DAVIDE CHERAZ E PIETRO PICCO E IL LORO “4X4000”

A cura di Maurizio Scilla

Foto credits ©Luca Truchet e ©Aiace Bazzana

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"4x4000" è il nome del progetto che ha visto protagonisti Davide Cheraz (atleta del Team Salomon e azzurro ai Campionati Mondiali di Trail in Portogallo) e Pietro Picco (Guida Alpina con all’attivo importanti ascensioni tra le quali a febbraio di quest’anno la salita al Cerro Torre in Patagonia), un connubio perfetto composto da un grande atleta e un grande esperto di alte quote. L’idea è nata nel periodo d’isolamento ed è stata vista anche come un tributo alla propria terra, la Valle d’ Aosta, consisteva nello scalare in quattro giorni quattro montagne di 4000 metri, usando negli spostamenti la bicicletta.

 

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Cheraz e Picco han dovuto far slittare il tentativo di qualche settimana, in modo di poter trovare le condizioni ideali sia sul Cervino, sia come condizioni meteo.
Impressionanti i numeri relativi alla prova: 500 km circa e 16500 metri di dislivello positivo.
L’impresa ha avuto inizio venerdì 17 luglio alle 17 dal Jardin de l’Ange a Courmayeur, con il trasferimento in bici a Cervinia e attaccare la montagna tecnicamente più difficile, i 4478 m del Cervino. Dopo la Gran Becca, hanno affrontato da Staffal, frazione di Gressoney La Trinité i 4634 m del Monte Rosa, a cui ha fatto seguito l’ascesa del  Gran Paradiso (4061 m) da Pont in Valsavarenche, per riservare poi il gran finale alla montagna di casa, il Monte Bianco (4810 m) attaccato da La Visaille in Val Veny. Sua maestà era avvolto nella nebbia, ma la soddisfazione era immensa, non restava che tornare a Courmayeur, ci sono arrivati martedì alle 16 accolti alla grande.

 

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Intervista esclusiva per Spirito Trail

 

Come avete gestito questi lunghi giorni, tu e Pietro, visto che avete due ruoli diversi, uno trailer/ciclista e l'altro guida/alpinista?

Tra me e Pietro c’è stato veramente tanto feeling, a dire il vero c’era già prima perché avevamo fatto tante cose insieme soprattutto in montagna, ma in questi giorni era qualcosa di particolare. Ci parlavamo molto, mi diceva di rallentare in bici o nei tratti corribili e io facevo la stessa cosa nei tratti difficili in montagna quando non mi sentivo sicuro. Nella parte in bici gli ho dato una mano facendolo stare a ruota e lui invece nelle parti in quota, soprattutto il Cervino, che era la parte più impegnativa, ha proprio fatto la guida, mi ha proprio aiutato.

È filato tutto liscio o ci sono stati momenti difficili?

I primi 3 giorni abbiamo avuto bel tempo, mentre martedì sul Bianco in realtà c’è stato brutto tempo, abbiamo pensato più volte di fermarci, è stato delicato. Credo però che questa preoccupazione dovuta al meteo abbia reso ancor più emozionante il nostro arrivo in vetta, infatti quando ci siamo arrivati ci siamo messi a piangere entrambi.

 

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Quanto aiuta psicologicamente essere in montagna con un amico guida che sta condividendo l'impresa con te?

Pietro è veramente una guida super, anche affrontando il Cervino non ero per nulla preoccupato, sapevo che mi aspettava qualcosa di non semplice ma ero con una persona molto competente e quindi non correvo il rischio di “impanicarmi”.

Quanto è stata pesante la preparazione e come si è svolta?

La preparazione non è stata troppo pesante, abbiamo fatto dei bei giri in montagna unendoci la bici, mentre una parte che è stata stressante è stato decidere quando partire, avevamo due problemi.
Prima di tutto dovevamo guardare il meteo e trovare quattro giorni di bel tempo, però le previsioni non sono così affidabili, non c’è stato un periodo di alta pressione per tanto tempo. Con un meteo un po’ ballerino dovevamo sapere che dal giorno che prendevamo la decisione per almeno sei giorni doveva fare bello sul Bianco. Il secondo problema era che dovevamo tener conto delle condizioni delle vie. Il Cervino è andato in buone condizioni tardi e quindi abbiamo dovuto aspettare che andasse via la neve, al contrario il Bianco più aspetti e più la via che parte dal Rifugio Gonella diventa delicata perché ci sono grossi crepacci sul ghiacciaio. La situazione non era facile da gestire e una scelta sbagliata poteva compromettere tutto, alla fine siamo partiti sapendo che avremmo avuto tre giorni di bel tempo e il giorno del Bianco ci sarebbe stata instabilità meteo, non sapevamo quanto. Poi per fortuna in confronto a quello che era stato previsto, le condizioni erano migliori e così siamo riusciti a completare il nostro “4 x 4000”.

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