un invito a sostenere questa petizione on line da inviare alla provincia autonoma di trento
se pensi come me che le alpi abbiano già subito abbastanza abusi e distruzioni e che ci sono modi più sostenibili e rispettosi per sviluppare reddito per le comunità alpine, ho appena firmato questa petizione: vuoi farlo anche tu?
FERMARE L’ESPANSIONE DELLE AREE SCIISTICHE IN PROVINCIA DI TRENTO
A: Giunta Provinciale di Trento; Comunità Giudicarie; Parco Adamello Brenta
Questa petizione è importante e possiamo dare una mano. Clicca qui o copia il link per saperne di più e firma:
http://www.avaaz.org/it/petition/Giunta ... P/?kyTxpbb
PETIZIONE X FERMARE ESPANSIONE AREE SCIISTICHE PROV. TRENTO
Re: PETIZIONE X FERMARE ESPANSIONE AREE SCIISTICHE PROV. TRE
...qualche anno fa, a Palù San Marco, in occasione di una LUT, mi sono trovato a guardare la Valle di San Vito con l'albergatore che mi ospitava...io gli dicevo che quella è una delle più belle zone delle Dolomiti, con un paesaggio incantato ed ancora primordiale...ad un certo punto lui mi dice:" Vero, tutto molto bello, ma però noi si fa la fame! Se almeno ci lasciassero costruire un impianto di risalita e facessero qualche pista di sci...invece niente e così non c'è lavoro: noi si sopravvive a fatica ed i figli se ne vanno a cercare lavoro altrove..."
Già, qual'è la giusta misura per preservare l'ambiente e nel contempo accontentare le richieste di chi in quell'ambiente ci vive e vorrebbe creare posti di lavoro?
Già, qual'è la giusta misura per preservare l'ambiente e nel contempo accontentare le richieste di chi in quell'ambiente ci vive e vorrebbe creare posti di lavoro?
Re: PETIZIONE X FERMARE ESPANSIONE AREE SCIISTICHE PROV. TRE
Luciano ha scritto:...Già, qual'è la giusta misura per preservare l'ambiente e nel contempo accontentare le richieste di chi in quell'ambiente ci vive e vorrebbe creare posti di lavoro?
la domanda è giusta, me la sono posta anch'io e così sono incappato in 2 libri di Enrico Camanni, alpinista, fondatore della rivista Alp, giornalista per la Stampa
(http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Camanni).
1. La nuova vita delle Alpi (Bollati Boringhieri, 2002).
quale nuova vita per le Alpi, ecosistema delicato e dunque termometro ultra sensibile dell'a poca saggezza delle società umane? Se una parte dello spazio alpino non ha venduto l'anima al mercato, altri territori hanno accettato le logiche consumistiche della pianura. Altri ancora hanno sperimentato una terza via, fatta di nuovi modelli, oggi ancora isolati, ma segni di speranza e di cambiamento. il libro lascia intendere che la nuova vita delle Alpi sarà possibile solo se si raccoglieranno la sfida lanciata dalla modernità, capace di ricondurre a sintesi il binomio tradizione-innovazione: il volume presenta dieci casi, 10 luoghi montani con una realtà in declino, per rovesciarne la tendenza.
2. Il Cervino è nudo (Liaison, 2008), riflessione antropologica su Breuil/Cervinia.Il Cervino e Cervinia.
riporto solo una frase: ''Il Cervino e' nudo perche' e' rimasto come e' stato creato, una montagna simbolo, ma anche perche' intorno e' stato svuotato dall'uomo''
insomma, leggere, sapere, informarsi e farsi un'opinione ci tiene lontani da ideologie, estremismi, bugie.
spero vivamente che tu li legga.
Re: PETIZIONE X FERMARE ESPANSIONE AREE SCIISTICHE PROV. TRE
Il turismo è un’attività economica che, promuovendo e valorizzando le risorse naturali, storiche, culturali e sociali, incentiva l’occupazione e lo sviluppo locale, ed è verissimo che in molte aree rappresenta una delle opportunità, in certi casi anche l’unica per la popolazione di poter continuare a vivere e lavorare nella propria regione. Secondo me, al concetto di sviluppo sostenibile, bisogna associare il Turismo Sostenibile, inteso come un turismo che nel rispetto degli aspetti culturali e sociali delle comunità montane, preservi e salvaguardi il patrimonio naturale e la biodiversità dei luoghi. Partendo da questi presupposti si può garantire nel tempo un esercizio sostenibile e duraturo delle attività economiche che garantiscano benefici socio-economici alle comunità montane.
Per rimanere in tema di impianti di risalita, questi sono stati definiti da molti come “il cancro delle montagne”. In molte delle valli che ho frequentato, Pratonevoso (Cuneo), Santo Stefano d’Aveto (Genova), dove sono stati costruiti impianti di risalita come se fossimo in Trentino, Veneto, ora si ritrovano mostri inutilizzati da decenni, che deturpano il paesaggio, non portando più alcun ritorno economico alla popolazione, se non addirittura scoraggiando il turismo.
A mio parere, attualmente si riscontra in molti casi un desiderio da parte del turista a rifuggire i luoghi montani che ricordano la città, ma anzi si preferisce rifugiarsi in malghe isolate o in luoghi meno civilizzati. Il Trentino Alto Adige in molte zone ha recepito questo messaggio puntando su un turismo sostenibile, che nel tempo porterà ad un riscontro socio-economico e ambientale positivo.
Purtroppo gli scheletri degli impianti rimarranno per decenni (smantellarli ha costi economici proibitivi per molte comunità montane), ma almeno ci possiamo sensibilizzare e limitare i danni.
Per rimanere in tema di impianti di risalita, questi sono stati definiti da molti come “il cancro delle montagne”. In molte delle valli che ho frequentato, Pratonevoso (Cuneo), Santo Stefano d’Aveto (Genova), dove sono stati costruiti impianti di risalita come se fossimo in Trentino, Veneto, ora si ritrovano mostri inutilizzati da decenni, che deturpano il paesaggio, non portando più alcun ritorno economico alla popolazione, se non addirittura scoraggiando il turismo.
A mio parere, attualmente si riscontra in molti casi un desiderio da parte del turista a rifuggire i luoghi montani che ricordano la città, ma anzi si preferisce rifugiarsi in malghe isolate o in luoghi meno civilizzati. Il Trentino Alto Adige in molte zone ha recepito questo messaggio puntando su un turismo sostenibile, che nel tempo porterà ad un riscontro socio-economico e ambientale positivo.
Purtroppo gli scheletri degli impianti rimarranno per decenni (smantellarli ha costi economici proibitivi per molte comunità montane), ma almeno ci possiamo sensibilizzare e limitare i danni.
Re: PETIZIONE X FERMARE ESPANSIONE AREE SCIISTICHE PROV. TRE
Il turismo è un’attività economica che, promuovendo e valorizzando le risorse naturali, storiche, culturali e sociali, incentiva l’occupazione e lo sviluppo locale, ed è verissimo che in molte aree rappresenta una delle opportunità, in certi casi anche l’unica per la popolazione di poter continuare a vivere e lavorare nella propria regione. Secondo me, al concetto di sviluppo sostenibile, bisogna associare il Turismo Sostenibile, inteso come un turismo che nel rispetto degli aspetti culturali e sociali delle comunità montane, preservi e salvaguardi il patrimonio naturale e la biodiversità dei luoghi. Partendo da questi presupposti si può garantire nel tempo un esercizio sostenibile e duraturo delle attività economiche che garantiscano benefici socio-economici alle comunità montane.
Per rimanere in tema di impianti di risalita, questi sono stati definiti da molti come “il cancro delle montagne”. In molte delle valli che ho frequentato, Pratonevoso (Cuneo), Santo Stefano d’Aveto (Genova), dove sono stati costruiti impianti di risalita come se fossimo in Trentino, Veneto, ora si ritrovano mostri inutilizzati da decenni, che deturpano il paesaggio, non portando più alcun ritorno economico alla popolazione, se non addirittura scoraggiando il turismo.
A mio parere, attualmente si riscontra in molti casi un desiderio da parte del turista a rifuggire i luoghi montani che ricordano la città, ma anzi si preferisce rifugiarsi in malghe isolate o in luoghi meno civilizzati. Il Trentino Alto Adige in molte zone ha recepito questo messaggio puntando su un turismo sostenibile, che nel tempo porterà ad un riscontro socio-economico e ambientale positivo.
Purtroppo gli scheletri degli impianti rimarranno per decenni (smantellarli ha costi economici proibitivi per molte comunità montane), ma almeno ci possiamo sensibilizzare e limitare i danni.
Per rimanere in tema di impianti di risalita, questi sono stati definiti da molti come “il cancro delle montagne”. In molte delle valli che ho frequentato, Pratonevoso (Cuneo), Santo Stefano d’Aveto (Genova), dove sono stati costruiti impianti di risalita come se fossimo in Trentino, Veneto, ora si ritrovano mostri inutilizzati da decenni, che deturpano il paesaggio, non portando più alcun ritorno economico alla popolazione, se non addirittura scoraggiando il turismo.
A mio parere, attualmente si riscontra in molti casi un desiderio da parte del turista a rifuggire i luoghi montani che ricordano la città, ma anzi si preferisce rifugiarsi in malghe isolate o in luoghi meno civilizzati. Il Trentino Alto Adige in molte zone ha recepito questo messaggio puntando su un turismo sostenibile, che nel tempo porterà ad un riscontro socio-economico e ambientale positivo.
Purtroppo gli scheletri degli impianti rimarranno per decenni (smantellarli ha costi economici proibitivi per molte comunità montane), ma almeno ci possiamo sensibilizzare e limitare i danni.
Re: PETIZIONE X FERMARE ESPANSIONE AREE SCIISTICHE PROV. TRE
ahahahha
scusate ma il mio pc ha fatto casino
se non si fosse capito sono per la clava e le caverne....
atecnologica

scusate ma il mio pc ha fatto casino
se non si fosse capito sono per la clava e le caverne....
atecnologica
Re: PETIZIONE X FERMARE ESPANSIONE AREE SCIISTICHE PROV. TRE
Già, qual è la giusta misura per preservare l'ambiente e nel contempo accontentare le richieste di chi in quell'ambiente ci vive e vorrebbe creare posti di lavoro?
Non faccio una recensione e neppure una tesi di laurea. In teoria tutto è possibile, ma concretamente all'amico albergatore gli impianti sciistici sembrano la soluzione migliore.
Si tratta di cambiare completamente l'approccio non solo alla montagna, ma alla natura in generale. E questa nuova educazione, se non parte dalle radici, sarà diversamente esportabile altrove. A me fanno piangere il cuore certi impianti di risalita abbandonati, ma maggiormente i sacchetti neri lungo le strade. Mi chiedo quale sia lo scempio maggiore.
Turismo sostenibile significa riempire di significato gesti semplici, portare ad apprezzare i paesaggi, i prodotti caseari... far divenire quegli alberghi luoghi di pace per lo spirito, quelle malghe punti di forza per i prodotti locali...
Siii, firmiamo questa petizione, ma cominciamo a firmarla nei gesti quotidiani... nell'eco-spirito-trail...
Non faccio una recensione e neppure una tesi di laurea. In teoria tutto è possibile, ma concretamente all'amico albergatore gli impianti sciistici sembrano la soluzione migliore.
Si tratta di cambiare completamente l'approccio non solo alla montagna, ma alla natura in generale. E questa nuova educazione, se non parte dalle radici, sarà diversamente esportabile altrove. A me fanno piangere il cuore certi impianti di risalita abbandonati, ma maggiormente i sacchetti neri lungo le strade. Mi chiedo quale sia lo scempio maggiore.
Turismo sostenibile significa riempire di significato gesti semplici, portare ad apprezzare i paesaggi, i prodotti caseari... far divenire quegli alberghi luoghi di pace per lo spirito, quelle malghe punti di forza per i prodotti locali...
Siii, firmiamo questa petizione, ma cominciamo a firmarla nei gesti quotidiani... nell'eco-spirito-trail...
Re: PETIZIONE X FERMARE ESPANSIONE AREE SCIISTICHE PROV. TRE
bella domanda.Luciano ha scritto:[...]
Già, qual'è la giusta misura per preservare l'ambiente e nel contempo accontentare le richieste di chi in quell'ambiente ci vive e vorrebbe creare posti di lavoro?
A me piaccioni i sentieri del Parco della Valgrande, spesso tracce che si perdono nei boschi abbandonati da più di cinquant'anni, ma apprezzo ancora - e parecchio - le autostrade di neve che gli impianti di risalita mi permettono di percorrere decine di volte in una giornata.
Difficile dire dove sta il compromesso giusto, però le scelte devono essere consapevoli. Non ho i dati, ma credo che l'indotto di una località sciistica moltiplichi facilmente PER DIECI le entrate di un comune di montagna.
Re: PETIZIONE X FERMARE ESPANSIONE AREE SCIISTICHE PROV. TRE
Il Trentino-Alto Adige, come Regione Autonoma, ha la possibilità di destinare fondi anche per valorizzare l'ambiente più incontaminato, pagando chi mantiene in ordine i sentieri, i boschi, gli alpeggi e le baite più isolate; proteggendo gli animali e creando veri Paradisi Naturalistici con i Parchi Regionali...specie attingendo dai lauti guadagni che derivono dall'indotto creato dagli impianti di risalita (!?!)...chiaro che questi ultimi vanno fatti con criterio e dove gli stessi hanno il minore impato ambientale ed il migliore costo/benefici, altrimenti oltre ad abbruttire l'ambiente, sono destinati all'oblio.simodr ha scritto:Il turismo è un’attività economica che, promuovendo e valorizzando le risorse naturali, storiche, culturali e sociali, incentiva l’occupazione e lo sviluppo locale...
A mio parere, attualmente si riscontra in molti casi un desiderio da parte del turista a rifuggire i luoghi montani che ricordano la città, ma anzi si preferisce rifugiarsi in malghe isolate o in luoghi meno civilizzati. Il Trentino Alto Adige in molte zone ha recepito questo messaggio puntando su un turismo sostenibile, che nel tempo porterà ad un riscontro socio-economico e ambientale positivo.
Re: PETIZIONE X FERMARE ESPANSIONE AREE SCIISTICHE PROV. TRE
Fatto...anche se in ritardo.
ciao.
ciao.