Ci sono eventi sportivi che vanno oltre la competizione. Manifestazioni capaci di raccontare un territorio, di coinvolgere intere comunità e di trasformare sentieri e montagne in luoghi di incontro, condivisione e scoperta. La 100 Miglia Monviso appartiene a questa categoria.
Dopo mesi di preparazione e il tradizionale momento di ritrovo che ha visto riuniti oltre cento volontari, la grande famiglia della 100MM è pronta a dare il via alla sua sesta edizione, dando spazio oltre che alla sfida sportiva, alla valorizzazione del territorio e all’accoglienza.

Ph. Damiano Benedetto
Il 17 luglio scatterà la M160K da Saluzzo, il 18 luglio sarà la volta della M50K con partenza da Melle, il 19 luglio toccherà alla M20K da Verzuolo, mentre il 30 agosto Crissolo ospiterà il tradizionale Monviso Trail, che chiuderà il trittico del Monviso. A fare da prologo, il 4 luglio, sarà la speciale "Quat saut per i bric ed Sanfront", organizzata in occasione del cinquantesimo anniversario dell'Atletica Sanfront e valida come prova unica del Campionato Regionale Only Up.
Tra luglio e agosto, le Valli Po, Bronda e Varaita, insieme alla città di Saluzzo, diventeranno il palcoscenico di un lungo viaggio che attraversa montagne, borghi, rifugi e comunità locali. Un percorso che racconta le Terre del Monviso nella loro autenticità, tra paesaggi incontaminati, cultura alpina e tradizioni che continuano a vivere grazie all'impegno di chi abita queste vallate.
Un territorio unico ai piedi del Re di Pietra
La 100 Miglia Monviso si sviluppa in un ambiente suggestivo e poco antropizzati dell’arco alpino. Parte dei percorsi attraversa il Parco del Monviso e la Riserva della Biosfera Transfrontaliera del Monviso riconosciuta dall'UNESCO, un patrimonio naturale straordinario che custodisce specie rare, ecosistemi preziosi e panorami dominati dall'inconfondibile profilo del Monviso.
Dai portici storici di Saluzzo ai sentieri d'alta quota che sfiorano il Re di Pietra, gli atleti saranno accompagnati da un territorio che non si limita a fare da sfondo alle gare, ma ne diventa protagonista. Borgate alpine, rifugi, laghi, boschi secolari e comunità locali rappresentano infatti l'anima autentica dell'evento.
Una macchina organizzativa che coinvolge un'intera comunità
Dietro la 100 Miglia Monviso c'è una comunità: due vallate, diciotto Comuni, oltre cinquecento volontari, trenta associazioni e migliaia di spettatori collaborano per rendere possibile un evento che è prima di tutto un progetto di territorio.
La regia organizzativa è affidata alla Fondazione Amleto Bertoni, affiancata dai Comuni e dalle Unioni Montane del territorio, dal Parco del Monviso e dalle numerose associazioni sportive coinvolte. Un lavoro corale che permette di offrire agli atleti assistenza, sicurezza e accoglienza lungo l'intero percorso, mantenendo al centro la cura delle persone e dell'ambiente attraversato.
Le gare: quattro modi di vivere il Monviso
M160K – La sfida regina
La 100 Miglia Monviso è una delle prove più impegnative delle Alpi occidentali. Centosessanta chilometri e novemila metri di dislivello positivo collegano Saluzzo alle valli che circondano il Monviso, in un itinerario che alterna colline, boschi, alta montagna e antiche borgate alpine.
Una vera avventura di resistenza che porta gli atleti a confrontarsi con alcuni dei luoghi più iconici del territorio, dai rifugi Quintino Sella e Vallanta fino ai panorami di Chianale e Pontechianale, prima del ritorno verso il traguardo di Saluzzo.
M50K – La nuova media distanza
La distanza intermedia si rinnova con un percorso completamente rivisitato. Cinquanta chilometri e circa tremila metri di dislivello che uniscono la bassa e l'alta Valle Varaita in un tracciato dinamico e panoramico, ideale per chi desidera vivere l'atmosfera della 100MM senza affrontare la distanza regina.
M20K – La porta d'ingresso al trail del Monviso
Con partenza da Verzuolo, la prova da venti chilometri conduce gli atleti verso Saluzzo attraversando sentieri boschivi, antiche chiese e percorsi ricchi di storia. Un'esperienza accessibile ma autentica, capace di offrire il meglio del territorio anche a chi si avvicina al mondo del trail running.

Ph. Damiano Benedetto
Monviso Trail – Il classico di fine estate
Il 30 agosto Crissolo ospiterà il tradizionale Monviso Trail, gara simbolo che da oltre dieci anni richiama migliaia di appassionati. Ventisei chilometri e 1900 metri di dislivello lungo gli storici sentieri del Giro di Viso, toccando Pian della Regina, Pian del Re e i rifugi Giacoletti, Quintino Sella e Alpetto. Un percorso che rappresenta una vera immersione nella storia dell'alpinismo e del trail running ai piedi del Re di Pietra.
Aspettando la 100MM e la festa del territorio
L'edizione 2026 sarà accompagnata da "Aspettando la 100MM", un programma di eventi che porterà il trail running nei paesi delle vallate attraverso incontri, musica, cinema e momenti di condivisione.
Tornerà inoltre il Village di Piazza Cavour a Saluzzo, punto di ritrovo per atleti, accompagnatori e appassionati, con spazi dedicati ai partner, alla musica e al confronto tra le diverse anime del mondo trail.

Ph. Stefano Jeantet
La novità: Quat saut per i bric ed Sanfront
Tra gli appuntamenti collaterali spicca una novità speciale. In occasione del cinquantesimo anniversario dell'Atletica Sanfront, il 4 luglio andrà in scena "Quat saut per i bric ed Sanfront", prova unica del Campionato Regionale Only Up. Una sfida in salita che celebra la tradizione podistica locale e rafforza ulteriormente il legame tra la 100 Miglia Monviso e il territorio che la ospita.
Correre per gli altri
Anche quest'anno la 100 Miglia Monviso conferma il proprio impegno sociale attraverso la collaborazione con Find The Cure Italia ODV e il progetto "I Run For Find The Cure". Le quattro gare entreranno nuovamente nel CortoCircuito Solidale, dimostrando come il trail running possa diventare strumento concreto di sostegno a progetti umanitari internazionali.
Perché alla 100 Miglia Monviso non si corre soltanto per un risultato. Si corre per vivere un territorio, condividere una passione e costruire insieme una comunità.

Ph. Damiano Benedetto