Non mi sembra che la Farriol fosse una spesata top-runner di qualche top team, ma un'onesta trailer da metà classifica (14esima su 26 donne alla Cavalls del Vent 2011, più o meno a metà classifica generale). Detto questo penso anche io che la rischino molto di più i top-trailers dei tapa-trailers: Dakota Jones stesso, che è arrivato terzo, ha affermato che se avesse rallentato il ritmo sarebbe finito in ipotermia...Luciano ha scritto: La povera ragazza morta era una top-runner, una che correva per i primi posti, una che faceva parte di un Team, magari spesata e sponsorizzata, una che aveva un nome da difendere e da mantenere se voleva continuare a far parte di un'"elite".
Cavalls del Vent 29.09.2012
Moderatore: maudellevette
Regole del forum
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
-
andrea stanco
- Messaggi: 752
- Iscritto il: 06/09/2010, 12:49
- Località: GENOVA
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
Premessa: forse sarebbe opportuno cambiare titolo a questo argomento.luciano ha scritto: Vado controcorrente, come sempre...
Il materiale obbligatorio al seguito lascia il tempo che trova, giacchè non esiste abbigliamento trasportabile che ti garantisce sopravvivenza quando sei stanco e fradicio, sottozero, in una bufera a 2000 metri. La povera ragazza morta era una top-runner, una che correva per i primi posti, una che faceva parte di un Team, magari spesata e sponsorizzata, una che aveva un nome da difendere e da mantenere se voleva continuare a far parte di un'"elite". I ritirati erano in gran parte "trap"-runner e quindi gente cui importava prima l'incolumità che la prestazione ed infatti si sono fermati; non ho memoria di gente inesperta e sprovveduta che muore di freddo in un Trail, ma capita sempre e solo a gente esperta e preparata. Per i top-runner conta primeggiare ed alzare sempre di più l'asticella, come chi va in Montagna e vuole sempre di più: se non arrampichi almeno un 7° o non fai un 8000 senza ossigeno, non sei nessuno....idem nell'Ultra Trail, dove devi correre sempre: pioggia o neve non devono fermarti; tratti EEA vengono fatti di notte e chi si lamenta è trattato come una "fighetta"; l'asticella deve alzarsi sempre di più ed i top-runner non possono mancare, pena l'estromissione dai Team...a quando un 1000 km in autosufficenza nel deserto in estate, o sulle Alpi in inverno? Possibilmente con almeno 50.000+?
Consiglio a Luciano di frequentare qualche gara, probabilmente scoprirà che i cosidetti top runner esistono solo nelle parole dei giornalisti. Persone normali, spesso con una famiglia, con un lavoro più o meno continuativo, consci e felici di vivere un momento importante della loro carriera sportiva.
Probabile che la mediatizzazione della corsa in natura spesso porti ad una equazione tipo trailer-calciatore, questo però è un errore clamoroso. I soldi sono pochi, anzi pochissimi. Alcune aziende il prossimo anno si ritirano dal'attività, altre ridimensionano. Nessuno sponsor obbliga nessuno, pochissimi guadagnano qualcosa se non i premi in palio, "asticella" e "fighetta" non lì pronuncia nessuno, neppure al bar dopo una serata alcolica. Tutti si impegnano con passione, fanno sacrifici importanti, come tutti coloro che inseguono un sogno.
Ovviamente questa è la mia opinione, ma altresì mi permetto di consigliare le parole di Dawa Sherpa (assise de 3 Settembre e conferenza stampa post UTMB) circa impegno, difficoltà e chilometraggio.
- simone brogioni
- Messaggi: 1306
- Iscritto il: 04/09/2010, 14:15
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
Anche la mia.andrea stanco ha scritto:"asticella" e "fighetta" non lì pronuncia nessuno, neppure al bar dopo una serata alcolica. Tutti si impegnano con passione, fanno sacrifici importanti, come tutti coloro che inseguono un sogno.
Ovviamente questa è la mia opinione
Però si sa, la polemica fa audience, la fatalità no....
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
Assolutamente d'accordo.simone brogioni ha scritto:Anche la mia.andrea stanco ha scritto:"asticella" e "fighetta" non lì pronuncia nessuno, neppure al bar dopo una serata alcolica. Tutti si impegnano con passione, fanno sacrifici importanti, come tutti coloro che inseguono un sogno.
Ovviamente questa è la mia opinione
Però si sa, la polemica fa audience, la fatalità no....
Nelle parole forti di Luciano però ci leggo la provocazione di quello che forse è una mentalità più generalizzata nel considerare il superamento dei limiti, troppe volte forse imposti dall'esterno, da un meccanismo perverso che ci vuole sempre e costantemente al limite, che non guidati da una vera passione frutto di una propria ricerca interiore...
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
Faccio una rapida premessa: parlo per amor di discussione, non perché abbia qualcosa di significativo da dire in base all'esperienza (che in termini di corsa in montagna è pari a zero virgola quasi nulla).
Mi stupisce il fatto che si parli dell'organizzazione, del materiale obbligatorio, delle condizioni di incapacità del soggetto (la storia della Namibia mi ha fatto rabbrividire! che roba pazzesca...), e che non si consideri l'ipotesi dell'incidente.
Questa povera ragazza ha fatto male i conti. Credeva di farcela, ma si è sbagliata. Ed è morta in montagna. E' in buona compagnia direi: sono tantissime le persone che muiono così, per un errore di valutazione. Non frequento gli Ultra o le competizioni estreme, ma quando sono in montagna mi sento completamente responsabile di me stesso, eventualmente anche delle persone che posso aiutare, l'Organizzazione mi può dar da bere e mettermi a disposizione il primo soccorso, ma sono io a dovermi salvaguardare. Fluido e altri, che sanno meglio di me quello di cosa parlano, hanno estrinsecato il problema più che a fondo. Il punto, secondo me, è che questa salvaguardia è, semplicemente e drammaticamente, fallita. Ma dare la colpa all'Organizzazione mi sembra stravolgere lo spirito di una corsa in montagna...
Mi dispiace molto per questa perdita, che è triste come tante morti in montagna, ma mi dispiacerebbe ancora di più se si finisse per distogliere il focus dal punto fondamentale: se in montagna sgarri, potresti non arrivare a raccontarlo. Se vai in montagna, tanto più a correre in mezzo al mal tempo, pensa di essere tu a dovertela levare da solo. Anche se vai a fare due passi dietro il rifugio dopo aver mangiato la polenta: non si è mai al sicuro, mai fino in fondo. Se le persone che si approcciano al trail-running terranno a mente questa realtà delle cose, forse, di tragedie del genere se ne vedranno di meno.
Se poi si corre per superare dei limiti, a tutti i costi e nonostante qualunque feedback il nostro corpo ci stia dando, beh... quella è una strategia pericolosa, non c'è altro da dire secondo me.
A.
Mi stupisce il fatto che si parli dell'organizzazione, del materiale obbligatorio, delle condizioni di incapacità del soggetto (la storia della Namibia mi ha fatto rabbrividire! che roba pazzesca...), e che non si consideri l'ipotesi dell'incidente.
Questa povera ragazza ha fatto male i conti. Credeva di farcela, ma si è sbagliata. Ed è morta in montagna. E' in buona compagnia direi: sono tantissime le persone che muiono così, per un errore di valutazione. Non frequento gli Ultra o le competizioni estreme, ma quando sono in montagna mi sento completamente responsabile di me stesso, eventualmente anche delle persone che posso aiutare, l'Organizzazione mi può dar da bere e mettermi a disposizione il primo soccorso, ma sono io a dovermi salvaguardare. Fluido e altri, che sanno meglio di me quello di cosa parlano, hanno estrinsecato il problema più che a fondo. Il punto, secondo me, è che questa salvaguardia è, semplicemente e drammaticamente, fallita. Ma dare la colpa all'Organizzazione mi sembra stravolgere lo spirito di una corsa in montagna...
Mi dispiace molto per questa perdita, che è triste come tante morti in montagna, ma mi dispiacerebbe ancora di più se si finisse per distogliere il focus dal punto fondamentale: se in montagna sgarri, potresti non arrivare a raccontarlo. Se vai in montagna, tanto più a correre in mezzo al mal tempo, pensa di essere tu a dovertela levare da solo. Anche se vai a fare due passi dietro il rifugio dopo aver mangiato la polenta: non si è mai al sicuro, mai fino in fondo. Se le persone che si approcciano al trail-running terranno a mente questa realtà delle cose, forse, di tragedie del genere se ne vedranno di meno.
Se poi si corre per superare dei limiti, a tutti i costi e nonostante qualunque feedback il nostro corpo ci stia dando, beh... quella è una strategia pericolosa, non c'è altro da dire secondo me.
A.
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
Troppe variabili, per fare congetture!
Semplicemente: SHIT HAPPENS, bisogna cercare di schivarla da soli....
Semplicemente: SHIT HAPPENS, bisogna cercare di schivarla da soli....
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
...scusa, io non so chi era la Farriol, ma Leonardo Soresi aveva scritto:" La persona morta è Teresa Farriol, gia podio nella Cavalls del Vent 2009 e 2011, finisher dell'UTMB 2011 e del Grand Raid Pyrenees 2012".biglux ha scritto:Non mi sembra che la Farriol fosse una spesata top-runner di qualche top team, ma un'onesta trailer da metà classifica (14esima su 26 donne alla Cavalls del Vent 2011, più o meno a metà classifica generale). Detto questo penso anche io che la rischino molto di più i top-trailers dei tapa-trailers: Dakota Jones stesso, che è arrivato terzo, ha affermato che se avesse rallentato il ritmo sarebbe finito in ipotermia...Luciano ha scritto: La povera ragazza morta era una top-runner, una che correva per i primi posti, una che faceva parte di un Team, magari spesata e sponsorizzata, una che aveva un nome da difendere e da mantenere se voleva continuare a far parte di un'"elite".Il fatto che una volta arrivate ipotermia e disidratazione condizionino la psiche e facciano prendere decisioni sbagliate (o nessuna decisione) è un'altra verità difficilmente confutabile.
Una così, a parer mio, è una top-runner...una che non si ferma alle prime difficoltà, una che va avanti....ora riposi in pace!
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
ma magari....non credo siano certo questi numeri ad aumentare statisticamente le tragedie in montagna...le difficoltà sicuramente ma se si corre cercando di divertirsi (anche nella fatica e nelle condizioni difficili) ma soprattutto USANDO LA TESTA...certe cose non dovrebbero succedere!Luciano ha scritto: quando un 1000 km in autosufficenza nel deserto in estate, o sulle Alpi in inverno? Possibilmente con almeno 50.000+?
Qualche anno fa in una garetta sky-race (mi pare in austria o germania)...una robetta da 15-20 km e 1000 D+ morirono in due per ipotermia!!!
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
OT
http://www.informazione.it/a/C3473A07-6 ... RTECIPANTI
fine OT
Zuspitze 2011Marietto ha scritto:...
Qualche anno fa in una garetta sky-race (mi pare in austria o germania)...una robetta da 15-20 km e 1000 D+ morirono in due per ipotermia!!!
http://www.informazione.it/a/C3473A07-6 ... RTECIPANTI
fine OT
Re: Cavalls del Vent 29.09.2012
Da quando mi sono impegnato nel trail è la prima volta che mi trovo a confrontarmi con una morte in gara, naturalmente so che non è la prima volta che ciò accade, ma leggere queste notizie quando sei "dell'ambiente" ti lascia un forte sconcerto; e in fondo la persona scomparsa, prima o poi, avrebbe potuto correrti al fianco.
E' difficile intervenire senza sapere in dettaglio ciò che è accaduto, ma uno si confronta con le situazioni in cui si è trovato in situazioni difficili, come le ha vissute, come è riuscito a superarle, cosa ha imparato da quello che è accaduto. Personalmente non mi sono trovato in situazioni drammatiche, ma soltanto difficili, in fondo gestibili; ho capito che quando si alza la nebbia, soprattutto di notte, non si vede un bel niente, anche se si conosce il percorso; e ho capito che un corpo che corre, finchè può, produce e conserva il calore, ma basta che ti fermi un attimo e tutto cambia; e le botte di freddo le ho vissute e conosciute. Cose banali in fondo, chi potrebbe negarlo. Ma bisogna averle vissute per cominciare a prendere le misure, conoscersi, e avere il buon senso di sapere cosa mettere nello zainetto.
Certe volte si sceglie di continuare perchè ti sembra la scelta migliore rispetto a fermarsi, e non tanto perchè sei un top-runner, che poi, in verità, proporzionalmente si ritirano in buon numero se le cose non girano come vorrebbero. In fondo la voglia di arrivare all'arrivo è presente in tutti, inutile negarlo. E forse tutti noi per arrivare all'arrivo prendiamo dei rischi e commettiamo leggerezze. Anche se non sarà la soluzione a tutto ciò che la sorte, malignamente, ti riserva è importante ribadire che il materiale obbligatorio è obbligatorio, e per tutti. Sarebbe eticamente ed educativamente fondamentale che anche i top non sorvolassero rispetto a questo. Poi uno, in allenamento, può anche andarsene a torso nudo se sa che il suo corpo è insensibile alle temperature o fare tutti gli "esperimenti" che vuole. Ma in gara con il nostro stile influiamo sugli altri, soprattutto se siamo degli esempi da imitare. E di questo va tenuto conto.
E' difficile intervenire senza sapere in dettaglio ciò che è accaduto, ma uno si confronta con le situazioni in cui si è trovato in situazioni difficili, come le ha vissute, come è riuscito a superarle, cosa ha imparato da quello che è accaduto. Personalmente non mi sono trovato in situazioni drammatiche, ma soltanto difficili, in fondo gestibili; ho capito che quando si alza la nebbia, soprattutto di notte, non si vede un bel niente, anche se si conosce il percorso; e ho capito che un corpo che corre, finchè può, produce e conserva il calore, ma basta che ti fermi un attimo e tutto cambia; e le botte di freddo le ho vissute e conosciute. Cose banali in fondo, chi potrebbe negarlo. Ma bisogna averle vissute per cominciare a prendere le misure, conoscersi, e avere il buon senso di sapere cosa mettere nello zainetto.
Certe volte si sceglie di continuare perchè ti sembra la scelta migliore rispetto a fermarsi, e non tanto perchè sei un top-runner, che poi, in verità, proporzionalmente si ritirano in buon numero se le cose non girano come vorrebbero. In fondo la voglia di arrivare all'arrivo è presente in tutti, inutile negarlo. E forse tutti noi per arrivare all'arrivo prendiamo dei rischi e commettiamo leggerezze. Anche se non sarà la soluzione a tutto ciò che la sorte, malignamente, ti riserva è importante ribadire che il materiale obbligatorio è obbligatorio, e per tutti. Sarebbe eticamente ed educativamente fondamentale che anche i top non sorvolassero rispetto a questo. Poi uno, in allenamento, può anche andarsene a torso nudo se sa che il suo corpo è insensibile alle temperature o fare tutti gli "esperimenti" che vuole. Ma in gara con il nostro stile influiamo sugli altri, soprattutto se siamo degli esempi da imitare. E di questo va tenuto conto.