Biosensore del glucosio: lo strumento definitivo per evitare le crisi?

Una delle difficoltà più grandi per chi si cimenta con le gare di ultra distanza è quella di evitare le crisi metaboliche legate all’esaurimento delle riserve di glicogeno. La “crisi” più famosa è quella del trentesimo km nella maratona, il “muro” che il corridore incontra quando esaurisce le scorte di glicogeno epatico e muscolare ed è costretto ad utilizzare gli acidi grassi come fonte di energia.

 

Sensore

 

Nelle ultramaratone e negli ultratrail le crisi divengono ancora più evidenti e devastanti spingendo spesso gli atleti al ritiro: a quanti di voi è capitato di abbandonare una corsa perché eravate precipitati in un “buco nero” di negatività e fatica e già poche ore dopo rimpiangere la decisione vedendo che le gambe erano ancora “fresche”? Molto probabilmente la causa era da ricercare in un livello di glucosio nel sangue troppo basso: proprio per questo durante la gara è fondamentale seguire una corretta strategia alimentare.

Abbott, azienda farmaceutica leader nei sensori di monitoraggio continuo del glucosio per le persone che soffrono di diabete, ha sviluppato il Libre Sense, il primo biosensore al mondo per la misurazione continua del glucosio durante la pratica sportiva.

Il tracciamento e la lettura dei livelli di glucosio consentono infatti agli atleti di nutrirsi nel modo più corretto ed efficace per poter evitare l’affaticamento provocato da bassi livelli di glucosio ed essere in grado di sapere, durante allenamento e gare, quando è il momento giusto di reintegrare nutrimenti, così da massimizzare la performance sportiva.

Lo abbiamo testato per due settimane, ecco come è andata.

 

Zone glucosio

 

APPLICAZIONE DEL SENSORE E CONNESSIONE AL TELEFONO

L’applicazione del sensore è semplicissima e indolore. Il sensore ha la dimensione di una moneta da 2 euro e viene applicato nella parte posteriore del braccio dove non dà alcun fastidio nei movimenti (dopo pochi minuti vi dimenticherete di averlo addosso).

Il biosensore viene poi collegato agevolmente tramite tecnologia wireless Bluetooth allo smartphone che leggerà in tempo reale i dati raccolti dal sensore tramite l’app SuperSapiens.

Il sensore dura 14 giorni, poi deve essere sostituito: l’abbiamo messo alla prova in tutte le condizioni (due docce al giorno, allenamenti in cui il sudore scendeva copioso) e rimane sempre saldamente ancorato al braccio, senza perdere mai la connessione al telefono.

 

Grid Block   Live Screen

 

QUALI DATI

L’app SuperSapiens si compone principalmente di tre schermate: la prima mostra la rilevazione puntuale della concentrazione di glucosio nel sangue (espresso in mg su decilitro), la tendenza (in rialzo, stabile, in diminuzione), nonché un grafico con l’andamento nelle ultime ore.

Le altre due schermate permettono di raccogliere ulteriori dati come la variabilità del livello di glucosio, le zone glicemiche, nonché l’inserimento dei dati relativi all’alimentazione, allenamento e sonno.

L’analisi delle Glucose Performance Zone o GPZ permette di comprendere quale sia la “zona glicemica” in cui la performance è migliore: nel mio caso le prestazioni migliori sono state ottenute quando la concentrazione del glucosio era compresa tra i 120 e i 130 mg/dl. Il biosensore rende molto più semplice capire se è necessario alimentarsi oppure no: ad esempio se sono a 120 mg/dl con una tendenza al rialzo (la freccia indica appunto la tendenza), non avrò bisogno di assumere gel.

 

Trasmissione dal sensore al telefono

 

SERVE DAVVERO?

Prima di utilizzare il biosensore credevo che potesse essere utile soprattutto durante la gara o l’allenamento per regolare l’assunzione di carboidrati, in modo da evitare che i livelli di glucosio nel sangue scendessero creando l’effetto “bonk” o “hitting the wall” come lo chiamano gli americani.

L’utilizzo per due settimane mi ha invece convinto che il sensore può essere ancora più utile per “costruire” le condizioni migliori per ottenere la massima performance possibile.

Ad esempio cercando di stabilizzare e ridurre il livello di glucosio si può abituare il proprio corpo a migliorare la capacità di “bruciare” i grassi, con un conseguente risparmio di glicogeno (che invece verrà utilizzato nelle fasi di gara più importanti dove va alzata l’intensità dello sforzo).

Altro vantaggio è quello di poter verificare con immediatezza l’effetto dei vari alimenti assunti sul livello di glucosio: spesso, tentando di contrastare un calo del glucosio, si assumono carboidrati che innalzano eccessivamente la concentrazione del glucosio nel sangue. Da lì il nostro corpo reagisce all’incremento della glicemia con la produzione di insulina per ridurre la concentrazione di glucosio nel sangue, determinando il fenomeno dell’ipoglicemia “reattiva” che comporta una grave perdita nella capacità di prestazione.

 

 Biosensor Detail Pictures 4

 

PRO:

- Il sensore è facilissimo a posizionare e l’app SuperSapiens dà immediatamente i dati sul livello di glucosio

- La misurazione continua permette di comprendere meglio l’effetto sul nostro corpo delle nostre strategie alimentari, nonché delle scelte relative al riposo.

- Il “fueling” del proprio corpo durante la corsa diventa molto più scientifico e non basato sulla semplice sensazione.

 

CONTRO:

Il sensore ha solo un grande difetto: un costo davvero elevato. Si può acquistare in confezioni da due (quindi con un utilizzo per 28 giorni) al prezzo di € 160. Davvero tanto per un semplice amatore.