Non è che, semplicemente, in gara il fattore agonismo e soprattutto la sensazione del "c'è l'organizzazione, c'è il balisaggio, hanno fatto le ricognizioni: posso fidarmi" portanto a svaccare un po' troppo?
Ipotesi eh, solo un'ipotesi...pour parler.
Della tragedia in questione non conosco i dettagli, ma da quello che ho letto in giro per la rete mi sembra più che altro un brutto incidente di montagna.
Cavalls del Vent 29.09.2012
Moderatore: maudellevette
Regole del forum
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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montagnard
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- Iscritto il: 05/09/2010, 14:33
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
Non sapevo dell'accaduto. Me lo hanno detto ieri sera.
Ora mi sono letto tutti gli interventi in un boccone, anche per capire cosa è successo.
E... rimango letteralmente sbalordito...
Concordo tante cosa dette da Fluido e da altri, ma moltissime altre sono in totale disaccordo.
Faccio considerazioni random perchè no ho tempo, ma essendo un polemico di natura voglio dire la mia.
W il materiale obbligatorio
M (abbasso) i curriculum
La tipa che è morta si dice "aveva un super curriculum, ha finito questo, ha finito quello... A si? Questo è il super curriculmun per affrontare gare in quota? Il solo aver finito gare lunghe? Magari, corse con bel tempo?
I top runner nel trail sono quelli che hanno X km fatti con Y dislivello. Ossia, un maratoneta allenato. HA HA HA HA HA!
Mi viene da ridere!
Es: per la PTL serve avere in squadra un Finisher UTMB o (o Tor, APPENA MEGLIO MA NO TROPPO). Rido ancora, e magari mi incazzo pure però! Uno che fino a ieri ha fatto la maratona di Firenze, corre un UTMB con il sole, può fare la PTL, io, che non sono affatto mandracche, ma che frequento la montagna da 20 anni, in tutti i suoi aspetti estivi ed invernali, non posso!
Questi sono i requisiti SERI che il mondo del trail richiede. AAAAAAAhhh si che siamo a posto!
Organizzatori, invece di stare a chiedere i CV gare espresso in KM corsi + D+, che E' INUTILE, descrivete molto BENE IL PERCORSO, I RISCHI IN CASO DI BRUTTO TEMPO ETC ETC, poi uno decide se è in grado.
Spaventate i possibili concorrenti se questo dovesse servire ad avere gente preparata mentalmente alla corsa.
Organizzatori, invece di chiedere "una giacca adatta a condizioni di brutto tempo in montagna" che per uno che ieri ha corso la maratona di Firenze ed è sempre andato al mare, NON SIGNIFICA NULLA, chiedete SPECIFICATAMENTE un giacca impermeabile (non idrorepellente o solo antivento.... IMPERMEABILE). Uno va nel negozio e chiede: Salve mi serve una giacca impermeabile. Problema giacca risolto!
Così non si deve leggere ogni volta gente che qui chiede "ma che giacca serve x UTMB?" Ma sei impazzito mi chiedo? devi andare x 2 volte a 2500mt forse col brutto e non sai come vestirti? Stai a casa o chiedi cosa si deve fare al tuo amichetto che fa almeno del trek.
Organizzatori, NON CHIEDETE una maglia a maniche lunghe...generica, MA chiedete un micropile tecnico.
Organizzatori, FREGATEVENE di quelli che non vogliono lo zaino da 10 o 15L sule spalle, CONTROLLATE E PRETENDETE il materiale obbligatorio. l'hai? No? Ciao!
Ci sarebbe ben altro, ma ho da lavorare e poi mi incazzo troppo, quando TANTA IPOCRISIA gira.
Ora mi sono letto tutti gli interventi in un boccone, anche per capire cosa è successo.
E... rimango letteralmente sbalordito...
Concordo tante cosa dette da Fluido e da altri, ma moltissime altre sono in totale disaccordo.
Faccio considerazioni random perchè no ho tempo, ma essendo un polemico di natura voglio dire la mia.
W il materiale obbligatorio
M (abbasso) i curriculum
La tipa che è morta si dice "aveva un super curriculum, ha finito questo, ha finito quello... A si? Questo è il super curriculmun per affrontare gare in quota? Il solo aver finito gare lunghe? Magari, corse con bel tempo?
I top runner nel trail sono quelli che hanno X km fatti con Y dislivello. Ossia, un maratoneta allenato. HA HA HA HA HA!
Mi viene da ridere!
Es: per la PTL serve avere in squadra un Finisher UTMB o (o Tor, APPENA MEGLIO MA NO TROPPO). Rido ancora, e magari mi incazzo pure però! Uno che fino a ieri ha fatto la maratona di Firenze, corre un UTMB con il sole, può fare la PTL, io, che non sono affatto mandracche, ma che frequento la montagna da 20 anni, in tutti i suoi aspetti estivi ed invernali, non posso!
Questi sono i requisiti SERI che il mondo del trail richiede. AAAAAAAhhh si che siamo a posto!
Organizzatori, invece di stare a chiedere i CV gare espresso in KM corsi + D+, che E' INUTILE, descrivete molto BENE IL PERCORSO, I RISCHI IN CASO DI BRUTTO TEMPO ETC ETC, poi uno decide se è in grado.
Spaventate i possibili concorrenti se questo dovesse servire ad avere gente preparata mentalmente alla corsa.
Organizzatori, invece di chiedere "una giacca adatta a condizioni di brutto tempo in montagna" che per uno che ieri ha corso la maratona di Firenze ed è sempre andato al mare, NON SIGNIFICA NULLA, chiedete SPECIFICATAMENTE un giacca impermeabile (non idrorepellente o solo antivento.... IMPERMEABILE). Uno va nel negozio e chiede: Salve mi serve una giacca impermeabile. Problema giacca risolto!
Così non si deve leggere ogni volta gente che qui chiede "ma che giacca serve x UTMB?" Ma sei impazzito mi chiedo? devi andare x 2 volte a 2500mt forse col brutto e non sai come vestirti? Stai a casa o chiedi cosa si deve fare al tuo amichetto che fa almeno del trek.
Organizzatori, NON CHIEDETE una maglia a maniche lunghe...generica, MA chiedete un micropile tecnico.
Organizzatori, FREGATEVENE di quelli che non vogliono lo zaino da 10 o 15L sule spalle, CONTROLLATE E PRETENDETE il materiale obbligatorio. l'hai? No? Ciao!
Ci sarebbe ben altro, ma ho da lavorare e poi mi incazzo troppo, quando TANTA IPOCRISIA gira.
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
Caro Montagnard,
mi sa che non hai tutti i torti. L'equazione "esperienza= numero di gare fatte" in montagna non funziona.
Io per primo so di non avere nessuna esperienza di montagna, per cui non mi arrischio a fare gare che pur alla mia portata come kilometraggio e tempi non lo sono per difficoltà tecniche (es. Adamello).
Certo che alla Cavalls del Vent non c'erano nè le difficoltà tecniche nè quote "paurose" (si arrivava a 2400 m.)
A questo punto non serve un'esperienza alpinistica pazzesca per leggere le previsioni meteo e capire che lassù avrebbe anche potuto nevischiare...
Probabilmente l'errore della Farriol è stato quello di "giocare sul regolamento" portando indumenti che andavano bene per il (sommario) controllo dei materiali... ma non erano sufficienti per sopportare quindici ore di freddo, pioggia e neve in quota...
mi sa che non hai tutti i torti. L'equazione "esperienza= numero di gare fatte" in montagna non funziona.
Io per primo so di non avere nessuna esperienza di montagna, per cui non mi arrischio a fare gare che pur alla mia portata come kilometraggio e tempi non lo sono per difficoltà tecniche (es. Adamello).
Certo che alla Cavalls del Vent non c'erano nè le difficoltà tecniche nè quote "paurose" (si arrivava a 2400 m.)
A questo punto non serve un'esperienza alpinistica pazzesca per leggere le previsioni meteo e capire che lassù avrebbe anche potuto nevischiare...
Probabilmente l'errore della Farriol è stato quello di "giocare sul regolamento" portando indumenti che andavano bene per il (sommario) controllo dei materiali... ma non erano sufficienti per sopportare quindici ore di freddo, pioggia e neve in quota...
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
Rivolgendomi a voi esperti veri, voi che gli Ultra li fate e che in prima persona in condizioni simili ci siete stati, chiedo: ma davvero l'agonismo e la stanchezza sono così acciecanti?
Voglio dire, io in montagna ci vado da sempre, e per me vale la regola d'oro: nel dubbio, meglio tornare a casa sani e salvi con una vittoria/via/vetta/etc. in meno. Qui leggo che la perdita di lucidità gioca un ruolo importante... ma è davvero così?
Mi piacerebbe saperlo come investimento sul futuro, così saprò tenermi a bada se e quando mi troverò in una situazione del genere
Voglio dire, io in montagna ci vado da sempre, e per me vale la regola d'oro: nel dubbio, meglio tornare a casa sani e salvi con una vittoria/via/vetta/etc. in meno. Qui leggo che la perdita di lucidità gioca un ruolo importante... ma è davvero così?
Mi piacerebbe saperlo come investimento sul futuro, così saprò tenermi a bada se e quando mi troverò in una situazione del genere
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
Cianzia condivido al 100% la tua analisi, è inutile aggiungere altroCinzia ha scritto:Dico la mia….
Senza entrare nello specifico che non conosco negli eventi e x rispetto del "silenzio" lutto.
Alla fine nessuno mette in discussione che essendo adulti, vaccinati e maggiorenni, siamo NOI i primi responsabili di NOI, e fin qui non ci piove! Sperando poi che chi si avvicina a questo tipo di gare sia “preparato” almeno nelle nozioni base sulla montagna. Ma voi come avete cominciato? Tutti super preparati a ogni situazione avversa, o come credo normale, nessuno nasce imparato e lo fa sul “campo”.?
Penso però che se ci si iscrive a una competizione (essa sia Trail o Sky, di un circuito o un altro poco cambia), ci si aspetta che dove il buonsenso del "NOI" non arriva, dove "l'egoismo" agonistico ci “acceca” e non da vero risalto alle difficoltà,ai pericoli, dove il "IO CE LA FACCIO, NON MOLLO, MAI RITIRASI" non ci lascia ragionare, dopo tutto questo, arrivi lo STOP di quelli che hanno dato il via, e come hanno dato il via possono, da lucidi, esterni e sensati, dare anche lo STOP.
NESSUNA polemica o attacco, solo la consapevolezza che morire facendo ciò che ci da energia, che ci dona parte positiva della vita, NON è NATURALE!!!
AGGIUNGO: Se foste in montagna a fare un allenamento e arriva un temporale, una bufera di neve, cosa fareste? Stessa situazione in una gara, cosa fareste?
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
Si, credo che la perdita di lucidità gioca un ruolo molto importante, ma questa perdita può subentrare per diversi motivi. Principalmente per motivi fisiologici e/o psicologici.
Fisiologici. Stanchezza, stati di ipoglicemia, adrenalina.
Psicologici. Sponsorizzazione, ore impegnati in allenamento, aspettativi di altri/propri.
Io di solito utilizzo un semplice metodo per decidere se vale la pena proseguire o meno. Mi chiedo se mi sto divertendo. Se no, forse é il caso di desistere. Quest'anno al TDS quando sono arrivato a Cormet de Roselend di notte, bagnato, infreddolito, senza più cambi, coperto di fango e dopo avere visto alcune persone rischiare di brutto rotolando giù dalla discesa precedente ho deciso che non mi stavo divertendo. Mi sono ritirato (come hanno fatto quasi 500 altri). Potevo continuare e forse sarei arrivato a Chamonix ma sarebbe stato una sofferenza, un rischio e sicuramente non un divertimento.
Quindi consiglio l'uso del "divertitometro" (costa poco, sicuramente meno di tanti altri attrezzi che usiamo).
Fisiologici. Stanchezza, stati di ipoglicemia, adrenalina.
Psicologici. Sponsorizzazione, ore impegnati in allenamento, aspettativi di altri/propri.
Io di solito utilizzo un semplice metodo per decidere se vale la pena proseguire o meno. Mi chiedo se mi sto divertendo. Se no, forse é il caso di desistere. Quest'anno al TDS quando sono arrivato a Cormet de Roselend di notte, bagnato, infreddolito, senza più cambi, coperto di fango e dopo avere visto alcune persone rischiare di brutto rotolando giù dalla discesa precedente ho deciso che non mi stavo divertendo. Mi sono ritirato (come hanno fatto quasi 500 altri). Potevo continuare e forse sarei arrivato a Chamonix ma sarebbe stato una sofferenza, un rischio e sicuramente non un divertimento.
Quindi consiglio l'uso del "divertitometro" (costa poco, sicuramente meno di tanti altri attrezzi che usiamo).
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
è un punto importante....è capitato in parecchi casi di ipotermia (non so darvi però una statisica) che i cadaveri sono stati ritrovati congelati però con lo zaino pieno di indumenti che potevano salvar loro la vita...NoTrail ha scritto: Qui leggo che la perdita di lucidità gioca un ruolo importante... ma è davvero così?
Mi piacerebbe saperlo come investimento sul futuro, così saprò tenermi a bada se e quando mi troverò in una situazione del genere
Mi sembra che anche le 3 vittime al Mercantour sono state trovate così (ma potrei sbagliarmi).
Quindi, immagino che il freddo porti ad una diminuzione della lucidità repentina tale da farti entrare in un "limbo" che non sai più che pesci pigliare....e nemmeno fare le cose più scontate come quella di prendere dallo zaino gli indumenti pesanti!!!
Quì però ci vorrebbe un medico del settore per sviscerare queste questioni....
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
Purtroppo si conta e non poco, mille volte ho parlato con persone e letto sulle pagine di questo ed altri forum affermazioni del tipo "Io arrivo fino alla fine, io non mi fermo..." solo se si resta lucidi e si capisce quello che ci sta capitando ci porta a prendere le decisioni migliori... ma gli organizzatori devono guardati negli occhi e capire se hai la lucidità per fermarti o per continuare... al Tor dell'anno scorso mi sono ritirato al 102 km e solo perché la mia testa in quel momento mi ha dato la forza e la lucidità di dire mi fermo, avevo nausea giramenti di testa e pressione sotto i tacchi, per gli organizzatori potevo continuare...NoTrail ha scritto:Rivolgendomi a voi esperti veri, voi che gli Ultra li fate e che in prima persona in condizioni simili ci siete stati, chiedo: ma davvero l'agonismo e la stanchezza sono così acciecanti?
Voglio dire, io in montagna ci vado da sempre, e per me vale la regola d'oro: nel dubbio, meglio tornare a casa sani e salvi con una vittoria/via/vetta/etc. in meno. Qui leggo che la perdita di lucidità gioca un ruolo importante... ma è davvero così?
Mi piacerebbe saperlo come investimento sul futuro, così saprò tenermi a bada se e quando mi troverò in una situazione del genere
Capisco e in parte condivido il pensiero di Fluido, ma quando ti colpisce l'ipotermia o la disidratazione il tuo cervello non ragiona non riesce ad analizzare il problema e ti spinge a fare solo quello che stavi facendo...
Ti porto un esempio che mi è capitato in Namibia due anni fa, durante la seconda tappa della gara a 4 km dall'arrivo un mio amico mi ha sorpassato andava come un treno mi guarda e tira a diritto gli dico di andare di spingere quello che mi stupisce lì per lì è lo sguardo vuoto il fatto che non mi faccia nemmeno un cenno, dopo due km è caduto per terra completamente disidratato, è stato attaccato alla flebo dopo due ore di flebo gli chiedo cosa gli era successo cosa si ricordava, beh! sai cosa si ricordava di tutta la tappa? solo fino al ristoro a metà tappa da lì in poi buio, il cervello in carenza di zuccheri e sali lo spingeva a fare quello per cui era partito andando avanti come un automa senza sapere che cosa gli stava accedendo... in montagna l'ipotermia o il troppo caldo come alle porte di pietra di quest'anno ti farebbero capitare la stessa cosa, quindi in questi casi gli organizzatori hanno l'obligo di intervenire e supervisonare....
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
Vado controcorrente, come sempre...
Il materiale obbligatorio al seguito lascia il tempo che trova, giacchè non esiste abbigliamento trasportabile che ti garantisce sopravvivenza quando sei stanco e fradicio, sottozero, in una bufera a 2000 metri. La povera ragazza morta era una top-runner, una che correva per i primi posti, una che faceva parte di un Team, magari spesata e sponsorizzata, una che aveva un nome da difendere e da mantenere se voleva continuare a far parte di un'"elite". I ritirati erano in gran parte "trap"-runner e quindi gente cui importava prima l'incolumità che la prestazione ed infatti si sono fermati; non ho memoria di gente inesperta e sprovveduta che muore di freddo in un Trail, ma capita sempre e solo a gente esperta e preparata. Per i top-runner conta primeggiare ed alzare sempre di più l'asticella, come chi va in Montagna e vuole sempre di più: se non arrampichi almeno un 7° o non fai un 8000 senza ossigeno, non sei nessuno....idem nell'Ultra Trail, dove devi correre sempre: pioggia o neve non devono fermarti; tratti EEA vengono fatti di notte e chi si lamenta è trattato come una "fighetta"; l'asticella deve alzarsi sempre di più ed i top-runner non possono mancare, pena l'estromissione dai Team...a quando un 1000 km in autosufficenza nel deserto in estate, o sulle Alpi in inverno? Possibilmente con almeno 50.000+?
Il materiale obbligatorio al seguito lascia il tempo che trova, giacchè non esiste abbigliamento trasportabile che ti garantisce sopravvivenza quando sei stanco e fradicio, sottozero, in una bufera a 2000 metri. La povera ragazza morta era una top-runner, una che correva per i primi posti, una che faceva parte di un Team, magari spesata e sponsorizzata, una che aveva un nome da difendere e da mantenere se voleva continuare a far parte di un'"elite". I ritirati erano in gran parte "trap"-runner e quindi gente cui importava prima l'incolumità che la prestazione ed infatti si sono fermati; non ho memoria di gente inesperta e sprovveduta che muore di freddo in un Trail, ma capita sempre e solo a gente esperta e preparata. Per i top-runner conta primeggiare ed alzare sempre di più l'asticella, come chi va in Montagna e vuole sempre di più: se non arrampichi almeno un 7° o non fai un 8000 senza ossigeno, non sei nessuno....idem nell'Ultra Trail, dove devi correre sempre: pioggia o neve non devono fermarti; tratti EEA vengono fatti di notte e chi si lamenta è trattato come una "fighetta"; l'asticella deve alzarsi sempre di più ed i top-runner non possono mancare, pena l'estromissione dai Team...a quando un 1000 km in autosufficenza nel deserto in estate, o sulle Alpi in inverno? Possibilmente con almeno 50.000+?
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
Mi sento di quotare in toto quanto Luciano scrive...Luciano ha scritto:Vado controcorrente, come sempre...
Il materiale obbligatorio al seguito lascia il tempo che trova, giacchè non esiste abbigliamento trasportabile che ti garantisce sopravvivenza quando sei stanco e fradicio, sottozero, in una bufera a 2000 metri. La povera ragazza morta era una top-runner, una che correva per i primi posti, una che faceva parte di un Team, magari spesata e sponsorizzata, una che aveva un nome da difendere e da mantenere se voleva continuare a far parte di un'"elite". I ritirati erano in gran parte "trap"-runner e quindi gente cui importava prima l'incolumità che la prestazione ed infatti si sono fermati; non ho memoria di gente inesperta e sprovveduta che muore di freddo in un Trail, ma capita sempre e solo a gente esperta e preparata. Per i top-runner conta primeggiare ed alzare sempre di più l'asticella, come chi va in Montagna e vuole sempre di più: se non arrampichi almeno un 7° o non fai un 8000 senza ossigeno, non sei nessuno....idem nell'Ultra Trail, dove devi correre sempre: pioggia o neve non devono fermarti; tratti EEA vengono fatti di notte e chi si lamenta è trattato come una "fighetta"; l'asticella deve alzarsi sempre di più ed i top-runner non possono mancare, pena l'estromissione dai Team...a quando un 1000 km in autosufficenza nel deserto in estate, o sulle Alpi in inverno? Possibilmente con almeno 50.000+?
E' una riflessione più a 360° che parte da un episodio drammatico ma che si trasferisce tranquillamente non solo nel nostro sport ma in tanti altri aspetti della vita. Il rincorrere " l' asticella" che inesorabilmente si alza... Il doverlo fare a tutti i costi per non essere esclusi, tagliati fuori da un sistema che ci vuole sempre perfetti, al 110%... Attorno a me davvero lo percepisco spesso... e allora?... Allora ecco che diventa quasi comprensibile contemplare la possibilità di un "aiutino" ai limiti del regolamento, per cercare di rincorrere quel senso di adeguatezza che si sposta sempre più in là...