ciao ELISA,
anche noi non ci conosciamo, io correvo come te in funzione delle gare punto e basta, allontanandomi da tutto il resto credendo che in questo mondo avrei trovato amici,
in realtà nel mondo sportivo su strada come sulle montagne (almeno quelle di bassa quota come le mie, insomma poco fuori strada....), di amici veri ne trovi ben pochi, fortunati quelli! così condivido in toto la tua riflessione e i tuoi shaeksperiani perchè, cosi come condivido ciò che ha scritto bigloux
che persone stiamo diventando?
la maggioranza dei podisti trailer ecc. me compresa si è fatta ormai prendere dal demone, spergiuriamo di odiare il calcio perchè c'è schifo, ci sono scommesse, partite truccate soldi che girano a palate, in realtà siamo solo invidiosi perchè il nostro mondo sportivo trail e strada che sia, è ancora peggio e sta diventando peggio del mondo del calcio...
da noi ancora non ci sono scommesse, tranne quelle fra "amici", ma ho visto anche gente "mettersi d'accordo" per un salame... peccatucci veniali, per carità, ma si sa sono poi l'anticamera di altro e se non si va oltre è slo perchè cmq ci sono ancora dei limiti. Fino al 2006 ho corso un giorno sì e l'altro pure, tutte le gare che potevo, alla partenza ci si squadrava, ci si guardava sottecchi, una volta ad una gara di fine estate pomeridiana, una di quelle garette di poco conto, una ragazza disse alla vincitrice: "Che cosa sei venuta a fare, qui? Non potevi startene a casa tua?" non pensando che quella dopo mesi di assenza totale dalle gare per un bambino nato gravemente ammalato, finalmente era riuscita con le lacrime a venire lì, per sfogarsi, cercando il nostro appoggio, l'appoggio morale di noi tapascie della domenica. E fino ad allora il nostro sport, almeno quello su strada era fatto ancora di "brava gente, sincera, sportiva, leale". Oggi dopo l'avvento di internet e dei social e forum, la competizione è diventata spietata anche se si tratta della garetta del quartierino e/o seppur si è nelle retrovie, dimentichi dei valori quali l'amicizia, la famiglia per la quale si sacrificano le migliori domeniche, gli amici.
Tempo fa qualcosa del genere l'ho letta anche su ST ove il Brogioni scriveva una specie di editoriale dove lanciava un accorato appello su "Non toccatemi Heidi" o qualcosa di simile, e ove si sentiva quasi deluso dalla perdita di valori anche nel mondo trail, da lui sempre caldeggiati...
Dal mio piccolo, dall'esperienza maturata in questo campo ormai da qualche anno, posso ormai confermare che stiamo perdendo di vista molto, anzi in alcuni casi si sono persi di vista le cose più importanti e i valori più importanti, fra cui la sportività, quella vera, quella autentica; abbiamo perso la capacità di meravigliarci, di riuscire a vedere aldilà di una maglia tecnica o di una scarpa A3/4 trail e, per ripetere una delle tue belle frasi:
"... e invece di farci avvicinare con meraviglia al mondo che ci circonda, qualche volta ce ne allontana..."
grazie Elisa per questo riflessivo post
