Non corro per allenarmi. No, oggi no…
I miei passi sfilano nell’andatura sciolta di chi non insegue un futuro, di chi se ne fotte di un passato pronto a mordergli i calcagni.
Io corro. Corro e ricalco il disegno delle colline, provando un senso di formicolante leggerezza, come quando ci si innamora per la prima volta, nell'accorgermi d’essere effettivamente là, dove le montagne cominciano ad incresparsi.
C’è tanto vuoto dentro di me…
Il respiro rimbalza nell’aria; come la spuma delle onde, si attarda e si incastra fra i vapori del campo.
E mi lascio scivolare nel su-e-giù dei pensieri, quell’imprevedibile sequenza dell’essere che, piacevolmente, ti sfianca"
Lo so, apparentemente, nun ccentraunghez...ma siamo dei calderoni ribollenti (non me ne voglia il Carducci se mi rammento del "ribollir de' tini"
Soltanto pochi giorni fa, scrivevo 'ste du' rigarelle pesanti come il fango sotto alle scarpe.
Oggi, nell'esplosione dei materiali e dei borsoni, mentre navigo a vista nel turbine d'emozioni che agita il mio esistere, tali parole mi sembrano lontane...anzi, lontaaaaaane, con la A strascicata, che fa quasi l'eco, rendendo più grande la distanza.
SI PARTEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
La Corsa Bianca!
Montagna, neve, freddo, buio, slitta, porchi, luce, fatica, profumo d'inverno, sudore, tè caldo, confini di luce abbagliante, rumori morbidi, silenzi grandi...
(salsiccia e polenta, 'na birra se ci casca, pure...)
YEAH!
Per me, comunque vada, dovesse naufragare tutto per ennemila ragioni, è già stata un'esperienza incredibile:
preparare la slitta,
tornare alla montagna più da alpinista,
godere delle mie Piccole innevate, imbronciate o rosee di festa,
intricarmi l'encefalo con problemi "ingegneristici", affidando la soluzione ad altri
sentirmi svuotata di tutto, per poi trovarmi a partire più leggera che mai...


