Moro e Steck aggrediti dagli sherpa

Due chiacchiere al bar
Rispondi
Avatar utente
Cris
Messaggi: 1317
Iscritto il: 04/09/2010, 21:32
Località: Firenze

Moro e Steck aggrediti dagli sherpa

Messaggio da Cris »

Moro e Steck aggrediti dagli sherpa
di Gianluca Pasini

Simone Moro e Ueli Steck ieri hanno dovuto abbandonare il loro acclimatamento sull’Everest e forse anche la spedizione che avevano in programma. E ciò a causa di un fatto senza precedenti. Non sono state le cattive condizioni meteo o fisiche a costringerli a tornare precipitosamente a campo base, ma uno scontro – fisico – con gli sherpa. Moro afferma che lui e Ueli, accompagnati da Jonathan Griffith, sono stati aggrediti in due riprese da alcuni sherpa, uno anche armato di coltello. Hanno rischiato la vita.

Il primo episodio è avvenuto a campo 3. Alcuni sherpa, impegnati a sistemare le corde fisse per le spedizioni, molto numerose, che si preparano a cercare di salire l’Everest in occasione del 60o anniversario della prima ascensione (Edmund Hillary e Tenzing Norgay il 29 maggio 1953), hanno cominciato a inveire contro Moro e Steck, arrivando anche al contatto fisico. poi hanno abbandonato il loro lavoro, scendendo. i due alpinisti hanno provveduto a sistemare le corde fisse mancanti fino a campo 3.

Quando Simone e i suoi compagni sono a loro volta scesi, a campo 2 hanno trovato ad attenderli alcune decine di sherpa inferociti. Evidentemente erano stati aizzati da quelli scesi in precedenza. Gli alpinisti hanno addirittura temuto un linciaggio. Ci sono state minacce esplicite di morte, Moro è stato anche aggredito da uno sherpa armato di coltello che ha cercato di colpirlo.Per fortuna l’alpinista italiano se ne è accorto e, girandosi di colpo, ha fatto sì che il fendente arrivasse sul fianco, all’altezza della cintura dello zaino, che lo ha protetto e gli ha evitato di riportare una ferita. Non ha però potuto evitare di restare nelle mani di quel gruppo di scalmanati per oltre mezz’ora. Sono volateanche pietre, oltre a pugni e calci. C’è stato bisogno dell’intervento di altri alpinisti perché a Moro, Steck e Griffith fosse concesso di continuare – in quale stato d’animo è ben comprensibile – la discesa.

Steck, colpito alla bocca da una pietra, appena giunto a campo base ha deciso di andarsene ed è a Kathmandu, provato dall’accaduto. Moro, insieme a Griffith, ha deciso di rimanere sul posto e di seguire gli sviluppi giudiziari, ma anche politico-diplomatici della vicenda. Tutte le spedizioni a questo punto sono ovviamente molto preoccupate. Molti sherpa sono andati a scusarsi con l’italiano, che è ben conosciuto nel Khumbu. Sono oltre 20 anni che Moro frequenta la zona e sono già 10 le spedizioni che in questo periodo ha fatto, all’Everest o al Lhotse.

I tre sherpa che hanno scatenato questa bufera, che rischia di compromettere una delle stagioni più ricche di incassi per il Nepal e per le organizzazioni che portano gli alpinisti e i trekkers all’Everest, sono stati individuati e saranno allontanati, se non imprigionati sulla base delle testimonianze.

È importante notare che Moro e Steck erano nel pieno diritto di salire la via normale nepalese. Loro avevano intenzione di aprirne una nuova o comunque diversa da quella che a ogni stagione viene attrezzata dagli sherpa. Tuttavia, per poter svolgere al meglio l’acclimatamento, hanno pagato sia il permesso di salita dell’Everest, sia quello del Lhotse. Le due vie coincidono fino oltre campo 3. Quindi Simone e Ueli erano pienamente in regola per quel che riguarda l’accesso al parco dell’Everest e la salita della più alta montagna della Terra.

Qui l'articolo
Avatar utente
iacy
Messaggi: 987
Iscritto il: 06/12/2011, 15:51
Località: Casarza Ligure

Re: Moro e Steck aggrediti dagli sherpa

Messaggio da iacy »

Ho letto ieri sera, nn riuscivo a crederci... :shock:
flavio
Messaggi: 463
Iscritto il: 06/09/2010, 13:22

Re: Moro e Steck aggrediti dagli sherpa

Messaggio da flavio »

Il dio denaro ha da tempo inquinato l'Everest.
Avatar utente
Cris
Messaggi: 1317
Iscritto il: 04/09/2010, 21:32
Località: Firenze

Re: Moro e Steck aggrediti dagli sherpa

Messaggio da Cris »

“Nessun rancore, resto per l’elicottero”
di Gianluca Pasini

È stata una giornata intensa, di incontri. Informali e formali. La cosa più importante è stata la riunione qui a campo base con tutti i capospedizione e i capi degli sherpa. Per mettere un punto fermo dopo quello che è avvenuto. Per dirci tutti quanti che, indipendentemente dalle possibili colpe, non può e non deve mai più verificarsi una spedizione punitiva come quella di cui siamo stati vittime io, Ueli Steck e Jon Griffith. Tutti hanno da perdere da una cosa simile. In particolare gli sherpa, l’immagine del Nepal. Ho incontrato davanti a tutti lo sherpa che più mi aveva menato a campo 2. Oltre tutto, è saltato fuori che è anche un mezzo parente del capo degli sherpa della spedizione più numerosa. Che è un mio grandissimo amico. E che era disperato, perché sapeva bene di doverlo cacciare, ma sapeva anche cosa significa ciò per il punito, che dei soldi di questo lavoro ha bisogno per la famiglia.

Nella riunione, per prima cosa, abbiamo concordato che non avremmo denunciato nessuno. Perché la denuncia significa certamente finire in prigione e qui la galera è davvero pesante. Non abbiamo preteso neanche alcun provvedimento pubblico e umiliante per qualcuno. Le eventuali punizioni le abbiamo lasciate alla discrezionalità dei capi sherpa. Saranno loro ad allontanare coloro che riterranno debbano essere allontanati. Si tratta comunque di una punizione molto pesante per uno sherpa. Significa anche dover ricominciare da capo la gavetta di questo lavoro.

> Quello sherpa l’ho abbracciato davanti a tutti, dopo avergli messo al collo una kata, la sciarpa bianca tibetana. Lui era lì mogio mogio, a testa bassa. Non se lo aspettava proprio. Gli ho detto: ‘Guarda che ci è andata bene. A te perché non mi hai ammazzato e a me perché non ho reagito aggredendoti’. Per questo l’ho abbracciato.

> Io penso che non conta cercare le colpe. Quello che è successo è stato soltanto il frutto di 20 anni di tensioni qui all’Everest. E l’ho detto a tutti. Non è che, perché siamo famosi, io e Ueli adesso ci carichiamo tutta la merda accumulata in questi anni. Sono troppo cambiati i rapporti fra gli occidentali e gli sherpa. Ho ricordato a tutti che 60 anni fa erano stati proprio un occidentale e uno sherpa ad arrivare in vetta per la prima volta all’Everest, Hillary e Tenzing. Ma il rapporto che c’era nel 1953 fra loro adesso non esiste più da troppo tempo. E dopo una guerra, la pace non è una cosa che si possa fare da un giorno all’altro. Però bisogna cominciare. Quindi adesso non importa cercare di chi è la ragione e di chi è il torto. Niente giustifica quello che è successo e quindi non deve ripetersi. Quello che dobbiamo accettare è che l’Everest è di tutti: gli sherpa senza gli occidentali non avrebbero lavoro e gli occidentali quasi sempre senza gli sherpa non saprebbero andare in cima. Va ricostruito un rapporto, perché anche chi come me e Ueli sale senza sherpa sta comunque portando soldi e lavoro al Nepal.

Io non ho alcun rancore nei confronti degli sherpa. Ho incontrato anche tutti gli altri che ci avevano menato e oggi ho fatto portare via gratis dal mio elicottero due sherpa.

Alla fine dell’incontro è stato steso un documento nel quale non si fa alcun riferimento alla rissa. Vi si parla soltanto di una discussione degenerata e che viene risolta appunto con questo accordo fra le spedizioni e gli sherpa.

Però non è che potevo lasciar intendere che tutto è dimenticato. Alla fine, quando tutti avevano tirato un sospiro di sollievo, e devo dire che ho visto sherpa e sirdar piangere, ho detto che però io non potevo in 48 ore ritrovare la fiducia e l’entusiasmo per quello che ero venuto a fare. Quindi la spedizione è cancellata. Ho abbracciato tutti coloro che mi hanno aggredito. Non è stato facile, ma l’ho fatto. Però adesso resto qui soltanto per volare con il mio elicottero.

Testo dell'articolo QUI
Avatar utente
biglux
Messaggi: 2752
Iscritto il: 28/10/2010, 16:25

Re: Moro e Steck aggrediti dagli sherpa

Messaggio da biglux »

Per sdrammatizzare: forse ci scappa il Guinness World Record come rissa iniziata alla quota più elevata (7200 m)?
Testimonianza di Steck da brivido: http://www.swissinfo.ch/eng/politics/Sh ... d=35670568
Avatar utente
OrcoPino
Messaggi: 334
Iscritto il: 01/03/2011, 13:28
Località: Alpignano (To)
Contatta:

Re: Moro e Steck aggrediti dagli sherpa

Messaggio da OrcoPino »

...ma ci siamo mai visti noi europei con gli occhi di chi abita nei paesi in via di sviluppo...
...riusciamo a immaginare quello che pensano gli abitanti dei paesi come Marocco, Mauritania, Tunisia, Egitto, quando vedono turme di persone che corrono tappati come extraterrestri ?......

Bhè io penso che mi troverei in forte disagio... ed è per questo motivo che le gare nei paesi in via di sviluppo non mi attirano... quasi a non voler offendere la loro dignità con questo nostra passione verso la corsa,,,

Proiettando il discorso in NEPAL le affinità le trovo, loro, gli sherpa, a lavorare per poche soldi a quote impossibili in situazioni a rischio della vita , per pochi benestanti occidentali.... in queste situazioni tutto puo' succedere.... e a Simone Moro è andata bene.....

...ma è una mia visione da neofita di viaggi all'estero per imprese sportive....
Avatar utente
martin
Messaggi: 3317
Iscritto il: 03/10/2012, 7:27
Contatta:

Re: Moro e Steck aggrediti dagli sherpa

Messaggio da martin »

@ OrcoPino Non sono molto d'accordo con quello che scrive. Spesso il passaggio di una spedizione europea/americana/russa/giapponese/koreana é una buona opportunità per il popolo locale di guadagnare qualche soldo in più (magari quei soldi che servono per il dottore o per spedire il figlio a scuola).

Io ho fatto spedizioni sia in imalaia (pakistan, kazakhstan e cina) che in ande (bolivia, ecuador, peru, cile, argentina) e ho sempre vissuto un rapporto di rispetto e considerazioni e in alcuni situazioni anche di amicizia. Ci vuole poco per guadagnare il rispetto di un portatore, un sirdar o un cuoco. Qualche parola gentile, un sorriso, cercare un contato. Mi sono improvvisato medico per curare tagli o vesciche (non per malattie grave - non sono medico). Magari un piccolo regalo ad uno che si dimostrato più volenteroso.
Dopo una salita in Bolivia il villaggio dove abbiamo preso qualche portatore, ci ha organizzato una piccola festa. In un altro villaggio ci hanno fatto dormire nella scuola invece che mettere su le tende. In un altro ancora ci hanno fatto dormire nel forno del villaggio.
In pakistan il nostro cuoco durante il rientro ha voluto a tutti i costi presentarci alla sua famiglia quando siamo passati dal villaggio.

La situazione sul Everest é probabilmente diverso - troppo gente, troppi soldi, troppi alpinisti che alpinisti non sono, mancanza di rispetto. La maggiore parte dei pretendenti al Everest non sono all'altezza della situazione. Senza i sherpa non arriverebbero neanche al campo 3 (figuriamoci il campo 4 o la cima).

Non sono andato al Everest. Non so neanche se sarei in grado di salire. Non credo che ci andrò mai, proprio per questi motivi - troppo commerciale e troppo gente.
Avatar utente
OrcoPino
Messaggi: 334
Iscritto il: 01/03/2011, 13:28
Località: Alpignano (To)
Contatta:

Re: Moro e Steck aggrediti dagli sherpa

Messaggio da OrcoPino »

Martin ha scritto:@ OrcoPino Non sono molto d'accordo con quello che scrive. Spesso il passaggio di una spedizione europea/americana/russa/giapponese/koreana é una buona opportunità per il popolo locale di guadagnare qualche soldo in più (magari quei soldi che servono per il dottore o per spedire il figlio a scuola).

Io ho fatto spedizioni sia in imalaia (pakistan, kazakhstan e cina) che in ande (bolivia, ecuador, peru, cile, argentina) e ho sempre vissuto un rapporto di rispetto e considerazioni e in alcuni situazioni anche di amicizia. Ci vuole poco per guadagnare il rispetto di un portatore, un sirdar o un cuoco. Qualche parola gentile, un sorriso, cercare un contato. Mi sono improvvisato medico per curare tagli o vesciche (non per malattie grave - non sono medico). Magari un piccolo regalo ad uno che si dimostrato più volenteroso.
Dopo una salita in Bolivia il villaggio dove abbiamo preso qualche portatore, ci ha organizzato una piccola festa. In un altro villaggio ci hanno fatto dormire nella scuola invece che mettere su le tende. In un altro ancora ci hanno fatto dormire nel forno del villaggio.
In pakistan il nostro cuoco durante il rientro ha voluto a tutti i costi presentarci alla sua famiglia quando siamo passati dal villaggio.

La situazione sul Everest é probabilmente diverso - troppo gente, troppi soldi, troppi alpinisti che alpinisti non sono, mancanza di rispetto. La maggiore parte dei pretendenti al Everest non sono all'altezza della situazione. Senza i sherpa non arriverebbero neanche al campo 3 (figuriamoci il campo 4 o la cima).

Non sono andato al Everest. Non so neanche se sarei in grado di salire. Non credo che ci andrò mai, proprio per questi motivi - troppo commerciale e troppo gente.
Martin... è un mio problema non mi sentirei a posto con me stesso... probabilmente è come dici tu
le valli dell'everest sono diventate difficili anche per i normali turisti ... visti dagli autoctoni spesso come polli da spennare ... mah succede a volte anche in ITALIA...ahimè
Rispondi