Transvulcania 2025 - La Palma, Isla bonita, isola dei vulcani

Transvulcania è una delle gare di trailrunning più famose e iconiche al mondo, giustamente nota per il percorso che attraversa un ambiente unico e di incredibile bellezza, per la grande accoglienza e per il clima di festa che si vive. 

Transvulcania dal 2009 ad oggi ha scritto un pezzo di storia di questo sport, con prestazioni stellari di Kilian, Hernando, Forsberg, Nilsson, Jones, Debats, Hall, Valmassoi… per citare solo alcuni dei winners delle passate edizioni.

 

Qui trovate la cronaca della TRANSVULCANIA Adidas Terrex XV edizione.

Di seguito il racconto della gara nonché "diario di bordo" della trasferta all'Isola de La Palma, Canarie (ES).  

 

La Palma, Isla bonita, isola dei vulcani

di Matteo Grassi

Foto © Organizzazione

 

Ho una giornata per assaporare l’isola e iniziare a capirci qualcosa. Durante il trasferimento in auto e con una corsa-camminata esplorativa riesco a catturare queste immagini salienti: Vulcani, Piantagioni di Platano, Rocce e Ghiaie nere, Cespugli, Boschi di Pino Canario, Lucertole (Gallotia galloti palmae), Saline. 

Ma ora pensiamo alla gara.

 

TRV SALIDA ULTRA MARATHON ARTURO JIMENEZ 013

© Arturo Jimenez

 

Breakfast early. Way too early! (At 2:30 AM)

TRV Ultra è una gara in linea che attraversa gran parte dell'isola; dal Nuevo faro de Fuencaliente posto all'estremità sud fino a Los Llanos de Aridane, cittadina a nordovest. Per questo c'è chi alloggia vicino alla partenza, chi all'arrivo. Io con tanti altri siamo a sud in un resort confortevole, ma un po' nel nulla nel bel mezzo delle piantagioni di platano, a otto chilometri dal faro. In ogni caso l'organizzazione mette a disposizione dei bus navetta che portano da ogni dove alla startline. La tabella oraria è stilata con ampi margini per cui a noi tocca salire alle 4.30 il che significa che, stoicamente, il personale dell'albergo inizierà a servire la colazione alle 2.30. Quando me lo dicono faccio un colpo: troppo presto, rimango a letto un altro po'.

 

Atmosfera surreale

Nel buio intenso delle cinque (alle Canarie albeggia più tardi) al faro (spento) c'è un'atmosfera incredibile. Poche stelle che sbucano dalle nubi, terra nera, sabbia nera, mare cupo, col vento che soffia deciso. Ci si ripara dietro al camion del trasporto borse per gli ultimi aggiustamenti e poi giù alla spiaggia dove c'è l'arco di partenza: un super led-wall luminoso a forma di portale con musica a palla e una folla di runner. Sembra un rave. È surreale.

Mancano dieci minuti al via e inizia a piovere. Così, dal nulla, un acquazzone improvviso e fitto. Ma il morale del gruppo è carico e ci si tiene caldi tipo gregge. Sorrisi e sguardi concentrati. Parte il countdown.

3, 2, 1 ed è fuoco alle polveri, letteralmente, perché partono i fuochi dalle transenne ed è un Yuhuuu di emozione.

 

TRV SalidaUltra AbianSanGil bajares 06

@ Abian San Gil

 

Serpentone luminoso

Qualche centinaio di metri per allungare, guardo avanti una fila di lucine che si assottiglia in su verso il vulcano San Antonio, mentre dietro c’è uno spesso e lungo sciame di lampade che si arrampica sui tornanti.

 

Tifo antelucano

È incredibile come poco dopo le sei del mattino ci sia un intero paese in strada, alla finestra per incitare i corridori, che a loro volta rispondono con gioia ed energia.

Venga, venga, venga, animo, animo, vamooooos!

 

TRV2025 LosCanarios DominicDahncke 20

© Dominic Dahncke

 

Pioggia, pini nebbia e vento

La pioggia dà qualche minima tregua, ma già a metà della prima salita riprende decisa e non smetterà per le prossime sette ore.

Il sentiero risale lungo un soffice pendio tappezzato di lunghe foglie ad ago dei pini canari di cui si staglia la nera silhouette magra sul grigio chiaro ormai diurno.

Quando il fondo si fa ghiaioso e la vegetazione si dirada arrivano le prime folate che ululano tra i rami e si insinuano nei cappucci degli impermeabili.

Ma è quando si esce allo scoperto che scopriamo quale sarà la vera difficoltà di questa giornata: una forza orizzontale che ti spinge, che fa sventolare i bastoncini, che costringe a stare inclinati come sulle giostre, ma soprattutto che fa patire il freddo come sotto zero. Signori miei questo è wind chill.

 

TRV Ultra AlexDiaz 8

© Aléx Diaz

 

I fiori

Quando ci sono le nubi è normale che ci si concentra su quello che sta vicino, e con la nebbia non rimane che guardare vicinissimo. Così nel grigio latteo, freddo, umido che ti entra nelle ossa come spine, compare ogni tanto un guizzo di colore: una macchia di arbusti fioriti gialli, puro raggio di gioia, poi una sorpresa blu intenso che fa sognare, quindi è la volta di quelli rosa e quelli bianchi che ricordano la primavera. Non mancano le meraviglie (tra un’imprecazione e l’altra).

 

No balise

Ad eccezione di qualche nastro per sbarrare le strade nei primi ed ultimi chilometri, lungo il percorso non si incontrano balise. È una cosa strana per chi è abituato a seguire fettucce e bandierine. Ed è bello perché fa sentire ancora più wild questo tracciato che si immerge totalmente e con rispetto nella natura.

La sicurezza di essere sul percorso corretto è garantita dal fatto che prevalentemente c'è un solo sentiero e a tratti anche perimetrato da sassi.

 

 SSD2144

© Aléx Diaz

 

Il su e giù infinito

Prima salita, fatta (quasi duemila). Seconda salita, fatta. Da qui inizia il su e giù, dove in teoria c'è da correre e dove in effetti i più cambiano passo e ci danno dentro col far girare le gambe. Ma io non riesco ad aumentare, guardo l'orologio che dice: dislivello accumulato, oltre tremila. Beh, vabbe’, cosa posso pretendere se i primi mille di quest'anno li ho fatti sabato scorso? Avanti tranquillo e portala a casa.

 

Quiero pasar

A cinquantadue suonati, "pioniere del trail” (sic), di gare ne ho fatte. Fa parte del gioco agevolare il sorpasso di chi è più veloce così come è altrettanto apprezzato chi supera approfittando della maggior velocità e agilità senza quasi farsi notare.

Ma qui non funziona così. Non appena un concorrente si avvicina: "¿puedo pasar?".

All'inizio dà un po' disagio perché sembra come quando ti sfanalano in autostrada. "Ehhhh, passa con tutto lo spazio che c'è!". Ma poi capisco che è un modo non silenzioso, ma altrettanto sportivo, per non intralciarsi ed incitarsi pure.

 

MARATON PUNTA ROQUES Roberto Martín 37

© Roberto Martín

 

No poles

Il percorso attraversa il Parco Nazionale Caldera de Taburriente e in due tratti c'è l'esplicito divieto di utilizzare i bastoni: segnalato con cartelli all'inizio e alla fine della zona interdetta. Evidentemente ci sono misure di tutela ambientale da rispettare. Certo nel finale dell'ultima salita avrebbero fatto comodo, ma mi piace constatare che sono stati considerati gli effetti dell’impatto dell’evento sull’ambiente. Purtroppo, troppo spesso, sulle amate Alpi vedo cose che vanno in direzione contraria.

 

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© Aléx Diaz

 

Il freddo, i ritiri, i soccorsi

Fa freddo e non mi aspettavo di patirlo alle Canarie. Ho ancora strati nello zaino, ma ho le mani dure come palette e rosse come pomodori. Si iniziano a incontrare atleti in ipotermia recuperati dai numerosi addetti al soccorso (mai trovato un presidio così capillare, complimenti all'organizzazione). La mantella oro stagnola sarà il leitmotiv da qui al Roque de los Muchachos.

 

Speed hiking

Alle volte nelle ultra capita che la testa vada a cercare pensieri leggeri. Mi ritrovo a ironizzare sulla mia attuale andatura e condotta di gara: difficile definirlo trail o mountain running. “Corsa? Ma dove?” Però a ben pensare basta metterla giù in inglese che fa figo uguale: “che sport fai?”. “Ora mi dedico allo speed hiking”. Forte no?

 

Un panino vegetariano, o quasi

Ecco l’agognato ristoro di Pico de la Cruz, che dista ben 15 km dal precedente, ci arrivo affamato.

Cercando qualcosa di solido noto una signora dietro due ceste piene di sacchetti di carta, contenenti… panini? Come alle nostre corse non competitive, quando arrivi al premio finale.

Chiedo se ha un panino "¿sólo queso?". Dispiaciuta risponde no: "queso y salami". Ci rimango malissimo (sono vegetariano). Mi guarda empatica e: "te quito el salami". E io: "ma sì daiiiiii".

Felice che il mio stile di alimentazione non sia stato dogmatico lo azzanno e al ristoro successivo bisso pure. Certo che quel po’ di aroma rimasto mi ha accompagnato fino all'arrivo.

 

TRV2025 Voluntarios DominicDahncke 21

© Dominic Dahncke

 

Il profilo de El roque e l'atmosfera dantesca

Fa freddo e piove.

Sì lo so, l'ho già detto.

Ma quando sto per arrivare al Roque (emblema dell’Isola) sembra che una luce fioca ingiallisca la nebbia. Dai, speriamo che smetta e che ne usciamo da sta roba.

Smette. E dalla nebbia compare improvvisamente il profilo roccioso e acuminato fatto di pinnacoli e gole. Qualcosa di affascinante e spaventoso come in certe illustrazioni della commedia dantesca: Roque de los Muchachos sulla sinistra, a destra l'osservatorio astronomico.

 

MARATON PUNTA ROQUES Roberto Martín 72

© Roberto Martin

 

Mi commuovo

Si va di falso piano, un leggero su e giù, fino a che il sentiero piega e punta decisamente in basso.

In quel preciso istante si apre il cielo ed esce il sole a restituire una scena dai colori incantevoli: nero, rosso, grigio-azzurro delle rocce, verde chiaro di quella strana erba che cresce in un ambiente ostile e poi più giù i pini che ribattezzo “pelosoni”.

Sento le lacrime venire agli occhi. Mi fermo e ammiro. Non provo nemmeno ad estrarre il telefono perché ho ancora i guanti fradici e le dita intirizzite. La foto però l'ho scattata e impressa in un posto che non sbiadisce.

 

Tahjinaste e Pini

 

Tajinaste de La Palma

Altra sorpresa lungo la discesa da poco iniziata: delle erbe giganti con vistose pannocchie floreali rosa.

C'è un tizio, è il primo che incontro extra corsa, che fotografa con perizia questi fiori più alti di lui.

Stop, che scatto una foto anch’io per la successiva identificazione. 

“Se llama Tajinaste” dice, spiegandomi che fiorisce solo quindici giorni all'anno. 

"Ah, Tachinaste - dico io - bello!" 

"No - fa lui severo - Tahinaste con la hota".

Ah, ok.

 

Dal freddo al caldo

Il sentiero scende deciso, si va dai 2400 e oltre del Roque a quota mare, da temperature percepite a zero fino ai trenta gradi. Il riscaldamento avviene in fretta, ora bisogna stare attenti a non surriscaldarsi. E allora via gli strati, via tutto, e un litro d'acqua presto se ne va.

 

TRV Ultra AlexDiaz 21

© Alex Diaz

 

Discesa cazzut…

La discesa è a tratti tecnica, con roccette e massi su cui saltellare, sconnessa il giusto, ideale per chi ha le gambe frollate. Si fa per dire il contrario ovviamente, ma a me piace un sacco e mi gusto la perdita di quota e perché no anche una certa ripresa.

 

Le vigne

Nello sfumare dalla montagna al mare, dal bosco al primo abitato e alle immancabili piantagioni di platano, costeggiamo dei vigneti. Nulla di paragonabile a quelli cui siamo abituati, sono piante piccole, a terra, senza struttura, su modesti terrazzamenti.

Mi raccontavano giusto ieri che uno degli effetti dell'isolamento è che non è mai arrivata la Peronospora e che per questo i vitigni sono autoctoni in purezza.

Sarà ma ora ho voglia di una birra.

 

TRV25 Joelette AbianSanGil 22

@ Abian San Gil

 

Le joelette

Immaginate una specie di lieve declivio che poi ad un certo punto si rompe e va giù con un salto roccioso di trecento metri. È proprio qui che incontro prima uno, poi il secondo e infine il terzo equipaggiamento di joelette, quelle particolari sedie trasportate a braccia da runner volontari per far vivere l'esperienza della corsa, in questo caso del trail, a persone con disabilità. Davvero forti e coraggiosi su questa ripida e impervia discesa.

Nel vasto e vario programma Transvulcania propone a fianco dell'Ultra 73 km, della Marathon 43 km, della Half Marathon 24 km, del Vertical e della Kids race anche una manifestazione apposta per le joelette. Null'altro da aggiungere.

 

Ultima scala (sotto il sole cocente)

Si costeggia il lungomare tra due ali di pubblico festante; ora è il caldo a farsi sentire tanto che il tunnel-doccia di acqua nebulizzata è un toccasana prima di affrontare l'ultima salita che si inerpica a rimontare il salto roccioso battuto dal sole. 

-5 all'arrivo.

 

TRV25 Meta AbianSanGil 5

@ Abian San Gil

 

Il polaretto e i cinque

Un poliziotto invita a prendere il marciapiede che dritto dritto porterà in centro: "quella è l'ultima salita", indicando qualcosa che nemmeno si percepisce.

Da qui è tutto un incitamento: dai passanti, dai bambini per strada, dalle persone alla finestra (e sì che i primi sono arrivati diverse ore fa)... I bambini che ti corrono incontro per battere il cinque. Una donna dispensa piccoli ghiaccioli (tipo polaretti) che i runner sgranocchiano lungo l'ultimo chilometro incuranti del piazzamento.

Un paio di svolte e inizia la famosa prospettiva unica di Transvulcania: le transenne arancioni e nere, il pubblico sempre folto ai lati, l'arco d'arrivo e gli onori del caso per chi taglia il traguardo. “Aquí está Matteo Grassi, de Spirito Trail desde Italia”.

Mi assaporo la birra allungata subito dopo la medaglia e penso alla fortuna che abbiamo a poter fare viaggi così: lunghi, forti ed emozionanti.

 

A presto isla bonita.