mi sono avvicinato al trail per caso e mi è piaciuto sin dall'inizio; sono stato fortunato, i primi tempi le corsette con gli amici poi i ta dove mi sono divertito molto, soprattutto ai 3t, meravigliosi, dove ho conosciuto un pò di persone, alcune, al di là della passione comune, piacevoli e interessanti altre meno, ma così è in tanti ambiti; c'era una spensieratezza che ad oggi non trovo più; ho imparato molto da quelle occasioni e per indole, l'attrazione fatale per le gare, mettermi alla prova e spostare il picchetto (dov'è il problema nel cercare di avvicinarsi al proprio limite, se questo non lede l'altrui "territorio"?, non necessariamente si vuol essere superman, banale e superficiale pensarlo) arrivare alle lunghe (mica 30, 4/5, sufficienti a sfamare il desiderio) tentare ...bestemmiare e non mollare, MAI, arrivare, provato e felice di esserci riuscito, bello, fantastico...duri i banchi pd, son guerriero, non ho bisogno del cavallo per andare alla guerra...; poi (per come la vedo) i ta son diventati "ibridi": parti assieme e...arrivi magari in tre gruppi distinti, e a tavola, attenzione non più quei momenti di convivialità al fredo e onti a magnar pan e saeame e bevar do botije de proseco e un giro de graspa, parlar di allenamenti alimentazione atrezzatura programmazione, etc etc...insomma due palle, dal mio punto di vista; quel mondo si è trasformato in "disciplina" ed ha cambiato pelle (o io ho cambiato occhiali per guardarlo) al punto tale da smuovere animi per "irregimentarlo", e le gare son diventate occasioni per “misurarselo”: ha perso, a mio avviso, quella libertà e anarchia che mi aveva attratto; già lo scorso anno in qualche gara avevo notato questo e ne avevo parlato con alcuni e di conseguenza l’occasione dove mi sono divertito di più è stato un giro in alpe con altri quattro brader teste vode dove ho fatto tanta fatica, visto posti nuovi e spettacolari, ed ogni passo un'occasione per sganassare; ed oggi? si parla (quasi) solo di...gare, gare, gare e...attrezzatura: mhhh, beo ciò; ammetto le "corte" non mi attraggono più, con quel che ho imparato ad oggi posso "disegnarmi" un percorso di 40km (per carità “dietro casa”) e non sentire la necessità del pacco gara ne seguir bandierine, dea majeta da finisher ne della birra finale e dei..."ma quanto ci hai messo?”; se sono in compagnia, forse, è meglio, ma da solo no me fa schifo e no go un rompicojoni che me dixe ogni sento metri quanta strada ghemo fato, e sempre con tutto il "necessario" dietro, senza particolari rischi o meglio "rischi misurati al mio passo", e senza la lista della spesa su quello che devo avere "obbligatoriamente meco(joni)", che garantisce solo un fuorviante concetto di sicurezza; ritrovando nella fatica una luce di gioia tengo ben presente "peggio è meglio è...meno siamo meglio stiamo", è questo cozza con il concetto di gara (dove non è che sia tutto passione e disinteresse...e far conoscere il territorio...ahahah, che puttanada giusto gli amministratori se la bevono), e siccome, anche volendolo, non posso imporre il mio pensiero, per carattere delle regole poso farghene a meno (me ne fotto) e alla domanda di kappa mi son già risposto: quest'anno una gara sola, con la stessa domanda e spirito di quando ho corso la prima tce: arrivo? ci provo!kappadocio ha scritto:...
Quindi mi domando: è veramente questo lo spirito con cui è nata e ci siamo avvicinati a questa bellissima disciplina?...
SICUREZZA - si riapra il dibattito
Moderatore: leosorry
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
forse ot (ma neanche tanto)
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
non mi interesso di statistiche ma secondo il concetto "curriculum", dovrebbe esserci solo una minima parte che "molla"; invece le percentuali, in qualche occasione anche vicino al 50%, dicono altro; un pò come i punti all'utmb: se ne hai per poterti iscrivere, significa che hai fatto un pò di gare e quindi sei preparato; invece, anche li le statistiche parlano chiaro: il curriculum non garantisce la preparazione ne tantomeno l'arrivo
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
Lo vedo un pò diverso. Il curriculum potrebbe anche suggerire che uno sa (ma non é garantito) cosa portarsi dietro e sa quando é arrivato il momento di mollare e ritirarsi.
Non mi piace molto la sistema UTMB ma bisogna darle atto che nonostante le condizioni veramente toste durante gli ultimi 3 anni (io c'ero in 2010 sul parte 2a UTMB, 2011 al UTMB e 2012 al TDS) nessuno si é fatto seriamente male. Questo credo perché quasi tutti quanti che partecipano hanno un certo esperienza di trail lunghe e in montagna - sanno quando mollare e quando continuare.
Non mi piace molto la sistema UTMB ma bisogna darle atto che nonostante le condizioni veramente toste durante gli ultimi 3 anni (io c'ero in 2010 sul parte 2a UTMB, 2011 al UTMB e 2012 al TDS) nessuno si é fatto seriamente male. Questo credo perché quasi tutti quanti che partecipano hanno un certo esperienza di trail lunghe e in montagna - sanno quando mollare e quando continuare.
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
Condivido il pensiero del kappa e quello di Martin.
Forse a molti sfugge una distinzione importante tra l'andare per montagna e il fare una gara in montagna. Mi domando in quanti in liguria domenica scorsa con un tempo da lupi si proponevano di fare 47 km di "gita turistica"........diversamente è se esiste un' organizzazione che da sostegno a una prova competitiva del genere. Se domenica scorsa tra amici in quei monti si era fissato un bel trail autogestito ..........ci sarebbe stato il classico giro di telefonate con il relativo annullamento, vorrei che rifletteste su questa cosa sempliccissima.
Forse a molti sfugge una distinzione importante tra l'andare per montagna e il fare una gara in montagna. Mi domando in quanti in liguria domenica scorsa con un tempo da lupi si proponevano di fare 47 km di "gita turistica"........diversamente è se esiste un' organizzazione che da sostegno a una prova competitiva del genere. Se domenica scorsa tra amici in quei monti si era fissato un bel trail autogestito ..........ci sarebbe stato il classico giro di telefonate con il relativo annullamento, vorrei che rifletteste su questa cosa sempliccissima.
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
http://www.sentieridimontagna.com/artic ... si-pratici
forse è il caso che qualcuno lo renda "conoscitivo"
forse è il caso che qualcuno lo renda "conoscitivo"
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
Tanto per parlare di sicurezza in montagna. Anni fa ero con l'amico Bepi (non sei veneto se non conosci nessuno che si chiama Bepi
), eravamo sul monte Padon con vista sul ghiacciaio della Marmolada, tanto per far capire la zona, eravamo sù a 2550 mt nella postazione italiana durante la prima guerra mondiale, una tranquilla camminata pomeridiana in agosto tra amici con difficoltà alpinistiche di poco conto, guardiamo verso sera (est) e vediamo nuvoloni neri che si avvicinano minacciosi, "Bepi che si fa?" "Roby si va giù al rifugio, prima che la pioggia inizi a cadere e mentre aspettiamo che finisca (al di là dei nuvoloni si intravedeva il bel tempo) ci facciamo una crostata ai frutti di bosco e una birra" "Ok, torniamo giù". Mentre torniamo giù incrociamo una coppia di ragazzi che sale, la cosa che notiamo subito sono le superga ai piedi di lei, ci chiedono quanto ci vuole per andar sù, rispondiamo che tra andare e tornare almeno mezz'ora ma visto il brutto tempo che si avvicinava e la mancanza di un minimo di attrezzatura li sconsigliamo vivamente. Del nostro "sconsiglio" non sanno che farsene e continuano a salire, noi altro non possiamo fare che raccomandar loro di stare attenti. Arrivati al rifugio, ce ne stiamo belli tranquilli al caldo, mangiamo e beviamo, facciamo due chiacchiere, dopo circa 45 minuti entrano i due ragazzi, sembrava fossero caduti nel lago sottostante, bagnati fradici, infreddoliti, lei era bianca come un cadavere, ci vedono e le parole di lui sono state "almeno ascoltavamo il vostro consiglio". Io e il Bepi non siamo i re degli 8000 ma a volte basta un pò di buonsenso. Lascio a voi ogni commento, se mai serve commentare questo fatto che mi è capitato circa 20 anni fa.
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
ma anche no...brio ha scritto:Se domenica scorsa tra amici in quei monti si era fissato un bel trail autogestito ..........ci sarebbe stato il classico giro di telefonate con il relativo annullamento, vorrei che rifletteste su questa cosa sempliccissima.
O si decide che le gare si fanno solo con il bel tempo oppure devi essere consapevole di quel che puoi trovare e questo non lo impari certo leggendo un forum o guardando la televisione, ma solamente provandolo sulla tua pelle, solo lì puoi testare i materiali e verificare le situazioni in cui potrai trovarti.
gg
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
@ Pedro ... hai perfettamente ragione! Se non corri al freddo, quando piove, di notte o da solo, che fai quando capita in gara?
Bisogna allenare anche la capacità individuale di affrontare situazioni "scomode".
@rasentin ... mi sto innamorando di te ...
Bisogna allenare anche la capacità individuale di affrontare situazioni "scomode".
@rasentin ... mi sto innamorando di te ...
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muntagnin
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
Esattamente quello che avevo detto anche prima.Pedro ha scritto:ma anche no...brio ha scritto:Se domenica scorsa tra amici in quei monti si era fissato un bel trail autogestito ..........ci sarebbe stato il classico giro di telefonate con il relativo annullamento, vorrei che rifletteste su questa cosa sempliccissima.
O si decide che le gare si fanno solo con il bel tempo oppure devi essere consapevole di quel che puoi trovare e questo non lo impari certo leggendo un forum o guardando la televisione, ma solamente provandolo sulla tua pelle, solo lì puoi testare i materiali e verificare le situazioni in cui potrai trovarti.
gg
Tornando a casa domenica con il mio amico (ritirato al 33mo km) gli ho tirato su l'umore facendogli presente che era stato un grande a ritirarsi quando non mancava poi molto e che esperienze come quella sono molto istruttive. Quando invece fai una gara splendida invece impari poco.
Quando preparavo il mezzalama sono salito da Cervinia la sera al buio mentre alla partenza pioveva e solo da 200m di quota più su nevicava. Arrivando a Plateu Rosà ovviamente tirava vento e noi siamo ridiscesi al Teodulo a dormire... Il giorno dopo siamo stati premiati da uno splendido sole e abbiamo fatto il castore.
Non è masochismo, solo che sai che se vuoi fare il Mezzalama non puoi prenotare il bel tempo e quindi devi prepararti di conseguenza.Hai poco tempo a disposizione per allenamenti di gruppo e sfruttando proprio il fatto di essere in 3 ti alleni ugualmente proprio per imparare ad affrontare le difficoltà senza pettorale o altri 500 atleti che alterano la tua percezione anche in modo grave.
In gara nello skialp ho visto troppe volte atleti ritirarsi perché consideravano quel minuto a mettersi la giacca tempo perso... E qui farei la considerazione: anche imponendo il materiale obbligatorio a cosa serve se poi molti o non sanno usarlo o non lo usano ugualmente?
Il tutto per ribadire che la competizione altera la percezione dei rischi e delle difficoltà in maniera preoccupante. E' per questo che tutti dobbiamo sforzarci di capirci ed imparare ad affrontare le difficoltà in allenamento e non in gara (ovviamente senza rischiare la pelle).
Come nessuno userebbe un paio di scarpe nuove in gara non capisco perchè debba sperimentare a correre nelle intemperie in gara. Compriamo 4 paia di scarpe a stagione e non siamo capaci a comprarci una buona giacca che dura 20 anni?
E' per questo che come dice il Kappa gli organizzatori devono mettere in atto tutti quei meccanismi che servono a preservare gli atleti da inutili rischi legati a fattori ambientali e da ...se stessi.
Questo significa fare tutto quello che fanno al malandrino e devono avere il coraggio di imporre le decisioni. Domenica a qualcuno hanno solo sconsigliato di continuare ed altri si rifiutavano di fermarsi. Le gare si fermano e ci si fa restituire il pettorale se ci si accorge che le condizioni sono mutate.
A me prima dell'ultimo ristoro avevano comunicato che avevano fermato la gara al 25mo km, io in tutta naturalezza gli ho chiesto "allora mi fermo qui? Scendo a piedi o dovete accompagnarmi?" e il volontario mi ha detto che io potevo finirla se volevo e stavo bene. Ho ringraziato e ho ripreso a correre. Ma mai mi è passata per la testa l'idea di contestare una decisione presa dall'organizzazione e sono rimasto colpito da quanti (anche semiassiderati) invece avevano contestato (e poi dopo magari a dire che non andava fatta...)
Però o accetti di subire la maleducazione, l'impreparazione e l'ignoranza della gente oppure lasci perdere e non organizzi. Aumentando il numero di praticanti aumenta di conseguenza la quota di quest'ultimi e diventa per gli organizzatori una necessità proteggere l'incolumità degli atleti e se stessi legalmente.
Alberto
Re: SICUREZZA - si riapra il dibattito
bene signori, ma tutto ciò purtroppo non è sicurezza.............come non è sicurezza fare gare che durano una eternità, con cancelli larghissimi.........perchè si vuole prendere iscrizioni che vanno da top runner a tapascioni a esperti montanari a gente che non conosce la montagna e viene dalla strada. Se io fossi un organizzatore, nella mia gara cercherei di limitare il piu possibile i rischi per i concorrenti. Partecipare ad una gara per un concorrente spesso significa addentrarsi in un territorio che non conosce.........ma consapevole che c'è anche una organizzazione che in parte lo tutela.elisa ha scritto:@ Pedro ... hai perfettamente ragione! Se non corri al freddo, quando piove, di notte o da solo, che fai quando capita in gara?
Bisogna allenare anche la capacità individuale di affrontare situazioni "scomode".
@rasentin ... mi sto innamorando di te ...