Traversèe de Verbier - 61km - 12.07.14

Anteprime e cronache

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DErunner
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Iscritto il: 09/09/2010, 14:07

Traversèe de Verbier - 61km - 12.07.14

Messaggio da DErunner »

Ieri dopo 13 ore 23 minuti e 15 secondi ho portato a termine la "Traversèe de Verbier St. Bernard" in Svizzera. 61km con 4100 m D+.
Proverò a rendere l'idea di cosa e come è accaduto quello che è accaduto.
La sveglia è all'alba e la vestizione dell'atleta (un rituale bizantino semplice come la vestizione di un cavaliere medievale, ma solo un po' più lunga) mi porta alla colazione.
Svariati idiomi risuonano nella salle à manger compreso il mio fluente francese maccheronico. Dopo un trasferimento in pullmann nella cittadina di La Fouly (sede della partenza), il retropensiero che oggi sarà dura si appalesa durante il briefing - inesorabile prima di competizioni del genere - perchè siamo informati dallo speaker che nella seconda metà della giornata pioverà (non "forse potrebbe piovere" o "due gocce ma state tranquilli", qui sono svizzeri e le loro parole sono Cassazione per noi italici...) e chi passerà dopo i primi (ad esempio, io) troverà fango e sentieri sdrucciolevoli. Questo mi fa passare la già remota speranza di un miglioramento meteo anche perchè a Verbier alle 6 antimeridiane, le condizioni erano quelle tipiche di Voghera a dicembre, solo un po' più freddo e umido.
Comunque alle 10 precise nel frastuono dei tipici corni elvetici che rattristano e di molto l'atmosfera si parte; siamo in 600 di circa 25 nazioni differenti e noto in prima fila Mister Simpatia Trail tale D.A. da Genova (pure lui, così siamo in due) ma figurati se saluta...mentre la prima parte scorre via subito in salita (strano, essendo un trail...) e dopo 10km siamo al Col de Fenetre (2698m) dopo aver attraversato una quantità di accumuli di neve: c'è foschia e ogni tanto sprina ma non si sta male. Dopo poco più di due ore (2h06') sono al ristoro del Grand San Bernardo; quattro canestrelli e un the caldo mi rimettono a posto e risalendo il Col de Chevaux (2714m il passaggio più elevato della gara) noto come ci sia davvero un "gran san bernardo" lì al Colle ma non trattasi come l'inclita potrebbe immaginare di canide oversize con botticella, bensì di gigantesca statua del Santo che in posa estatica rivolge lo sguardo al cielo. Lunga discesa fino a Bourg St. Pierre che mi accoglie dopo 4h32' con zaffate di fondue/raclette da togliere il fiato. La sala attrezzata per il ristoro sembra un mercato malese, un bazar iraniano tanta è la confusione; alcuni trailer hanno intere famiglie al seguito nemmeno fossero professionisti, compresa la moglie che massaggia i polpacci del marito mentre egli mangia un'improbabile pasta da un pentolino. Io mi limito a bere una Coca e una Rivella (misterioso beverone svizzero dal contenuto ignoto...e forse è meglio così) perchè sto entrando a larghe falcate nella mia zona critica. Infatti inizia la salita verso il Col de Mille (2480m) e questo è stato in assoluto il momento di maggiore sofferenza; quasi tre ore di salita sotto la pioggia e con sentieri impastati di fango. L'arrivo -penoso - al ristoro in cima al monte mi appare un miraggio: però arriva anche la nausea e subito dopo il vomito. Ma stavolta riesco a bere ancora un po' di the caldo misto canestrelli (erano finiti dentro) e riprendo il cammino. Sono al 38°km e non sono arrivato fin qui per fermarmi, cribbio...almeno non questa volta. Anche perchè non potrei...La lunga discesa verso Lourtier il punto più basso della gara (1074m) è contrassegnato da giochi di prestigio ed equilibrismi che nemmeno al Circo Togni e da sporadici conati rintuzzati da una fiala di gingseng e acqua minerale. Il fatto di non aver assunto sali durante tutta la gara è stato probabilmente decisivo per il mio delicatissimo equilibrio digestivo. L'arrivo al ristoro di Lourtier è sotto una pioggia continua e battente; ma non avevo ancora visto niente. In realtà io del panorama che mi ha circondato ed accompagnato per 13 e passa ore ho visto quasi nulla, in quanto la foschia mista a nebbia ha impedito ogni visuale di scorci ameni e paesaggi mozzafiato che, o almeno mi piace sperare, in 61km saranno stati numerosi.
L'ultima parte di gara (siamo al 49°km e sono a mezzo da 9h27') è quella per la quale da nove mesi mi sono preparato: 1200m di dislivello in meno di 5km e poi la picchiata verso l'arrivo. Incrocio uno che si è appena ritirato e mi augura bonne chance.
Ma quando esco dal ristoro inizia (forse lo sceneggiatore della gara ha tenuto alla fine una serie di colpi ad effetto) a piovere come come ben sa chi va in montagna: quella fitta a corda, impietosa e implacabile che rimbalza a terra e ti bagna anche dal basso. Ma non c'è bisogno in quanto siamo già tutti fradici e sporchi come minatori della Slesia.
La salita è indescrivibile a parole ma ci provo: si inizia con un sentiero dritto e ripido mentre la pioggia ormai ha passato il goretex. Poi peggiora perchè iniziano i tornanti, il fango e una pendenza al limite del ribaltamento.
Sta incominciando a far buio; mi si spegne il gps.
Ma io so che questo è il momento ed luogo per dimostrare qualcosa: che cosa? non lo so di preciso, ma ci ripenserò all'arrivo. A proposito in 13 ore ne hai di tempo per pensare e soprattutto per NON pensare e concentrarsi solo su quello che stai facendo senza distrazioni e senza diversivi (tipo la musica in cuffia che non porto mai con me). Di sicuro in un'altra vita io e tutte le svariate centurie di uomini e donne di ogni parte del Mondo dobbiamo essere stati davvero molto cattivi per espiare in maniera così crudele e prolungata le nostre orribili colpe. La salita - ormai è assodato - non finirà mai e assisto a scene strazianti di persone piangenti in piena crisi di tutto. Dopo 2h21' di salita ininterrotta, flagellata dalla pioggia che finge di smettere quando sei nella foresta ma riprende con rinnovato vigore non appena ne esci (persino i cavalli su alla Chaux a 2200m avevano il trench sulla groppa), con l'oscurità incombente, con la ormai consueta compagnia della nebbia e, novità! inizia a fare anche freschino (3°C), la sagoma del rifugio mi appare come il faro a Capo Horn. Sono quasi sicuro che Gesù Cristo con croce al seguito e corona di spine ci ha messo meno a salire sul Golgotha, che al confronto di questa ascesa agli inferi, era una scala mobile. Entro alle 21 e 49 e all'interno stufe in ogni dove per riscaldare trailer ormai stremati. Mi passa per la mente la domanda-fine-di-mondo che nessun trailer dovrebbe farsi, ma è solo un attimo e via che si riprende per l'ultimo segmento di gara: 7km mentre è calata l'oscurità totale. Qualcuno dirà: beh, ormai è fatta da lì all'arrivo è tutta discesa...
Sbagliato: è ormai appurato che gli organizzatori sono dei sadici e quindi noi siamo, ovviamente, masochisti perchè paghiamo pure per farci seviziare, e quel retropensiero del mattino si manifesta in purezza quando esco con la frontale accesa e... non vedo una cippa a parte la nebbia e la pioggia che mi sferza in orizzontale.
Il sentiero (?) è pressochè invisibile e le balises se possibile ancor meno, inoltre sto camminando in un toboga di fango liquido, scosso da brividi di freddo. La discesa è quasi peggio della salita e piego in due i bastoncini per rimanere in piedi: non so come ma non sono caduto nemmeno una volta. Probabilmente ecco la ragione delle braccia levate al cielo del Gran S. Benardo: ma cosa mi tocca fare per evitare che questi pazzi si ammazzino....
Buio totale e pattinaggio artistico su radici, pietre e guadi gonfi dalla pioggia. Quando dopo un'ora di penoso zampettare ed evoluzioni per le quali non mi credevo portato, la strada spiana e in certi tratti, risale; allora io inizio a correre.
Mi ero tenuto la forza, la mia forza, per questo momento. Lo sapevo che il cronometro poteva scorrere quanto voleva ma oggi lei era lì pronta a sostenermi fino alla fine. Verbier si intravvede lì in fondo e si scende lungo quella che immagino essere una bella pista di sci in inverno. Quando sbuco nella piazza con gli orologi Hublot inizio a sorridere: è fatta. Supero ancora un paio di concorrenti ed arrivo in piena spinta al traguardo. Maglietta di finisher (vedi post di ieri) e in albergo a far la doccia. O meglio a cercare di estrarre le scarpe da alcuni chili di terra. Sto bene e sono contento di me, curiosamente non sono nemmeno stanco.
Forse ho ancora colpe da espiare e gare da finire.
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GUABIX
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Iscritto il: 30/10/2012, 13:53
Località: Mongrando (BI)

Re: Traversèe de Verbier - 61km - 12.07.14

Messaggio da GUABIX »

Eccomi ...

Per essere la mia prima volta sopra i 50k , ho scelto proprio una gara "tranquilla" , niente da dire ... :)

Finisher in 15 ore (e un minuto) , diciamo che sono riuscito a "trascinare" i miei 103kg dignitosamente fino alla fine ..

Organizzazione Elvetica , controllo materiali completo e per tutti alla partenza , pochissime persone di assistenza sul percorso ( ho visto le divise del Secours solo alla cabane de Mille in mezzo ad una fitta grandinata .. ), ristori ok , balistaura essenziale ..

Ho visto persone abbracciare gli alberi pur di tentare di stare in piedi ..
Ho visto gente avvinghiata a stufe roventi ...
Ho visto una gentil donzella fare un bel salto dopo aver toccato con un bastoncino un filo elettrificato per le vacche , sotto il diluvio , eppoi esordire in una serie di espressioni degna della migliore scuola Oxfordiana :lol: ..
Ho visto il primo della X Alpine passarmi in scioltezza su per una rampetta , non ho capito se era inseguito da una muta di orsi arrapati o cosa , di certo filava come il vento ..
Ho visto un' attempato signore ad un ristoro cacciarsi in bocca insieme frollini , fette di salame ed uvetta , il tutto "condito" da un brodo incandescente ...
Ho sentito taaante parole nuove , in varie lingue , specialmente nell' ultima , bastardissima salita , dove facevi un passo avanti e scivolavi un passo indietro :lol: ..

Alla prossima !!
Guabix
sultano
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Iscritto il: 29/01/2014, 10:48

Re: Traversèe de Verbier - 61km - 12.07.14

Messaggio da sultano »

cari Derunner e guabix,
anch'io insieme a mio fratello arrivato dall'Irlanda per la gara(era felicissimo per la pioggia,non la vedeva da tempo...) abbiamo vissuto l'avventura della Traversee.Complimenti,avete reso in maniera perfetta le nostre sensazioni.
Il prossimo anno saro' di nuovo li',il "muro di lourtier" fa tanto male ma non se ne puo' fare a meno,e' la nostra malattia..
Ciao!
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