Mentre correvo la tdh mi chiedevo cosa sarebbe successo con il meteo analogo alla dolomiti sky run.
Volevo chiedere a chi di organizzazione se ne intende di piu se per organizzare un trail non si debba rispettare un regolamento di base.
Tipo un numero di ambulanze attive lungo il percorso in base al numero di concorrenti, postazioni soccorso alpino, volontari ecc
Non devono rispondere a nessuno per garantire un minimo di sicurezza???
Ad un organizzatore basta farti firmare una liberatoria per scaricare tutta la responsabilità?
regolamenti trail
Moderatore: leosorry
- Alessandrots
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Re: regolamenti trail
Esatto! Tanto se poi piove fermano la gara (per fortuna) e non ti rimborsanolek ha scritto: Ad un organizzatore basta farti firmare una liberatoria per scaricare tutta la responsabilità?
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Stefano Franco
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Re: regolamenti trail
Giusta osservazione la tua.
Posso darti il mio punto di vista, e farti un esempio da persona che sta organizzando un trail per la prossima estate, e che metterà sicurezza e assistenza sanitaria come priorità.
Innanzi tutto non è sarà facilissimo fare una prevenzione totale, perchè buona tratta dei quasi 80km con 4500+ del percorso non ha quasi vie d'accesso stradali, per cui dislocherò due ambulanze nei punti più lontani possibile, più o meno al quindicesimo, e al sessantacinquesimo km di gara, più quella già presente nel luogo di partenza.
Oltre a questo farò tre punti di Assistenza Sanitaria con relativo Medico, distribuendoli al venticinquesimo, quarantesimo, e cinquantacinquesimo kilometro. Ogni punto sarà anche fornito di defebrillatore cardiaco.
Poi ci sono i volontari, che saranno di aiuto in caso necessità, e il servizio scopa che sarà composto da gruppi di quattro persone di cui almeno una con conoscenze mediche per un primissimo soccorso o necessità.
Tutti quanti saranno collegati via radio (i telefoni non ricevono), alla centrale operativa, che disporrà il modo più veloce e sicuro l'eventuale soccorso.
Ci saranno anche due ulteriori punti di rientro di emergenza dove non arrivano le ambulanze, tramite cabinovia privata, di cui ho già avuto disponibilità.
Ovviamente, in ultimo, c'è anche l'elicottero del Soccorso Alpino, ma speriamo tutti vivamente che di tutto ciò che ho scritto non serva un bel niente.
Comunque ti posso garantire che smuovere tutto ciò ha un costo non indifferente, ma visto che personalmente lo trovo indispensabile, preferisco lesinare magari in altre cose che ritengo meno importanti e dare priorità a questa, e lo farò sia con 40 che con 400 iscritti!
Posso darti il mio punto di vista, e farti un esempio da persona che sta organizzando un trail per la prossima estate, e che metterà sicurezza e assistenza sanitaria come priorità.
Innanzi tutto non è sarà facilissimo fare una prevenzione totale, perchè buona tratta dei quasi 80km con 4500+ del percorso non ha quasi vie d'accesso stradali, per cui dislocherò due ambulanze nei punti più lontani possibile, più o meno al quindicesimo, e al sessantacinquesimo km di gara, più quella già presente nel luogo di partenza.
Oltre a questo farò tre punti di Assistenza Sanitaria con relativo Medico, distribuendoli al venticinquesimo, quarantesimo, e cinquantacinquesimo kilometro. Ogni punto sarà anche fornito di defebrillatore cardiaco.
Poi ci sono i volontari, che saranno di aiuto in caso necessità, e il servizio scopa che sarà composto da gruppi di quattro persone di cui almeno una con conoscenze mediche per un primissimo soccorso o necessità.
Tutti quanti saranno collegati via radio (i telefoni non ricevono), alla centrale operativa, che disporrà il modo più veloce e sicuro l'eventuale soccorso.
Ci saranno anche due ulteriori punti di rientro di emergenza dove non arrivano le ambulanze, tramite cabinovia privata, di cui ho già avuto disponibilità.
Ovviamente, in ultimo, c'è anche l'elicottero del Soccorso Alpino, ma speriamo tutti vivamente che di tutto ciò che ho scritto non serva un bel niente.
Comunque ti posso garantire che smuovere tutto ciò ha un costo non indifferente, ma visto che personalmente lo trovo indispensabile, preferisco lesinare magari in altre cose che ritengo meno importanti e dare priorità a questa, e lo farò sia con 40 che con 400 iscritti!
- claudio cunegatti
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Re: regolamenti trail
Da un certo punto di vista dico che sarebbe bello fosse così ma davanti ad un giudice la manleva serve a ben poco.lek ha scritto: Ad un organizzatore basta farti firmare una liberatoria per scaricare tutta la responsabilità?
Non ti rimborsano perchè a gara avviata (ma anche un'ora prima) tutte le spese che un organizzazione doveva sostenere le ha già sostenute.Alessandrots ha scritto: Esatto! Tanto se poi piove fermano la gara (per fortuna) e non ti rimborsano
Tutto questo è bello e si chiama Piano di soccorso sanitario (Pollo è un esperto, se ha tempo non mancherà di dirvi la sua) e come dicevi ha un costo. In effetti il costo varia pochissimo al variare del numero dei partecipanti. Il problema è che il costo è molto elevato dato l'ambiente dove si va ad operare. E' bello dire che l'assistenza la si garantisce sia per 40 che per 400 partecipanti, ma se ne fai 40, ammesso di trovare chi copre la spesa, la gara rischia di essere una edizione unica. Un piano di assistenza sanitaria serio è la voce di spesa più elevata per una garaStefano Franco ha scritto:Giusta osservazione la tua.
Posso darti il mio punto di vista......omissis
Comunque ti posso garantire che smuovere tutto ciò ha un costo non indifferente, ma visto che personalmente lo trovo indispensabile, preferisco lesinare magari in altre cose che ritengo meno importanti e dare priorità a questa, e lo farò sia con 40 che con 400 iscritti!
Qui http://www.regioni.it/download.php?id=2 ... odule=news potete trovare un documento che riguarda le regioni autonome a riguardo di "ORGANIZZAZIONE E L’ASSISTENZA SANITARIA NEGLI EVENTI". Non è una bibbia ma è un buon punto da cui iniziare a studiare.
Scusate se la sintesi mi fa sembrare un po' ruspio (trad. dal veneto: ruvido),è solo perchè ho sonno...
Re: regolamenti trail
Ha ragione Claudio, le liberatorie, così come sono fatte oggi, non bastano.
Forse occorrerebbe iniziare a lavorare in direzione opposta, non liberare l'organizzazione dalle responsabilità, ma fare in modo che i partecipanti se ne assumano esplicitamente qualcuna.
Scusate, forse sono quasi OT, ma secondo me c'è troppa roba sulle spalle di troppo pochi, e quei pochi sono sempre quelli. Secondo me l'assunzione quasi totale di responsabilità da parte degli organizzatori, non è la strada giusta, neanche per far evolvere la disciplina in tutte le sue direzioni, che sono quelle della competizione spinta, ma anche quelle della corsa d'avventura su terreno difficile e in autonomia.
La prestazione del team Ultraberico è stata magnifica, un vero esempio di passione e organizzazione perfettamente integrate (e un pochino, ma poco poco, di fortuna, che non guasta mai) ma i partecipanti ad una gara come la TDH, nella mia visione delle cose, devono prendersi un po' di responsabilità. E devono farlo ufficialmente, in modo esplicito
Suvvia, cosa centra il Cunegatti se tirano i fulmini. Non solo non deve andare davanti ad un giudice, ma non deve neanche preoccuparsi che possa accadere.
Io penso che una parte della responsabilità debba essere restituita, ai partecipanti. Ci sono delle costruttive considerazioni su questo tema in "Feet in the clouds", il bellissimo libro sul fell running inglese (il capitolo si chiama risk and responsability). Io penso che l'organizzazione di una gara debba mettere i partecipanti nella condizione di non portarsi sulla schiena uno zaino da 10 chili e di competere alla pari, indicando un percorso ufficiale. I pericoli della montagna, del terreno impervio e della meteo se li deve "sbombare" il concorrente. Poi l'organizzazione, se vuole, in caso di incidenti, potrà mettere in atto le misure del caso. Ma non essere resposabile se se qualcuno "sbrissa" (friulanismo che sta per scivolare) in mezzo al temporale. Andiamo, mica ti c'ha mandato il medico alla TDH.
Ci sarà qualche avvocato su spiritotrail? Ci sarà qualcuno che in grado di mettere giù una carta in cui chi partecipa ad una gara si assume consapevolmente delle reponsabilità.
Se continuiamo così sarà difficile tra un po' organizzare un corsa tra amici.
La cosa positiva è che i TA diventerannno delle attività semi-clandestine, in cui il passaparola avverrà tramite segnali agli angoli delle strade, delle specie di flash mob.
Possibile che un avvocato corridore, con un pochino di impegno, non riesca a trovare una soluzione al continuo aumento di difficoltà legali connesse con l'organizzazione di una gara?
O forse... che forse forse....la cosa è voluta? Ma no, preferisco pensare di no! Preferisco pensare che siamo geneticamente degli azzeccagarburgli scaricabarile, e tant'è.
Forse occorrerebbe iniziare a lavorare in direzione opposta, non liberare l'organizzazione dalle responsabilità, ma fare in modo che i partecipanti se ne assumano esplicitamente qualcuna.
Scusate, forse sono quasi OT, ma secondo me c'è troppa roba sulle spalle di troppo pochi, e quei pochi sono sempre quelli. Secondo me l'assunzione quasi totale di responsabilità da parte degli organizzatori, non è la strada giusta, neanche per far evolvere la disciplina in tutte le sue direzioni, che sono quelle della competizione spinta, ma anche quelle della corsa d'avventura su terreno difficile e in autonomia.
La prestazione del team Ultraberico è stata magnifica, un vero esempio di passione e organizzazione perfettamente integrate (e un pochino, ma poco poco, di fortuna, che non guasta mai) ma i partecipanti ad una gara come la TDH, nella mia visione delle cose, devono prendersi un po' di responsabilità. E devono farlo ufficialmente, in modo esplicito
Suvvia, cosa centra il Cunegatti se tirano i fulmini. Non solo non deve andare davanti ad un giudice, ma non deve neanche preoccuparsi che possa accadere.
Io penso che una parte della responsabilità debba essere restituita, ai partecipanti. Ci sono delle costruttive considerazioni su questo tema in "Feet in the clouds", il bellissimo libro sul fell running inglese (il capitolo si chiama risk and responsability). Io penso che l'organizzazione di una gara debba mettere i partecipanti nella condizione di non portarsi sulla schiena uno zaino da 10 chili e di competere alla pari, indicando un percorso ufficiale. I pericoli della montagna, del terreno impervio e della meteo se li deve "sbombare" il concorrente. Poi l'organizzazione, se vuole, in caso di incidenti, potrà mettere in atto le misure del caso. Ma non essere resposabile se se qualcuno "sbrissa" (friulanismo che sta per scivolare) in mezzo al temporale. Andiamo, mica ti c'ha mandato il medico alla TDH.
Ci sarà qualche avvocato su spiritotrail? Ci sarà qualcuno che in grado di mettere giù una carta in cui chi partecipa ad una gara si assume consapevolmente delle reponsabilità.
Se continuiamo così sarà difficile tra un po' organizzare un corsa tra amici.
La cosa positiva è che i TA diventerannno delle attività semi-clandestine, in cui il passaparola avverrà tramite segnali agli angoli delle strade, delle specie di flash mob.
Possibile che un avvocato corridore, con un pochino di impegno, non riesca a trovare una soluzione al continuo aumento di difficoltà legali connesse con l'organizzazione di una gara?
O forse... che forse forse....la cosa è voluta? Ma no, preferisco pensare di no! Preferisco pensare che siamo geneticamente degli azzeccagarburgli scaricabarile, e tant'è.
Re: regolamenti trail
Non sono né esperto di organizzazione, né di fatti legali.
Ma per quel poco che ne capisco, l'ultima parola spetta comunque al giudice che entra in gioco qualora (sigh.) succeda qualcosa di grave e lo fa "automaticamente" a prescindere da regolamenti, manleve, ecc.. solo per il fatto di intravvedere fatti di rilevanza penale.
Piuttosto però vorrei fare un "appello" a tutti gli appassionati che seguono il forum:
DOBBIAMO FICCARCI BENE IN TESTA CHE LA SICUREZZA IN UNA GARA TRAIL DIPENDE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DA NOI STESSI.
Da un bravo organizzatore, mi aspetto le informazioni necessarie a capire in modo oggettivo a quali genere di difficoltà andrò incontro e quali tipi di "servizi" mi offre. Con queste informazioni in mano (informazioni oggettive) cerco di capire se IO mi sento in grado di farcela con le mie forze e quali e quanti rischi devo mettere in conto di prendere (e questa è la parte soggettiva). E in base a questo decido se iscrivermi o meno.
Poi mi pare ovvio che un bravo organizzatore responsabile farà di tutto per poter rispondere in fretta in caso di incidente o cercherà di scongiurare l'incidente stesso... Se non per il suo "buon cuore" nei confronti dei partecipanti, almeno sarà portato a farlo per proteggersi da eventuali conseguenze legali. Ma questo è un suo problema, non il mio.
IL MIO PROBLEMA COME PARTECIPANTE E' QUELLO DI SAPERE VALUTARE QUANTO RISCHIARE E DI RIMANERE SEMPRE COSCENTE CHE COMUNQUE QUELLA CHE STO METTENDO A RISCHIO E' LA MIA PELLE!
Bisogna che ci rendiamo conto che lo sport che facciamo non potrà mai e poi mai essere messo in "sicurezza" secondo i criteri che vengono comunemente utilizzati per altre attività. A meno di stravolgerlo.
La mia paura è che se dovessero arrivare dei "regolamenti" (e l'altra mia paura è che prima o poi accada: vuoi per l'aumento dei partecipanti, vuoi perché anche solo per ragioni statistiche aumenterà anche la frequenza degli incidenti e mettiamoci pure che (accidenti) MI SEMBRA DI CAPIRE CHE CI SIANO SEMPRE PIU' PRATICANTI A CHIEDERLO!!!) il nostro sport sia finito (almeno nella sua versione "agonistica").
Secondo voi un "regolamento" serio fatto da una qualche "autorità esterna" con l'obiettivo di "mettere in sicurezza" cosa volete mai che faccia?
A me pare ovvio che "stare in giro per 20/30 o anche 40 ore, con qualsiasi meteo, su sentieri intrinsecamente pericolosi(ad es. classificati EE)" non potrà mai e poi mai essere considerato come *OGGETTIVAMENTE SICURO* da parte di nessuna autorità pubblica.
Date quelle premesse (la ricerca della *sicurezza oggettiva*) l'unico regolamento che ne potrebbe uscire (e che io stesso emanerei se per assurdo fossi chiamato a redigerlo) sarebbe molto semplice e chiaro:
REGOLAMENO PER GARE TRAIL
Art.1) Le gare trail sono vietate.
Secondo me se togliamo il *FATTORE SOGGETTIVO* di cui parlavo prima e cerchiamo a tutti i costi la "sicurezza per legge" questo è l'unico risultato possibile.
Ma per quel poco che ne capisco, l'ultima parola spetta comunque al giudice che entra in gioco qualora (sigh.) succeda qualcosa di grave e lo fa "automaticamente" a prescindere da regolamenti, manleve, ecc.. solo per il fatto di intravvedere fatti di rilevanza penale.
Piuttosto però vorrei fare un "appello" a tutti gli appassionati che seguono il forum:
DOBBIAMO FICCARCI BENE IN TESTA CHE LA SICUREZZA IN UNA GARA TRAIL DIPENDE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DA NOI STESSI.
Da un bravo organizzatore, mi aspetto le informazioni necessarie a capire in modo oggettivo a quali genere di difficoltà andrò incontro e quali tipi di "servizi" mi offre. Con queste informazioni in mano (informazioni oggettive) cerco di capire se IO mi sento in grado di farcela con le mie forze e quali e quanti rischi devo mettere in conto di prendere (e questa è la parte soggettiva). E in base a questo decido se iscrivermi o meno.
Poi mi pare ovvio che un bravo organizzatore responsabile farà di tutto per poter rispondere in fretta in caso di incidente o cercherà di scongiurare l'incidente stesso... Se non per il suo "buon cuore" nei confronti dei partecipanti, almeno sarà portato a farlo per proteggersi da eventuali conseguenze legali. Ma questo è un suo problema, non il mio.
IL MIO PROBLEMA COME PARTECIPANTE E' QUELLO DI SAPERE VALUTARE QUANTO RISCHIARE E DI RIMANERE SEMPRE COSCENTE CHE COMUNQUE QUELLA CHE STO METTENDO A RISCHIO E' LA MIA PELLE!
Bisogna che ci rendiamo conto che lo sport che facciamo non potrà mai e poi mai essere messo in "sicurezza" secondo i criteri che vengono comunemente utilizzati per altre attività. A meno di stravolgerlo.
La mia paura è che se dovessero arrivare dei "regolamenti" (e l'altra mia paura è che prima o poi accada: vuoi per l'aumento dei partecipanti, vuoi perché anche solo per ragioni statistiche aumenterà anche la frequenza degli incidenti e mettiamoci pure che (accidenti) MI SEMBRA DI CAPIRE CHE CI SIANO SEMPRE PIU' PRATICANTI A CHIEDERLO!!!) il nostro sport sia finito (almeno nella sua versione "agonistica").
Secondo voi un "regolamento" serio fatto da una qualche "autorità esterna" con l'obiettivo di "mettere in sicurezza" cosa volete mai che faccia?
A me pare ovvio che "stare in giro per 20/30 o anche 40 ore, con qualsiasi meteo, su sentieri intrinsecamente pericolosi(ad es. classificati EE)" non potrà mai e poi mai essere considerato come *OGGETTIVAMENTE SICURO* da parte di nessuna autorità pubblica.
Date quelle premesse (la ricerca della *sicurezza oggettiva*) l'unico regolamento che ne potrebbe uscire (e che io stesso emanerei se per assurdo fossi chiamato a redigerlo) sarebbe molto semplice e chiaro:
REGOLAMENO PER GARE TRAIL
Art.1) Le gare trail sono vietate.
Secondo me se togliamo il *FATTORE SOGGETTIVO* di cui parlavo prima e cerchiamo a tutti i costi la "sicurezza per legge" questo è l'unico risultato possibile.
Re: regolamenti trail
Beppe,
hai detto bene!!!
purtroppo alle gare ci sono molti Alessandrots, per cui temo che la tendenza sarà quella di sospendere la gara alla prima goccia!!!
la liberatoria fatta firmare prima non vale niente!!!
hai detto bene!!!
purtroppo alle gare ci sono molti Alessandrots, per cui temo che la tendenza sarà quella di sospendere la gara alla prima goccia!!!
la liberatoria fatta firmare prima non vale niente!!!
- augusto losio
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- Iscritto il: 06/09/2010, 7:59
Re: regolamenti trail
tilacino ha scritto:Ha ragione Claudio, le liberatorie, così come sono fatte oggi, non bastano.
tilacino ha scritto:Suvvia, cosa centra il Cunegatti se tirano i fulmini. Non solo non deve andare davanti ad un giudice, ma non deve neanche preoccuparsi che possa accadere.
condivido pure il resto, ma quoto le tre frasi per evidenziarle.BeppeGM ha scritto:Bisogna che ci rendiamo conto che lo sport che facciamo non potrà mai e poi mai essere messo in "sicurezza" secondo i criteri che vengono comunemente utilizzati per altre attività. A meno di stravolgerlo.
già in passato c'era stata una conferma sul fatto che la manleva non toglie alcuna responsabilità all'organizzatore, che può "solo" predisporre tutto quanto umanamente possibile per limitare il rischio.
il quale (lo dicono anche le normative in materia di sucurezza sul lavoro) non può essere annullato, ma solo minimizzato.
se io, che magari non sono nemmeno l'ultimo degli idioti e che comunque un po' di esperienza ce l'ho, scivolo a quel fottuto 87° km dato che c'era buio, piovigginava, mi scappava la cacca, ecceccecc, ho una responsabilità limitata assai, mentre il cunegatti del caso passa (se proprio gli va di sedere) almeno un bruttissimo quarto d'ora.
ma più facilmente passa giornate intere a sbattersi tra uffici e verbali.
e quindi? e quindi il problema forse insolubile sta nella parolina che ho sottolineato nella fase di beppeGM: il trail non è uno sport "comune", non solo perché ce ne sono di più pericolosi ma soprattutto perché ben poco può la tecnica quando noi facciamo affidamento (pressoché) unicamente sulla nostra testa e sulle nostre gambe.
e permettetemi di insistere su una cosa: ai trail si vede sempre più gente che è un missile sull'asfalto, ma dato che il trailer è una specie di incrocio tra un cavaliere e superman (nell'immaginario represso di molti) e che si veste come un ninja con i completini tanto fighi, allora via lancia in resta e come prima esperienza ci facciamo quella 80km - 5000 D+ che poi si racconta tutto in ufficio.
e poi la salita è troppo salitosa, la discesa è troppo discesosa, la lunghezza è troppo lunga, che palle tenere i propri rifiuti nello zaino...
perdonate la tirata un po' OT, ma ci vedo più di una attinenza.
il fatto è che è una questione di atteggiamento e di buon senso: purtroppo da qui non se ne esce.
- Canesciolto
- Messaggi: 571
- Iscritto il: 07/09/2010, 15:25
- Località: Treviso
Re: regolamenti trail
L'argomento gare annullate, responsabilità e regolamenti è stato già discusso in occasione dell'annullamento del Troi dei Cimbri nel 2011.
Se qualcuno fosse interessato all'argomento allego il link.
http://www.spiritotrail.it/forum/viewto ... 1&start=30
Penso inoltre che anche nei TA possa esistere una sorta responsabilità.
Qualora qualcuno si facesse male durante il TA e facesse denuncia per ottenere un eventuale risarcimento, di sicuro il giudice farebbe ricadere l'eventuale colpa su chi ha proposto il "giretto" in compagnia tra amici.
Anche se non è stata pagata nessuna quota di iscrizione esiste comunque una sorta di affidamento tra chi propone e chi aderisce all'attività.
Se qualcuno fosse interessato all'argomento allego il link.
http://www.spiritotrail.it/forum/viewto ... 1&start=30
Penso inoltre che anche nei TA possa esistere una sorta responsabilità.
Qualora qualcuno si facesse male durante il TA e facesse denuncia per ottenere un eventuale risarcimento, di sicuro il giudice farebbe ricadere l'eventuale colpa su chi ha proposto il "giretto" in compagnia tra amici.
Anche se non è stata pagata nessuna quota di iscrizione esiste comunque una sorta di affidamento tra chi propone e chi aderisce all'attività.
Re: regolamenti trail
il problema vale anche in occasione dei TA, specialmente se divulgo la notizia sui social.....