Oh mi è venuta lunga, azzi vostri!
Parte 1)
Era una di quelle gare che avevo adocchiato già tanti anni fa. Son quelle che piacciono a me, tecniche, tanta quota, non troppa gente, posti belli e magari anche un po’ fuori mano.
Poi per un motivo o per l’altro il programma era sempre cambiato, nel frattempo sono diventati UTMB e la lunga si è…..allungata

La stagione per me è stata anomala, tanti piccoli acciacchi, praticamente quasi nessuna gara, un solo lungo con buon dislivello 3 settimane fa. Unica nota positiva qualche chiletto perso, che non fa mai male.
Sono realista e mi faccio un programma molto prudente, ho un compare, quello che ha gli amici spenti ed è troppo innamorato del Tor per non reiscriversi, decidiamo di non tirare all’inizio e poi se ci si ritrova insieme ci si farà compagnia.
Arriviamo nel tardo pomeriggio alla consegna pettorali, fila lunghissima! E meno male che sono Svizzeri e ci hanno obbligato a segnare l’orario del ritiro…..
Vedo però qualcuno che supera la fila e da buon italiano provo a seguire. Effettivamente c’era un cartello “bibs” e noi eravamo nella fila “information”, fattosta che in 1,5 minuti usciamo braccialettati.
Saliamo in paese e ci facciamo ingolosire da un autosilo a 20fr al giorno e da un ristorante italiano a 38fr per un piatto di pasta!
In partenza siamo pochi ma tanti ci sembrano giovani e atletici, sarà tutta apparenza? La notte si presenta stellata, fresca e con una gran lunona. Meteo ideale fino a domenica, si sale veloci, forse troppo ma io da vecchio volpone guardo i battiti e rallento. Si va quasi in cresta e si fa tutto l’anfiteatro prima di ridiscendere. Al primo ristoro mangio tanto, purtroppo non hanno acqua minerale e la coca e solo Cola. Discesa prima tecnica e carina, poi si va su strada, brutta e noiosa, corriamo a 6km/h di media per quasi 15km ma prima ci passano in tanti e dopo arriviamo al primo cancello con solo poco meno di un’ora di vantaggio, mi sa che ci sarà poco tempo da perdere.
A Campex abbiamo recuperato qualcosa sul tempo ma perso ancora posizioni. Poco male, il posto è bellissimo e ci aspetta la salita più lunga ma probabilmente più bella, si arriverà a quasi 3’000 metri e sicuramente prendendola piano ma costante non avremo problemi.
In uscita dal ristoro tremo dal freddo e corro per un paio di chilometri per scaldarmi e soprattutto per seminare il compare

La salita è effettivamente tecnicissima, massi e catene non mancano e la cabane di Orny non si vede mai. Ci mettiamo 3h30 per arrivare e l’ansia del cancello sale, il posto è però meraviglioso, con una vista fantastica sul ghiacciaio e su una parte del massiccio del Bianco che difficilmente si vede da questa angolazione. Quando arrivo sono felice ma il ristoro mi deprime, cola finita, the finito, solo brodino e abbiamo quasi 15km per arrivare a La Fouly. Meno male che il cancello sembra lasco, ho ben 4h30 per arrivare, quasi tutta discesa, che sarà mai? Ecco ci metterò più di 3h30, discesa prima tecnica e dopo tecnica, poi ancora tecnica. Meno male che all’inizio i panorami sono mozzafiato e poi nel bosco si sta freschini.
Ormai conosco gli organizzatori, so che i cancelli si allergheranno e potremo rilassarci. Sì col cactus!
Per arrivare al Gran San Bernardo ci aspettano 14km di salita, sotto il sole e senza ristori. Vado in crisi, nausea, mi fermo mille volte (eppure recupererò, non so come, 30 posizioni. C’è sempre chi sta peggio) e arrivo ancora con meno di un’ora sul cancello. Vengo avvicinato da una dottoressa che mi guarda storto….sei italiano? Sembri pallido. Ma va? Ho solo passato tre ore a camminare e vomitare. Bevi del brodo con il sale. E ce lo mette lei, una bustina intera! Sta giù. Vabbè riparto. Immagino che Amicispenti non arriverà in tempo, sono solo e a metà gara.
Bourg S. Pierre è la base vita, da altimetria tutta discesa, in realtà bastava guardare il roadbook per capire che ci sono comunque più di 1000 metri di dislivello. Il problema è che i sentieri non mollano mai, se non a tratti non ci si può rilassare. In teoria, da programma prudente, sarei dovuto arrivare con 3/4 ore in modo da poter fare tutto con calma. In realtà arrivo con poco più di un’ora, mangio veloce e a fatica la prima ed unica pasta della gara, mi cambio di fretta ed esco pronto per la notte con solo una ventina di minuti che stanno già togliendo le tovaglie dai tavoli. Che ansia! Peccato perché i posti sono davvero belli ma c’è poco tempo per goderseli.