RICORDANDO LA SKYMARTHON PIU' ALTA DEL MONDO
Nell'ottobre di 25 anni fa si corse la maratona più alta del mondo. Non molti se ne ricorderanno, specialmente i più giovani, anche perché ne fu fatta una sola edizione.
Organizzata dai fondatori del movimento skyrunning, faceva parte della “Sky’s the Limit Series”. Si svolse sull'Altopiano del Tibet, uno dei luoghi più spettacolari del mondo, a un'altitudine di 5.200 metri.

L'americano Matt Carpenter – l'uomo più veloce della terra a questa altitudine. Fila Top Marathon, Tanggu La, Tibet, 1995. ©FSA
Secondo e terzo si classificarono l'americano Robb Reece e lo Spagnolo Josep Olle Sanchez, che terminarono con uno sprint all'adrenalina. Alla fine solo quattro secondi separarono i due.
L'italiano Bruno Brunod, che aveva appena stabilito il record del Cervino, giunse quarto, precedendo Fabio Meraldi, che deteneva i record di Courmayeur-Monte Bianco e quello del Monte Rosa. Dietro di loro arrivarono Giovanni Martino e Matteo Pellin. Tutti i sette skyrunners finirono la gara sotto le quattro ore.
Questi risultati incredibili da parte del Fila Team’ era solo l'ultima parte del progetto Peak Performance Project organizzato dal fondatore dello skyrunning Marino Giacometti per studiare i limiti di resistenza umana in altitudine.
Tutti e sette gli skyrunner si prepararono per la gara durante un periodo di tre settimane al laboratorio scientifico del CNR (conosciuto anche come la Piramide dell'Everest) ad una altitudine di 5.050m. Qui furono sottoposti a una serie di test fisiologici e psicologici, sviluppati dai ricercatori guidati dal dott. Giulio Roi. All'altitudine di 5.000 metri la pressione dell'aria si riduce del 45%, con un impatto sulla "normal” velocità dell'atleta. Dopo un adeguato acclimatamento e un apposito allenamento gli studi hanno mostrato una riduzione del 38% rispetto la velocità a livello del mare.
Sono passati molti anni da quell'ottobre 1995, ma la visione di Giacometti che ha dato origine allo Skyrunning, in cui si uniscono sport, scienza e avventura, ha fatto davvero tanta strada e dimostra ancora oggi non c'è nessun limite eccetto il cielo.



