UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?

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leosorry
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Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?

Messaggio da leosorry »

Giancarla ha scritto: Non è bello, certo, il fatto che qualcuno agisca per interesse con la maschera del volontariato, dell'associazione ecc. ecc., però è spesso - non sempre - la nuda e cruda realtà;
Concordo con Giancarla sul fatto che è giusto che ci sia chi organizza una gara anche per fare soldi, non solo chi lo fa per "amore del trail". E' giustissimo.

Mi va meno bene che si scriva che l'UTMB è organizzato dall'associazione "Trailers du Mont Blanc" e poi scopro che i Poletti hanno la loro SRL, pardon "Sarl", visto che siamo in Francia, (è tutto vero, la società è la AUTOUR DU MONT BLANC SARL) che fattura all'associazione. Mi va meno bene che ci siano 2000 volontari sul percorso che lo fanno gratuitamente e qualcuno che guadagna anche sul loro lavoro.

Detto questo, verrò ricordato perchè nell'incontro di Morfasso avevo consigliato a diversi organizzatori di aumentare le quote di iscrizione, perchè bastavano appena per coprire le spese :lol:
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Giancarla
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Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?

Messaggio da Giancarla »

leosorry ha scritto:
Mi va meno bene che si scriva che l'UTMB è organizzato dall'associazione "Trailers du Mont Blanc" e poi scopro che i Poletti hanno la loro SRL, pardon "Sarl", visto che siamo in Francia, (è tutto vero, la società è la AUTOUR DU MONT BLANC SARL) che fattura all'associazione. Mi va meno bene che ci siano 2000 volontari sul percorso che lo fanno gratuitamente e qualcuno che guadagna anche sul loro lavoro.
Questo è indubbio. A proposito, un paio di settimane fa sono stata per conto mio sul percorso del CCC ed ho visto, in alcuni paesi, le locandine di "appello" per la ricerca di volontari. Mi è proprio venuto istantaneo e spontaneo un pensiero poco professionale, da parte mia, e forse anche un po' terra terra :roll: : "Con tutti i soldi che girano lì in mezzo, figuriamoci se vado a fare volontariato per il bene delle tasche altrui!".
Insomma: a livello di manifestazioni che richiedono una mole di lavoro tipo quella dell'UTMB, che credo impegni gli organizzatori per tutto l'anno ed anche di più, sarebbe senz'altro serio e coerente, a mio parere (parlo in generale, non in particolare per l'UTMB di cui non conosco la struttura), che esistesse un'impresa o una società commerciale a tutti gli effetti, con forma giuridica e dimensione proporzionata all'attività da svolgere, in grado di acquistare e remunerare in modo adeguato i servizi per l'organizzazione del trail. Sarebbe chiaro per tutti che quest'impresa ha come attività l'organizzazione di trail e che trae da lì il proprio profitto. Parlare di associazioni sportive, attività senza fini di lucro e volontariato, con simili dimensioni, mi sembra poco realistico...
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Giancarla
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Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?

Messaggio da Giancarla »

PS, parlando di associazioni sportive in generale, non credo di sorprendere nessuno, dicendo che, molto spesso, almeno in Italia, del nome e della forma giuridica dell'associazione si fa, in passato ed anche oggi, un uso quantomeno "disinvolto". Ad esempio, quante palestre megagalattiche sono gestite impropriamente sotto forma di associazione sportiva, con una soluzione che magari è anche incontestabile nella forma, ma è assai discutibile nella sostanza? Con questo, preciso, non sto lanciando alcuna accusa, quindi non s'incaxxino i responsabili o componenti delle ASD corrette che frequentano questo forum. Però, le perplessità di chi guarda a questo mondo con occhio disilluso sono più che giustificate.
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pollo
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Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?

Messaggio da pollo »

cubettoz ha scritto:Pollo visto che scrivi e commenti con raziocinio vorrei che esprimessi un opinione in merito al mio post del 07/09 delle 18:43 (la perte riguardante l'UTMB). Ritenendo il forum un OPEN SOURCE, magari ci esce un insegnamento per tutti.
caro cubo, più o meno abbiamo già detto le stesse cose...
premessa 1: non conosco bene quelle zone perchè non vi ho mai fatto escursioni, però in preparazione a due GTV e due UTMB ho provveduto a studiarmi le carte per bene,
premessa 2: mi reputo un meteorologo dilettante, nel senso che non mi limito a guardare i simbolini con il sole, le nubi, i fulmini e la pioggia su ilmeteo.it, ma so leggere una carta barometrica, so accedere a quello che offrono gratuitamente i siti di meteorologia in termini di carte previsionali a breve, medio e lungo termine, so leggere un radar meteo, so cosa vuol dire un servizio meteorologico professionale (per farvi un esempio gli elicotteri del soccorso alpino si muovono sulle indicazioni di radar meteo e possono operare su previste finestre di tregua tra un temporale e l’altro anche di sole mezze ore), e un pò di esperienza ce l’ho,
corollario: spero che l’organizzazione UTMB, con il budget che ha, abbia pagato un servizio meteo professionale personalizzato, altrimenti bisogna aggiungerlo alla lista del “cosa manca” e considerarlo un altro grave errore.
Dei se e dei ma sono piene le fosse, per cui questi ragionamenti lasciano il tempo che trovano, tuttavia...
Io il venerdì alle 13.00 ho fatto la mia ultima analisi meteo ed era chiaro che la notte sarebbe stata di tregenda ma con deciso miglioramento sin dalle primissime ore del mattino quindi, a mio modesto modo di vedere le cose:
partenza UTMB rinviata di una decina di ore, diciamo alle cinque del mattino, oppure, come poi è stato, alla mattina successiva da Courmayeur;
partenza TDS rinviata di un paio d’ore, non di più per evitare la seconda parte tecnica di notte, tra l’altro si è anche sentito dire che il primo rinvio della TDS era dovuto al fatto che i bus sono stati utilizzati per il rientro dall’UTMB fermata e non poteva essere garantito il trasporto dei concorrenti a Courmayeur.
Certo che uno slittamento di dieci ore della partenza dell’UTMB non puoi deciderlo lì per lì, devi averlo progettato in ogni dettaglio e devi avere una catena di comando che funziona come un orologio. Aggiungi anche che una partenza alle cinque di mattina non è la festa del pomeriggio e che i primi sarebbero arrivati di notte senza battimani del pubblico, con relativi muguni di media e sponsor. Però di nuovo, se lo hai specificato e progettato prima tutto fila liscio e anche media e sponsor lo sanno e se la mangiano, se ci metti la pezza dopo succedono i guai.
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pollo
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Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?

Messaggio da pollo »

Quanto al tema “organizzatori professionali / commerciali”, la facenda è ampia e complessa, prescinde dal caso UTMB, seppure di caso emblematico si tratta, e magari sarebbe più opportuno aprire un altro apposito 3ad. Credo che prima di esprimere giudizi lapidari sul singolo caso bisognerebbe conoscere a fondo e in dettaglio i numeri. Spesso si rischia di essere frettolosamente distratti dalle cifre eclatanti e non entrare nel merito di dettagli. Cito il Tor des Geants, in cui si è sbandierata la cifra di 300.000 euri pubblici, senza dire che 100.000 erano di sponsorizzazioni e quindi di pubblici ce n’erano solo 200.000, non pochi, ma un bel 33% in meno, e senza approfondire se la delibera di bilancio della regione li assegnava tout court o se ne subordinava l’erogazione a determinati requisiti ed adempimenti.
Lasciamo perdere le formule asd, srl, società volontarie ecc ecc, che sono modalità di semplice convenienza fiscale e marginali rispetto alle questioni di principio.
Lancio due sassi, due temi di discussione, da approfondire giustamente altrove.
1. Non tutte le gare necessitano di organizzazione professionale ed anzi la maggior parte sono frutto di passione e di volontariato, di qui certe piacevoli atmosfere ma anche una realtà di numeri, è impensabile che il trail della zucchina di montemerlo con centocinquanta atleti alla partenza possa generare guadagni tali da mettere in moto un imprenditore del trail. Esiste un limite dato da lunghezza / difficoltà del percorso e soprattutto dal numero di partecipanti al di sotto del quale l’organizzazione sarà comunque “di volontariato” e al di sopra del quale invece l’organizzazione dovrà essere per forza “professionale”: dov’è quel limite?
2. Esistono il giusto guadagno e la speculazione. Provo a fare un esempio tagliato con la mannaia: quattro Polettì si fanno il culo un anno intero a tempo pieno per organizzare la giostra, ovviamente non hanno tempo per fare un altro lavoro, e da tutta la baracca ci guadagnano duecentomila euri lordi, cinquantamila a testa. In una situazione del genere credo che sia normale che i volontari si debbano accontentare di una maglietta, della cena di fine gara e del rimborso della benzina per arrivare sul posto, oltretutto sono valligiani che magari indirettamente altrove hanno un rientro da un fine settimana di lavoro che se non ci fosse la gara sarebbe già di fine stagione con alberghi chiusi e case sfitte, e quindi vanno volentieri a fare i volontari. Se al contrario i Polettì si intascano un milione di euro, beh, allora il centone ad ogni volontario sarebbe il caso di darglielo. La domanda è: dove è il confine tra giusto guadagno e speculazione? Credo che senza vedere i bilanci della Polettì sarl sia difficile dare una risposta, però filosofi e teorici in questo forum non mancano...
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Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?

Messaggio da fabiomen »

Resoconto dei volontari del soccorso CCC2010 (dal forum Utmb):

"Ouffff c'est fini... [...]. Notre équipe de secouristes dépéchée en urgence à passé la nuit et une partie de la matinée à aller chercher des gars en perdition sur les pentes de la tête au vent. Nous avons secouru nombre de traileurs dont 6 que nous avons du brancarder jusque la Flégère en état d'hypothermie avancée à travers les torrents et les coulées de boue ainsi que veillé sous la pluie et la neige jusque 9h du matin que tous les autres n'aient pas de soucis."
" La principale qualité d'un montagnard est de savoir renoncer à temps et éviter de mettre sa vie en danger, je ne pense pas qu'il vaille le coup de mettre son integrité physique en jeu pour un défi, si important qu'il soit. Cela fait 6 ans que j'apporte mon soutien à cette course et j'ai vu des choses que je pensais impossibles et d'autres qui m'ont foutu réellement la trouille ! Jamais vu les sentiers des Tseppes s'effondrer sous les pas des trailers, jamais vu les torrents de boue et de pierres dévaler le long du sentier de la tête au vent, jamais vu un trailer au bord de l'évanouissement couché dans un lit de torrent entouré de sa couverture de survie; les lèvres et les mains violettes, ne sentant plus ses pieds et tremblant de tout son corps, et surtout c'est la première fois que j'entends le fameux "sifflet obligatoire" résonner autant de fois dans la nuit... Nous avons retenu notre souffle toute la nuit de vendredi jusqu'au samedi après le passage du dernier trailer pour rallier la Flégère, arpentants cette partie de sentier sans interruption dans le brouillard et la pluie/neige continus. Les décisions prises ont été bonnes mais la CCC fut (à notre appréciation) neutralisée un peu trop tard. Des conditions météos démentes en résumé."
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leosorry
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Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?

Messaggio da leosorry »

fabiomen ha scritto: " La principale qualité d'un montagnard est de savoir renoncer à temps et éviter de mettre sa vie en danger
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Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?

Messaggio da leosorry »

fabiomen ha scritto: Les décisions prises ont été bonnes mais la CCC fut (à notre appréciation) neutralisée un peu trop tard. Des conditions météos démentes en résumé."
Vedendo la descrizione del soccorso alpino di cosa stava succedendo sul percorso della CCC, mi sono spaventato... però anche qui mi chiedo come mai la direzione di corsa non è intervenuta prima. Probabilmente gestire quattro corse e 7000 atleti fa diventare l'organizzazione molto più lenta a reagire alle emergenze.
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leosorry
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Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?

Messaggio da leosorry »

pollo ha scritto:Spesso si rischia di essere frettolosamente distratti dalle cifre eclatanti e non entrare nel merito di dettagli. Cito il Tor des Geants, in cui si è sbandierata la cifra di 300.000 euri pubblici, senza dire che 100.000 erano di sponsorizzazioni e quindi di pubblici ce n’erano solo 200.000, non pochi, ma un bel 33% in meno, e senza approfondire se la delibera di bilancio della regione li assegnava tout court o se ne subordinava l’erogazione a determinati requisiti ed adempimenti.
No Pollo,non è così. Se leggi la delibera regionale ti accorgi che la cifra stanziata è proprio di € 308.650. Poi è vero che si è stabilito che se la gara riceve 100.000 euro di sponsor privati, il contributo regionale scende della stessa cifra. Quando è stata fatta la delibera di contributo non si conosceva "se e quante" sponsorizzazioni il Tor avrebbe avuto.

pollo ha scritto:Esistono il giusto guadagno e la speculazione. Provo a fare un esempio tagliato con la mannaia: quattro Polettì si fanno il culo un anno intero a tempo pieno per organizzare la giostra, ovviamente non hanno tempo per fare un altro lavoro, e da tutta la baracca ci guadagnano duecentomila euri lordi, cinquantamila a testa.
Vero e quotabile al 100%. Però quando per la prima volta ho letto, che dopo Michel e Catherine Poletti, anche la figlia e poi suo marito sono entrati nel "gruppo degli unici retribuiti", ho avuto la sensazione che qualcosa non andasse...Non so, non ti sa anche a te troppo di "clan familiare"? Del tipo "sistemiamo anche la figlia e il genero"... Comunque sono d'accordo con te: nulla di male nell'essere stati in grado di "vivere della propria passione"
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maxrusso
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Re: UTMB 2010 - QUALE INSEGNAMENTO?

Messaggio da maxrusso »

..leggendo quanto scrivono i volontari mi dispiace un pò meno di essere stato fermato a Vallorcine..devo dire che mentre scendevo (camminando perchè non riuscivo a stare in piedi dal fango e con gli occhiali bagnati non vedevo niente) dalla Catogne, quando una ragazza italiana mi ha detto che avevano fermato l'UTMB dopo 30 km mi son domandato perchè noi ancora stessimo correndo in quelle condizioni, e se fossimo stati considerati dall'organizzazione meno degni di tutela.
In questa gara, per la prima volta da quando corro trail, mi son reso conto realmente di quanto sia importante avere l'abbigliamento corretto; fradicio (ma non infreddolito) fino a Champex, li mi son cambiato, indossando una maglia manica lunga con zip ed una giacca in Gore-tex. Quest'ultima in particolare mi ha permesso di soffrire non più di tanto, anche se al mini ristoro della Bovine, dopo aver preso vento e pioggia gelida lungo il traverso sono arrivato tremante, tanto che una volontaria mi ha dovuto tenermi la mano ferma per versarmi del te nella tazza.
Li poi ho aggiunto dei pantaloni sotto il ginocchio e non ho avuto altri problemi particolari a parte le mani gelate anche a causa dei guanti fradici.
Sono rimasto molto colpito da gente che allo stesso ristoro era vestita con pantaloni corti e giacchini antivento assolutamente inutili in quelle condizioni e mi son domandato se non fossi io ad essere troppo freddoloso o loro incoscienti.
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