Per le uscite 2011, se ci sono proposte siamo a disposizione per inserirle nel calendario Corse di Luna Piena. Le possono organizzare i singoli o i gruppi ( amici, associazioni, società, ecc. ) rispettando le semplici condizioni.
1) Individuazione di un percorso adatto a tutti da affrontarsi in 90 - 120 minuti
2) prevedere una persona che guida il gruppo ed una che lo chiude
2) 15 giorni prima dell'uscita, fornire una descrizione del percorso con qualche foto
3) individuare un punto di ritrovo fornendo indicazioni stradali
4) identificare un locale dove fermarci dopo la corsa che può essere una pizzeria, ristorante ecc.
inviare proposte a info@fodipe.it specificando la data scelta per la Corsa di luna piena
L'uscita ha le caratteristiche di un allenamento collettivo ad andatura accessibile a tutti ed è organizzata in occasione di ogni luna piena, in luoghi e con percorsi diversi. Lo spirito deve essere " di gruppo " e quindi si stabiliscono ricompattamenti ogni 20 minuti, per gustare in compagnia posti nuovi e per condividere in modo assolutamente spensierato l'appuntamento mensile. Non c'è nessuna quota di partecipazione, non ci sono ristori e docce e nessuna assunzione di responsabilità. E' fondamentale un minimo di preparazione. Durata 90 - 120 minuti by http://WWW.FODIPE.IT
... Moooooooolto probabilmente EMMEilio & Pietronepal"PRESENTI"
DOVE: ORE 18,50 SEDE A VALBREMBO VIA POLO CIVICO, 2 - PALESTRA A FIANCO AZIENDA NECTA ( 19,00 SI PARTE )
ORE 19,30 CAMPO SPORTIVO MONTE DI NESE - DISPONIBILI SPOGLIATOI E DOCCE ( 19,45 SI PARTE )
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come si arriva
Il Monte di Nese (frazione di Alzano Lombardo) è comodamente raggiungibile mediante la strada comunale Alzano Lombardo-Nese-Montenese-Castello (Km 15,00 circa da Bergamo).
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PERCORSO :
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Partenza dal campo sportivo di Monte di Nese in direzione Lonno per poi salire verso Salmezza su sentiero accessibile e privo di pericoli. Portare pila frontale ed abbigliamento adatto per temperature fresche.
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DOPO CORSA :
Per chi vuole finire la serata in allegria, ci sarà possibilità di una bella Pizzata in locale della zona
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ALCUNI CENNI SU MONTE DI NESE – LONNO - SALMEZZA
CARATTERISTICHE GEOLOGICHE E GEOMORFOLOGICHE
Alcuni milioni di anni fa anche il territorio compreso fra la pianura e la cima del Monte Podona, faceva parte del grande mare della Tetide, limpido, calmo e caldo, dove vi proliferavano i coralli, le conchiglie e molti esseri marini. Per l'eccessivo calore raggiunto in queste acque la maggior parte degli esseri viventi nel mare moriva, depositando l’involucro calcareo sul fondo e innalzando lentamente grandi barriere di carbonato di calcio, del tutto simili agli odierni atolli dell’Australia e del Mar Rosso. Grandi movimenti tellurici sconvolsero lo “status” e la conformazione del “Mare della Tetide”, provocando un lento innalzamento del fondale marino che determinò l’affioramento delle grandi scogliere coralline: le attuali cime della Filaressa (1229m), del Monte Podona (1227m), della Cornagiera (1312m). Gli agenti atmosferici iniziarono l’erosione della massa calcarea formando le valli che caratterizzano il nostro paesaggio. Tra questi blocchi calcarei che in apparenza appaiono identici, notiamo alcune differenze. Le più antiche e compatte sono le rocce del Castello (rocce a Dolomia) perché contengono un’alta percentuale di carbonato di calcio e che caratterizzano il suolo a tendenza acida. Le più recenti sono quelle che formano gli strati, chiari e talvolta rossastri del Monte Cavallo, sul quale prospera il bosco per la presenza di argilliti. Tra questi enormi blocchi di rocce c’è la LINEA DI FAGLIA che penetra nel terreno per centinaia di metri. Essa è ricolma di roccia triturata e friabile sempre in lento movimento. La linea di faglia passa anche da Monte di Nese e prosegue per Selvino.
LA VEGETAZIONE
Sotto il profilo botanico, la zona di Monte di Nese, nella parte bassa della conformazione valliva, è stata da centinaia di anni trasformata dall'uomo, con disboscamenti e terrazzamenti per coltivare la vite e produrre foraggio per il bestiame. In località Nese, Busa, Valle del Luio, Trevasco, ancora esistono testimonianze di terrazzamenti, anche se in parte lasciati a se stessi, e di coltivi che, sempre più pressati dall'urbanizzazione incalzante, meriterebbero una protezione dal punto di vista botanico e paesaggistico. La fascia compresa tra i 400-700 mt. circa (Monte Colletto, Monte Cavallo, Monte Ganda, Monte Valtrusa parte bassa) è occupata da densi boschi a ceppaia di CASTAGNO (Castanea sativa), con vari esemplari di ORNIELLO (Fraxinus ornus), BETULLA (Betula alba) e FUSAGGINE (Euonymus europaea). Anche qui l'azione dell'uomo, da secoli privilegiando la crescita di alberi adatti alla produzione di legna da ardere, ha impoverito geneticamente il bosco e eliminato, o quanto meno limitato, l'insediamento di essenze autoctone, quali la ROVERELLA (Quercus pubescens), impedendo tutt'ora l'evoluzione naturale del bosco ad alto fusto. Esistono inoltre, zone adibite in passato, a pascolo (Montenese-Filaressa) non sempre gestite in modo razionale, ma sovrasfruttate. I solchi provocati dagli animali che vi transitavano, hanno innescato un 1 2 lento processo di smottamento e frana, perché viene a mancare la copertura vegetale (cotica erbosa). Una più accorta gestione del pascolo potrebbe impedire questo lento ma inesorabile processo di impoverimento e degrado. Il divieto di transito imposto ai motociclisti da una ordinanza comunale dovrebbe altresì contribuire a ristabilire l'equilibrio ecologico originario.
IL BOSCO CEDUO
Da Salmezza fino a Lonno si estende il bosco, tagliato in due da un sentiero. Esso è servito all’uomo per costruire attrezzi agricoli, mobili, o per riscaldarsi durante l’inverno. Questo bosco è formato da LATIFOGLIE (alberi con foglie larghe che cadono in autunno) ed è ceduo, cioè tagliato periodicamente dall’uomo. Mancano i grossi tronchi, alti e slanciati; sono invece presenti alberelli che si sviluppano da un unico punto, la CEPPAIA. Il contadino infatti tagliava qualche tronco della ceppaia, lasciando poi che questa generasse nuovi getti (i POLLONI). Ora il bosco si sta evolvendo ad ALTO FUSTO, perché l’uomo ha sostituito il legname con materiali più attuali ed economici: il CARPINO, il CASTAGNO, il FRASSINO, la ROVERELLA, si adattano alla ceduazione, mentre la BETULLA o i cespugli di NOCCIOLO crescono liberi. Nel bosco ceduo, tra le radure, crescono cespugli di ROSA SELVATICA dai fiori rosa o rossi, la FRAGOLA, il GERANIO DEI BOSCHI dai bei colori rosa intenso; il SIGILLO DI SALOMONE dai fiori bianchi e penduli e dalle bacche nere velenose. Nelle vallette umide crescono l’AQUILEGIA rosso/bruna e l’IRIS dal fiore blu. Tra le fronde degli alberi nidifica il CUCULO, la GHIANDAIA, il PETTIROSSO, la CAPINERA, i LUI; tra le ceppaie la VOLPE e la FAINA hanno la loro tana. L’autunno è la stagione ideale per visitare il bosco, i funghi spuntano ai piedi degli alberi o sulle vecchie ceppaie: alcuni sono commestibili e rari come il PORCINO, la GAMBETTA, il GALLINACCIO, altri sono velenosi e più comuni, come alcune AMANITE e varie RUSSOLE. Tutti i funghi sono utili al bosco e non vanno distrutti: infatti le sostanze marcescenti al suolo vengono da essi trasformate in humus, prezioso nutrimento per la vita delle piante.
LA PRESENZA UMANA
Tutta la montagna che va dal Parco dei Colli a Selvino è dominata dalla presenza umana. Lo testimoniano i vari villaggi disseminati nella zona: OLERA, BRUMANO, MONTE DI NESE, SALMEZZA, LONNO. Questi paesi un tempo erano molto importanti grazie alla strada che, attraversando il Monte di Nese e Poscante arrivava in Valle Brembana. I traffici erano intensi, così come numerose erano le abitazioni, le locande e le caserme per le guardie. Olera possiede nella parrocchiale un importante dipinto del 1500 firmato dal celebre pittore CIMA DA CONEGLIANO (si pensi che dal Veneto egli si spostò nella bergamasca per dipingere in quel di Olera), ciò significa che il paese godeva di grande prestigio per i traffici e i commerci. Sparse qua e là sono le tipiche case contadine, con la stalla adiacente e costruite in pietra locale. Dopo il 1500, per la costruzione della STRADA PRIULA, le frazioni persero la loro attuale importanza. Nei paesi di Alzano Lombardo, Nembro, Albino, vennero costruite le industrie tessili (lana e seta) che attirarono la gente dalle campagne.
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L'uscita ha le caratteristiche di un allenamento collettivo ad andatura accessibile a tutti ed è organizzata in occasione di ogni luna piena, in luoghi e con percorsi diversi. Lo spirito deve essere " di gruppo " e quindi si stabiliscono ricompattamenti ogni 20 minuti, per gustare in compagnia posti nuovi e per condividere in modo assolutamente spensierato l'appuntamento mensile. Non c'è nessuna quota di partecipazione, non ci sono ristori e nessuna assunzione di responsabilità. E' fondamentale un minimo di preparazione.
"Grande"serata ieri sera.
I "FoDiPè"si confermato un grandioso e simpaticissimo gruppo di persone amanti della corsa nelle "sue"diverse...facce !
Peccato per la luna che era nascosta alla nostra vista,ma correre di notte ha sempre il suo"perverso"...fascino.
Un grazie particolare a Pietronepal & Teomatbrother,che mi hanno"illuminato"la via,in quanto avevo le pile (nuove)scariche Gran bel giro,ottimo 3T in pizzeria.
Con la speranza che la prossima Luna (sia davvero )piena !!
In bocca al lupo ragazzi, il mio spirito trail è con VOI!![/quote di EMMEM hai TRB.3V
Ieri sera "guardando"lontano mi siete venuti in mente e per un attimo un brivido lungo la schiena mi ha"trapassato"...non era il freddo era la"consapevolezza"che state realizzando un sogno...fantastico !