CAMPO DEI FIORI TRAIL

a cura di Maurizio Scilla

Il Campo dei Fiori Trail è stata anche quest’anno ricca di nomi di spicco a internazionale. A siglare l’albo d’oro troviamo quindi i due atleti "di casa" Andrea Macchi e Stefano Rinaldi, la svizzera Denise Zimmermann, l’italiana residente in Nuova Zelanda Cecilia Flori e la ligure Emma Quaglia.

Abbiamo intervistato i due atleti del Team Eolo: Andrea Macchi “La lince di Gavirate” e Stefano “Rino” Rinaldi, vincitori rispettivamente della 70 km e della 90 km.

Per concludere abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Luca Banfi del direttivo Campo dei Fiori Outdoor ASD, associazione organizzatrice.

 

Elmec 70K  Macchi   Foto di Andrea Dambrosio (2)

Ph. Andrea Dambrosio

 

ANDREA MACCHI

Ciao Andrea, il problema alla bandelletta ti ha dato parecchio fastidio?

Ho dovuto tenere duro, non ho mollato solo perché era la gara di casa e ci tenevo, in discesa mi faceva male, in poche parole devo riposare un po’. E’ un problema di fascite che poi si sposta sulla bandelletta.

Come è stato correre con “ Rino” i primi 50 km?

Siamo partiti insieme, lui faceva la 90K e io la 70K, non avevamo grandi avversari. Lui è partito forte, avrebbe potuto partire più tranquillo, ma è un agonista, chiaro che poi nell’ultima parte che è bella tosta ha mollato un po’. Io ero tranquillo con il mio passo, poi con il problema alla bandelletta, io lo riprendevo in salita e stavamo insieme e in discesa mi staccava. Alla fine abbiamo fatto 50 km insieme che ci son volati.
Siamo prima di tutto amici, compagni di team, sui nostri sentieri è sempre un piacere passarci del tempo
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L’anno scorso secondo, quest’anno vittoria sui sentieri di casa, bella soddisfazione, no?

Volevo fare una bella gara, in realtà non ho corso come volevo a causa della bandelletta, nonostante tutto ho fatto un buon crono. Bellissimo correre nella gara di casa, avere tanto tifo, ogni tanto cambiavo la posizione di appoggio per avere meno dolore e arrivare giù a casa in fretta e festeggiare con tutti.
I sentieri sono sempre quelli, visti e rivisti, ma il giorno della gara diventano speciali, magici, una bella atmosfera.


Dovessi consigliare un trailer che non conosce il percorso, cosa gli diresti?

Chi viene a fare la gara vede degli ottimi paesaggi, veramente tanti laghetti. Al Lido di Gavirate, location di partenza e arrivo, credo di averci passato 10 anni con la Canottieri Gavirate, ho fatto i Mondiali Under 23, ho preso otto medaglie italiane, c’è tanto di quel sudore in quel lago che non hai idea!
Le nostre sono Prealpi e sono un ottimo compromesso per allenarsi, non ci sono i 2000/3000m ma sulle nostre montagnette da 1200 ci si diverte tanto, su e giù e anche d’inverno la neve la vediamo poco.

 

 

STEFANO RINALDI


Quest’anno un nuovo percorso di 90 km, cosa ci dici del nuovo tratto?

Il tratto nuovo è molto duro, a tratti tecnico, perché ci sono tante roccettine, si corre molto poco, confronto al percorso della 70 km, ci sono creste ed è molto lento.

Che effetto fa correre quasi in casa?

Correre in casa è sempre molto bello, vedi tanta gente, facce conosciute che ti fanno il tifo. Ci tenevo a fare la gara di casa perché ha sempre un sapore speciale.
Quanto è vantaggioso conoscere il percorso quasi a memoria?
Il fatto di conoscerlo così bene può essere un vantaggio e uno svantaggio, se stai bene, nessun problema, vai ad affrontare quello che conosci senza problemi, al contrario se stai male, sai che il percorso è molto duro e non è il massimo
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Groupama 25K   Emma Quaglia   Foto di Luca Mutti

Ph. Luca Mutti

 

LUCA BANFI

Com’è nata l’idea del Campo dei Fiori Trail?

La formula del programma iniziale del CFT è semplice:
“Incoraggiare la corsa in natura, promuovendo il territorio delle prealpi varesine; trasmettere alle persone il valore del territorio e l’importanza di agire nel pieno rispetto della natura”.

Da questa formula sono poi partiti i seguenti progetti:

  • realizzare una serie di gare competitive con varie distanze arrivando, entro 4 anni, ad una gara che avesse la distanza maggiore prossima ai 100 km il cui percorso era già disegnato a priori
  • avere una corsa non competitiva che avvicinasse le persone a provare il trail running
  • avvicinare i ragazzi alle attività sportive all’aria aperta, aggregandoli tra scuole diverse nella formula del minitrail. Per questo motivo il CFT si corre sempre il sabato: collaborando con le scuole per permettere di partecipare all’evento all’interno del “tempo scuola” e avere così una buona partecipazione di ragazzi (450 nel 2019). Il minitrail viene preparato anche con visite dei nostri istruttori di trail running a scuola per “introdurre” il trail running
  • la sicurezza prima di tutto! La voce di costo più alta del CFT è spesa per il piano di sicurezza e così deve rimanere in tutte le edizioni
  • eco-sostenibilità, ogni atleta deve utilizzare la propria eco-tazza nella quale bere durante la gara. Le tazze ad uso comune disposte sui tavoli dei vari ristori sono in ceramica e l'acqua distribuita sarà quella potabile dei rubinetti pubblici. Questa scelta semplice porta l'organizzazione ad evitare lo spreco di circa 7000 bicchieri e 2000 bottiglie in plastica. Anche le 4000 fettucce sono in stoffa, invece che plastica e vengono riciclate per le edizioni future
  • fornire servizi ai partecipanti, perché vogliamo che si sentano a casa loro e pensino solo a godersi la giornata.


Vista dall’esterno la vostra organizzazione sembra essere un numeroso gruppo di appassionati molto unito o sbaglio?

La prima edizione nasce per volontà di un piccolo gruppo di amanti del trail running che si allenavano su questi sentieri ma che volevano condividere questo territorio con gli altri praticanti. Classica edizione zero autogestita nel 2016 con un numero “incredibile” di partecipanti e poi via! Venne organizzata tramite il gruppo Amatori all’interno dell’Atletica Gavirate, in seguito la seconda edizione venne organizzata dal 100% Anima Trail, un’associazione che nasce nel 2016 unendo quelli che erano gli ideatori della manifestazione con gli appassionati di trail running della zona.
Da quest’anno è organizzata da Campo dei Fiori Outdoor. Un’associazione che ha come obiettivo la promozione degli sport in natura promuovendo il territorio delle prealpi varesine. Stesso gruppo di appassionati iniziali ma con la volontà di ampliare la formula verso tutti gli sport in natura e non solo il trail running. 100% Anima Trail rimane sempre l’associazione che collabora nella realizzazione dell’evento CFT fornendo volontari.

 

campo dei fiori credits francesco berlucchi (4) luca papi

Ph. Francesco Berlucchi

 


Sempre nuove idee, per il prossimo anno sembra che abbiate in cantiere altre novità, vero?

Il progetto iniziale prevedeva un periodo di 4 anni per svilupparsi e con questa edizione si chiude. Dal prossimo anno l’intenzione è di rivederlo con alcune novità sostanziali. Non nascondiamo che si vorrebbe puntare al 2020 per fare di questo appuntamento sportivo un volano internazionale del territorio, così come già avviene con manifestazioni di ciclismo e canottaggio. Ambizione dell’organizzazione è quella inoltre di veder riconosciuti i tracciati di gara anche attraverso una segnaletica ufficiale e permanente.


Passando in gara nei vari paesini, si ha la sensazione  che siate riusciti a coinvolgere gli abitanti, è giusta la sensazione?

La realizzazione di una manifestazione deve necessariamente avere la collaborazione di associazioni, enti e gruppi locali e di volontari, sia per mantenere e presidiare i sentieri e per supportare l’organizzazione. Così ad esempio, con il paesino di Brinzio e Vibram è nata l’idea di fare il “Brinzio Trail Party”: un ristoro gestito dai dipendenti dello stabilimento Vibram di Albizzate sotto la direzione di un responsabile ristoro del Campo dei Fiori Trail. 3 gruppi musicali si sono alternati nell’arco della giornata e prima di pranzo è stato offerto un aperitivo ai curiosi accorsi a tifare gli atleti.