IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
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Re: IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
Grande Prof, sei l'orgoglio del Terzo Ristoro!
Re: IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
Pirlablackmagic ha scritto:Grande Prof, sei l'orgoglio del Terzo Ristoro!
Re: IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
Argento ha espresso in modo molto eloquente il principio di base del evoluzione della nostra specie - un evoluzione che é durato diversi milioni di anni (non le centinai e di migliaia di anni suggeriti da Gaggio - con tutto il mio rispetto).argento ha scritto:considerazioni da profano:
uno dei primi caratteri "umani" dei nostri progenitori è stata l'acquisizione della stazione eretta. Questa è avvenuta ben prima dello sviluppo delle dimensioni della nostra scatola cranica. Perchè sia arrivato il bipodalismo è materia di discussione, comunque ha avuto i suoi vantaggi.
L'acquisizione dei caratteri che permettono corsa di resistenza dovrebbe essere arrivata prima che si evolvesse H. Sapiens e i caratteri sarebbero stati poi conservati (immagino).
I primi ominidi hanno cominciato ad uscire dalle foreste circa 7 milion di anni fa - Sahelenthropus Tchadensis (trovato in Ciad), Orrorin Tugenensis (Kenya) i cui cervelli avevano un volume di circa 350-400cm3 (paragonato al odierno 1100 - 1200cm3. Altri specie sono stati datati fra 4 a 6 milioni di anni fa in Etiopia (Ardipithecus Kadababba e Ardipithecus Ramidus).
Perché sono uscite dalla foresta? Probabilmente un cambiamento di clima che diminuiva l'estensione della foresta e li obbligava ad andare a cercare cibo nella savanna.
Probabilmente camminavano male e sicuramente non cacciavano. Mancando la possibilità di reperire abbastanza nutrimento da frutta, fogli ecc. é probabile che hanno cominciato a scavare per trovare tuberi da mangiare - questi andavano pestati con rocce per renderli mangiabile anche con i loro denti e mandibole robuste ma avrebbero cambiato la dieta di questo ominidi introducendo una forma di "starch".
Fra 2 e 4 milioni di anni fa sono apparsi altri ominidi i così detti Austrolopithecus di cui sono stati identificati diversi rami (anamensis, africanus, afarensis, sedia, garhi, aethiopicus, bossi, robustus).
Questi Austrolopithecus camminavano in un modo più umano rispetto il loro predecessori e avevano un volume di cervello più ampio (da 400 a 550cm3).
A questi Austrolopithecus sono succeduti il Homo Erectus circa 1.9-2 milioni di anni fa. Questo ominidi era molto più simile a noi, camminava come noi e aveva un cervello più grande ma non ancora come il nostro. Il homo erectus é anche uscito dall'Africa e esistono scheletri trovati in Europa (Georgia) e in Indonesia e Cina.
Ovviamente durante questo arco di tempo gli ominidi sono evoluti verso un stile di ambulazione eretto invece di quello quadrupede.
Le differenze scheletriche che ci permettono di camminare e correre mentre le scimpanzee e gorilla fanno fatica sono multipli:-
Un collo verticale che ci permette di guardare avanti e tenere il cranio in asse. Spalle più basse rispetto la testa.
Una schiena lunga e curvata nella zona lombare
Una vita stretta e lunga
Una zona pelvica orientata in modo laterale (invece che anteriore)
Una giuntura della anca molto grande
Ginocchi allineati sotto le anche
Una giuntura dei ginocchi grande
L'osso del tallone grande
Una formazione all'arco del piede
Dite del piede corte
Questi cambiamenti scheletrici sono evidenti anche nei scheletri di Australopithecus ma in modo meno evidente. Quindi sicuramente camminava e forse anche correva ma non bene. E quasi certo che arrampicava meglio con e le sue braccia lunghe e potenti e le gambe più corte.
E improbabile che Australopithecus cacciava (forse catturava animali piccoli) mentre é abbastanza probabile che h.erectus lo faceva, proprio perché camminava e correva bene.
Sembrerebbe che lo sviluppo del cervello (grazie ad una dieta più completa e più ricca, inclusa il proteine e grassi) e lo sviluppo dell'abilità di camminare eretto sono andati avanti a pari passo, l'uno avvantaggiando l'altro.
Re: IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
il correre per andare a caccia mi sembra una teoria fantasiosa. la corsa è qualcosa che è avvenuta molto dopo. da alcuni articoli che ho letto in passato la vera differenza dell'uomo sta nella capacità di adattamento (e quindi dal cervello) e i grandi cambiamenti che ci hanno fatto evolvere sono l'acquisizione della postura erette (come già detto da tanti) e la capacità di lanciare. quest'ultima ha consentito ai nostri predecessori di poter cacciare senza arrivare ad uno scontro fisico e quindi senza correre il rischio di ferite (e probabilmente morire a causa di quest'ultime) e di potersi difendere da altri predatori che erano sicuramente meglio attrezzati di noi (artigli, denti, prestanza fisica). per quanto riguarda la corsa, almeno l'uomo moderno, non è programmato per la corsa di resistenza. avete presento il famoso "muro del maratoneta"? ecco quello in condizione di normalità è il nostro limite, al contrario siamo programmati o evoluti per camminari tantissimo e per fare gli sprint (vedi scarica di adrenalina quando avvertiamo un pericolo, per esempio un cane, e lo scatto deciso per scappare che avviene in modo del tutto spontaneo)
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silverrain
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Re: IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
Per l'evoluzione umana, consiglio la lettura de...
Il più grande uomo scimmia del Pleistocene
http://it.wikipedia.org/wiki/Il_pi%C3%B ... leistocene
Il più grande uomo scimmia del Pleistocene
http://it.wikipedia.org/wiki/Il_pi%C3%B ... leistocene
Re: IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
C'é confusione fra il moderno concetto di caccia fatto con la forza e la sfida diretta e quello antico, tuttora praticato dai boscemeni del Kalahari e verosimilmente utilizzato dai nostri antenati in Africa. Cioé il cosidetto "persistence hunting". Basato sul fatto che gli animali non sudano e quindi per raffredarsi hanno bisogno di bere acqua, mettersi al riparo dal sole e aprire la bocca. Se vengono messi in condizioni di non fare questi 3 azioni per un periodo di tempo prolungato il corpo entra in un stato di surriscaldamento e eventualmente un collasso della sistema organica(inabilità di camminare, reagire, difendersi). Invece i uomin possono portare acqua in bottiglie (anche rudimentali), mettersi qualcosa in testa per ripararsi dal sole e sopratutto sudare. Seguendo, per esempio un antilope, per tanti ore i boscemeni sono in grado di rendere l'animale incapace di difendersi. A questo punto diventa facile abbattere l'animale con bastoni, sassi o altri strumenti. La cena é servita!peppe86 ha scritto:il correre per andare a caccia mi sembra una teoria fantasiosa. la corsa è qualcosa che è avvenuta molto dopo. da alcuni articoli che ho letto in passato la vera differenza dell'uomo sta nella capacità di adattamento (e quindi dal cervello) e i grandi cambiamenti che ci hanno fatto evolvere sono l'acquisizione della postura erette (come già detto da tanti) e la capacità di lanciare. quest'ultima ha consentito ai nostri predecessori di poter cacciare senza arrivare ad uno scontro fisico e quindi senza correre il rischio di ferite (e probabilmente morire a causa di quest'ultime) e di potersi difendere da altri predatori che erano sicuramente meglio attrezzati di noi (artigli, denti, prestanza fisica). per quanto riguarda la corsa, almeno l'uomo moderno, non è programmato per la corsa di resistenza. avete presento il famoso "muro del maratoneta"? ecco quello in condizione di normalità è il nostro limite)
Sicuramente l'abilità di lanciare oggetti o strumenti ha la sua importanza ma anche le grande scimmie hanno questa abilità.
L'uomo é l'unica fra gli animali che é capace di coprire lunghissime distanze senza sosta e portando il necessario (idratazione e nutrimento) per la sopravivenza appresso. E un addatamento evolutivo di importanza fondamentale.
Il muro della maratona é un limite per la corsa fatto ad una andatura sostenuta se non c'é integrazione di calorie, e rappresenta il punto in cui il cervello (Central Governor) avverte che proseguendo a quel ritmo il corpo arriverà presto in un stato di esaurimento di glicogeno (il carburante che permette la corsa veloce) e quindi rischia di arrivare al collasso - quindi il cervello ci obbliga a rallentare (limitando le quantità di fibre muscolare che possono essere usati). Invece la corsa fatto ad una andatura più bassa, in condizione di "fat burning" oppure con la possibilità di integrare durante la corsa (vedi il paragrafo sopra) può essere prolungato molto, ma molto più a lungo. Il limite é più una questione del sonno, come può testimoniare qualsiasi persona che fa ultradistanze, che non fattori organici.
Re: IL PIU' GRANDE MARATONETA DELL'UNIVERSO
Basta pensare che il 99% dell'a storia dell'uomo sulla terra è nel Paleolitico. 2.5 Milioni di anni quasi esclusivamente cacciando avranno pure comportato qualche adattamento alla resistenza !