NOMINATION OSCAR DEL TRAIL '19 - gli stranieri

Ecco gli atleti candidati all'Oscar del Trail. Quelli che a discrezione della Redazione di Spirito Trail sono stati i migliori atleti stranieri dell'anno

Iniziamo senz'altro indugio a presentarveli, ricordando anche il LINK per le votazioni.

 

CLAIRE GALLAGHER

 stra galalgher

Quest’anno Gallagher ha fatto sua la gara più importante d’America, la Western States, dopo una battaglia fino all’ultimo miglio per tenere distante Brittany Peterson. Si tratta di un ulteriore scalino nella classifica delle migliori trailer del mondo, dopo aver conquistato la Leadville 100 nel 2016 e la CCC nel 2017. Una stagione in cui spiccano anche i successi nella Way Too Cool 50k e nella Run the red Desert 45k. Il suo indice ITRA è schizzato a 770 punti, dopo il successo di Auburn.

 

COURTNEY DAUWALTER

 stra dauwalter

La “stagione perfetta”: successo a Tarawera 100 in febbraio, successo a Madeira in aprile, e poi la grande vittoria all’UTMB a fine agosto. Alle altre ha lasciato solo le briciole sui sentieri di tutto il mondo e l’indice ITRA di 806 punti è lì a dimostrarlo. Unico momento di crisi, i mondiali su pista delle 24h dove ha incontrato una giornata storta.

 

JUDITH WYDER

 stra wyder @jsaragossa

© Jordi Saragossa

Chi cavolo è Judith Wyder? La svizzera è sicuramente un nome nuovo nel mondo del trail, ma in quello dell’orienteering è una stella. il suo palmarés parla infatti di 5 mondiali e 6 campionati europei. L’anno scorso l’avevamo vista stabilire il nuovo record al VK di Limone appena 8 mesi dopo aver dato alla luce il suo primo figlio. Quest’anno Judith ha vinto la Dolomyths Run, la Ring of Steall ed è giunta seconda alla Sierre Zinal dietro alla connazionale Mathys. Nella finale nepalese della Golden Trail Series non ha fatto sconti, cogliendo un successo mai in discussione.

 

MAUDE MATHYS

 stra mathys

Maude Mathys campeggia in cima alla classifica ITRA, con 809 punti. E non potrebbe essere altrimenti dopo un’annata che ha visto l’atleta svizzera stabilire due record strabilianti in due gare simbolo: Sierre Zinal e Pikes Peak Marathon. E avrebbe probabilmente potuto completare la sua annata straordinaria alla finale in Nepal della Golden Trail Series se non fosse incappata in un errore di percorso che l’ha messa fuori gara.

 

SHEILA AVILÉS

 stra aviles ©MRSWS Alexis Berg

© MRSWS Alexis Berg

Il punteggio ITRA di 789 la mette al di sotto di altre atlete di questa classifica. Ma lei è la vincitrice delle Skyrunning World Series, conquistate con un ampio margine grazie alle vittorie a Livigno e Buff Epic Trail. Il secondo posto alla finale di Limone, dietro alla rumena Denisa Dragomir, è l’unico neo di una stagione condotta con il solo obiettivo di diventare regina dello skyrunning.

 

KILIAN JORNET BURGADA

 stra jornet

Chi si aspettava un Kilian in disarmo, con la testa rivolta ai giganti himalayani più che alle gare di corsa, si dovrà ricredere. Nona vittoria a Zegama, settima vittoria alla Sierre Zinal (cancellando il record di Jonathan Wyatt che risaliva al 2003), seconda vittoria alla Pikes Peak Marathon e infine vittoria alla Golden Trail Series, davanti al nostro Davide Magnini che sembrava pronto per scalzarlo dal trono. Il ranking ITRA lo premia con un fantastico 952.

 

PAU CAPELL

 stra capell

Una crescita incessante quella di Pau, che ha gareggiato tutto l’anno a tutte le latitudini del mondo. Vincitore della Transgrancanaria per il secondo anno di seguito, poi solo trionfi dalla Patagonia Run 100 in Argentina alla Mozart 100 in Austria. Il sigillo all’intera stagione arriva con il successo all’UTMB, dominata dall’inizio alla fine, che gli è valsa anche la quarta posizione nel ranking Itra con 928 punti. Se glielo chiedete, però, vi risponderà che la ciliegina sulla torta alla sua stagione è l’essere riuscito a battere il nostro Francesco “Rigo” Rigodanza alla Ultratrack Supramonte Seaside!

 

RUY UEDA

 stra ueda

Spirito da Samurai, incoscienza da Kamikaze. Ruy Ueda si è laureato campione del mondo nelle Skyrunner World Series, dopo una finale, quella di Limone sul Garda, quando lo spagnolo Oriol Cardone sembrava aver avuto la meglio, superandolo in discesa a pochi km dal traguardo. Ruy non si è dato per vinto ed è riuscito a tirare fuori anche l’ultima goccia di energia per risorpassarlo e prendersi il titolo. Punteggio ITRA di 911 per lui, ma la sua tenacia va ben oltre gli aridi numeri.

 

JIM WALMSLEY

 stra walmsley

Jim è l’unico che può impensierire Kilian, o almeno l’ITRA la pensa così, visto che gli assegna un indice di performance di 951. Per lui parla quel 14h09’28’’ alla Western States che sa tanto di tempo da extraterrestre. E sarebbe da aggiungere, benché si tratti di un record su strada, anche quello sulle 50 miglia, 5h45’51’’ da fantascienza.

 

JONATHAN ALBON

 stra albon

Il britannico ha festeggiato i trent’anni regalandosi la vittoria prestigiosa nel mondiale di trail: un appuntamento snobbato da tanti, ma pur sempre il mondiale per il mondo del trail running. La vittoria ad Abutres impreziosisce una stagione caratterizzata anche dal quarto posto alla Transvulcania.