Per Arc’teryx, creare calzature da trail running non è solo una questione di design, ma un processo collaborativo che coinvolge atleti da tutto il mondo. Kat Drew, responsabile dello sviluppo prodotto, spiega come il brand lavora fianco a fianco con i suoi atleti per realizzare scarpe che superino ogni aspettativa in montagna.
Perché coinvolgere gli atleti nel processo di sviluppo?
"Arc’teryx progetta per gli atleti di montagna, quindi è naturale che siano parte integrante del processo di testing", afferma Drew. Fin dalle prime fasi di sviluppo, i feedback degli atleti guidano le scelte tecniche, garantendo prestazioni ottimali su terreni reali.
"I loro obiettivi ci spingono a risolvere problemi sempre nuovi, su ogni tipo di terreno e condizione. Man mano che loro progrediscono nel loro sport, anche i nostri design evolvono."
Edoardo Rossano atleta Arc'teryx conferma: "Non siamo semplici tester ma co-progettisti. Ogni scarpa nasce con una finalità precisa e viene plasmata sulle reali esigenze di chi corre, dai terreni più corribili a quelli tecnici".
Come funziona il testing sul campo?
Il processo è metodico e rigoroso, con prototipi testati per migliaia di chilometri prima di arrivare alla versione finale.
- Fase 1: Prototipazione– Si sperimentano materiali, forme del battistrada, composizioni dell’intersuola e vestibilità.
- Fase 2: Feedback continuo– Gli atleti testano le scarpe in condizioni estreme, fornendo dati precisi per affinare ogni dettaglio.
- Fase 3: Ottimizzazione– Piccoli (o grandi) aggiustamenti vengono apportati fino a raggiungere gli standard di performance richiesti.
"Dalla prima bozza al prodotto finito passano oltre due anni", spiega Drew. "I primi prototipi ufficiali arrivano circa sei mesi dopo l’inizio del progetto, e poi si susseguono numerose iterazioni prima del lancio."

Dalle montagne canadesi alle Alpi
Arc’teryx è nato tra le montagne della British Columbia a Vancouver, un terreno ideale per testare la resistenza e l’aderenza su roccia e sentieri tecnici. Ma il brand guarda anche oltre:
"Abbiamo atleti in Europa e in tutto il mondo che testano le nostre scarpe in ambienti diversi, dalle Alpi alle Highlands scozzesi. Questo ci permette di adattare i design a esigenze globali."
Mentre i designer lavorano sui pendii della British Columbia, atleti come Edoardo Rossano testano in ambienti diversi: "Le Alpi sono il banco di prova perfetto per verificare versatilità e adattamento".
Che si tratti di fango, neve, roccia o terreni misti, ogni dettaglio viene ottimizzato per garantire la massima performance, ovunque ci si trovi.
La Filosofia Arc’teryx: innovazione guidata dagli atleti
Mentre molti brand si affidano a trend o algoritmi, Arc’teryx parte sempre dai bisogni reali di chi corre in montagna.
"I loro obiettivi ci ispirano a progettare scarpe che risolvano nuovi problemi in montagna attraverso vari terreni e condizioni", spiega Drew.
"Con Arc'teryx c'è un dialogo costante tra chi crea e chi corre", conclude Rossano. È questo approccio che ha portato modelli come:
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Norvan LD4: riprogettata per stabilità e reattività
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Vertex Speed: nata per i terreni alpini più tecnici
- Sylan: traspirante e confortevole, progettata per massimizzare la velocità
Perché in montagna ogni dettaglio conta e ogni passo degli atleti contribuisce a scrivere l'evoluzione del trail running.