso mi aspetta la Lavaredo Ultratrail by UTMB come sempre, spero con tutto il cuore di fare una bella gara.

 

 

Del Pero VanMarty

Foto © Ph. Van Marty

LUCA DEL PERO

(vincitore Vertical Kilometer e Half Marathon)

Ero stato a la Palma a marzo per la Ancantilados del Norte, prova delle Skyrunner World Series, anche lì mi era andata bene. L’isola è davvero stupenda.

La Transvulcania, a livello di percorsi, non c'entra niente con la Ancantilados. Mi sono piaciuti sia il Vertical che la Half Marathon. Il giorno del Vertical devo dire che la gamba stava parecchio meglio rispetto a sabato. Nel Vertical le partenze sono a cronometro, che non amo, però ho saputo gestirmi bene. C'è da dire che il livello non è che fosse così alto, quindi ero quasi sicuro di farla franca. Comunque è uscito un ottimo tempo.

Non ho nemmeno guardato il cronometro per vedere quanto fossi  lontano dal record. Tagliato il traguardo ho scoperto che ero a soli 35”. Onestamente non so dire se avrei potuto fare meglio, difficile dirlo a posteriori. Comunque una salita che mi sono goduto tutta e due giorni dopo, mezza maratona, 24 km con 2.200 di dislivello positivo e 800 di dislivello negativo. Questa gara invece l'ho patita di più, perché già al mattino, con la partenza praticamente al buio, pioggia, vento, ero un po' sottotono più mentalmente che fisicamente. Abbiamo impostato un bel ritmo sin dall'inizio, eravamo un gruppetto di 4-5. Dopo un'ora e mezza praticamente la corsa è esplosa con Daniel Osanz che si è messo davanti a fare il ritmo e a tirare.

Io sono stato dietro finché è arrivata una piccola discesa, lì ho provato ad attaccare, ho preso vantaggio. Non era una situazione facile perché c'erano di mezzo davvero tantissime persone dell’ultra e i sentieri erano tutti abbastanza stretti, quindi da quel punto di  vista è stato abbastanza stressante, perché penso che avremo superato 500 persone almeno, veramente una fila unica da sorpassare. Ho preso questo vantaggio in discesa finché lo spagnolo Sergio Alvarez Febles mi ha raggiunto e ha cercato addirittura di attaccare.

A quel punto mi sono accodato a lui e quando ho visto che mancavano un paio di km ho provato ad affondare il colpo e mi è andata  bene, ho preso quei 10-15 secondi di vantaggio che ho mantenuto fino all'arrivo. Sono arrivato abbastanza provato, penso proprio per il freddo, il vento, c'erano delle condizioni davvero dure. In gara pensavo oltre che alla mia condizione a quelli che stavano correndo l’ultra, che non deve essere stata per nulla facile, perché io ho trovato queste condizioni per 20 km, loro per 60, quindi complimenti a loro. Prossima gara Zegama tra due settimane.

Qui ho fatto un test proprio in vista di quella gara, un ultimo test e devo dire che la forma c'è, anzi direi che non sono mai stato così bene, spero di fare proprio una bella gara!

 

 

martiska Van Marty

Foto © Ph. Van Marty

MARTINA VALMASSOI

(3a classificata nella Ultramarathon)

Sono molto contenta. Non era certo la giornata migliore ascoltando le sensazioni, ma sono andata avanti sempre costante meglio che potevo. La gara in sé è stata una lotta per non congelare. Per l’80 % siamo stati nella nebbia con raffiche di vento e pioggia battente. Dopo il primo rifornimento sono sempre stata da sola, a parte con qualche uomo, quindi non avevo idea di cosa stesse succedendo davanti o dietro di me.

Solo dopo mezz’ora abbondante in discesa ho iniziato a sentire che il corpo riprendeva temperatura e finalmente son riuscita a spingere. Quasi al porto mi hanno detto che stavo riprendendo Ekaterina e ho semplicemente continuato a fare quello che stavo facendo. Da Roque all’arrivo ho recuperato 9’30” nonostante la tecnicità della discesa e quindi son molto contenta.