DNF
DNF
Nella mia piccola carriera di trail runner non mi era mai successo di ritirarmi. Così il fallimento alla LUT è stata per me una cosa nuova che mi ha fatto pensare parecchio. Quindi vi chiedo quali sono le vostre esperienze, quando e perché vi siete ritirati, e vi sono cause più "onorevoli" per ritirarsi e altre meno? Cosa ne pensate? La lunghezza e la fatica di queste gare mi toglie lucidità, quando ci ripenso, per cui non riesco a capire la vera causa profonda che mi ha fatto mollare, e cioè, è doveroso arrivare stremati per ritirarsi con la coscienza pulita, o forse mi sono risparmiato troppo e invece dovevo spingermi più vicino al limite, rischiando di finire in quella tendopoli incartato come un cioccolatino? 
Re: DNF
Io mi sono ritirato tre volte. Due volte alla Trans D'Havet e una alla LUT. Con il senno di poi l'unica gara in cui avrei potuto arrivare è stata la prima TDH: avevo male ad un piede ma forse potevo provare ad andare avanti. Ho pagato la poca esperienza in gare simili. Le altre due volte non avrebbe avuto senso. La cucinata alla LUT l'ho scontata per mesi (secondo ritiro alla TDH compreso): ci avrei rimesso la salute. Nessun rimpianto.
Re: DNF
Ritirato nel 2013 alla mia prima Maremontana (quella infausta con Ponzo che ha perso la vita), a metà percorso ho seguito quello che faceva la maggior parte dei runner soprattutto per insicurezza. A posteriori ho fatto bene, avevo poca esperienza con il freddo, scarpe di m**da, ho capito dopo che avevo preso molto freddo e che sarebbe stato un rischio andare avanti.
Ritirato al CRO 2015, l'edizione caldissima, il vero problema qui è stato un fastidio al poplite che mi ha costretto a camminare gli ultimi KM per arrivare a Breil, non riuscivo a correre nemmeno in discesa, ero stremato sia beninteso ma ho trovato inutile trascinarmi con un fastidio serio. Tecnicamente questa edizione non me l'hanno contata come DNF e sui record risulto finisher della 80KM, comunque per me DNF.
In entrambi i casi per me opportuno e saggio ritirarsi, in entrambi i casi ho timbrato la gara nell'anno successivo (in realtà nei 2 anni successivi) a mo' di rivalsa del fallimento!
Comunque vedo anche chi si ritira tranquillamente e un po' li invidio, se posso in fondo ci arrivo!
Ritirato al CRO 2015, l'edizione caldissima, il vero problema qui è stato un fastidio al poplite che mi ha costretto a camminare gli ultimi KM per arrivare a Breil, non riuscivo a correre nemmeno in discesa, ero stremato sia beninteso ma ho trovato inutile trascinarmi con un fastidio serio. Tecnicamente questa edizione non me l'hanno contata come DNF e sui record risulto finisher della 80KM, comunque per me DNF.
In entrambi i casi per me opportuno e saggio ritirarsi, in entrambi i casi ho timbrato la gara nell'anno successivo (in realtà nei 2 anni successivi) a mo' di rivalsa del fallimento!
Comunque vedo anche chi si ritira tranquillamente e un po' li invidio, se posso in fondo ci arrivo!
Re: DNF
Le volte che mi sono ritirato è stato quasi sempre per problemi a tendini o infiammazioni simili, cose che so per certo che se avessi continuato per altri 10-20 o più km poi sarei dovuto stare fermo chissà quanto per recuperare. Quindi si, ti girano le balle non poco a fermarti, però se pensi che rischi di farti dei danni fisici abbastanza seri ad andare avanti, capisci di aver fatto la cosa giusta..
Ad esempio a questa LUT mi sono fermato a 75km, bandelletta dx dolorante non riuscivo neanche a corricchiare in discesa, fossi andato avanti forse trascinandomi a stento l'avrei finita ma poi sarei dovuto stare fermo minimo un mese per far passare l'infiammazione..
Un'altra volta che ricordo bene è stata la mia prima Maremontana 45km , mi sono fermato a 40km
sempre per la bandelletta, non riuscivo a fare più un passo avanti e usavo i bastoncini come stampelle in discesa

Ad esempio a questa LUT mi sono fermato a 75km, bandelletta dx dolorante non riuscivo neanche a corricchiare in discesa, fossi andato avanti forse trascinandomi a stento l'avrei finita ma poi sarei dovuto stare fermo minimo un mese per far passare l'infiammazione..
Un'altra volta che ricordo bene è stata la mia prima Maremontana 45km , mi sono fermato a 40km
Re: DNF
Per me funziona così: la testa cerca un sacco di alibi fisici per ritirarsi... poi, lucidamente, io so bene se sono ceduto di testa o di fisico.
Devo dire anche però, da psicologo, che non è che il cedere di testa sia, alla fine della fiera, meno degno di una caviglia che scavalla o un muscolo che si indurisce... fa parte anche lei della nostra povera carcassa da portare all'arrivo e anche lei ha il diritto di dire la sua. Riuscire a capire se valga la pena tener duro o continuare è esattamente come quando si decide se camminare su una storta o no.
Un aneddoto triste: al mio primo ritiro (TDH 2015) un mio amico riuscì a finire. Lo chiamai per fargli i complimenti e lui, invece, era sconsolato perché, diceva, aveva finito solo perché gli era mancata la forza di ritirarsi quando tutto gli diceva che era meglio farlo. Mi disse che invidiava il fatto che io avessi avuto il coraggio di fermarmi, di non vergognarmi con gli altri di non avercela fatta. Il mio amico si è tolto la vita due mesi dopo.
Perché lo racconto?
Perché alle volte attacchiamo a quella finish line significati che poco hanno a che fare con il gesto sportivo. Ne abbiamo parlato tante volte anche qui sul forum: se facciamo dipendere quello che siamo, quello che pensiamo di essere, dalle nostre prestazioni in gara... beh, forse la corsa non è la soluzione e il coach non è il primo specialista a cui vale la pena rivolgersi.
Devo dire anche però, da psicologo, che non è che il cedere di testa sia, alla fine della fiera, meno degno di una caviglia che scavalla o un muscolo che si indurisce... fa parte anche lei della nostra povera carcassa da portare all'arrivo e anche lei ha il diritto di dire la sua. Riuscire a capire se valga la pena tener duro o continuare è esattamente come quando si decide se camminare su una storta o no.
Un aneddoto triste: al mio primo ritiro (TDH 2015) un mio amico riuscì a finire. Lo chiamai per fargli i complimenti e lui, invece, era sconsolato perché, diceva, aveva finito solo perché gli era mancata la forza di ritirarsi quando tutto gli diceva che era meglio farlo. Mi disse che invidiava il fatto che io avessi avuto il coraggio di fermarmi, di non vergognarmi con gli altri di non avercela fatta. Il mio amico si è tolto la vita due mesi dopo.
Perché lo racconto?
Perché alle volte attacchiamo a quella finish line significati che poco hanno a che fare con il gesto sportivo. Ne abbiamo parlato tante volte anche qui sul forum: se facciamo dipendere quello che siamo, quello che pensiamo di essere, dalle nostre prestazioni in gara... beh, forse la corsa non è la soluzione e il coach non è il primo specialista a cui vale la pena rivolgersi.
Re: DNF
Quoto a 100%.El_Gae ha scritto: Perché alle volte attacchiamo a quella finish line significati che poco hanno a che fare con il gesto sportivo. Ne abbiamo parlato tante volte anche qui sul forum: se facciamo dipendere quello che siamo, quello che pensiamo di essere, dalle nostre prestazioni in gara... beh, forse la corsa non è la soluzione e il coach non è il primo specialista a cui vale la pena rivolgersi.
Prima la gioia di esserci! Ringraziamo che abbiamo la fortuna di fare certe cose aldilà dei successi discutibili.
Il processo di essere "the best we can be" é molto più importante del obiettivo di essere "the best".
Re: DNF
Credo che la nostra visione di tipo occidentale e cristiana di divisione tra corpo e anima (mente), sia quella che ci frega. Noi pensiamo di essere la nostra mente, mentre il corpo è solo uno strumento da suonare. Quindi se è il corpo a cedere, ci sentiamo deresponsabilizzati rispetto al fallimento, mentre se è la mente a mollare, allora ci sentiamo coinvolti in prima persona. Poi la mente è ingannevole, quindi se le diamo ascolto quando ci convince a desistere, allora poi a posteriori ci sentiamo poco furbi, non abbiamo saputo vedere che stava bluffando.
Appena avrò un po' di ispirazione vi racconterò perché mi sono ritirato alla LUT, solo il viaggio per arrivare a Cortina ha materiale sufficiente per un paio di film fantozziani
Appena avrò un po' di ispirazione vi racconterò perché mi sono ritirato alla LUT, solo il viaggio per arrivare a Cortina ha materiale sufficiente per un paio di film fantozziani