Si fa presto a dire Appennino
Testo e foto di Matteo Grassi
Disegno di Giulia Magnesa
Chi mai si sarebbe aspettato di trovare una gara così selvaggia, tecnica ed estenuante!
CLUT – Cento Laghi Ultra Trail – mi ha messo alla prova in modo che non avrei immaginato.
70 chilometri, 4.500 metri di dislivello positivo, in una giornata di sole cocente (e senza un filo di vento).
Com'è andata.

Un percorso che non perdona
Mi sono presentato al via pensando ad una gara corribile con saliscendi morbidi temendo la monotonia delle basse quote, tipo: infinite strade bianche o mulattiere nel bosco. Ecco che mi sbagliavo al 100%, perché CLUT ha un tracciato bellissimo: vario, divertente, panoramico, che risale i boschi e cavalca i crinali aperti, tra prati e rocce.
Non ci sono lunghe salite di stampo alpino, ma al tempo stesso non è affatto un percorso morbido, perché è un continuo alternarsi di asperità, di su e giù, di dislivelli brevi (a volte anche sotto i cento metri), ma - garantisco - senza tregua e ora della fine davvero logorante, un vero test di resistenza muscolare. Sentieri pietrosi o rocciosi, tratti di bosco dove si seguono i segnavia sui tronchi scavalcando massi e radici. Macché carrarecce e mulattiere qui è tutto fondo impervio, una vera avventura.

L'esperienza ripaga la fatica
È proprio questa asprezza a regalare emozioni uniche. I crinali aperti, le creste rocciose, i laghi glaciali offrono panorami ed emozioni che ripagano della fatica. I boschi e la macchia arbustiva cambiano continuamente e il percorso non annoia mai. Dopo i primi 10 km più "corribili", la gara si trasforma in un susseguirsi di prove tecniche e fisiche e prosegue in un'alternanza quasi sfinente di piccoli e medi saliscendi.
Arrivo in cima all'ennesima risalita e sono così provato che: "saranno anche piccole 'sto ca**o di salite ma non finiscono più!". "Ah, ah! Dai che ora è tutta discesa".

Meno male, anche se so che è la classica bugia bianca dei volontari: ora il percorso va giù, sì, per poi risalire al paese di Corniglio. Giustamente ancora un ultimo strappo.
Ma la vera ciliegina sulla torta è il guado finale a meno 2 circa. Sarebbe troppo facile attraversare il copioso torrente Parma sul ponte Romano che sta sulla via Longobarda, così si scende ancora un po' e...: guado totale con gambe immerse fino alle ginocchia ad attraversare l’acqua che corre forte e fredda, aggrappati a una fune stile Western States Endurance Run. Yeah.
Finale degno per una gara così inaspettatamente bella, dura e divertente.

Organizzazione e atmosfera
Giusto due note per elogiare a dovere l'organizzazione sobria ed impeccabile: segnalazione perfetta, assistenza sempre presente. Corniglio, il borgo di partenza e arrivo, si anima in festa con stand enogastronomici, famiglie, folcloristici DJ e bambini che corrono il minitrail. Lo sport diventa comunità interpretando appieno lo spirito di questo sport.
Vale la pena? Assolutamente sì.
Se cerchi un tracciato veloce per fare il tempo, forse CLUT non fa per te. Ma se vuoi metterti alla prova in un ambiente selvaggio e autentico allora CLUT potrebbe fare al caso tuo. E poi chissà potrebbe capitare anche a te di scoprire che gli Appennini non sono affatto da sottovalutare.
© Giulia Magnesa
