CORRERE CON I TARAHUMARA – CHIHUAHUA BY UTMB

El Estado Grande

Lo stato di Chihuhua, uno dei 32 stati in cui è suddiviso il Messico, è conosciuto come “El Estado Grande”: grande sia per la sua vastità (rappresenta più del 10% del territorio complessivo) che per la potenza della sua natura selvaggia. Chihuhua è infatti un mosaico ineguagliabile di deserti infuocati, canyon vertiginosi e montagne ricoperte da foreste millenarie di conifere: un territorio difficile che ha finito per plasmare la resilienza degli uomini che lo abitano.

Non è un caso che la storia di Chihuahua sia strettamente legata alla Rivoluzione Messicana: qui sono vissuti o sono passati uomini temerari e donne coraggiose, artisti visionari e guerriglieri rivoluzionari. È nelle montagne della Sierra Madre che a sedici anni si rifugiò il leggendario Pancho Villa, iniziando la sua carriera di bandido guadagnandosi la fama di moderno Robin Hood.

Nel cuore della Sierra Madre Occidentale si trova il Barranca del Cobre o “Canyon del Rame”, un sistema di grandi gole quattro volte più esteso del Gran Canyon degli Stati Uniti e profondo quasi il doppio del suo cugino statunitense (alcune gole arrivano a una profondità di 1.800 metri). Il fotografo americano Edward Weston, uno dei più grandi maestri della fotografia del XX secolo, visitò le Barrancas del Cobre negli anni ’40 e le descrisse come: “non sono solo paesaggio, ma emozione. Ogni scatto è un respiro, una preghiera alla bellezza del mondo”.

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Tra queste montagne, che toccano i 2.500 metri di altitudine, passa il Ferrocarril Chihuahua al Pacífico noto affettuosamente come El Chepe, una ferrovia che è un capolavoro ingegneristico: 653 chilometri, con 37 ponti e 86 tunnel, seguendo un tracciato che segue percorsi sinuosi che sembrano abbracciare montagne, pareti rocciose, vallate profonde e villaggi remoti.

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I Tarahumara

Era il 2009 quando Christopher McDougall pubblicò il suo “Born to run”, il libro che rese celebri in tutto il mondo i Tarahumara, i leggendari indios che vivono nella Sierra Madre, famosi nel mondo per la loro straordinaria resistenza nella corsa, una pratica centrale nella loro cultura. Raramuri è la parola con la quale i Tarahumara definiscono se stessi e significa “coloro che hanno piedi leggeri”: hanno resistito alla colonizzazione spagnola rifugiandosi  nelle profondità più della Sierra Madre e proprio questo isolamento ha fatto sì che preservassero la loro lingua, le tradizioni, e uno stile di basato su un costante equilibrio con la natura. La loro filosofia di vita si riflette in una delle massime che spesso pronunciano: “Ni más alto, ni más bajo, vivimos donde el sol y la sombra se abrazan”. (“Non più in alto, non più in basso, viviamo dove il sole e l’ombra si abbracciano”).

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Mc Dougall ha raccontato in maniera magistrale la loro capacità di correre distanze incredibili, non “per sport” ma per istaurare una connessione spirituale con la loro terra: “Il Barranca del Cobre è una cattedrale naturale, e i Rarámuri sono i suoi monaci: vivono con semplicità, corrono con gioia, e ci insegnano che la vera forza non è nella velocità, ma nella resistenza”.

 

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Chihuahua by UTMB

Sono milioni i turisti che ogni anno si recano in Messico a visitare i templi Maya dello Yucatan o le spiagge del Quintana Roo, ma sono ancora pochissimi coloro che si avventurano in questa terra meno nota.

Proprio nella Sierra quest’anno si terrà la prima edizione della “Chihuahua by UTMB” che vuole creare un ponte tra il mondo dei Tarahumara e il mondo occidentale, così da permettere a chi ama correre di immergersi nella cultura Rarámuri: l’obiettivo è promuovere il turismo nella regione creando un evento che porti un turismo diverso qui a 2.400 metri di altitudine, dando un impulso all’economia locale. Sei le distanze proposte, fra cui una cento miglia “in linea” che parte dal Pueblo Magico di Batopilas e conduce i concorrenti alla scoperta delle comunità Tarahumara più inavvicinabili.

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Sarà un percorso molto esigente, poiché man mano che si scende all’interno dei canyon le temperature salgono prepotentemente (tra il materiale obbligatorio sono menzionati 2 litri d’acqua minimo), mentre sulle creste può fare anche molto freddo, ma di sicuro non mancheranno i concorrenti locali che vi saluteranno con il tradizionale “kuira bá” che significa “Siamo tutti una cosa sola”

LE GARE

Rarámuri 100M: 155 km e 8.000 m+. La gara più lunga, con un percorso in linea che parte dal Pueblo Magico di Batopilas e arriva a Barrancas, attraversando la Sierra Madre Occidentale. Il tracciato farà correre i concorrenti lungo i sentieri battuti dalle comunità Rarámuri di Urique, Churo, e Guitayvo.

Weriga 100K: 92 km e 4.400 m+. Partenza da Cerocahui e dopo aver raggiunto El Gallego il percorso coincide con la 100 miglia, fino all’arrivo a Barrancas.

Akáa 50K: 56 km e 2.600 m+. Percorso ad anello con partenza e arrivo a Barrancas, con tratti panoramici sulla Sierra.

Le altre gare sono la Komakali 36K (36 km e 1.700m+), la Napurega 20k (20 km e 800m+), e infine la Norawa 9k (9km e 200m+)