arte di "lunga distanza"

Due chiacchiere al bar
murasaki
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arte di "lunga distanza"

Messaggio da murasaki »

Per concludere il Tor des Geants ho impiegato 102 ore e mezza.
Più o meno il tempo che l'artista americana di origine coreana Miru Kim impiegherà per portare a termine la sua ultima performance.
Questo mi fa riflettere sugli artisti "di lunga distanza", impegnati in azioni che durano più giorni, e che ricercano, con le loro modalità, di forzare determinati limiti.
Anche loro "Giganti".

Miru Kim, trascorrerà 104 ore in una gabbia, completamente nuda, assieme a due maiali.
Non alla prima esperienza con gli animali, Kim porta avanti da alcuni anni il progetto "The pig that therefore I am", che prevede un'immersione totale nella vita dei suini.
Stavolta l'artista fa tappa alla fiera d'arte contemporanea Art Basel di Miami con la performance "I like pigs and pigs me".

Nella galleria potrei metterci altri due bei personaggi.

Joseph Beuys, nel 1974, passa tre giorni in una galleria, con un coyote selvaggio.
La performance si intitola "I like America and America likes me. L'artista riuscirà alla fine a ottenere la fiducia dell'animale che finirà per sdraiarsi accanto a lui.

Tre giorni anche per Marina Abramovic, in Balkan Baroque, seduta su un mucchio di ossa animali sanguinolente che verranno lucidate a poco a poco.

Ancora Abramovic, in "coppia" con Ulay, che, coppia anche nella vita, e in crisi, partiti dai due capi della Grande Muraglia in Cina, si incontrano a metà strada per dirsi addio!

Naturalmente ci sarebbe tanto altro da annotare, ricercando un po'.
Anche un Herzog, che, provocatoriamente (ma fino a che punto?), afferma che per fare il regista bisognerebbe fare un viaggio a piedi da Parigi a Kiev (cito a memoria).
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Filo
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Re: arte di "lunga distanza"

Messaggio da Filo »

Sono convinto che anche portre a termine il TOR sia arte!

Anzi credo che il trail sia arte. Cerco di spiegarmi meglio.
Recentemente ho fatto una mezza maratona dopo tanto tempo che non correvo su strada. E' bastato impostare una velocità adeguata e senza particolori accorgimenti sono arrivato al traguardo.
Nel trail la varietà del percorso e i possibili contrattempi sono talmente tanti che è necessaria una profonda interpretazione del percorso e delle proprie forze per arrivare al traguardo.
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deeago
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Re: arte di "lunga distanza"

Messaggio da deeago »

Filo ha scritto:Sono convinto che anche portre a termine il TOR sia arte!

Anzi credo che il trail sia arte. Cerco di spiegarmi meglio.
Recentemente ho fatto una mezza maratona dopo tanto tempo che non correvo su strada. E' bastato impostare una velocità adeguata e senza particolori accorgimenti sono arrivato al traguardo.
Nel trail la varietà del percorso e i possibili contrattempi sono talmente tanti che è necessaria una profonda interpretazione del percorso e delle proprie forze per arrivare al traguardo.
Kilian, che oramai darebbe lezioni a Kant se potesse, scrive che la corsa (in montagna) e` un'arte, in cui l'autore e l'opera sono la stessa cosa.

Detto questo, massimo rispetto a chi prepara anche i 100m piani perche` dietro ai 10-12 secondi di gara ci sono ore di sofferenze molto intense.
E comunque la tua mezza "facile" ha un ritmo che io farei fatica a tenere per 2 km... :mrgreen:
BeppeGM
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Re: arte di "lunga distanza"

Messaggio da BeppeGM »

Filo ha scritto:Recentemente ho fatto una mezza maratona dopo tanto tempo che non correvo su strada. E' bastato impostare una velocità adeguata e senza particolori accorgimenti sono arrivato al traguardo.
La chiave di tutto sta in quella parola *adeguata*.
Adeguata per cosa? Dipende dall'obiettivo: nel trail spesso l'obiettivo è arrivare in fondo.
Su strada l'obiettivo è il tempo. E in questo caso contano anche i secondi.
Se imposti una mezza o una maratona qualche secondo al di sotto delle tue potenzialità diventa una passeggiata. E come giustamente dice filo al traguardo ci arrivi "senza particolori accorgimenti".
Se però interpreti la corsa su strada con l'obiettivo temporale (e secondo me la corsa su strada ha senso solo così, a differenza del trail dove ci sono anche altri aspetti) allora diventa un'arte ancora più sottile e complicata del trail: se vuoi finire nel *minor tempo possibile* devi riuscire ad impostare la massima velocità che riesci a mantenere praticamente inalterata per tutta la durata della corsa.
Se vai troppo piano hai toppato perchè avresti potuto fare meglio.
Se vai troppo forte hai toppato perchè sbatti contro il muro e ti tocca rallentare.
Quella della corsa su strade è un'arte "millimetrica" dove bisogna usare il bilancino e essere "perfetti".
Secondo me l'artista non si valuta per la "quantità" di fatica che fa ma per la "qualità", il "tocco magico", quel qualchecosa che solo lui sa aggiungere... Per questo io di artistico nel trail ci vedo poco: il trailer assomiglia più a un mulo e a volte conta di più chi muore per ultimo... (ecco perché mi piace il trail :lol: )
Se vogliamo cercare l'arte nella corsa in montagna secondo me dobbiamo guardare alle skyrace dove certe discese si che sono opere d'arte!
deeago ha scritto:E comunque la tua mezza "facile" ha un ritmo che io farei fatica a tenere per 2 km...
Ok, ma conoscendolo direi che se si prepara bene filo ci mette 3-4 minuti in meno.
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Gaggio
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Re: arte di "lunga distanza"

Messaggio da Gaggio »

L'Arte è la tecnica che produce-crea-coglie qualcosa che incarni il Bello, l'Assoluto, , la Verità..."Dio": tutto quello che trascende la condizione mortale, egoica, dell'uomo.
L'Arte è proprio il segno che manifesta e cerca di superare tale differenza - la Distanza - tra l'individuo e il "tutto".
Attraverso l'Arte, l'uomo vuole innalzarsi, salire verso quel cielo in cui ha storicamente posto quanto vi sia più importante e migliore di lui. Non è un caso che tutti i luoghi sacri, mistici, sono posti sempre in alto, sulle vette.
Sarà questa metafora esistenziale, il motivo per cui amiamo scalare - camminando, correndo, arrampicando - le montagne?
L'Arte è la phatos della Distanza. La Distanza è la dimensione dell'Arte.
murasaki
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Re: arte di "lunga distanza"

Messaggio da murasaki »

Appassionante dibattito!
Proprio quello che volevo aprire con la "provocazione" delle opere artistiche di lunga distanza. Che magari a tanti possono sembrare delle assurdità, ne convengo.
Vogliatemi perdonare la posa "intellettualistica", che verrà meno senz'altro, perchè è in fondo è di noi che desideravo parlare.
Che c'azzecca l'arte con il trail?
Mi sembra che c'azzecchi e molto. Fanno testo le vostre sentite risposte.
Forse abbiamo bisogno del termine "arte" non solo per descrivere quello che facciamo (il trail), ma anche per stimolare il nostro approccio a questa disciplina.
Per quanto mi riguarda potete recuperare il mio "Topolovectopolò" dalla sezione "Mondo Trail"; poi quando tornerò a correre (momentaneamente infortunato, vittima di una "gara veloce"), quando non dovrò concentrarmi su dove mettere i piedi, vorrò pensarmi come un Beuys, una Abramovic, una Miru Kim!

Gaggio ha scritto:L'Arte è la phatos della Distanza. La Distanza è la dimensione dell'Arte.

Bella questa! Perfettamente adeguata e da salvare nel proprio diario.
Grazie.
BeppeGM ha scritto:Secondo me l'artista non si valuta per la "quantità" di fatica che fa ma per la "qualità", il "tocco magico", quel qualchecosa che solo lui sa aggiungere... Per questo io di artistico nel trail ci vedo poco: il trailer assomiglia più a un mulo e a volte conta di più chi muore per ultimo... (ecco perché mi piace il trail )
Beh, certe volte la "qualità" si trasforma in esagerazione e in virtuosismo. Per parlare in termini artistici si rischia di diventare barocchi (barocchi, non brocchi!!!!). Saranno gusti personali ma preferisco la pennellata di un Cezanne e la matericità di un Burri. Tradotto in altri termini, le sky race saranno spettacolari, ma il trail è commovente! Anche se, intimamente, in quei momenti, ci sentiamo dei "muli".

deeago ha scritto:Kilian, che oramai darebbe lezioni a Kant se potesse, scrive che la corsa (in montagna) e` un'arte, in cui l'autore e l'opera sono la stessa cosa.
Kilian, nonostante la giovane età e l'essere coinvolto in un meccanismo che trasformerà il trail in uno spettacolo (ma lo dico senza moralismo), mi sembra una persona molto saggia. Questo proviene dalla sua storia e dal contatto e amore per le montagne. E vuoi mettere il Kilian intimistico e sconfitto che, alla fine della stagione, dice che deve "tornare alla fonte". Non è un ricaricarsi di energia, come se fosse una macchina, ma di qualcosa che ha a che fare con una motivazione spirituale e la sua bellezza.
E se, in quel momento, non è un "grande artista" (come lo ritengo, comunque), è sicuramente un "grande poeta".
Filo ha scritto:Sono convinto che anche portre a termine il TOR sia arte!

Lo è sicuramente. I piedi poi, a guardarli, diventano come una tela di un Pollok!


Saluti a tutti.
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Filo
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Re: arte di "lunga distanza"

Messaggio da Filo »

Per rimanere in tema di arte e corsa in piano, c'è anche un altleta che sospeso per doping esegue una maratona su tapis roulant in 2h 30 a richiesta degli spettatori.
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Gaggio
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Re: arte di "lunga distanza"

Messaggio da Gaggio »

Filo ha scritto:Per rimanere in tema di arte e corsa in piano, c'è anche un altleta che sospeso per doping esegue una maratona su tapis roulant in 2h 30 a richiesta degli spettatori.
:shock: :?: e lo guardano correre per tutto questo tempo? mi sa che gli spettatori dovrebbero darsi al doping... di altro tipo... forse potrebbero trarne giovamento.... :lol:
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antani
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Re: arte di "lunga distanza"

Messaggio da antani »

murasaki ha scritto:Per quanto mi riguarda potete recuperare il mio "Topolovectopolò" dalla sezione "Mondo Trail"; poi quando tornerò a correre (momentaneamente infortunato, vittima di una "gara veloce"), quando non dovrò concentrarmi su dove mettere i piedi, vorrò pensarmi come un Beuys, una Abramovic, una Miru Kim!
Miru Kim la lascio pure coi suini, se correrò mai il Tor non mi piacerebbe molto immaginarmi in un porcile, anche se dopo giorni di deprivazione di sonno le allucinazioni non mancano.
I coyote mi fanno un po' paura e Joseph Beuys ho sempre pensato che avesse un'aria così sofferente!
Mia moglie mi ha atteso per 2 volte all'arrivo dell'UTMB, spero che la prossima volta non lo faccia per dirmi addio.
Scusa l'ironia, ma la performance è una forma d'arte che di solito non fatico a comprendere, ma fatico ad apprezzare.
Ad ogni modo l'importante è non cadere in mezzo ai rovi per non fare una performance degna di Franko B. (deboli di stomaco non cliccate!)
murasaki
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Re: arte di "lunga distanza"

Messaggio da murasaki »

antani ha scritto:Scusa l'ironia
Figurati, non c'è niente da scusarsi, l'ironia è il motore dell'intelligenza.
Non volevo fare delle valutazioni rispetto alle performance come forma artistica (può piacere o non piacere come modalità, e può essere capita o non capita come messaggio) ma mettere in relazione la qualità della determinazione in un contesto di difficoltà e disagio. L'arte di portare a termine il proprio progetto.
Quello che mi ha colpito è stata la quasi corrispondenza tra il mio tempo al Tor des Geants e quello dell'artista Miru Kim; la condivisione è quella della "lunga distanza" (spaziale e temporale) non di un porcile!

Franco B.: ho cliccato e mi sono informato su cosa fa questo signore, quindi mi posso annoverare tra i "forti di stomaco", ma probabilmente sarebbe diverso in un contesto "live". Che dire? Comprendo ma non apprezzo.
Preferisco una maggiore delicatezza di espressione.
E, in fondo in fondo, preferisco correre nei boschi, piuttosto che frequentare gallerie e Biennali!!!
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